USA. IL GENERALE PETRAEUS SI DIMETTE DALLA CIA PER LE CORNA FATTE ALLA MOGLIE, MA FORSE LE HA FATTE ANCHE A OBAMA. di Antonio de Martini

Al secondo giorno dopo la conferma del mandato, e dopo l’ammissione del NYT che i ribelli siriani sono fuori controllo, il direttore della CIA, generale Petraeus, con una breve lettera di dimissioni, in cui si accusa di un ” extra marital affair” dopo 37 anni di matrimonio, esce di scena.
Poiché nella lettera di dimissioni il generale dichiara di aver prima chiesto l’autorizzazione a dimettersi al Presidente durante una udienza concessagli, risulta evidente che questa è la prima incombenza espletata da Obama al primo giorno del nuovo regno.

C’era bisogno di ammettere pubblicamente una relazione extraconiugale umiliando così la consorte di fronte a trecento milioni di americani?
La risposta è no.
È evidente il legame tra la pubblica ammissione tra gli errori politici, le crudeltà e gli stupri commessi dai ” ribelli” e le dimissioni del capo della CIA .
Gli eventi accaduti in Siria, sono di una gravità ben maggiore che non una storiella di sesso tra anziani consenzienti.
Esiste anche una interpretazione dei fatti propalata da una fonte vicina a Netanyahu ( Ben Shapiro di Breitbart TV) , il primo ministro israeliano che sente arroventarsi la sua poltrona ( Ehud Olmert, l’ex primo ministro , lo ha già attaccato pubblicamente chiedendosi se sia opportuno che resti al suo posto visto che ha fatto campagna per Romney) .
Poiché per la prossima settimana era prevista una audizione di Petraeus presso la commissione parlamentare che indaga sull’assassinio dell’ambasciatore Chris Stevens e dei tre Seals a Benghazi l’11 settembre scorso, la fonte vicina a Netanyahu ipotizza che si sia dimesso per evitare di testimoniare e coprire così le eventuali carenze dimostrate dall’amministrazione.

Tre difetti nella tesi: intanto la commissione ha facoltà di convocare chi vuole e si tratterebbe quindi solo di un rinvio; tra i convocati c’è anche il sottosegretario Patrick Kennedy responsabile del Dipartimento di Stato per la logistica ed altri funzionari CIA oltre agli inquirenti dell’FBI che hanno svolto l’inchiesta e quindi la verità verrà alla luce; infine l’amministrazione ha vinto le elezioni e questo argomento della mancata difesa del consolato – serviva a contestare Obama – ha perso ogni interesse politico e non varrebbe la pena sacrificare il capo della CIA per ritardare la testimonianza di un paio di settimane.

In realtà Barak Obama , costretto dalle esigenze elettorali a non dare il minimo spazio alle accuse di filo islamismo lanciate dalla lobby filo israeliana – lo hanno accusato anche di essere mussulmano – e strumentalmente utilizzate dai repubblicani, adesso riprende la sua piena libertà di azione e ha iniziato con Petraeus , nei paesi importanti l’Intelligence ha un ruolo determinante nella definizione della politica estera, continuerà con Leon Panetta e la Clinton – sostituendola con John Kerry ( uno yankee poliglotta già candidato presidenziale a capo della commissione esteri del senato) o col suo Consigliere per la Sicurezza nazionale Tom Donilon, e si riconcentrerà sull’area del Pacifico da cui ormai dipende la prosperità e la sicurezza americana.

A Petraeus si imputa di aver sottovalutato la Siria e di non essere riuscito, in quasi due anni, a vincere , di non essere riuscito nemmeno a unificare l’opposizione siriana contro Assad ( persino nell’ultimo convegno di Doha clamorosamente sconfessato da Riad Seif il candidato officiato dagli USA per la successione) di non essere riuscito a prevedere l’estendersi della ribellione curda ai curdi di Siria ( lo avrebbe previsto anche un bambino) ed i suoi effetti sulla dirigenza turca la cui bellicosità è stata sopravvalutata.
Anche in Libano la Siria è riuscita ad installare – in piena ortodossia democratica – un governo a lei certamente non ostile.Altra sottovalutazione.
In Pakistan la situazione è , se possibile, ancora peggiore: economicamente il Pakistan – che pure Petraeus doveva conoscere bene – si è avvicinato tanto alla Russia da costringere Obama a promettere concessioni nel Levante ai russi per bloccare almeno gli aspetti più eclatanti come la visita di Putin che è stata rimandata, ma il pipeline tra Iran e Pakistan è iniziato e darà ai Pakistani l’indipendenza energetica.

Israele è il punto più delicato della vicenda. Mentre la comunità israelita ha votato senza tener conto delle pressioni di Netanyahu, questi ha mobilitato ogni disponibilità israeliana contro l’ipotesi di rielezione di Obama ( inclusa la manfrina su Benghazi), Petraeus ( che non ha impedito i vari leaks sulla vicenda libica, tutti provenienti dalla CIA ) si è dimostrato incapace di frenare questa palese ingerenza straniera da parte di un paese che da da quarantacinque anni riceve tre miliardi di dollari annui di aiuti ordinari e varie altre forme di sostegno politico molto impegnativo.
In pratica, il generale si è mostrato molto abile nel fornire dati ai giornalisti Mentre era in Irak ( mandato da George W Bush) e particolarmente inetto nell’impedire i ” leaks” anti Obama durante la sua campagna elettorale.
Nel suo autodafé il generale dichiara di aver dimostrato ” extremely poor judgement” per aver tradito la moglie, ma a me sembra ( per non parlare del lavoro) che non si sia dimostrato un drago nemmeno nel prevedere chi avrebbe vinto le elezioni.
Sempre ieri , la delegazione palestinese ha fatto circolare nel palazzo di vetro la prima bozza di una risoluzione per l’ammissione come ” Stato osservatore”.
Se Netanyahu non lascia, Obama potrebbe non mettere il veto….

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Commenti

  • alexfaro  Il novembre 10, 2012 alle 4:30 pm

    Scusa ma x me il periodo non é chiaro,quando scrivi”Petraeus non é riuscito a prevedere l’estendersi della ribellione Curda ai Curdi di Siria”forse volevi dire,il riaccendersi della rivolta Curda in Turchia?
    Da ciò che mi risulta i Curdi di Siria,essendo una forte minoranza,stanno quasi tutti con Bashar Al Assad,il quale ha sempre sostenuto(anche se con alti e bassi)il PKK Curdo in Turchia.
    ps
    Secondo molti analisti medio-orientali anche i Curdi in Irak,ultimamente si sono avvicinati molto al governo Siriano,che essendo alleato con l’Iran,potrebbe appoggiarli x avere uno stato autonomo(Kurdistan)al contrario della Turchia Sunnita.
    un saluto
    Alexfaro

    • antoniochedice  Il novembre 10, 2012 alle 5:06 pm

      Mi spiace non essere stato chiaro. I curdi vivono a cavallo della frontiera turca con tutti i vicini. I turchi sono alle prese da trenta anni con l’irredentismo curdo nell’area prospiciente la frontiera con l’Irak, dove i partigiani si rifugiano dopo aver colpito i militari turchi. Da quando e’ iniziato l’unrest siriano, l’rredentismo curdo – armatosi con le armi ” abbandonate ” dall’esercito siriano che si e’ concentrato fuori dalla zona abitata dai curdi di Siria – si e’ fatto audace ed ha attaccato i militari turchi allargando la zone di guerriglia che questi devono presidiare. La guerra turchia contro curdi si e’ raddopiata come territorio e numero di combattenti curdi, mentre i turchi si sono trovati a fronteggiare Curdi-iracheni Curdi-siriani Siriani In pi’ la NATO ha rifiutato di intervenire coi “ribelli” siriani anti Assad nella zona di guerriglia curda dato che ha una vecchia alleanza coi curdi abitanti in Irak dai tempi della guerra contro Saddam Hussein.

  • carlo cadorna  Il novembre 10, 2012 alle 4:36 pm

    Ad ognuno il suo mestiere: i generali devono fare i Comandanti. Sono stati preparati per questo.

  • Orazio  Il novembre 10, 2012 alle 10:00 pm

    Se non ricordo male, in Iraq od in Afganistan, non era quel generale che gli hanno distrutto/dannegiato il velivolo parcheggiato in una zona ultrasicura?
    Non era per caso quel generale che aveva espresso un parere negativo per la guerra in Iran e si era fatto tanti amiconi gli israeliani?

    • antoniochedice  Il novembre 10, 2012 alle 10:27 pm

      Il parere negativo sulla guerra all’Iran lo ha dato il generale Dempsey capo degli Stati Maggiori riuniti. Nulla a che vedere.

  • Mario Maldini  Il novembre 11, 2012 alle 8:47 am

    Oggi ricorre San Martino, in Romagna, ma credo anche altrove, tradizionale Festa dei Becchi ( cornuti in romagnolo) . A Santarcangelo viene eretto un’arco
    al quale è appeso un paio di corna; se, al passaggio di una persona sotto l’arco,
    le corna si muovono e i campanellini ad esse appesi tintinnano, questo identifica
    il cornuto o la cornuta. Nelle giornate ventose pochi effettuano il passaggio.

    • antoniochedice  Il novembre 11, 2012 alle 9:43 am

      Si potrebbe affittare il congegno all’aeroporto di Washington da mettere accanto allo scanner…

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