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NEL SOLITO SILENZIO DEI MEDIA, DOPO AVER CHIESTO A SINGOLI E GOVERNI GRANDI SACRIFICI, GLI IMPIEGATI U.E. SI RADDOPPIANO LA PENSIONE ! di Antonio de Martini

Caro, vecchio KGB! Sarà anche stato al servizio di una bieca dittatura, ma,ha certamente allevato gente in grado di leggere un bilancio pubblico.
Dobbiamo sicuramente a un ricercatore attento dell’agenzia ” Russia Today” del 16 ottobre – ripresa solo dal ” Guardian” – la notizia che, zitti zitti, i burocrati di Bruxelles, mentre premevano per far varare ai 27 paesi della U.E. una serie di feroci risparmi sui consumi, e di inasprimenti tributari che hanno prodotto una serie di suicidi ed un andamento recessivo dell’economia in Europa, zitti zitti, dicevo, si sono raddoppiati il trattamento pensionistico, con il più alto incremento della pur ricca storia di questa ricchissima istituzione. Continua a leggere

FUMO DI LONDRA. di Antonio de Martini

Nove ore a Londra e sei appuntamenti. Più che di una missione diplomatica, mi ha fatto l’impressione di una tournée.
Una intervista al Financial Times ( al Die Welt l’intervista la diede il giorno prima) , dunque non in tempo per arrivare sul tavolo di David Cameron prima del meeting. Un incontro con il vice Clegg e uno com Millibrand del partito laburista, utili ma non utilizzabili.
Una lezione alla London School of Economics e un discorso a cento investitori della city ( cento investitori sulla piazza di Londra, sono uno sputo), in cui ha parlato bene dell’Italia.
L’incontro con Cameron ha fruttato solamente il commento che ” il governo e’ forte” punto.
Il pacchetto liberalizzazioni e’ miserevole al punto di assomigliare a una delle ” lenzuolate”di Bersani.
Se Monti credeva di poter vendere – rimettendoci, ma risolvendo – Finmeccanica, si sarà visto offrire di acquistare le attività missilistiche inglesi che sono in via di dismissione come l’ultima portaerei britannica che si avvia al disarmo. Ci sarà rimasto male.
Restano quattro giorni per impostare una politica seria e aggressiva da portare alla riunione dell’Eurogruppo dei ministri economici, ma credo che sarà Sarkosy a rubargli la scena.
Il risultato ottenuto mi pare sia quello di aver dato ai suoi interlocutori il senso della sua personale durata, ma temo che gli mancherà il tempo di rivendicare una politica europea da farsi a cura di Bruxelles.

I giornali hanno approfittato del naufragio della Costa Concordia ( NON DIMENTICHIAMO CHE E’ ORMAI DI PROPRIETÀ DELLA CARNIVAL AMERICANA) per distrarre l’opinione pubblica dal fiasco politico del presidente del consiglio e dalla notizia che in settimana la Grecia chiederà un altro taglio del debito alle banche private creditrici che già hanno accettato un taglio del50%.
Evidentemente andremo al settanta per cento o al fallimento.

Il problema e’ la spesa pubblica. Negli ultimi venti anni il prelievo del fisco e’ cresciuto dell’uno per cento all’anno. E la spesa non e’ diminuita mai.
Gli attentati a Equitalia sono arrivati a quota sette.
Lo scorporo tra Eni e rete gas ha suscitato molte perplessità, ma niente soldi.
L’unico ad averceli e’ Sarkosy.

L ‘ INGHILTERRA ( e Cameron) E’ ALLA FRUTTA ?

Il governo inglese comincia a dare segni di frattura all’interno della maggioranza ( un quarto dei parlamentari conservatori ha votato un ordine de giorno chiedendo di indire un referendum sull’uscita dalla UE)- nell’Euro l’Inghilterra non e’ mai entrata- mentre l’ Eurobarometro , il sistema di sondaggi della Unione Europea, annunzia che solo il 35% degli inglesi considera l’Unione Europea una “cosa buona”.
Il governatore della Banca d’Inghilterra ha annunziato una seconda iniezione di “quantitative easing”, ossia una immissione di 75 miliardi di Sterline sul mercato, ritenuti comunque insufficienti per scongiurare la depressione economica.
Il sistema pensionistico inglese presenta un deficit annuo di 1,3 miliardi di sterline, mentre l’INPS ha dichiarato 9 miliardi di euro di utili quest’anno.
100 economisti inglesi hanno firmato un appello al ministro delle Finanze Osborne, invitandolo a cambiare politica.
E’ appena il caso di ricordare che il governo di Sua Maesta’ ha nazionalizzato tutte le principali banche del paese e si trova a dover gestire le grane di Islanda e Irlanda, al punto chr lascia trasparire correnti di pensiero favorevoli all’indipendenza della Scozia, forse per sbarazzarsi della RBS , la. Royal Bank of Scotland, che continua a macinare perdite.
Nick Clegg, il vice primo ministro. Leader del partito liberal democratico, ha ammesso ufficialmente che “sarebbe un suicidio economico cercare di uscire o rinegoziare i termini di permanenza nella UE” .
A chi propone l’alternativa di una partnership atlantica con gli USA, Clegg ha risposto che la partnership inglese interessa agli USA nella misura in cui l’Inghilterra facendo parte della UE riesce a influenzarne le sorti ( ” because of our sway”). viva la sincerita’.
Il deficit inglese ha dimensioni spagnole ed e’ la riprova che quando si esercita influenza e potere, l’entità del debito assume importanza secondaria.
Il vero problema oggi e’ la strategia duplice che si presenta al mondo per uscire dalla crisi: il quantitative easing di USA e UK da una parte e la politica della lesina e dello scontro sociale della Germania, che può’ contare su un popolo disciplinato fino al pecoronismo.
La ragione per cui noi italiani ci siamo messi coi taccagni disciplinati, ha del miracoloso.

Antonio de Martini

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