MODEM contro MoDEM, ovvero gli apprendisti stregoni. La Siria risponde con un Movimento di folla contro Israele ai movimenti di folla contro il regime. Siamo al secondo stallo dopo quello libico. di Antonio de Martini

 Il problema palestinese e quello delle “masse in movimento” sono arrivati alla frontiera di Israele e tutti vedono le contraddizioni.

Chi abbia vissuto  e seguito le vicende politiche nel Vicino Oriente, sa che non é difficile   convincere –  specie con l’aiuto di qualche dollaro –  un gruppo di arabi  a dimostrare a favore o contro qualcuno, come non  lo è nel napoletano. La povertà spinge, specie i più giovani, ad audacie sconsiderate nella speranza di mettersi in luce ed é facile che ci scappi il morto sul quale poi ricamare.

All’inizio della “primavera araba” Israele aveva manifestato chiaramente preoccupazione e scetticismo  circa l’eventualità che  ne sarebbe scaturito un miglioramento epocale , ma quando lo sceriffo americano  si mette il cinturone  tutti finiscono per tacere.

Qualche falla nelle “strategie  democratiche”  l’avevo segnalata fin dalle prime manifestazioni in Tunisia,  facendo notare  che quando si ha fame, non si cerca la democrazia per la semplice ragione che non è commestibile. I  tunisini non stanno ricostruendo il  loro – mai esistito – sistema democratico . Si stanno rinviando le elezioni   e molti  stanno emigrando in numero crescente.  

La seconda falla – anche questa prevista –  sta emergendo in Egitto, dove gli scontri tra cristiani e islamici stanno assumendo una cadenza settimanale.  Sono i “fratelli mussulmani” che stanno costruendo la loro credibilità tra le masse, fanatizzandole. Era inevitabile che la creazione di un sistema  multipartitico   – anche qui è una novità  assoluta – desse spazio a chi avrebbe fatto leva sugli  archetipi culturali più radicati provocando l’emersione di contrasti  facili da risuscitare e utili a fidelizzare i seguaci.

 La terza e più delicata carenza  strategica  è stata “attaccare ” la Siria  che è l’unica a disporre di  una frontiera abitata con Israele, un’alleanza con l’Iran ed una forte influenza  sul vicino Libano. Si era  anche sottovalutata, da parte USA,  in particolare la capacità del sistema di rimanere coeso  in caso di  forti  pressioni esterne.

L’Egitto ha una lunga linea di confine con Israele, ma è  situata nel deserto del Sinai e i pochi agglomerati vicini alla frontiera  hanno più  interesse a fare contrabbando con la striscia di Gaza, che a togliere i paletti di confine. Anzi più il confine è marcato, più i guadagni salgono. Logica mercantile pura.

La Siria  invece ha la sua frontiera in una zona pietrosa e  semi arida come gran parte del territorio circostante . E’ abitata  poco, ma è abitata. Così il Libano che ha inzona forze di Hezbollah e un  nostro contingente militare.

I palestinesi  rifugiati nei paesi arabi vicini, hanno commesso  per anni l’errore  strategico di avvicinarsi alla frontiera in piccoli gruppi  armati, accettando la logica altrui. Adesso che si presentano  in massa e disarmati,  creano un problema di non facile soluzione:  gli occhi del mondo intero sono stati indirizzati  verso il Levante mediterraneo  da tutti i media.  L’abbrivio  comunicazionale impedisce  di nascondere questi nuovi poveri morti alla ricerca non tanto della Democrazia, quanto della Patria perduta.  Un vissuto ben più radicato nell’immaginario collettivo del mondo intero che ormai è edotto del problema.

Gli umani hanno sempre avuto una Patria, mentre  la Democrazia l’hanno da  relativamente poco  tempo e parecchi – incluso Churchill-  non ne sono necessariamente entusiasti.

La libertà  – congiunta  da sempre  alla più giovane Democrazia – sembra  anch’essa volersi ravvivare  separatamente  cercando   l’autonomia dal  partner.  Lo tenta la Cina, la Russia, gli Stati Uniti,  Israele, ciascuno a suo modo.  Questo fenomeno sta dando esca anche a forme di recupero patriottico  che hanno  un certo grado di pericolosità.

A manifestare alle frontiere israeliane  non ci sono più “borsisti” della Yahoo   e di facebook con passaporto USA in tasca come in Egitto. Ci sono dei disperati  senza casa e senza patria, disarmati,   che avanzano a frotte  contro una forza armata, disciplinata e ben nutrita che è costretta  a  sparare  sotto gli obbiettivi delle telecamere .

Zibi Brezinski  disse una volta che gli Stati Uniti dominavano il mondo con la comunicazione e che l’80% delle immagini e delle parole in circolazione erano di provenienza statunitense. Troppe parole e immagini finiscono per creare un effetto confliggenti .

Non aveva pensato che  questa comunicazione potesse essergli ritorta  contro, con una mossa da gioco del GO. Sono bastati 21 morti  per ché  venissero a galla tutte le contraddizioni  che erano state accuratamente nascoste e isolate.  E’ probabile che l'”unrest ” siriano adesso si fermi, in attesa di trovare la contromossa.

E’ iniziata la guerra psicologica asimmetrica e la superpotenza tecnologica del modem,  si trova accerchiata dai suoi stessi mezzi: il modem inteso come movimento democratico.   Speriamo nessuno  perda la calma.

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Commenti

  • Gianni Ceccarelli  On maggio 17, 2011 at 11:20 am

    Quando si mette in moto una palla -o più palle- su un piano che si sa inclinato, e molto, bisognerebbe cercare di evitare di fare bowling; d’accordo che ci vorrebbe più intelligenza e meno intelligence, ma forse basterebbe un intelligence più intelligente; ma con un Obama al vertice della piramide il rischio di fare inutili sfracelli mi pare notevole.giC

    • antoniochedice  On maggio 17, 2011 at 1:06 pm

      Quando non si sanno usare le palle, non si gioca a carambola. E ora che ci penso, non si prendono suites da tremila a notte senza sapere cosa è incluso e cosa no.

  • Pitocco  On giugno 9, 2011 at 12:26 am

    Sarebbe necessario evidenziare che i Fratelli Mussulmani, i veri fautori della rivoluzione egiziana, sono stati caldeggiati a piene mani dagli Stati Uniti e da Israele. Dopo sono possibili mille altre considerazioni, come le rivolte colorate sempre sostenute dai vari NDE del Congresso americano …

    • antoniochedice  On giugno 9, 2011 at 8:47 am

      Fautori sono le due potenze anglosassoni. Tutti gli altri strumenti, sono strumenti più o meno consapevoli

  • antoniochedice  On maggio 3, 2017 at 12:14 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Per concludere la pace in Siria, gli USA hanno bisogno di prendere un’altra musata e stanno scegliendo l’ultimo alleato: la Giordania. Vogliono che entri in guerra con la Siria e portino via il territorio che confina con Israele. Sono completamente pazzi. Questo articolo pubblicato cinque anni fa vi fornisce gli antefatti.

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