INIZIA L’ATTACCO ALLA SIRIA. 600 “VOLONTARI” LIBICI TRASPORTATI VERSO LE FRONTIERE SIRIANE. MA SE LA SIRIA TRA I DUE FRONTI SCEGLIESSE IL TERZO?

Il primo a dare questo segnale e’ stato il blog di un ex diplomatico indiano che e’ stato in posto anche a Mosca.
Il ministro degli esteri turco Davitoglu, ha annunziato di essere pronto ad attaccare la Siria.
Il vice presidente Joe Biden sarebbe atteso a Ankara per il week end per dare le ultime assicurazioni ai Turchi circa l’appoggio americano e britannico. Seicento volontari libici sono stati portati verso le frontiere con Irak, Giordania, Turchia , per essere infiltrati.
Segno evidente che siriani ” resistenti” non ce ne sono o non ce ne sono più.
Il ministro degli esteri russo Lavrov, ha già’ annunziato che rifornirà’ la Siria di armi per la ua difesa ed ha qualificato l’iniziativa americana come “unfair”.
Una squadra navale russa e’ in rotta verso il porto siriano di Tartous. Appena entrerà’ il bombardamento di Tartous sarà’ fuori questione.
Ogni dottrina militare spiega che il fuoco dalla periferia verso il centro e’ letale e dal centro verso la periferia e’ dispersivo.
Re Abdallah di Giordania si e’ recato oggi in Israele, si spera per una estrema mediazione, ben consapevole che tra i vasi di ferro, lui e’ quello di coccio.
Il “build up” e’ talmente trasparente e l’arrivo del vice presidente USA invece che del nuovo capo degli SM riuniti, fa sperare che si tratti di un bluff di ” Brinkmanship ” ( arrivare all’orlo della guerra per ottenere il massimo”) oppure di un tentativo di far saltare i nervi allo SM siriano per indurlo ad un attacco preventivo per evitare di trovarsi a combattere su tre fronti e quindi giustificare gli Usa con una guerra “di difesa.”
I siriani sono – come dice un mio amico- come “quel portiere che para i rigori perché’ non capisce le finte.” non perderanno la calma e non attaccheranno DIRETTAMENTE per primi.
Le opzioni militari sono numerose e tutte letali, al punto che viene da pensare che il rischio di scontro possa diventare concreto e imminente anche per un errore minimo.
La Turchia sembra inconsapevole che la zona di frontiera con la Siria e’ abitata da turcomanni e da popolazione di lingua e cultura araba, così come gli abitanti del sangiaccato di Alessandretta ( Iskenderun) e che la Siria ha avuto tutto il tempo di predisporre opportune iniziative di sabotaggio e contrasto, contando sulla solidarietà’ delle popolazioni locali.
L’alleato iraniano può aver finanziato i curdi anti turchi , gli Hezbollah hanno già’ tirato nei giorni scorsi un missile, di tipo mai utilizzato prima, sulla Galilea.
Non hanno prodotto che danni materiali, evidentemente per limitarsi a segnalare la presenza della nuova arma, senza provocare rappresaglie.
Altro alleato e’ Hamas nella striscia di Gaza. L’ Egitto dei fratelli mussulmani non e’ scontato che non potenzi l’azione dei palestinesi della striscia almeno chiudendo gli occhi all’afflusso di armi ed esplosivi.
La Siria non fara’ l’errore di scegliere l’opzione militare diretta. Essa potra’ contare sull’appoggio politico attivo della Russia e della Cina e forse anche del Brasile, quindi non ci sara’ una risoluzione ONU a copertura.
Agli USA mancherà’, oltre al pretesto della difesa, l’alibi della lotta al terrorismo di Al Kaida, ( cosi come non c’era nemmeno in Libia e in Yemen).
Ci sara’ invece il terrorismo diffuso sul territorio nemico, ma mirato negli obiettivi, anche di persone, che potrebbe colpire perfino l’occidente americano.
In caso di attacco alla Siria ci saranno attentati all’interno dello Stato di Israele, re Abdallah potrebbe subire un attentato come quello che uccise il bisnonno Di cui porta il nome, mentre si recava a pregare in Moschea.
I servizi segreti siriani hanno gia’ ucciso a Parigi, anni fa, Salah Bitar – ex primo ministro siriano senza che il colpevole venisse individuato.
Il Libano potrebbe essere preso in ostaggio: se l’esercito siriano si rifugiasse in Libano, bombardarlo sarebbe impensabile e per l’esercito libanese, resistere, impossibile.
Le contraddizioni sarebbero numerose: i turchi litigherebbero con Hamas che fino a ieri erano stati i protetti contro Israele . Gli angloamericani ( e i francesi) che lanciarono Lawrence di’ Arabia ( un giorno ne parleremo) e dieci milioni di sterline oro per cacciare i turchi, adesso spenderanno cifre iperboliche per “restituire”i territori alla Turchia. I libici si sono trasformati in esportatori di democrazia. La Francia, ex potenza mandataria, verrebbe vissuta con odio e grazie ad altre spese senza copertura, metterebbe a rischio la sua tripla AAA per deficit del bilancio.
La Grecia, si schiererebbe contro i turchi, pur essendo membro della NATO.
Ma se la Siria, incurante della minaccia militare diretta , attaccasse Israele sguarnendo le frontiere, come si schiererebbe la lega araba? Come si sentirebbe la monarchia saudita?
Ormai gli americani si giocano la faccia: se la manovra politica fallisce ( sempre che manovra sia) gli USA perdono il residuo prestigio. Se la manovra evolve in un conflitto aperto, torneranno di moda gli assassini( leggere ne ” il milione”di Marco Polo la narrazione del ” vecchio della montagna”) che ubriachi di hascisc venivano lanciati contro obiettivi singoli . Di qui il nome di assassini , mangiatori di hascisc.

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Commenti

  • Gonzalo  Il dicembre 2, 2011 alle 9:33 am

    Non riesco a capire come la Turchia stia potendo buttarsi in questa pazzia, eppure sembrava che aveva completamente rotto con Israele

    • antoniochedice  Il dicembre 2, 2011 alle 10:03 am

      E’ un’altra delle contraddizioni del Levante. Il ministro francese degli esteri, Juppe’, e’ in Turchia, ha appena rinnegato il massacro degli Armeni con una dichiarazione banalizzante ” i turchi hanno molto sofferto e anche gi armeni”.
      Se non dovesse bastare, offriranno l’entrata nella UE.

  • Edoardo  Il dicembre 2, 2011 alle 10:53 am

    Dubito fortemente che (oggi) i turchi desiderino entrare in europa così come dubito (altrettanto fortemente) che i siriani desiderino attaccare israele.
    Se gli americani vorranno attaccare (direttamente) s’inventeranno un altro incidente stile golfo del tonkino, hanno SEMPRE fatto così per aggirare il loro divieto costituzionale a attaccare per primi.

    • antoniochedice  Il dicembre 2, 2011 alle 12:24 pm

      Non consideri la Francia. Pronta a tutto per dare a Sarkosi i voti di estrema destra. Gli espedienti tonkinesi nel Mediterraneo non funzionerebbero. Troppi radar russi e iraniani

  • gicecca  Il dicembre 4, 2011 alle 7:33 am

    Nessuno parla, neanche Antonio, del confronto Israele Iran e delle strane morti di scienziati iraniani. Gradirei qualcosa, prima che qualcuno butti qualcosa su un altro. GiC

    • antoniochedice  Il dicembre 4, 2011 alle 8:17 am

      Giusto. comunque si e’ scusato.

    • antoniochedice  Il dicembre 4, 2011 alle 12:31 pm

      Ti accontento subito in via spicciativa, ripromettendomi di affrontare il tema con attenzione.
      Possedere una bomba atomica non vuol dire essere in grado di lanciarla o portarla su un obbiettivo lontano. Vuol dire aver raggiunto la soglia della indipendenza nazionale, perché’ lo stato in questione non e’ più’ trattabile con la minaccia di rappresaglie o di invasione.
      Una bomba atomica usata come mina ( senza bisogno di vettori) e’ una dissuasione molto efficace.
      L’ Iran cerca un ruolo di potenza regionale, non e’ provato che stia costruendo un ordigno nucleare ( la prima previsione della CiA era che l’ avrebbe avuta nel duemila e sono passati undici anni) – prima o poi l’avrà – e se l’avesse, prima di minacciare Teheran ci penserebbero dieci volte.
      Chi sta rifornendo l’Iran in questo senso sono la Germania prima e la Russia adesso. entrambi non forniscono i vettori che l’Iran cerca di avere dai cinesi.
      Infine, gli Iraniani sono ariani e razzisti .
      Gli arabi sono l’ultimo popolo sulla terra che vorrebbero aiutare.
      Se avessero la bomba, il loro primo obiettivo sarebbe Bagdad.

  • antoniochedice  Il giugno 24, 2017 alle 11:09 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Ho scritto questo post il 1 dicembre 2011 annunziando l’arrivo dei 600 jihadisti libici in Siria. Sono sconvolto dal realismo con cui ho previsto ogni dettaglio e dalla imbecillità di chi ha letto ( perché ha letto) senza intervenire prevenendo.

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