IN QUANTO A STUPRI, SONO IN MOLTI A FARE GLI INDIANI, SPECIE GLI AUSTRALIANI E GLI INGLESI. di Edoardo LAMPIS

EDOARDO LAMPIS è la persona che ha trovato e corretto il mio errore circa il numero annuale di stupri in India. Mi spiace non riuscire a pubblicare il quadro completo dei dati ONU degli stupri nel mondo che ha gentilmente trovato e inviato, ma posso pubblicare con piacere i commenti al quadro. Molto istruttivi. Manderò via mail il tabellone completo a chi me ne farà richiesta. antoniodemartini@gmail.com

VIOLENZE SESSUALI IN INDIA

Sono stato in India 10 volte. Fin dalla prima volta sono rimasto colpito dalla mitezza, gentilezza e grazia del popolo indiano. Sui media, in questi ultimi mesi sono apparsi numerosi articoli “cruenti” sugli stupri in India dove gli indiani appaiono come un popolo dedito alla violenza sessuale ed ai più efferati crimini verso le donne, soprattutto bimbe minorenni, trucidate, violentate, impiccate.
Non voglio mettere in dubbio che questi fatti si siano verificati.
E’ anzi probabile che il dato sulle violenza in India sia fortemente sottostimato e l’Onu ne registra infatti ben 22.182 nel 2010 (ultimo dato disponibile) in crescita rispetto al 2004 di quasi 4.000 casi con un incremento percentuale rispetto alla popolazione da 1,6 casi ogni 100.000 abitanti a 1,8 casi.
Indubbiamente una situazione pericolosa a cui il Governo indiano sta cercando di mettere rimedio con pene molto severe.
Inoltre il dato è sicuramente sottostimato perché moltissime donne (o uomini) indiani non denunciano la violenza in quanto svolta nell’ambito familiare o comunque con conseguenze sociali devastanti per le stesse vittime .
Lo stupro in India è stato descritto come uno dei crimini più comuni contro le donne e un rapporto delle Nazioni Unite lo definisce esser un problema nazionale.
Lo stupro coniugale a tutt’oggi non è ancora un reato penale. Le fonti indicano che i casi di stupro in India tra il 1990 e il 2008 sono raddoppiati.
Del numero totale di crimini contro le donne segnalati nel 1990, la metà erano relativi a molestie subite nei luoghi di lavoro

E NEL MONDO

Vediamo cosa succede negli altri paesi.
Mi sembra che il criterio più importante non sia il numero assoluto, bensì la percentuale rispetto alla popolazione:
La tabella che segue, purtroppo un po’ datata, riporta i dati Onu sulle violenze sessuali nel mondo.
Dati ONU
La seguente lista dell’ONU enumera i casi totali e percentuali registrati. Non include i casi per cui non è stata sporta denuncia. non specifica se i casi registrati siano presunti, se siano giunti a giudizio, o sia stata emessa sentenza di colpevolezza per il denunciato. Non tiene infine conto delle diverse declinazioni del termine “stupro” che si hanno nel mondo. Si noti che la tabella riporta i casi senza distinzione di genere includendo anche i minorenni.

COMMENTI AI DATI E ALLE OMISSIONI PIÙ SIGNIFICATIVE

Analizziamo qualche dato:
1) i peggiori sembrano gli Australiani che nel 2003 hanno fatto registrare 92 casi di violenza ogni 100.000 abitanti, oltre 50 volte più dell’India.
Sicuramente influisce una legislazione evoluta che tutela le vittime e le spinge alla denuncia. Da qui a spiegare una differenza tra 91,9 e 1,8 casi ogni 100.000 persone ce ne corre. Inoltre gli Australiani, scopertosi i peggiori in graduatoria hanno smesso di inviare le statistiche all’Onu.

2) Anche gli svedesi hanno una percentuale a dir poco inquietante da 25 casi ogni 100000 abitanti nel 2003 a oltre 63 nel 2010. E di sicuro su quest aumento folle non influisce la legislazione svedese, sempre stata all’avanguardia.

3) Gli Stati Uniti sono passati da 95.000 casi del 2004 a 84.000 del 2010. Un buon risultato si direbbe. Peccato che il rapporto ogni 100.000 abitanti sia sempre superiore all’India di oltre il 1.200% (12 volte di più). Se poi si considera il solo esercito statunitense, l’ultimo anno ha collezionato 26.000 denunce. Più di tutta l’India messa insieme che ha quasi 1,3 miliardi di abitanti.

4) Vi risparmio i dati sugli ottimi inglesi, che, con la loro flemma stuprano oltre 20 volte più degli indiani; su noi italiani che, dopo un raddoppio dei casi tra il 2003 ed il 2007 abbiamo smesso di mandare statistiche ufficiali all’Onu (o almeno così sembra dalla tabella). Sui Cinesi che non ci pensano proprio a inviare dati di alcun genere.

Mi domando allora se siamo vittime di una campagna di informazione “tendenziosa” che, con la scusa dei marò, peraltro trattati assai meglio dei detenuti indiani nelle nostre celle per reati molto minori , tenda a far credere che l’India sia un paese violento e crudele.
Io, in tanti viaggi, spesso anche lunghi non mi sono mai sentito in pericolo. Non ho mai assistito ad una scena di violenza. Sono sempre stato trattato come uno di loro. Sarà un caso, ma vale la pena di rifletterci bene prima di dare giudizi affrettati.

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