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L’IRAN CATTURA UN ALTRO AEREO AMERICANO SENZA PILOTA. di Antonio de Martini

L’Agenzia iraniana FARS ha appena annunziato che le forze armate iraniane sono riuscite ad impadronirsi di un altro Drone americano in missione di ricognizione sul territorio della Repubblica islamica.
La notizia segue a ruota il comunicato governativo che annunziava la creazione di un cyber comando generale , diviso in sette aree, mirante a migliorare la capacità difensiva iraniana in quella che chiamano ” soft war” e che coinvolge il potenziale di software dell’Iran, duramente colpito da Stuxnet ed altri virus scagliati dalla cooperazione Israelo-americana contro gli scienziati nucleari iraniani .
I colpi subiti hanno evidentemente indotto l’Iran a premunirsi con la creazione di na nuova forza armata e la cattura di un altro Drone mette certamente in difficoltà il comando USA che ha comunque bisogno di conoscere le aree in cui dovrebbe eventualmente colpire in caso di incursione contro le installazioni nucleari persiane.

Nel frattempo, diventa un problema anche la disseminazione del software aggressivo.
Stuxnet è stato usato nei giorni scorsi anche per piegare le difese informatiche della società CHEVRON in California a puro scopo di spionaggio commerciale.

La tecnica di cattura consiste nel prendere possesso dei comandi del Drone, sottraendolo al controllore originario che lo ha lanciato. Questa tecnologia, opportunamente potenziata , consente di impadronirsi anche di aerei guidati da piloti esperti e pone un serio interrogativo circa la capacità israeliana di effettuare, senza perdite, incursioni in terra straniera.

LE TECNICHE ANTIGUERRIGLIA, I MEDIA, L’ETICA NELL’ ERA GLOBALE. di Antonio de Martini

Ho già scritto che la città di Aleppo dovrebbe essere dichiarata dall’ONU “città aperta” e i combattenti evacuati o se necessario, costretti all’evacuazione.
La proposta potrebbe essere lanciata tra una settimana durante la visita del Papa in Libano e appoggiata dai numerosi patriarchi delle varie confessioni cristiane e cattoliche assieme ad autorità religiose .
In assenza di una iniziativa morale di ripudio della violenza nelle città abitate da parte di chi ne avrebbe la potestà, ritengo che le distruzioni potrebbero essere limitate con l’uso di tecniche e tattiche più sofisticate da parte dell’esercito regolare.
La tattica dei ribelli DEVE provocare i maggiori danni possibili per dimostrare una importanza politica superiore alla consistenza effettiva mentre la riduzione dei danni umani e materiali, sarebbe nell’interesse dei governativi. Continua a leggere