PER FARSI TOGLIERE DALL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE, BASTA FARE QUALCHE OMICIDIO SU COMMISSIONE IN IRAN PER CONTO DELLO ZIO SAM E DEL CUGINO BENIAMINO. di Antonio de Martini

L’organizzazione MEK, (Mujahiddin E-Khalk) una organizzazione di, un tempo giovani, comunisti iraniani guidata da Massoud Rajavi e dalla moglie Maryam, è stata tolta – dal governo USA – dall’elenco delle organizzazioni terroristiche e ammessa nell’olimpo democratico con una conferenza stampa cui è stata conferita una certa solennità.
Si tratta di una ex organizzazione giovanile semi autonoma del partito comunista iraniano, il Tudeh, assieme al quale collaborò alla lotta per il rovesciamento dello Scià Reza , in cui il vincitore fu l’Ayatollah Khomeini.

Scaricati dai clericali vittoriosi, fuggirono all’estero rifugiandosi in Irak , collaborarono alla guerra di Saddam Hussein – voluta dagli USA – contro gli Ayathollah, installandosi col quartier generale in Francia e coi militanti armati al confine Iran-Irak dal quale hanno continuato con azioni di ricognizione e disturbo oltre confine.
Dopo la prima guerra del 1991, gli USA non chiesero pur potendolo, l’arresto di nessuno e non si preoccuparono di assicurare alla giustizia i killers dei funzionari americani assassinati per mano loro.
La dimenticanza è felicemente proseguita dopo la campagna militare del 2003 che portò alla occupazione dell’intero Irak, inclusa la zona di camp Asfraf dove i Mujahiddin bivaccavano tra una
Infiltrazione e l’altra.

La questione del nucleare iraniano, ebbe inizio con una serie di soffiate agli israeliani proprio da parte dei MEK che offrirono come prima data per l’operatività dell’atomica iraniana l’anno 2001 !
Le date sono state poi posposte mano a mano e ricordano singolarmente le “informazioni” che un furbastro iracheno forniva agli USA sulle armi di distruzione di massa in mano a Saddam.
Si chiamava Ahmad Shalabi , rischiò persino di diventare ministro o premier.
Gli USA si accorsero solo dopo l’occupazione del paese che l’ineffabile si era inventato tutto, ottenendo in tutto settecento milioni di dollari per una rete di resistenti rivelatasi inesistente.
Poi ci si accorse che Shalabi era ricercato dal governo Giordano per una truffa bancaria.
Altra rete di ” resistenti” inesistente è quella della organizzazione siriana per i diritti umani che non si è mai mossa da Londra e possiede un’arma temibile : una fotocopiatrice e i numeri telefonici della agenzie di stampa.

Tornando ai MEK, gli USA si limitarono a disarmarli e la joint venture Israelo-americana della intelligence, a usare questi iraniani per compiti di ricognizione oltrefrontiera.
I soliti giornalisti americani ben informati, hanno più volte ammesso che nel 2002 e nel 2008 i MEK hanno fornito intelligence sulle questioni nucleari, data la facilità di rapporti tra ex colleghi di università: dalle password per inserire i virus nei P C delle università , agli indirizzi di casa dei cattedratici da eliminare per rallentare i processi di ricerca, senza escludere la partecipazione alla eliminazione fisica.
Questa fase dei rapporti è stata gestita dagli israeliani ed è alle loro lobbies cui si deve l’attività che ha portato alla cancellazione dei MEK che hanno ringraziato ufficialmente Hilary Clinton.

Nella conferenza stampa, Myriam Rajavi – il marito è assente dal 2005 e forse è in Iran a dirigere la resistenza interna – ha detto che vogliono un Iran democratico e laico.
Chissà, forse dopo trentadue anni di regno della coppia, faranno un congresso per dare il buon esempio.

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Commenti

  • ahmad  On ottobre 2, 2012 at 4:24 pm

    sull’articolo che avete scritto sui Mojahedin del popolo, se veramente questo sito e’ un sito democratico allora deve scrivere anche la verita’, la verita di una resistenza che da parte del imperialismo americano per un un gesto di fede con regime dei mullah ha inserito il nome dei Mojahedin nella lista nera.
    queste sono le verita sui Mojahedin e se credete alla democrazia allora pubblicate anche queste a nome di un simpatizzante dei Mojahedin.
    grazie
    L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK)

    Fondazione
    Quello dei Mojahedin è il più grande e attivo movimento di opposizione in Iran. Fu fondato nel 1965 da tre intellettuali iraniani musulmani, come organizzazione politica.

    Ideologia
    L’ideologia dei Mojahedin è fondata su una interpretazione tollerante e democratica dell’Islam, secondo la quale le elezioni e il suffragio universale sono gli unici indicatori della legittimità politica.

    Piattaforma
    L’OMPI crede che la democrazia e la libertà siano gli emblemi e i garanti di un reale progresso sociale. In breve, crede e lavora per la conquista di un sistema pluralistico che rappresenterebbe la società iraniana nel suo complesso con tutte le sue diversità. L’OMPI propugna le libere elezioni, l’uguaglianza tra i sessi, l’abolizione di tutte le discriminazioni contro le minoranze etniche e religiose ed un sistema laico con la separazione tra stato e chiesa.

    Vittime della repressione, sostegno popolare
    L’OMPI è la prima vittima delle violazioni dei diritti umani in Iran. Nei tre decenni trascorsi, 120.000 di suoi membri e sostenitori sono stati giustiziati a causa della loro difesa della democrazia e dei diritti umani. Decine di essi sono stati assassinati all’estero. Solo nell’estate del 1988, circa 30.000 mojahedin prigionieri furono massacrati. L’esecuzione dei membri e dei sostenitori dell’OMPI continua da allora.

    Nonostante questa repressione, la rete dell’OMPI in Iran è rimasta attiva. Tutte le 11 persone condannate a morte per il loro ruolo nelle proteste popolari del 2009, sono state accusate di far parte dell’OMPI. Tre di loro sono stati giustiziate. Oltre 100.000 iraniani da tutto il mondo hanno preso parte all’ultimo grande raduno dell’OMPI a Parigi a Giugno 2012.

    In antitesi con il fondamentalismo islamico
    In considerazione della sua difesa di un Islam tollerante e democratico, questa organizzazione viene vista da molti esperti del Medio Oriente e personalità politiche di Europa e Nord America, come l’antitesi del fondamentalismo islamico. A questo proposito, 5,2 milioni di iracheni in una loro dichiarazione, descrivono questa organizzazione come “un baluardo contro il fondamentalismo islamico”.

    L’OMPI e l’Iraq
    L’OMPI è stato presente in maniera indipendente in Iraq per 26 anni. La residenza principale dei 3400 membri dll’OMPI in Iraq era Ashraf, trasformata da una pezzo di terra desolata in una città moderna grazie al denaro, al duro lavoro e alle risorse dell’OMPI.

    Durante questi anni i residenti hanno evitato di essere coinvolti negli affari interni dell’Iraq. Durante l’invasione americana dell’Iraq del 2003, i residenti di Ashraf sono rimasti completamente neutrali. In seguito, hanno volontariamente consegnato le armi alle forze militari statunitensi. In cambio, dopo che ciascun residente era stato accuratamente controllato da diverse agenzie degli Stati Uniti, gli ufficiali statunitensi hanno firmato un accordo con ogni residente del campo che garantiva la protezione dei residenti di Ashraf fino alla loro sistemazione finale.

    Nel Giugno 2006, 5,2 milioni di iracheni dichiararono il loro favore alla presenza dell’OMPI in Iraq e riconobbero l’OMPI come il maggior baluardo all’espansione dell’ingerenza dei mullah in Iraq. Su ordine del regime iraniano, l’esercito iracheno ha attaccato i residenti di Ashraf indifesi nel Luglio 2009 e nell’Aprile 2011, massacrandone 49 e ferendone 1000.
    A seguito di un accordo firmato a Dicembre 2011 tra le Nazioni Unite e il Governo dell’Iraq, e tra le Nazioni Unite e il Segretario di Stato degli Stati Uniti che garantiva la loro sicurezza ed incolumità, i residenti di Ashraf sono stati trasferiti a Camp Liberty, una ex-base militare americana vicino a Baghdad. L’ultimo convoglio di residenti ha lasciato Ashraf il 16 Settembre.

    L’inclusione dell’OMPI nella lista terroristica
    L’8 Ottobre 1997, l’Amministrazione Clinton designò l’OMPI “organizzazione terroristica straniera”. Il giorno seguente, un alto funzionario dell’amministrazione americana disse che questa designazione fu un “gesto di buona volontà” nei confronti dell’Iran (Los Angeles Times, 9 Ottobre 1997). Negli anni, moltissimi funzionari americani in diverse occasioni hanno riconosciuto che quella decisione non aveva nulla a che fare con il terrorismo e che non fu altro se non un tentativo di ingraziarsi il regime iraniano. Con il passare degli anni, il mantenimento dell’OMPI nella lista terroristica è divenuto un pilastro della politica estera dei mullah.

    Il Regno Unito e l’Unione Europea fecero lo stesso e inclusero l’OMPI nella loro lista nera, tutti agli ordini del regime iraniano. (In una intervista alla BBC del 2 Gennaio 2006, il Ministro degli Esteri britannico riconobbe che l’inclusione nella lista fu in risposta alla esplicita richiesta arrivata dai mullah.) Tuttavia, dopo una campagna politica e legale durata anni, sia il Regno Unito che l’Unione Europea hanno rimosso l’OMPI dalle loro liste nere nel 2008 e nel 2009.

    Il 16 Luglio 2012, la Corte di Appello degli Stati Uniti del Distretto di Columbia ha assegnato una vittoria all’OMPI nella sua incessante lotta per porre fine alla designazione di Organizzazione Terroristica Straniera (OTS-FTO) degli Stati Uniti. La corte ha decretato che questa designazione dell’OMPI era in violazione del diritto al giusto processo di questa organizzazione. La corte ha espresso dubbi sulle fonti del Segretario di Stato e sull’accuratezza delle informazioni contenute nel fascicolo redatto da questa agenzia per designare l’OMPI. La corte ha rinviato il caso al Segretario di Stato, ordinandole di riconsiderare la designazione dell’OMPI secondo le specifiche istruzioni della Corte.

    Dopo un ritardo di 16 mesi da parte del Dipartimento di Stato, l’OMPI ha riportato il caso di nuovo di fronte alla corte. Il 1° Giugno 2012, con una sentenza senza precedenti, la Corte di Appello degli Stati Uniti del Distretto di Columbia ha “ORDINATO al Segretario di Stato di respingere o accogliere la richiesta dell’OMPI non più tardi di quattro mesi dalla data dell’emissione della sentenza. In mancanza di una azione del Segretario entro il periodo dei quattro mesi, verrà accolta la richiesta di un decreto ingiuntivo per la rimozione dalla lista delle FTO (OTS).”

    La Terza opzione
    Maryam Rajavi, il Presidente eletto della Resistenza Iraniana, negli anni scorsi ha ripetutamente affermato che la soluzione alla crisi iraniana non è: né la continuazione della politica di accondiscendenza dell’Occidente, né una guerra o un intervento militare straniero.

    Maryam Rajavi crede e sostiene che ci sia una terza opzione: un cambiamento democratico realizzato fornendo sostegno politico e morale al popolo iraniano e alla sua resistenza organizzata. Ha anche esposto questa terza opzione per la prima volta nel Dicembre 2004 durante una visita ufficiale al Parlamento Europeo.

    La rivelazione dei progetti nucleari segreti del regime iraniano
    E’ stato l’OMPI a rivelare l’esistenza di un sito segreto per l’arricchimento dell’uranio a Natanz e di un reattore segreto ad acqua pesante ad Arak nell’Agosto del 2002. In questo modo, ha svelato il progetto nucleare clandestino dei mullah, tenuto segreto per 18 anni. E’ stato allora che la comunità internazionale si è resa conto della minacciosa prospettiva del tentativo dei mullah di acquisire armi nucleari. Negli anni, basandosi sulle informazioni ottenute dalla sua rete di contatti in Iran, l’OMPI ha fatto ben 80 rivelazioni sui siti nucleari segreti del regime iraniano, sui suoi progetti ed esperti nel suo programma sulle armi atomiche.
    La maggior parte di queste rivelazioni sono state avvalorate dagli ispettori dell’IAEA.

    • antoniochedice  On ottobre 2, 2012 at 4:46 pm

      Domanda: siete o siete stati una costola del Tudeh, il partito comunista iraniano?
      Secondo vero o no che benché foste nella lista delle organizzazioni terroristiche , il governo americano non vi ha mai arrestati? Lei stesso dichiara che vi hanno alloggiato a camp Liberty.
      Secondo gli standard americani avrebbero dovuto ospitarvi a Guantanamo…..
      Non mi aspetto una confessione, ma nemmeno una presa per i fondelli.

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