AMMODERNAMENTO DELL’ISLAM : DUE SISTEMI A CONFRONTO. di Antonio de Martini

Il generale Kemal Pascià, detto Ataturk – padre dei turchi – è ricordato perché rappresenta
Il prototipo del dittatore ” illuminato” che , in maniera molto pragmatica, ammodernò l’islam con le buone e con le cattive, dando alla Turchia il posto che oggi occupa nel mondo.
Il tentativo di Atatürk fece concorrenza a quello britannico che, con la generazione degli ” effendi”
tentò senza successo di dar vita a una generazione imitatrice dell’occidente, capace di
guidare – eterodiretta – il Vicino Oriente nell’interesse di Albione.
L’esperimento dei giovani turchi ( nel nome, l’influenza dei carbonari italiani) nacque dalle ceneri della decadenza del Califfato e delle ripetute sconfitte nelle guerre balcaniche e in quella mondiale.
Formatisi a contatto con militari tedeschi e italiani, i militari turchi comprendevano la necessità di innovare profondamente la mentalità e di conseguenza tutte le strutture del paese anche contro le due forze di conservazione più restie : i preti e le donne.
La religione islamica non prevede l’esistenza di un clero, ma il posto è stato occupato dai “sagrestani” e dai giurisperiti che col tempo hanno assunto una posizione che oggi si direbbe di ” opinion leader”.
Cominciamo a conoscere queste persone come gli Imam, ma qui in occidente non vengono selezionati dai fedeli, né formati adeguatamente: gli opinion leader li scelgono i media dando loro spazio con le conseguenze e gli squilibri che vediamo.
Le donne, custodi delle tradizioni in qualsiasi comunità , non intendevano abbandonare il certo per l’incerto.
Per avvicinare i turchi all’occidente, abolito il Califfato e creata la Repubblica, il primo grande passo simbolico fu l’adozione obbligatoria dell’alfabeto latino preferito a quello arabo e al cirillico.
Il secondo fu l’abolizione del Tarbush ( che noi conosciamo come Fez) e del burka.
Il terzo, la proibizione dell’appello alla preghiera dai minareti e quella degli abiti sacerdotali in pubblico , di qualsiasi religione.( tuttora vigente) .

A fronte dell’innovazione forzata e alle reazioni che ne seguirono, i giovani turchi reagirono con intensità variabile, manganellando chi ostentava il Tarbush nelle pubbliche vie, mandando al creatore gli Imam che si ostinavano a lanciare l’appello alle preghiere senza toccare i cittadini.
Le donne, riottose per vocazione, furono aggirate con una manovra strategica di stile napoleonico: si decretò che esse potessero vestire come meglio credevano, obbligando pero le prostitute a portare il burka per ragioni di protezione della moralità pubblica.
Fu così che i burka scomparvero dal paese in un baleno.
Se notate la differenza, la politica americana di questo periodo ha fatto l’esattore contrario: si è alleata con il clero ( riconoscendo come interlocutori i vari Ayatollah Sadr, Sistani e Komeini) e con le donne offrendo loro una non agognata eguaglianza, spogliandole del velo con suggestioni estetico-eroticheggianti e ha ucciso con bombardamenti indiscriminati i cittadini piuttosto che limitarsi a colpire selettivamente gli opinion leaders.
Il sistema Atatürk è nato da menti permeate di cultura islamica , nell’interesse nazionale, osservando in casa le reazioni delle proprie donne, prescindendo dai canoni del perbenismo comune, con in mente un modello da costruire e conoscendo i bastioni da abbattere.

Il sistema americano, prescindendo dai danni materiali e morali causati che constatiamo quotidianamente, risente della non comprensione della realtà umana, culturale e religiosa in cui sta operando e si nota che ha fatto tesoro di quasi tutti i pregiudizi occidentali che l’orientalismo ignorante ha radicato nella nostra cultura.
Hanno voluto trapiantare il New Mexico in terra d’islam suscitando stupore, incomprensione, indignazione.
Non hanno cambiato l’alfabeto che avrebbe aperto a tutti il meglio della cultura occidentale, offrendo invece la TV e le sue suggestioni consumiste.
La gente ha così conosciuto il Grande Fratello, ma non ha letto Shakespeare o Voltaire.
Hanno appiattito l’abbigliamento , distruggendo il tessuto artigianale dei vari paesi a favore della civiltà dei jeans e Coca Cola.
Hanno combattuto la poligamia, ma girano con le amanti lasciando le mogli in Patria.
Hanno presentato l’abuso dell’ alcool E le pratiche omosessuali come elemento di libertà, il che può essere vero in California, ma non nel Kurdistan.
Hanno accettato e contribuito ad rafforzare l’autorità del clero come confermarono in Italia tanti Podestà , credendo di rispettare la religione o di assicurare la continuità.
Hanno Imposto tempi e forme di rapida emancipazione femminile che ha avuto più sapore di stupro che di amore.
L’incomprensione è la madre dell’odio. Prima erano odiati da Ben Laden. Adesso sono odiati da tutti.

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Commenti

  • fabrizio60  Il Mag 24, 2012 alle 11:09 am

    articolo ineccepibile, unico neo il fatto che la Turchia sta regredendo ad un secolo fa e quanlcuno vorrebbe portarcela in Europa, come se di islamici non ne avessimo già abbastanza

  • Frank  Il Mag 24, 2012 alle 12:49 pm

    Sulla base di cosa la Turchia sta regredendo?

  • fabrizio60  Il Mag 24, 2012 alle 3:19 pm

    la legislazione che il partito islamico al potere sta portando avanti, è chiaramente destinata ad eliminare il peso specifico dell’esercito (unico garante della laicità dello stato) e a trasformare il paese in una allegra repubblica islamica con annessi veli per le donne e altre amenità simili che già abbiamo il piacere di vedere anche in giro per le nostre strade (io vivo a Bologna e si cominciano a vedere in giro donne in burqua). A tale proposito mi domando dove stanno gli pseudointellettualoidi, le femministe e i vari progressisti in servizio permanente effettivo

  • Meglio di no  Il Mag 24, 2012 alle 4:42 pm

    Io di Ataturk sto seguendo un’altra traccia, credo molto più interessante di quella che lo vuole un riformatore, il padre dei turchi, ecc. Mi riferisco alla tradizione del sabbateismo che avrebbe minato dall’interno proprio l’Impero ottomano, di cui in molte volevano le spoglie e non certo per amore del progresso e della libertà. Quando poi si parla di militari che sarebbe loro i garanti della “laicità” non si di cosa, mi viene da pensare ai loro legami con un altro stato “laico”: quello di Israele, di cui forse sarebbero servitori per i suddetti legami. Quanto ai veli e ai burqa mi è capitato di vedere una cosa molto interessante a Londra, al famoso angolo degli oratori. Erano presente chiaramente due amiche, ma l’una quasi svestita con tutte le gambe ed altre cose bene in evidenza. L’altra aveva invece il burqua e si vedevano solo gli occhi… Ancora da ragazzo ricorda che mia madre usava mettere un velo alla testa, quando andava in chiesa… Insomma, non mi sembra che le battaglie di civiltà, anzi le guerre vere e proprie le si debbano combattere intorno al modo in cui uno si deve o non si deve vestire… Io in questa trappola non ci casco! Quanto poi all’islam in quanto religione, soprattutto nella versione che viene imposta proprio dagli emirati del Golfo – vero esempio di libertà e democrazia, grandi amici dell’Occidente e di israele – consiglio la lettura del recente volume di Ala al-Aswani, La rivoluzione egiziana, dove si leggono al riguardo cose diverse dalle solite… Ed in ogni caso la religione islamica mi preoccupa assai meno del cosiddetto “sionismo religioso” che è la vera minaccia della pace e da cui ci possiamo aspettare l’Olocausto nuclera, se non si procede al disarmo, allo «smantellamento» (così Neturei Karta) dello Stato di Israele, una «frettolosa invenzione» ottenuta con una valigetta di due milioni di dollari consegnati a Truman, al tempo della sua campagna elettorale… Ma sul “laicismo” dei militari turchi ho non poche perplessità.

  • fabrizio60  Il Mag 24, 2012 alle 6:25 pm

    Caro “Meglio di No” il tuo commento trasuda antisemitismo, perbenismo iperreligioso e una misoginia, che non commento perchè non mi sembrano commentabili, quando uno ritiene preferibile un regime islamico a uno laico, anche se sotto “tutela” militare;
    che ritiene siano preferibili le donne velate a quelle occidentali che hanno l’ardire di girare, se gli pare, mezze svestite e che quindi a quanto pare per te sono delle scostumate rispetto a quelle in burqua che hanno evidentemente una maggiore moralità qualunque commento potrebbe essere solo molto volgare, mi permetto solo un consiglio, trasferisciti in Iran, non è un alleato dell’Occidente e le donne hanno tutte un’altissima moralità, e se non l’hanno gli viene insegnata a frustate, come si usa tra persone civili.

    • antoniochedice  Il Mag 24, 2012 alle 7:10 pm

      Un mio commento al lettore che annunziava una regressione della Turchia, è scomparso e ahimé mi costringe a ripetere, ma mi consente adesso di rispondere anche ad altri due interventi nel frattempo arrivati.
      La Turchia “regredisce ” da venti anni al ritmo del 6/7% annuo di incremento del PIL, le sue imprese lavorano nelle costruzioni ovunque dalla Libia alla Russia .
      I militari sono stati ridimensionati dal potere politico senza uso di violenza, la costruzione delle trenta dighe nella Turchia orientale la rende una potenza energetica e di distribuzione delle acque dell’Eufrate da irrigazione, le Repubbliche di ceppo turco le hanno fornito un mercato di grande importanza commerciale, i gasdotti che stanno costruendo ne hanno rafforzato la valenza strategica
      e il ” ritorno all’islam ” finora è consistito nel foulard che il premier Erdoghan ha fatto mettere alla moglie….
      Lo scorso anno Istanbul è stata ” capitale europea della cultura” e chi aveva rifiutato l’idea della adesione turca alla U.E. è stato trombato dai suoi stessi concittadini.
      La Santa sede ed il Papa. Si sono dichiarati favorevoli alla adesione turca alla U.E.
      Non capisco questi ritardati storici e mentali che vogliono difendersi contro l’islam o il giudaismo. Vorrei che andassero a sfogare le loro frustrazioni e paure altrove. In questo sito si scrive di geopolitica e qualche volta di politica.
      D’ora in poi li bandirò dal blog nato per interloquire con gente che ragiona .

  • Frank  Il Mag 24, 2012 alle 10:21 pm

    Concordo. Questi ancora stanno al tempo delle crociate. Sul forum di casa pound o militia christi sarete i benvenuti.

  • fabrizio60  Il Mag 25, 2012 alle 12:03 pm

    tranquillo mi bandisco da solo, tengo solo a precisare che io penso di vivere nel 2012, ma in base a quanto succede nel mondo, quelli convinti di vivere ancora al tempo delle crociate sono proprio gli islamici

    • antoniochedice  Il Mag 25, 2012 alle 12:10 pm

      C’e’ una chiassosa minoranza di fanatici da entrambe le parti. Non li vogliamo.

  • antoniochedice  Il giugno 20, 2013 alle 6:54 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    PERCHÉ GLI AMERICANI SONO ODIATI O DISPREZZATI DA TUTTO IL MEDITERRANEO.

  • Francesco  Il giugno 20, 2013 alle 8:03 am

    mi spiace, ma considerare degli imam alla stregua degli opinion leader, come se la storia culturale di un popolo potesse cambiare con delle politiche “illuminate” lo trovo un discorso nemmeno geopolitico, semplicemente fantastorico. nè si tiene conto delle varie tendenze islamiche e le loro relazioni con altre entità culturali (=religiose). poi ci sarebbe da considerare se l’innovazione sia un bene assoluto in se stesso, ma qui si rischia di agitare le acque di altre bigotterie, leste a confondere la svendita dei valori culturali (multipli) di uno stato con il progresso materiale. vedremo cosa resta della storia culturale turca quando essa verrà assorbita dal modello occidentale, così giudicheremo la sua rivoluzione, storicamente. cosa se ne faranno poi i Turchi di Voltaire.. magari non lo leggono, ma ne hanno preso l’abitudine da illuminato, iniziando a distruggere un patrimonio archeologico vasto e ricco (in particolare chiese del III-VII secolo) ridotte a magazzini se andava bene, un po’ come gli americani che hanno cementificato siti archeologici di qualche millennio in Iraq fa per farne piste di atterraggio o depositi. da questo punto di vista sì possiamo dire che i segni dell’ammodernamento sono forti. infine è del tutto risibile il concetto che il mediterraneo odia gli americani … alleati col clero. tolto questo dubbio, ne risulta che l’ammodernamento turco funziona all’americana. si impara da tutto. saluti

    • antoniochedice  Il giugno 20, 2013 alle 8:29 am

      La frase che ha fatto ” saltare” Francesco è la seguente: “La religione islamica non prevede l’esistenza di un clero, ma il posto è stato occupato dai “sagrestani” e dai giurisperiti che col tempo hanno assunto una posizione che oggi si direbbe di ” opinion leader”.”
      Finita citazione.
      È evidente che Francesco attribuisce poteri salvifici agli ” opinion leaders” e si indigna. Ma la sua definizione di OL temo non sia quella corrente o comunque non è la mia.
      Per opinion leader intendo la funzione che un parroco cattolico svolge a Trebaseleghe ( Padova) : minaccia pene a chi trasgredisce, offre comprensione a che ne abbisogna e propone pellegrinaggi a basso costo.
      Nella accezione anglosassone, opinion leader è colui che propone agli altri i propri modelli di consumo.
      Nella sua accezione mi pare di capire che considera gli opinion leaders capaci di produrre cambiamenti sociali. Se mai lo hanno fatto, fu a pagamento.

      È possibile infine che la Turchia finisca con l’essere assorbita culturalmente dall’Europa – anche così facendo ci metterebbe del suo – ma molti temono l’inverso, in particolare la Merkel attraverso il suo intellettuale di riferimento, Sarkozy.
      Io spero che si crei una comunità mediterranea cui partecipi la Turchia e non la Germania.

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