DEI DELITTI E DELLE PENE. UNA PROPOSTA PER IL PAPA E IL PRESIDENTE

Negli Stati Uniti d’America, la popolazione carceraria é arrivata ai duemilioni e trecentomila persone ristrette nelle patrie galere.
Nemmeno nella Unione Sovietica al tempo di Stalin, si erano registrati numeri tanto elevati.

Anche da noi in Italia, pare proprio che il problema del sovraffollamento delle carceri sia ormai ineludibile. Secondo i dati della Amministrazione penitenziaria del 2005 , per i soli detenuti extracomunitari, lo Stato affrontava una spesa di 850.000,00 euro al giorno.
Se ben ricordo, affrontare il nodo delle carceri fu la prima richiesta fatta dal Papa al nuovo governo Monti.
É probabile che il precedente governo non abbia provveduto adeguatamente, per non farsi accusare di leggi ” ad personam” ( veramente sarebbe più proprio dire ” ad personas”) .
In effetti, la nostra popolazione carceraria occupa tutti i posti disponibili e salvo che non si voglia far dormire le persone in due turni, occorre farsi venire qualche idea innovativa.
Poiché tutto quel che non é tradizione, é plagio – lo diceva Salvador Dalì – proporrei di leggersi un bel libro che contiene una proposta interessante.
Un criminologo americano, ex ufficiale di polizia di Baltimora, Peter Moskos, nel suo libro ” In defense of flogging ” ( basic books 2011) sviluppa il concetto che sarebbe meglio flagellare un delinquente, piuttosto che imprigionarlo.
Costerebbe molto meno alla collettività e sarebbe più dissuasivo oltre ad avere una discreta valenza esemplare.
L’osservazione che ” gli USA hanno più persone in galera di quante ne abbia mai avute Stalin”, è una sua citazione apparsa su ” The Atlantic”.
Naturalmente in un periodo di generale lassismo, la proposta andava offerta con un ammorbidente e Moskos ce l’ha: offrire al condannato la scelta tra la frusta o la prigione.
Trovo l’idea affascinante e ricca di risvolti psicologici interessanti da una parte e dall’altra della gogna.

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Commenti

  • gicecca  Il maggio 19, 2012 alle 3:58 PM

    Sura XXIV, 2: “Flagellate il fornicatore e la fornicatrice, ciascuno con 100 colpi di frusta … e non vi impietosite ..”.
    E anche: “Tagliate la mano (solo le 4 dita della mano destra) al ladro e alla ladra come punizione per il furto fatto …” Sura V, 28.
    Costa poco, ci si mette poco tempo, ha effetti persuasivi permanenti.
    Poi possiamo anche tornare all’occhio per occhio, dente per dente del povero Hammurabi; e magari anche a prima, o a dopo, come nella canzone degli Articolo 41.
    In fondo, si risparmia !!! GiC

  • rinus  Il maggio 19, 2012 alle 4:09 PM

    Vorrei che l’autore del pezzo si facesse conoscere in modo che in caso di elezioni potrà contare sul mio voto.Sono perfettamente d’accordo, La pena delle scudisciate per ladri e bulli di quartiere mi sembra appropriata..Per i mafiosi e similari bisogna trovare qualcosa di più sostanzioso,qualcosa che ha che fare con la denutrizione per un periodo che fiaccherà loro la voglia di ripetere.Per le donne ladre,,truffatrici,qualcosa che li ferisce nell’amor proprio:taglio dei capelli a zero.e timbro chimico visibile.Mentre per gli stranieri frequentatori delle nostre galere un foglio di via a vita con timbretto a fuoco visibile.
    Se il presidente eletto dalla Finanza volesse iniziare a risparmiare ,invece di mandare in pensione gli italiani alcuni mesi prima di morire potrebbe fare risparmi con le carceri e mettere il popolo in riga.

    • antoniochedice  Il maggio 19, 2012 alle 5:19 PM

      L’autore sono io e non mi candidero’ a meno che anche i posti di spazzino siano tutti presi. Quanto a Gic, mi pare che non distingua tra la scelta di essere frustati e l’obbligo. Di taglio della mano l’autore non ha parlato. Ne ha parlato Maometto quando in Italia bruciavano le femministe come streghe e gli eretici ( e no) facevano una brutta fine.

  • Carlo Cadorna  Il maggio 19, 2012 alle 4:42 PM

    Stalin aveva poche persone in galera perchè le ammazzavano subito oppure le mandavano in Siberia e morivano di stenti ancor prima di arrivarci. Bisogna prendere atto che non abbiamo le risorse per pagare la rieducazione dei detenuti. Bisogna quindi istituire il lavoro obbligatorio in carcere.

    • antoniochedice  Il maggio 19, 2012 alle 5:20 PM

      Se in carcere ci fosse posto…

  • gicecca  Il maggio 19, 2012 alle 6:14 PM

    Antò ! Noi l’epoca delle streghe di Salem ce la siamo lasciata alle spalle. Qualcun altro no. GiC. Aribuona domenica a tutti, o anche – se preferite, buon venerdì anche se é passato.

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