NAVI E POLTRONE: LA STORIA DI DUE MARÒ IN BALIA DI UN GOVERNO SGANGHERATO. di Antonio de Martini

Ogni anno circa seicento navi battenti bandiera italiana, attraversano lo stretto di BAB EL MANDAB e successivamente ( o preventivamente a seconda del verso) l’istmo di Suez.
In Inghilterra, dove l’attività economica è veramente libera, si è creata una organizzazione che fornisce i servizi di scorta armata ed ha anche tentacoli commerciali in Italia.

La manovalanza è costituita da ex mercenari ed ex legionari – prevalentemente sud africani e ucraini – che quando non sono impiegati in operazioni di scorta, bivaccano a Gibuti, una piccola repubblica dove ci sono più banche che prostitute, benché sia guarnigione di una mezza brigata della legione straniera francese e di un battaglione di Marines USA, oltre a “delegazioni” militari di più paesi.
Le banche sono sul posto per riciclare i proventi della ” pirateria somala” che per operare ha bisogno di un importante apparato marinaro di motori, manutenzione, pezzi di ricambio , servizi di avvistamento, fornitura di armi, GPS , viveri a lunga durata, ecc.
Il denaro circola in abbondanza dato che un servizio di scorta non costa meno di ottantamila dollari a volta ( trentamila al giorno) .
In questo paese di Bengodi, gli italiani brillano per la loro assenza, benché il nostro ministero dell’interno faccia riunioni su riunioni da almeno due anni per non venire a capo di nulla.
L’ostacolo giuridico è che sulle navi italiane è vietato portare armi.
Veramente è vietato portare armi anche nelle filiali delle banche italiane in Italia, ma nessuno ha mai pensato di arrestare i metronotte che con tanto di pistolone entrano, escono, bivaccano, sbadigliano, in attesa di arrendersi al primo rapinatore di passaggio.
Per le navi, non è così.
La NATO ha inviato una squadra navale, ha costituito un comando a Gibuti, deciso un corridoio protetto cui le navi occidentali sono in grado di navigare in relativa tranquillità.
Non si capisce quindi per quale ragione e chi abbia disposto di fornire una scorta armate con militari italiani su alcune navi battenti bandiera italiana.
Se l’iniziativa privata è libera e se le navi sono di proprietà privata, che c’entrano i militari ?
Non si conoscono ancora le regole di ingaggio dei militari assegnati alle scorte, ne chi le abbia comandate.
Il nuovo ministro della Difesa – un ammiraglio – non ha dato notizia – nemmeno a cose fatte – di cambiamenti alle regole di impiego dei militari e non ne ha annunziato la sospensione.
Per quel che sappiamo, a bordo della ” Lexia” vi era un nucleo armato di due uomini uno dei quali caporale. Venivano da Gibuti? Dall’Afganistan? Dall’Italia? Avevano mezzi di comunicazione che li collegassero al loro comando? Che ordini avevano nel rapportarsi col comandante della nave, un civile? Ora che l’India ha ” arrestato” due nostri militari, cosa abbiamo fatto di concreto a parte mandare un paio di ” rappresentanti delle istituzioni” a tener loro compagnia per Pasqua?
Giuridicamente:
Benché il governo italiano affermi a giorni alterni la competenza italiana in materia, non risulta che qualche tribunale – civile o militare – italiano abbia emesso avvisi di garanzia o aperto un fascicolo sull’ avvenimento luttuoso o emesso un mandato Interpol per farsi consegnare i due militari dalla magistratura indiana.
Poiché l’India ha adottato un sistema giuridico di tipo anglosassone, si è provveduto a fornire agli indagati un paio di principi del foro inglesi o americani , coi quali i media anglosassoni avrebbero certamente simpatizzato?
Politicamente:
Abbiamo forse iniziato a porre sanzioni economiche verso la Repubblica Indiana che non ascolta nemmeno i pareri legali ( verbali? Suffragati da qualche autorevole giurisperito?) . Mi risulta che importiamo dall’India frutta tropicale – melograni, mango, papaia ecc. – nulla di strategico. Possiamo privarcene . Lo abbiamo fatto? No.
Abbiamo stabilito nuove procedure di visti per far capire che non scherziamo? Abbiamo annunziato una fornitura di armi al Pakistan a buon prezzo per innervosire il governo centrale indiano? No.
Abbiamo ottenuto qualcosa da NATO e E.U. oltre a una frasetta della Ashton? No
I nostri mezzi:
Una visita del ministro. Invece di incontrare il suo omologo degli esteri o offrire centomila dollari a testa alle due famiglie infortunate e un milione al villaggio, si è fatto riprendere dalla TV italiana mentre visita i due carcerati. Edificante.
Il sottosegretario Staffan De Mistura è un borsista della SIOI ( società italiana per l’organizzazione internazionale, palazzetto Venezia, Roma) che ha fatto numerose missioni di buona volontà
( es.Sarajevo) quando i veri funzionari ONU non volevano andarci, ma non credo abbia mai superato lo stadio della missione di solidarietà.
Una cosa è portare qualche camion di viveri e un’altra negoziare con giuristi appartenenti a un popolo che ha inventato le speculazioni metafisiche.
Conseguenza: i marò sono in galera, la nave sequestrata e per soprammercato c’è è un altro italiano sequestrato in India. Credo non accadesse dai tempi di Marco Polo.
Il deputato La Russa , autore di questo capolavoro, nel frattempo esercita le sue capacità sulla nuova legge per il finanziamento dei partiti. Il Premier Monti e Il ministro Terzi sono in Israele, Egitto e in Giordania per mediare nella crisi del Medio Oriente.
Mi scappa da ridere.

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Commenti

  • stefano  Il aprile 11, 2012 alle 10:07 pm

    E meno male che questo eccelso governo ha riconquistato la credibilità internazionale dell’Italia. Investitori, India, Germania, Francia ci ignorano semplicemente. Siamo divenatti sempre più colonia di chiunque voglia speculare e noi continuiamo a parlare dell’Articolo 18. Siamo proprio un paese di spostati o furboni? Mah.

  • gicecca  Il aprile 12, 2012 alle 6:27 am

    Ma non era il Governo che ci voleva in un momento come questo ? I tempi di Pitt e della regina Vittoria sono cambiati, ma invece delle cannoniere almeno un bel blocco delle papaia lo potevamo aver fatto ! E pare che ora inizi la stagione delle vacanze per la Giustizia indiana !! Forse ne riparliamo dopo l’estate . Che vergogna. GiC
    PS. Però abbiamo messo lo strisciane a piazza del campidoglio e anche qui mi pare solo per i due marò. Quell’altro non se lo fila nessuno, manco Alemanno.

  • Roberto  Il aprile 12, 2012 alle 9:49 am

    Quell’altro è stato liberato. Ora mandiamo i commandos di spezia a liberare i nostri soldati ( sono assolutamente in grado di farlo) o arrestiamo due o trecento indiani residenti in italia con l’accusa di terrorismo

  • minuts  Il aprile 12, 2012 alle 9:51 am

    Dopo il Brasile con il caso Battisti ecco un’altro schiaffo riceuto da un altro dei famosi BRICS, l’India, a dimostrazione che l’Europa – priva di una politica estera comune – conta sempre meno sullo scenario internazionale e noi siamo tra quelli che in Europa in questo momento contano di meno….. ma non certo per colpa di Berlusconi come i giornali ci hanno raccontato per mesi!
    L’articolo fotografa esattamente ciò che è accaduto e sta accadendo in India sulla pelle di due nostri militari in servizio all’estero.
    Il risultato è sotto gli ochhi di tutti: impreparazione, improvvisazione ed assenza di una strategia forte e tolate fallimento della nostra diplomazia.
    Se oltre a non riuscire a tutelare i nostri interessi economici all’estero (di esempi siamo pieni dall’ Italian sounding ingannevole per moda e agroalimentare agli interessi petroliferi in Libia etc etc) se non riusciamo a far rispettare una nostra sentenza passata in giudicato per omicidio (il caso Battisti fa scuola) ed adesso scopriamo di non riuscire nemmeno a tutelare i nostri militari in serizio all’estero (ricodo a tutti che i nostri ragazzi impegnati “oltrem amre” sono migliaia ed in diversi scenari operativi) siamo veramente una Nazione arrivata al capolinia.

    Come altri hanno già suggerito…. potremmo almeno iniziare da un terribbile blocco di importazione di frutta tropicale!

  • Roberto  Il aprile 12, 2012 alle 10:02 am

    Facciamo la guerra alla papaya!

  • milena nickerson  Il aprile 12, 2012 alle 9:22 pm

    ma cos’e’ tutto questo patriottismo? questo nazionalismo ad oltranza? I due militari, dopo tutto, hanno ammazzato senza motivo 2 poveri pescatori disarmati e, oltretutto, come risalta ben chiaro dall’articolo di De Martini: ‘non si capisce per quale ragione e chi abbia disposto di fornire una scorta armata con militari italiani su navi battenti bandiera italiana’! Non riusciamo neanche a far rispettare le sentenze contro Berlusconi, e ci mettiamo a proporre sanzioni, azioni, boicottaggi all’India che vuole (giustamente) processare i 2 che si sono resi colpevoli di un doppio delitto?

    • antoniochedice  Il aprile 12, 2012 alle 9:48 pm

      Gentile signora Nickerson,
      Vedo che non solo non ha capito lo spirito e la lettera del mio post, che si limitava ad indicare ad un governo sgangherato delle azioni giuridiche e politiche di normale autotutela degli inquisiti ( non imputati badi bene, mentre lei li ha già giudicati e condannati ) , ma fa un collegamento con le ” condanne a Berlusconi” che non mi risultano ( ma che dimostra che non ha mai letto i miei giudizi sul soggetto) che c’entra no come i cavoli a merenda.
      Le consiglierei di non commentare i post durante le fastidiose, immagino, sindromi premestruali.

  • Roberto  Il aprile 19, 2012 alle 9:18 am

    Ho letto che la descrizione dei proiettili estratta dai corpi dei pescatori indiani non corrisponde a quella delle armi dei nostri marinai.Quelli usati per la perizia corrispondono. Mi viene il sospetto che abbiano usato le armi sequestrate per “costruire” la prova falsa. Tanto le Milene che ci credono sono tante nel mondo….

  • Alessandro  Il aprile 19, 2012 alle 5:24 pm

    E’ triste riconoescere che la nostra attuale situzione non ci permette di proteggere gli operai, gli imprenditori ma è gravissimo che un paese si sottometta così. Com’è successo in tanti anni abbiamo perso la scintilla che ci ha resi protagonisti nei tempi passati; io come tutti quelli che hanno fatto il militare mi commuovo vedendo il tricolore. Non posso vedere un ns. soldato in un carcere civile straniero, nemmeno se colpevole, se innocente poi è paradossale. Se comandassi io chiuderei quantomeno il consolato e non vi dico dove infilerei la papaya… forse la porterei in Parlamento. Arrivederci

    • antoniochedice  Il aprile 19, 2012 alle 5:27 pm

      Se vuoi cambiare, non andare a votare e vieni il 31 maggio davanti alla Banca d’Italia in occasione dell’assemblea annuale.

  • Frank Dasaro  Il maggio 13, 2012 alle 9:29 am

    Ma cosa devo commentare…Perche e entrato in porto il capitano con sta nave ….Sappiamo che tipo di gente sono da quelle parti ?
    Io insegno spesso Inglese a degli Indiani in Australia e sono stato in India .
    E gente che si vuole bene poco anche tra di loro –

    • antoniochedice  Il maggio 13, 2012 alle 7:00 pm

      Non è un buon motivo per sparargli addosso.

      • Frank  Il maggio 13, 2012 alle 11:06 pm

        Sono stati i Greci a sparare…E se la sono filata –
        Si che entravano in porto loro ….!!!

      • antoniochedice  Il maggio 14, 2012 alle 6:46 am

        Caro Frank, che siano stati i greci a sparare lo dicono i giornali e io non mi fido dei giornali.
        Il fatto che La Russa abbia organizzato una manifestazione per chiedere la liberazione dei Maro’ coinvolgendo l’associazione d’arma e presentandosi come semplice aderente, mi fa pensare che piu’ di qualcuno abbia la coscienza sporca.

      • Frank  Il maggio 14, 2012 alle 9:25 am

        Prima o poi la verita saltera` fuori….Ma….Tenga conto che pirati o no
        di soldi la famiglia ne vedra` poco … Il calibro N.A.T.O . e purtoroppo
        facilmente reperibile e stabilire le responzabilita , sara` un grattacapo
        ( Viviamo in un mondo , dove e difficile trovare i veri colpevoli )
        Bisogna aspettare che coloro siano deceduti o dalla parte sbagliata –
        Distinti saluti – Frank .

      • antoniochedice  Il maggio 14, 2012 alle 9:29 am

        Magari questa volta non faranno gli indiani…

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