Archivi del giorno: luglio 15, 2021

CUBA SI RIVOLTA , IL REGIME CEDE

di Antonio de Martini

L’isola é sotto embargo commerciale e finanziario imposto dal governo americano dal 1962.

Scopo della operazione é – come in Libano in questi giorni- far rivoltare – affamandola- la popolazione contro il governo dell’isola giunto al potere nel 1959 dopo aver denefestrato Fulgencio Batista, un ex sergente proclamatosi generale.

Impossibilitata a commerciare col possente vicino, il regime cubano, privato del suo capo sbrigativo e carismatico, ha visto avvicendarsi il fratello e uno scialbo successore scelto in via provvisoria dai veri potenti, non ha saputo nemmeno dare una parvenza di riformette come fece Raoul Castro che si é arroccato a capo del partito.

Il rafforzamento dell’embargo deciso dal presidente Trump ha dato il colpo di grazia a un regime ormai putrescente che ha sacrificato la libertà di tutti, come in Cina e Vietnam, ma senza produrre i risultati economici degli altri paesi a economia obbligata.

Si calcola che il 25% della popolazione sia fuggito , prevalentemente negli USA, mutando l’aspetto demografico dello stato della Florida.

Col PIL sceso del 35% a seguito della implosione dell’Unione Sovietica che assicurava un livello di vita dignitoso e con l’agricoltura e l’agrindustria locale che negli anni migliori non é mai riuscita ad assicurare oltre il 30% del fabbisogno alimentare degli undici milioni di abitanti, l’isola é ormai alla fame. La gente che aveva accettato la dittatura in cerca di dignità e giustizia – si é riversata nelle strade e quel che non poté la sete di libertà, poté il digiuno.

E’ l’ennesima dimostrazione che lo stato – in particolare quello di cultura marxista- non é in grado di pianificare l’economia o di comunque produrre ricchezza e che le riforme graduali di passaggio dall’economia statale a quella liberale sono fumo negli occhi, siamo alla rivolta della fame e siamo alla ennesima riprova che i mutamenti sono per natura repentini.

Impossibilitati a importare le ottocentomila tonnellate di grano necessarie al sostentamento dagli USA e impediti all’acquisto dal divieto USA di crediti con paesi terzi, il paese si é rifornito in Europa e regge sulla base del tesseramento ( La “livreta”) messo in opera da Fidel Castro nel 1963 e mai più eliminato. Intere generazioni che vivono di stenti e di economia sommersa, piccoli traffici, non ultima la prostituzione con i turisti.

Su tutti, ha regnato una nomenclatura politica comunista che ha anche cercato di creare una nuova dirigenza rispetto ai guerriglieri dei primi tempi, ma senza riuscirci.

Si narra che il CHE GUEVARA divenne il primo ministro dell’economia. Ben presto ci si accorse che non ne capiva e non si appassionava al soggetto. Interpellato da Fidel che gli chiese come mai avesse alzato la mano quando il leader maximo aveva chiesto “ chi é economista”, il Che rispose candidamente di aver capito “ comunista”.

I successori non hanno saputo fare meglio e il popolo li sta cacciando al grido di “cojones”. Il premier ha ceduto: i pesanti dazi sulle derrate alimentari di importazione – altra caratteristica tipica di quella mentalità- sono caduti e il premier ha promesso di emanare a breve una legge che consenta la creazione di società private anche sul suolo cubano.

Va detto che queste penose performance di governo e queste privazioni della libertà cui han fatto seguito quelle fisiche, sono state per anni il miraggio e la Mecca di molti cretini nostrani che oggi pontificano dagli scranni del governo italiano.

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