STATE SERENI: IN BASE A UNA NUOVA LEGGE, IN CASO DI GUERRA, SI PUO’ ANCHE DISERTARE E MANTENERE L’ONORE MILITARE di Antonio de Martini

Bisogna anche ammettere che il vincitore di Napoleone, il Duca di Wellington, disse “soldato che fugge buono per un’altra volta”.  Quando Scipione rase al suolo Cartagine, gli ultimi resistenti furono i 700 disertori romani che si lasciarono morire tra le fiamme piuttosto che affrontare il castigo di Roma. Altri tempi.

Lo scorso 24 maggio la Camera dei deputati ha approvato una legge che ordina di restituire l’onore militare a quanti tra i soldati della prima guerra mondiale si videro infliggere la pena capitale per diserzione di fronte al nemico.

La legge è stata presentata da due deputati, uno del PD – tale Scanu-  e una deputatessa  del movimento 5 stelle.( Basilio, classe 1975, di nome tradizionalmente italiano: Tatiana) Troverete tutti i dettagli di questo iter di legge ( relazioni, voto di commissione ecc) nel link sottostante queste parole:

http://www.camera.it/leg17/126?tab=&leg=17&idDocumento=2741&sede=&tipo=

Nessuna meraviglia, siamo in linea con la trasformazione del divorzio in una pratica da cinque minuti, il riconoscimento del matrimonio con chi ti pare e via dicendo.

Unica nota apparentemente dissonante è l’intenzione attribuita da un settimanale alla ministra competente ( ormai per cosa?) Pinotti che vorrebbe ripristinare il servizio militare obbligatorio. Poi a ben pensarci, ho capito: potranno togliere dalle statistiche dei disoccupati i duecentomila giovanotti ambosessi e il governo manterrà così la promessa di ridurre di duecentomila persone il numero dei senza lavoro dai dati ISTAT….

L’Unico che ha reagito è il professor Angelo Panebianco con un fondo sul ” Corriere della Sera” evidentemente sfugito al controllo. La situazione è stata subito ristabilita da un successivo inverecondo articolo del giornalista Cazzullo – già pronto a sostenere la battaglia per il matrimonio omosessuale e coronare il suo sogno d’amore –

Nessuna sorpresa: già nel 2007 il Parlamento aboli dal codice militare di guerra la pena di morte, cui si oppose _ abbandonando l’aula- il solo deputato Quagliariello ( con a verbale l’applauso del deputato Malan), ma non ebbero il coraggio di votare contro le indicazioni di sua maestà il partito. Abolita la pena di morte nel codice di guerra( che Quagliariello, uno storico, disse aveva contribuito allo stabilimento della democrazia ecc) era giocoforza pensare a riabilitare i colpiti dal provvedimento.

Il Papa ha corretto alcuni errori pregressi  come ad esempio il rogo di Giordano Bruno. Ma non lo ha fatto santo. Si potevano correggere eventuali errori, ma non restituire l’onore militare che è ben altra cosa.

Non ricordo più per intero la” preghiera del soldato” dei tempi miei, è passato troppo tempo. Però mi è sempre rimasta impressa una frase ” fai o signore che possa sentire nella voce del dovere che mi chiama l’eco della tua voce“. Spero si ricordino di cambiare anche questa frase, mi pare ormai inappropriata.

Dopo questa bella trovata, mi chiedo chi vorrà mai farsi ammazzare per obbedire a un ordine superiore per difendere la collettività e chi mai vorrà sacrificare le esigenze della propria famiglia per pagare le tasse. Hanno aperto il vaso di Pandora.

Gli avvoltoi hanno segato il ramo su cui stavano appollaiati.

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Commenti

  • Anafesto  On maggio 29, 2015 at 12:24 pm

    Credo che la questione della diserzione sia piuttosto controversa; quando facevo il militare di leva avevo esplicitato che mai avrei ucciso qualcuno perché un altro mi dava tale ordine, piuttosto mi sarei defilato (leggi disertato); questo mi valse un bel “non idoneo al servizio militare” o qualcosa di equivalente, dal che ne dedussi che ragionare con la propria testa e avere delle remore ad uccidere su commissione rendeva non idonei a fare il soldato.
    All’epoca i militari venivano istruiti sull’ordine pubblico e veniva loro inculcato che in caso di tumulti se il prefetto dava l’ordine al comandante si era tenuti anche a sparare sulla folla, anche se vi erano donne e bambini, pena non so quale punizione: considerando quanto enunciato sopra, realizzavo inoltre che se il problema mi fosse stato imposto, prima dovevo neutralizzare il comandante per interrompere la catena di comando, quindi il prefetto per evitare che uno psicopatico potesse fare una strage.
    In particolare, durante la prima guerra mondiale, un ragazzo del ’99 (mio nonno), mi diceva che erano più gli ufficiali e i carabinieri uccisi da “fuoco amico” che quelli uccisi dagli austriaci, perché imponevano gli assalti suicidi alle trincee austriache pena l’esecuzione di disgraziati che si fossero rifiutati.
    Sul fatto poi di difendere la collettività, bisognerebbe spiegare in quale modo hanno difeso la collettività i nostri soldati sul fronte greco-albanese o sul fronte russo; in questi casi, difendere la collettività per me, è impedire a degli idioti psicopatici di iniziare certe avventure.

    • antoniochedice  On maggio 29, 2015 at 1:12 pm

      Ho redatto il verbale di una inchiesta sui militari di leva denunziati da anonimi come corruttori che erano riusciti ad evitare il servizio militare.
      Uno che se ne vantava, è stato visitato: era monorchide ( aveva un solo testicolo, non che era monarchico) .
      Ovvio che invece di raccontarlo in giro lasciava credere di averla scapolata con destrezza.
      Sorvolo quindi sulle ragioni della riforma da lei addotte a meno che non esibisca i documenti originali.
      Per il resto, gli inglesi hanno un detto in cui mi riconosco” righe or wrong, My country”. ( che abbia ragione o torto, è il mio paese) .
      Mi riconosco in questo detto.
      Alcune guerre erano sbagliate dal punto di vista etico ( Libia, Grecia, Albania, Spagna); Altre sacrosante ( quelle di indipendenza) altre calcolate male ( seconda mondiale) altre sfruttate male ( prima guerra mondiale) ; altre inutili ( Afganistan, Irak,Somalia).
      Ma quando canta il cannone bisogna fare squadra, salvo poi a farla pagare ai responsabili. Possibilmente prima.

      • Anafesto  On maggio 29, 2015 at 9:46 pm

        Il cannone non canta mai da solo!
        Oggi non vale neppure il detto “abbia ragione o torto, è il mio paese”: siamo a far guerre, fuori dal territorio nazionale e non per difesa, per conto terzi; non ostante la Costituzione!
        Ora, anche in caso di dichiarazione di guerra, non sono più toccato attivamente, ma mi dia un solo motivo per non cercare di contrastare in qualsiasi modo la deriva a politiche guerrafondaie per compiacere qualche alleato molto ingombrante (la faccenda Ucraina per non far nomi) o la bellissima trovata tutta europea di andare a bombardare i barconi in Libia.
        La mia domanda è: certe politiche da parte di veri e propri “minus habens” devono proprio essere onorate pena l’etichetta di disertori?

      • antoniochedice  On maggio 30, 2015 at 6:06 am

        La etichetta di disertore la stanno eliminando, quindi il suo commento è strumentale e mira solo a fare propaganda alle sue idee speculari a quelle del governo, ma con un altro referente:la Russia. Non ci fa una bella figura. Chi tifa per l’avversario ( comunque scelto) in tempo di guerra non è un disertore: è un traditore.

  • Carlo Cadorna  On maggio 29, 2015 at 6:37 pm

    La questione è controversa perché sono state manipolate le ragioni dell’entrata in guerra: dai documenti risulta che le promesse austriache erano inaffidabili per volontà dei tedeschi. Per questa e molte altre cause era inevitabile che il governo decidesse di entrare a fianco dell’Alleanza.: il problema fu che vi entrò all’insaputa dei militari pensando, erroneamente, che la guerra sarebbe durata pochi mesi. Inoltre non furono valutate dal vertice politico le esigenze addestrative senza le quali le perdite sarebbero aumentate in modo esponenziale e l’inquadramento dei reparti sarebbe stato necessariamente scadente: ecco perché le critiche riguardanti le perdite ed il governo dei soldati devono essere rivolte a chi firmò il Patto di Londra senza valutarne tutte le conseguenze. Per quanto precede, le diserzioni non possono essere condonate perché furono sanzionate sulla base dei codici vigenti e l’eventuale provvedimento di clemenza sarebbe retroattivo e quindi incostituzionale.

    • antoniochedice  On maggio 29, 2015 at 8:34 pm

      Ottimo inquadramento del problema. Verifico.

  • AnarChicco  On maggio 29, 2015 at 6:52 pm

    Fare squadra quando la tua casa è realmente minacciata viene naturale a chiunque con chiunque altro si trovi nella stessa situazione. Vedersi ripristinare l’obbligo di leva sotto regime NATO e col clima corrente ha tutto un altro significato…

    Auguro diserzioni di massa e fenomeni di renitenza alla leva mai visti.

    • antoniochedice  On maggio 29, 2015 at 8:37 pm

      Stai scherzando: appena varata la leva, se ne occuperanno le mamme a togliere ogni velleità bellicista . Renitenza alla leva? Con la disoccupazione che c’è e tre mesi di licenza all’anno, nonché l’autorizzazione a seguire i corsi di studio ( universitari e non) , te li scordi….

  • Anafesto  On maggio 31, 2015 at 12:21 am

    “Chi tifa per l’avversario ( comunque scelto) in tempo di guerra non è un disertore: è un traditore.” … la Russia centra come i cavoli a merenda!
    Vediamo alla guerra in Libia, in cui l’Italia, grazie ai veri impresentabili traditori imposti dall’estero, si è precipitata. Sono traditore io, visto che grazie alle immonde porcate di alcuni italiani ed europei, Gheddafi che non mi è mai stato simpatico, ha cominciato ad avere il mio “tifo” e un qualche apprezzamento?

    • antoniochedice  On maggio 31, 2015 at 6:04 am

      Lei ha saltato la mia parte più importante: “in caso di guerra”.
      Per guerra si intende il coinvolgimento dell’intero paese in un conflitto ” serio”.
      Le cosiddette guerre asimmetriche hanno la caratteristica di colpire un paese di assai diversa capacità militare e infierire su di esso. Andrebbe proibita dalle leggi internazionali ed assimilata ai crimini di guerra, almeno per la parte bombardamenti.
      È come mettersi assieme sei adulti per picchiare un ragazzino.
      C’è una componente di vigliaccheria che non può non far simpatizzare per il ragazzino anche se soggetto da riformatorio.

      • Anafesto  On maggio 31, 2015 at 9:06 am

        Concordo con questa sua precisazione.
        Stando all’art. 11 della costituzione, l’entrata in guerra dell’Italia potrebbe essere ammessa in caso di aggressione da parte di un’entità straniera e solo in questo caso potrebbe essere dal sottoscritto non osteggiata con qualsiasi mezzo a disposizione, per altre avventure sponsorizzate da menti malate mi sentirei veramente un traditore a non osteggiarle.

      • antoniochedice  On maggio 31, 2015 at 9:35 am

        Vanno osteggiate anche se attuate da menti sane.

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