L’ANTITERRORISMO EUROPEO ADOTTA ” LA TECNICA DE LORENZO” di Antonio de Martini

Agli attacchi terroristici in quel di Londra, Teresa May, ex ministro dell’interno ed ora Primo Ministro in bilico, ha iniziato a rispondere “all’inglese”, ma , come per numerose iniziative britanniche , ha copiato dagli italiani, rifacendosi al precedente altoatesino gestito dal generale Giovanni de Lorenzo. Oggi che è San Giovanni, ho deciso di raccontarne un po perché è ora che spetti a ciascuno il suo.

Nel 1955 fu eletto inaspettatamente alla Presidenza della Repubblica, Giovanni Gronchi, sinistra DC ed ex sottosegretario di Mussolini.

Il suo primo passo, dopo aver fatto  acquistare dall ‘Iri una sua fabbrica fallimentare di vernici in Campania, fu di imporre la sostituzione del capo del SIFAR generale Ettore Musco, reo di aver dato parere sfavorevole alle superiori autorità sulla sua candidatura, essendo il Gronchi notoriamente neutralista e anti atlantico.

Per non finire dalla padella nella brace, Gronchi scelse un ufficiale che aveva notato in Puglia come comandante dell’artiglieria,  durante una manovra perché portava “la caramella” e non aveva precedenti “romani”.

Fu così che giunse al comando del SIFAR un ufficiale vergine di intelligence. Laureato in ingegneria, abituato ai calcoli di artiglieria, il generale di brigata de Lorenzo si mise subito al lavoro e tra le prime grane che si trovò sul tavolo, fu la questione altoatesina.

Nel 1956 infatti, il 20 settembre, un attentato ad un traliccio diede il via a una stagione  di tritolo al posto dei negoziati.  In genere, gli attentati dinamitardi servono a dare una immagine di potenza organizzativa e a reclutare adepti.

A mano a mano, si creò un movimento politico fiancheggiatore, responsabili di zona e una duplicazione politica-militare . Era nato il BEFREIUNGSAUSCHUSS SUDTIROL.

Ad attentati dimostrativi tipo quello alla tomba di un senatore ( Tolomei) fecero seguito altri attentati a locali tenuti da ” italiani” a Termeno, a caserme ( Gdf di Silandro) ecc.

L’ingegnere, come iniziarono a chiamarlo i suoi collaboratori,  reagì andando dal ministro dell’interno dell’epoca  MARIO SCELBA e dal Presidente del Consiglio Amintore Fanfani e diede il via al piano.

Mentre gli altoatesini di lingua tedesca in una riunione segreta in Svizzera decisero una escalation dopo aver ottenuto appoggi in Austria che portarono alla FEUERNACHT ( sempre il solito fosco folclore nibelulgico) – con 38 attentati in una sola notte –  uccidendo un povero stradino, de Lorenzo aveva reclutato e addestrato al sabotaggio  alcuni giovani patrioti  universitari inviatigli dall’on Giulio Caradonna, “con autorizzazione de li superiori”.  Dovevano essere non ancora soggetti alla Leva militare.

Ad ogni attentato in Italia corrispondeva un attentato, assolutamente simile nei procedimenti, in Austria. Gli austriaci capirono l’antifona e bloccarono ogni sostegno diretto e indiretto agli irredentisti da birreria.

I Carabinieri iniziarono le retate dei responsabili  ( il primo catturato , Franz Muhler, vuotò il sacco e più. Come si dice a Roma ” uno schiaffo per farlo parlare e due per farlo tacere”) . Il solo responsabile della Val Passiria Georg Klotz decise la resistenza armata e fu ucciso, mentre una serie di schiaffi ben distribuiti fece miracoli con gli aspiranti eroi, con un solo deceduto.

Ad ogni accusa di torture agli arrestati, de Lorenzo rispondeva con un elogio scritto al carabiniere incriminato e la stampa annunziava che si erano fatti male da soli. Dieci carabinieri incriminati: otto assolti e due amnistiati. Tra gli austriacanti, oltre 150 sentenze.

Per stroncare il terrorismo, gli inglesi ci hanno copiato e hanno adottato lo spartito dell’ingegnere.   Buona intelligence, trattamenti rudi fino a che parlano e dicono tutto, pene severe ai caporioni, se necessario la morte e difesa ad oltranza degli esecutori. Da qui il commento rabbioso del Guardian che insinua che a noi gli attentati non li fanno perché siamo una comoda testa di ponte islamica.

Sono loro che quel che hanno di buono ( la repubblica mercantile, le commedie di Shakespeare, il controterrorismo, il sesso) lo hanno imparato da noi. De Lorenzo al termine del suo mandato ebbe la prima leggina ad hoc: il SIFAR divenne un posto da generale di Divisione e lui fu promosso generale di divisione rinnovato nell’incarico.

 

 

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Commenti

  • gicecca  On giugno 24, 2017 at 5:44 pm

    Divertente e interessante. Grazie per gli auguri. Quel tale ucciso per sbaglio mi pare a Sesto san giovanni fa parte del quadro ? GiC

  • antoniochedice  On giugno 24, 2017 at 8:25 pm

    di sesto s Giovanni non so nulla.

  • Alessandro Fiorelli  On giugno 25, 2017 at 7:51 pm

    De Lorenzo non era “Vergine di intelligenze ” infatti vedi Wikipedia aveva fatto parte del SIM durante l’occupazione nazista di Roma….

    • antoniochedice  On giugno 25, 2017 at 8:56 pm

      ha partecipato alla Resistenza, ma in Romagna e il PCI ( Boldrini) lo fece cittadino onorario di Bagnacavallo. Nulla a che vedere col SIM che all’epoca era sbandato come il resto delle FFAA.

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