BEFERA RESPINGE, MENTENDO, LE SUE RESPONSABILITÀ SUI SUICIDI DEGLI IMPRENDITORI, DICENDOSI ESECUTORE DEL VOLERE DELL’ AGENZIA DELLE ENTRATE DI CUI E DIRETTORE. INTANTO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA DI LECCE ANNULLA LE PENALITÀ SU UNA TASSA IN BASE A UNA LEGGE DEL 1997 APPLICANDO IL CASO DI FORZA MAGGIORE. NOTE CARATTERISTICHE DI UN CATTIVO SERVITORE DELLO STATO. di Antonio de Martini

Ripubblico in calce il mio post dell11 dicembre 2011 nel quale avvertivo BEFERA che era sovraesposto e che questa sovraesposizione nuoceva alla funzione del recupero crediti e avremmo finito per pagargli la scorta.

Facile profezia: adesso il signore ha la scorta ( costo mezzo milione all’anno) sottocasa e si permette anche di accusare una pubblica opinione a cui è ormai odioso quanto Sarkozy.
In più , la commissione tributaria di Lecce ( avv Matteo Sances) ha annullato le penalità che un imprenditore doveva pagare perchè la crisi improvvisa e da lui non provocata lo giustificava.
La notizia è tratta da un blog a nome http://www.vivamafarka.com
Udite, udite:
“Deve essere riconosciuto lo stato di forza maggiore al contribuente che, in una situazione imprevedibile di crisi economica, non sia stato in grado di pagare le tasse. Pertanto, in tali condizioni il contribuente non può essere soggetto alle sanzioni relative all’omesso versamento di tributi.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (precisamente la sentenza n.352/01/10 della CTP di Lecce, liberamente visibile sulla pagina del gruppo di Facebook “SOS FISCO”), la quale chiarisce come in virtù dell’art.6, comma 5, del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 “Non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore”.
I giudici di Lecce, inoltre, specificano che la crisi ha impedito il regolare svolgimento dell’attività dell’impresa e dunque il mancato pagamento dei tributi ha rappresentato “… una anormalità nella formazione della volontà del soggetto dovuta a questa causa particolare che esclude la responsabilità del soggetto stesso, in aderenza, a ciò che si verifica nel campo penale e civile”.
E ancora:
“I giudici, ancora, cercano di chiarire il concetto della causa esimente di forza maggiore, definendola come “una forza esterna, che determina la persona o la società, in modo inevitabile a compiere un atto non voluto. In definitiva per quanto concerne la ‹‹forza maggiore›› espressamente citata e prevista nell’art. 6 citato, essa può ricorrere in caso di fatti imprevedibili ed inevitabili da parte di terzi soggetti, che hanno impedito al contribuente di rispettale le norme fiscali.
Dopo aver accertato la presenza di tali condizioni, dunque, i giudici hanno disposto la cancellazione delle sanzioni, in quanto “la società ha dimostrato che nell’anno 2004, per il grave stato di crisi aziendale, dovuto a fatti indipendenti dalla propria volontà e capacità aziendale, … (la crisi del TAC e la crisi del suo principale cliente), ha avuto difficoltà ad affrontare tutte le scadenze previste per la liquidazione IVA e per il saldo del Mod. Unico”. Fin qui la notizia.
IL COMMENTO DOPO IL QUALE TROVERETE IL MIO VECCHIO POST DELL’11 DICEMBRE SCORSO.

Del Befera sarebbero auspicabili le dimissioni da almeno uno dei suoi due incarichi ( Equitalia, presidente e Agenzia delle Entrate, direttore) se vuole rendere minimamente credibile il suo distinguo che attribuisce a Equitalia il ruolo di mero esecutore e a lui quello di fedele servitore dello stato. Anche la legge del 1997 è una legge dello stato.
Dall’altro incarico sarebbero auspicabili le dimissioni per aver sovraesposto la delicata funzione di riscossione dei tributi dello Stato rendendola capro espiatorio delle tensioni sociali ed anche per essere andato a Cortina d’ Ampezzo con famiglia al seguito per controllare il ” blitz” sugli scontrini.
Se il controllo si fosse svolto nella zona mineraria del Sulcis, la famiglia non se la sarebbe portata…


L’intervista di Attilio Befera al “Corriere della Sera” fatta da Massimo Muchetti – il buttafuori dell’editore – e’ un chiaro esempio di quali danni possa fare un cattivo servitore dello Stato quando si monta la testa.
Ieri avevo scritto che una delle concause dell’attentato subito dal funzionario ( che ieri ha fatto una intervista “eroica” in TV) era la sovraesposizione mediatica cui il Befera aveva esposto la funzione di recupero crediti dello stato.
Oggi il Befera ha rincarato la dose. Vedrete che ci toccherà anche pagargli la scorta.
Mesi fa, Il mio avvocato mi ha commentato una ipoteca messa , da Equitalia, su una casa per un credito di mille ottocento euro, benché sia espressamente vietato dalla legge.
Con sistemi come questi non mi meraviglia che il Befera e i suoi collaboratori siano riusciti a fare grandi incassi.
Peccato che questi comportamenti siano contrari alle leggi dello Stato di diritto.
Lo stesso Befera ha ammesso, nella intervista, che la completa abolizione del segreto bancario , come adesso ci sarà in Italia, non esiste nemmeno nella Corea del Nord.
La ” penale”, in realtà gli interessi, sono dell’ordine del 30% e anche questo e’ illegale.
Sempre nella intervista, scopriamo che il blocco del “turn over” dei dipendenti pubblici vale per la polizia antimafia, per i medici del pronto soccorso, ma non per gli esattori.
Penso che per stanare gli evasori totali basterebbe abbinare il numero della patente al codice fiscale.
Senza numero di codice fiscale si può vivere, senza patente e’ molto più’ difficile.
Per riuscire a incassare i denari dai morosi, basterebbe licenziare coloro che non fanno i recuperi.
Si fa cosi’ in America, cosi’ in Inghilterra e cosi’ in tutto il mondo.
Da noi bisogna aspettare un attentato per scoprire che il direttore romano di Equitalia dice questa frase (sentita con le mie orecchie in Tv ieri)”la mia personale persona” convinto di parlare italiano, mentre il direttore generale crede di essere democratico perche’ ha ottenuto l’abolizione del segreto bancario e il presidente del Consiglio – gia commissario europeo – emana un decreto che abolisce il segreto bancario ignaro che e’ pienamente legittimo ( art 106 del trattato di Roma) aprire un conto corrente – gestibile facilmente per telefono – in qualsiasi paese della Unione Europea ( consiglio il Belgio) e complicare la vita a tutti e tre questi signori.
Intanto la popolazione periurbana esposta alla mondializzazione e abbandonata dalla democrazia,
cova i sordi rancori che si sfogano improvvisamente come a Torino, contro i più poveri o i meno numerosi.”
Buona domenica.

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Commenti

  • Anafesto  Il Mag 12, 2012 alle 10:49 am

    Nulla da dire condivisibile.
    Forse il discorso di Grillo a Palermo deve essere letto in questi termini: “La mafia è un cancro, Equitalia è una metastasi”.

  • Mario Maldini  Il Mag 12, 2012 alle 11:07 am

    Per decenni i Politici ( eletti dal Popolo, quindi la maiuscola gli spetta di diritto) ci
    hanno indotto a pensare che i debiti ( quello pubblico innanzitutto) non si sareb-
    bero mai dovuti pagare, e i nostri più sprovveduti o sfortunati concittadini,le ” pe-
    core” per difendere le quali dai lupi nasce lo Stato, hanno pensato che la regola valesse anche per i loro poveri debiti personali. Nella mia piccola città il boia papalino- fino al 1860 indaffaratissimo- tagliava di preferenza le teste di chi pos-
    sedeva qualcosa, ricevendo per legge la metà dei beni del decollato……natural-
    mente dopo regolare e conforme procedura e condanna.

  • Carlo Cadorna  Il Mag 12, 2012 alle 10:07 pm

    Ho ricevuto dall’agenzia delle entrate una raccomandata nella quale mi si invita a pagare una penale perchè non ho risposto ad una lettera che non ho mai ricevuto(l’hanno spedita per posta ordinaria). Pertanto mi hanno annullato tutte le detrazioni, in particolare quelle per le ristrutturazioni edilizie al 36%.
    Senonchè queste detrazioni in parte le avevo già esibite a loro richiesta, in parte sono vecchie e prevedono la prescrizione dell’obbligo di conservazione.
    Ho risposto al direttore facendogli notare che la loro raccomandata conteneva degli elementi penalmente rilevanti. Mi hanno fatto la grazia di concedermi un appuntamento nel corso del quale mi è stato detto che la documentazione va conservata 10 anni e mi è stata concessa una settimana di tempo per esibirla.
    Ora ho accertato che gli anni sono cinque: cosa devo fare? Mettergli una bomba? Dimenticavo: per giustificare il doppio controllo il direttore mi ha spiegato che nella sua agenzia il lavoro è organizzato a compartimenti stagni: un funzionario- una tassa. Ho compreso che il nostro tempo, per loro, non conta niente. Siamo più o meno dei sudditi e delle pecore da tosare. Befera, SI VERGOGNI!!!!!

    • antoniochedice  Il Mag 12, 2012 alle 11:32 pm

      A desso chiedi troppo !
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  • Mino Gallazzo  Il Mag 12, 2012 alle 11:11 pm

    è chiaro che equitalia agisce al di fuori delle leggi e contro i diritti dei cittadini. Befera non è un cattivo servitore dello stato, è un ottimo servitore di se stesso.
    Leggo le ultime dichiarazioni del governo: “equitalia serve lo stato ed è dovere di tutti pagare le tasse” peccato che questi delinquenti si dimentichino che lo stato dovrebbe servire i cittadini, garantirli e proteggerli; in italia invece lo stato deruba in ogni modo sopratutto i deboli ed esonera dalle tasse i ricchi e potenti, certamente Gheddafi trattava meglio i suoi sudditi…..

  • Anafesto  Il Mag 13, 2012 alle 5:13 am

    ” in italia invece lo stato deruba in ogni modo sopratutto i deboli ed esonera dalle tasse i ricchi e potenti, certamente Gheddafi trattava meglio i suoi sudditi…..”

    Poco ma sicuro!

    Non è forse per questo che il criminale occidente l’ha prima bombardato, poi invaso e alla fine ucciso?

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