Con Wikileaks facciamo la prova del nove ? Cerchiamo wikidetectives

La miglior trasparenza politica possibile è assicurata dai cambi di governo e dalla impossibilità di far star zitto qualcuno che vuole dimostrare che lui faceva bene le cose e che era stato “preceduto da un incompetente e scalzato da un arrivista”.

Richard A. Clarke responsabile antiterrorismo con Clinton e Bush

Ciascuno di noi può – se ha il tempo, leggersi i “papelli di wikileaks” e rendersi conto della loro veridicità. Basta  cercare   date, paesi ed eventi – magari delicati –  di cui si è certi e vedere se sono trattati nei documenti pubblicati. Ad esempio le extraordinary renditions di Abu Omar, ci sono o no?

Se ci sono, sarà interessante leggere cosa ne dicono. Se non ci sono, significa che i documenti sono “ ad usum delphini” cioè documenti di stato depurati delle parti sensibili e usati per far fare pratica al delfino di Francia.  Nessun segreto da adulto  e mille consigli di cerimoniale.

Se avete voglia di approfondire e vedere quanto siano importanti i governanti italiani agli occhi degli alleati ( l’alleanza coi tedeschi evidentemente non ci ha vaccinato),  proviamoci, con l’aiuto di Richard A. Clarke che fu il responsabile antiterrorismo della Casa Bianca dal 1998 al 2003( marzo) e poi ha scritto un libro di memorie.

Nel libro pubblicato da Longanesi & C col titolo ” Contro tutti i nemici” l’autore sostiene la tesi di fondo che bisogna difendere la Costituzione 

la copetina del libro di Clarke nella versione originale. Quella italiana è identica.

anche contro chi vorrebbe usare il pericolo rappresentato dal   terrorismo per aggredire le civiche libertà.

A pag 97  l’autore ci dice che il suo predecessore – l’ammiraglio Pointdexter – ed il più noto colonnello  Ollie North  “ avevano sconfinato , adottando  procedure e politiche segrete , che erano miopi e, in alcuni casi, probabilmente illegali quando presero accordi per vendere armi all’Iran ……………. e poi  quando dirottarono una parte dei fondi  a favore dei ribelli anticomunisti Contras in Nicaragua.”

e ancora ”  Il Congresso aveva messo fuori legge gli aiuti ai Contras e lo scambio di armi con ostaggi violava  il principio …….”

Cosa c’entra l’Italia in tutto questo? C’entra perché il Congresso aveva anche proibito espressamente di chiedere aiuti finanziari ai servizi segreti alleati.  In altri casi, si chiedevano aiuti ai servizi alleati  e poi li si risarciva facendo approvare aiuti al servizio alleato, cosa che il Senato poteva approvare senza sospetti.

I Contras sono stati riforniti anche dopo la scoperta dell’affare Iran – Contras e questo è un fatto.

 Il secondo fatto è che le forniture sono state fatte da un mercante d’armi siriano che abita non lontano da Washington. Terzo che il predetto pare abbia accettato in pagamento  dei dipinti tra cui i due  Modigliani trafugati dalla Pinacoteca di Brera proprio in quel periodo. Forse ci sarebbe da cercare anche a proposito di un altro Modigliani scomparso in quel di Parigi, ma la cosa non ci riguarda direttamente.

 In pari tempo  il servizio italiano di intelligence  aveva licenziato il proprio “capo centro ” in centro america e che questi aveva fatto ricorso al magistrato avvalendosi di un avvocato del foro di Roma con studio in Largo Temistocle Solera. Quando la magistratura ordinò il riaccoglimento del soggetto illecitamente licenziato, questi venne – in ossequio all’ordine della  magistratura – riammesso nelle file dei dipendenti statali, ma assegnato a Milano come capo della sicurezza della pinacoteca di Brera in attesa della fine del procedimento.  Il segno zodiacale del precitato era dei “Pesci”.

 Abbiamo sentito dire  che i due dipinti  – che, su Internet,  non figurano nel novero dei quadri ricercati dal nucleo tutela del patrimonio dei CC e di cui la pinacoteca non lamenta la perdita  nel proprio sito alla voce “storia” – siano passati in Svizzera grazie a spalloni, consegnati all’ambasciata USA  a Berna per essere spediti col corriere diplomatico.

Abbiamo tra gli amici un esperto d’arte che  trovi traccia dei quadri – vorrei pubblicarne le immagini –  o qualche appassionato di Internet che spulci tra i pettegolezzi dell’ambasciata di Berna. Preannunziano l’invio di  un plico destinato alla Casa Bianca ?

Ambasciata di Roma: esistono dei cablo con cui l’ambasciata annunzia al centro che l’ambasciatore Rheinhardt è stato pescato dalla polizia italiana sull’appia antica mentre faceva all’amore col suo autista nella macchina targata CD?

Ambasciatore Martin  da Roma: conferma di aver dato 800.000 dollari al generale Micheli per rafforzare la campagna anticomunista  e che questi poi girò al MSI?

La signora Clinton, oltre alle dichiarazioni di simpatia per l’alleato italiano potrebbe riscattare i quadri e restituirceli?

 

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Commenti

  • urc  Il dicembre 3, 2010 alle 4:22 pm

    Tra le amene(!?!) letture di questi giorni posso richiamare alla vostra attenzione un romanzo di fanta-economia del 1976 di Paul E. Erdman – Il crack del ’79, pubblicato da Rizzoli.

    • antoniochedice  Il dicembre 3, 2010 alle 4:35 pm

      Si l’ho letto anch’io. Mi pare di ricordare che l’autore provenisse dalla finanza…

      • urc  Il dicembre 4, 2010 alle 10:54 am

        Tonino è corretto. Erdman Canadese di nascita del 1932, studi universitari negli USA e Basilea, ha lavorato presso lo Stanford Resarch institute di Palo Alto occupandosi di scienze economiche e finanziari, dopo aver diretto importanti organismi industriali e finanziari, ha continuato come consulentew finanziario di vari gruppi internazionali

  • antoniochedice  Il dicembre 3, 2010 alle 5:53 pm

    ERRATA CORRIGE: un amico mi segnala che uno solo dei quadri trafugati era di MODI’. L’altro era un Brueghel. Chiedo scusa la memoria mi tradisce nei dettagli, specie artistici. adm

  • Roberto  Il dicembre 6, 2010 alle 11:11 am

    Devo dire la verità: ho aspettato con interesse la pubblicazione dei file. Quando li ho letti mi è venuto in mente Fantozzi: una c…ta pazzesca!Gli unici che ne escono male sono gli americani perchè è chiaro a tutti che i loro diplomatici copiano i rapporti dai giornali, sono umorali, superficiali ed hanno la stessa voglia di lavorare di un impiegato della pubblica amministrazione…mi sa che in quanto a festine non hanno niente da imparare da noi.Ho anche la certezza che le informazioni vere non le mandano con le mail.

    • antoniochedice  Il dicembre 6, 2010 alle 11:54 am

      Commento lapidario !

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