“REFERENDUM” DEL 22 OTTOBRE. NON SO VOI, MA A ME COMINCIANO A PRUDERE LE MANI di Antonio de Martini

 

Il referendum consultivo regionale in Italia è una trovata pagliaccesca di questo regime di squinternati ignoranti che vogliono giocare alla guerra civile fino a che troveranno chi li accontenterà. Giocano alla democrazia come le dame di Luigi XIV giocavano alle contadinelle prima di finire ghigliottinate.
IN LINEA DI PRINCIPIO

L’art 75 della Costituzione della Repubblica Italiana ( secondo comma) dice espressamente che ” Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.
L’art 98 ( primo comma) dice testualmente” I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.” E anche questo è chiaro, chiarissimo.

SUI POTERI DELLE REGIONI A LEGIFERARE
La Costituzione della Repubblica Italiana in materia di Regioni è cristallina: l’art 117 ( primo comma) fissa tutta una serie di materie – in genere sono quelle che vanno da male a molto male secondo le valutazioni dei cittadini – e tra queste non ci sono prerogative fiscali dal basso verso l’alto, specificando comunque che le norme devono essere ” nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempre che le norme stesse non siano in contrasto con con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni.” Lampante. Lo capirebbe anche un Maroni se sapesse leggere.

SUL REFERENDUM REGIONALE
L’art 123 della Costituzione della Repubblica ( primo comma secondo periodo) stabilisce che ” Lo statuto regola l’esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione” ecc.
L’art 124 della Costituzione della Repubblica recita: ” Un commissario di governo residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle della Regione.” Non c’è spazio per vuoti interpretativi.
Art 126 della Costituzione della Repubblica ordina che: ” Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge o non corrisponda all’invito del Governo di sostituire la giunta o il presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.”

Il comma tre è ancora più perentorio” ( il Consiglio ndr) può essere altresì sciolto per ragioni di sicurezza nazionale”.

I principi costituzionali sono violati da questo referendum, violano anche gli articoli della Costituzione che regolano la vita di questi enti dannosi e inutili e minacciano l’Unità Nazionale sia pure con le risibili modalità di due mattacchioni.

CONSIDERANDO QUESTI ELEMENTI DI DIRITTO POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE QUESTO REFERENDUM DI DUE RICCHE REGIONI ASSOMIGLIA A QUELLO CATALANO PER EGOISMO E ALLUSIONI SOVVERSIVE.

La corte dei conti deve procedere per danno erariale nei confronti dei promotori, il Commissario di governo ha il dovere – pena affrontare il codice penale- di impedirlo e se l’on Marco Minniti aspira realmente al ruolo di leader in nome del quale far lottare i cittadini uniti per una Nuova Repubblica, deve utilizzare il terzo comma del 126 e chiudere il bordello milanese e quello veneto. A doppia mandata.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha anch’egli l’occasione di dimostrare un vigore democratico invece del rigor mortis che sta caratterizzando i suoi interventi pubblici e privati.

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Commenti

  • SC  On ottobre 9, 2017 at 9:12 pm

    Io spero vivamente che secedano (ma non lo faranno per codardia): in una “democrazia liberale” che funziona gli scambi sono bidirezionali. Contribuire e basta significa essere valvassori al piu’ o servi della gleba (e quindi privi di pari dignita’ rispetto al vassallo od il re).
    Un po’ di sana concorrenza su tutti i livelli e’ salutare in uno stato che non rispetta le proprie regole di base (la costituzione che lei ha invocato) non solo in questo aspetto ma su tutti i livelli di vita di ogni cittadino.

    • antoniochedice  On ottobre 9, 2017 at 9:20 pm

      Spero anch’io che secedano per poterli far decedere subito dopo aver giustiziato i cialtroni che li hanno ingrassati da Roma.
      Il centro sud è il solo mercato che hanno avuto senza il quale camperebbero ancora a polenta e pellagra.
      Per oltre ottanta anni dopo l’Unità Piemonte e Lombardia si sono fatti mantenere depredando quel che hanno potuto.
      Un po di decenza non guasterebbe.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 7:23 am

        I principali mercati veneti sono l’estero (e quindi, nell’accezione del termine monerdo e distorto creano “ricchezza”) e non il meridione (per la Lombardia il discorso e’ diverso). Se fosse stato per Roma sarebbero veramente a mangiare polenta. E se fossero per gli esattori di tasse dovrebbero pagare e vivere mangiando polenta… pardon e’ gia’ cosi’ e sono riusciti a sopravvivere evadendo e “contrabbandando”.
        Ripeto, non hanno le palle per una vera e propria secessione (ed aggiungo io purtroppo per loro), cosi’ come non ne ha l’Italia nell’abbandonare e ribellarsi ai Franco Tedeschi.
        Chi e’ causa del proprio male pianga se stesso.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 7:25 am

        I mercati esteri li hanno presi grazie al mercato interno iper protetto.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 7:29 am

        Non si chiama mercato iperprotetto, ma ingordigia: tassare con ingordigia non e’ mai una buona idea. L’applicazione della curva di Laffer (metodo decisamente empirico, ma i dati alla mano e’ una regola che funziona).
        Quelli che hanno capito, l’andazzo, comunque si sono gia’ spostati facendo loro il motto Ubi bene, ibi patria.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 7:45 am

        La delocalizzazione serve a sfruttare la mano d’opera schiavizzata dalla Cina al Pakistan. Benetton in testa.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 8:26 am

        il costo della manodopera e’ solo uno dei tanti vantaggi ad andare dove si sta meglio: esistono imprenditori che vanno anche dove la manodopera e’ decisamente piu’ costosa che in italia.
        Ripeto: nel caso non sia possibile riprendersi la propria patria (e quindi essere considerato un pari) meglio andare altrove ci si sente e si sta meglio.
        Sapendo che fare affidamento su amministratori corrotti tanto quanto quelli romani (magari un po’ meno ingordi, ma questo e’ un’altro discorso), i piu’ intelligenti sono andati via parecchio tempo fa’ … con loro somma soddisfazione. Viva la concorrenza!

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 8:53 am

        Mi faccia un caso di imprenditore che sia andato in paesi in cui la manodopera è più cara. E non mi dica MARCHIONNE in America che lo hanno riempito di soldi e commesse.
        Il tema è se cambiare Patria quando si sta male.
        Ritengo dia meno impegnativo cambiare classe dirigente. Inoltre, mentre capirei unirsi, mettiamo, alla Svizzera per avere un governo meglio organizzato, trovo grottesco e ridicolo volere diventare ” indipendenti” visto che lei stesso riconosce che anche Veneto e Lombardia sono guidate da ladri corrotti e qualcuno pure frocio.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 9:12 am

        Aihme non posso fargliene perche’ di piccola media industria ed alcune sotto mentite spoglie.
        Cambiare classe dirigente, oggi, vorrebbe dire rivoluzione. Per una vera rivoluzione servono armi e denari: oggi in Italia non ci sono per motivi storici non ci sono entrambe in quantita’ sufficienti e non ci sono soprattutto uomini ambiziosi e realmente scaltri.
        In parole povere non abbiamo ne’ un George Washington, ne’ banchieri all’altezza del nome e con mire indipendentiste.
        Quindi, senza questi presupposti non si fa nulla. In un mondo politicamente frammentato invece, la concorrenza (e non i cartelli come oggi…) calmiererebbe le pretese degli uomini che si fanno stato sia in qualita’ che in quantita’.
        L’Italia stessa avrebbe da guadagnarci.
        Faccio il paragone con le politiche prossime venture: i franco/tedeschi capito l’antifona hanno dato il loro benestare ad una grossa mancia elettorale (primi tra tutti i nostri corrotti e corruttori saranno ben contenti e stanno ragionando come appropriarsi del bottino), tutti gli indici economici(scritti da uomini di stato) falsamente tornao a salire ed i problemi sparire.
        C’e’ gia’ stata una brexit, mugugni in francia e spagna e sanno che perdere l’italia per mano di lega + m5s sarebbe imperdonabile (in questo momento).
        Ecco come la concorrenza puo’ essere distorta per fini politici. Ed ecco perche i padri fondatori, misero una clausola, la piu’ intelligente di tutte dove in parole povere dicevano: nel caso il governo di questo paese fi faccia stare male, AVETE IL DIRITTO E DOVETE, di ribellarvi.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 10:08 am

        Troppo comodo dire che per fare la rivoluzione servono armi e denari, quindi non facciamo niente.
        La prima rivoluzione si fa dentro di se.
        La seconda, di fa parlando con gli altri.
        Poi la storia trova le sue strade. E tutte sono buone.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 10:34 am

        Si chiama realismo e la storia, per l’appunto insegna questo. Tutte le rivoluzioni senza i giusti presuposti finanziario/logistici/militari sono state soffocate nel sangue senza molti complimenti. E ovvio che una rivoluzione ha bisogno anche di un’ideologia, ma con uno stato gestito come l’Italia, se ne possono trovare a decine e tutte valide.
        Insomma se si vuole giocare a fare il rivoluzionario si devono certamente accettare dei rischi, ma devono essere calcolati bene. Poi un po’ di fortuna non guasta, ma questa deve essere debitamente aiutata.

        Effettivamente, a pensarci, convertire l’industria meccanica del nord est in militare non e’ poi cosi’ difficile e sconvolgente fare repliche di ak, beretta, o fal non sono difficili da realizzare partendo da del buon acciaio..

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 10:36 am

        Perché costruire quel che già esiste?

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 10:40 am

        perche’ dimenticavo che il nord est ha nei magazzini il 35% dei nostri poveri armamenti… 🙂

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 10:41 am

        Ma lei non ha niente da fare?

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 10:46 am

        Puo’ darsi che mentre stia lavorando, io riesca anche a risponderle su un argomento che mi stuzzica a livello di esercizio intellettuale. Magari potrebbe servire ad un George Washington in erba o a qualche aspirante banchiere ambizioso:)

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 2:02 pm

        Mamma mia 🙂

  • Adolfo  On ottobre 9, 2017 at 11:49 pm

    Non sarebbe meglio che di bordelli prima di tutto Minniti chiudesse quello romano?

    • Adolfo  On ottobre 9, 2017 at 11:50 pm

      Preciso che vivo a Bologna e non ho simpatie leghiste.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 5:57 am

        Può avere le simpatie che preferisce. La canzone goliardica ormai desueta recita. ” narrano le antiche historie che Romolo Quirino/ appena fatta Roma, ci mise su un casino/ poiché le bolognesi non erano vicine/ dovette accontentarsi di vergini sabine.”
        Potremmo gemellarci …..

    • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 5:54 am

      Si sta chiudendo da solo.

  • gicecca  On ottobre 10, 2017 at 6:05 am

    Tutto bene per il post di Antonio (un po’ meno per alcuni commenti, se mi é permesso). Solo che le damigelle pronte per la ghigliottina non erano quelle di Luigi XIV (morto per cause sue nel 1713 o 14) ma quelle di Luigi XVI. GiC

  • magiupa  On ottobre 10, 2017 at 6:59 am

    qui nessuno vuole secedere,ma puntualizzare si,,,ma se insistete

  • ettore calzolari  On ottobre 10, 2017 at 9:28 am

    Caro De Martino il fatto che ti prudano le mani lo apprezzo, significa che nonostante tutto non sei ancora rassegnato come molti italiani…….

    • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 10:04 am

      Niente rassegnazione. Invece che come il cane che corre dappertutto, faccio come il gatto e aspetto che la fetta di prosciutto mi giunga a tiro.

  • SC  On ottobre 10, 2017 at 10:52 am

    Poi che non mi si accusi di sedizione contro la Repubblica, nel caso (non remoto) che la polizia politica non abbia gia’ un fascicolo su di me, la rassicuro che nel caso non dovessi aiutare chiunque porti un minimo di liberta’ in piu’ in questo paese socialista certamente non li ostacolero’ 🙂

    • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 2:09 pm

      No, ma li scoraggia col disfattismo. Un giornalista ha scritto un libro – probabilmente fantasioso- su un soldato che fu fucilato per aver salutato Cadorna tenendosi il sigaro in bocca.
      Coi disfattisti, sono Cadorniano. E fucilerei anche il suo comandante di reparto che non gli ha inculcato i rudimenti della disciplina.
      Una pattuglia di confine dell’82 fanteria ” Torino” rientrò da una perlustrazione di confine con una bandiera iugoslava ” catturata” su un albero piantato in territorio italiano.
      Mio padre mise agli arresti il subalterno comandante la pattuglia. Alle rimostranze del tapino, rispose: dovevi sradicare l’albero. Solo così avrebbero capito.
      Capito?

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 8:39 pm

        Bisogna incoraggiare mosse pensate ed intelligenti.
        Io non sono mai stato un agente (ne’ di viaggio, ne’ di altro) ma so’ distinguere un comportamento che si deve tenere in uno stato maggiore rispetto a quella che deve tenere una fanteria.
        Le questioni di forma le lascio ad altri. Se l’episodio fosse vero, un generale come Cadorna che si occupa di queste quisquiglie, significa che non aveva educato bene i sui diretti sottoposti e non aveva il loro rispetto. E, anche se la pensa diversamente, Cadorna rientra in quei generali incapaci ed arroganti a cui il grado venne assegnato per meriti di sangue e non per meriti sul campo (come nel caso di sua padre).

        Non essendo un filosofo, capisco solo di azione, reazione, probabilita’ e fattibilita’. Per il resto, nella storia (sia antica che recente), c’erano i soldi per comprare gli imbonitori di vario genere.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 9:04 pm

        Cadorna e il generale più vituperato della storia moderna. Ha creato dal nulla l’aeronautica che a fine guerra aveva 3700 aerei.
        Ha inventato la ritirata strategica per ridurre la lunghezza dei fronti e risparmiare gli uomini ( molto utilizzata dai tedeschi in Russia) , l’episodio di Carzano dimostra che era molto manovriero e la famosa frase sulla vigliaccheria dei reparti, ovviamente non era rivolta si soldati ma ai comandanti ed è incontrovertibilmente vera.
        Ha forzato sull’artiglieria rispetto alle fanterie e i fatti gli hanno dato ragione. Il re ha preferito Badoglio e lo ha protetto con le conseguenze che tutti abbiamo subito in due guerre.

      • SC  On ottobre 10, 2017 at 9:28 pm

        Al contrario di lei, non ho amici discendenti da difendere.

        Gia’ Cesare usava abilmente le ritirate strategiche e i Russi ad esempio, hanno sempre avuto una buona capacita’ di gestione di tale tattica ben prima di Cadorna.
        Cadorna poi, pieno di se faceva un’altro errore, pensava di imporre la propria leadership con il terrore e non con il giusto mix che contraddistingue un leader, scambiando per vigliaccheria le azioni dei suoi sottoposti che non nutrivano alcun rispetto in lui. Imporre dei generali privi del necessario curriculum e privi di leadership e’ sempre un errore (Badoglio compreso…).

        Per quanto riguarda l’areonautica del regno non ne so molto: mi basta pensare che tali meriti furono attribuiti anche a Goering. Senza un’industria e dei buoni progettisti dietro ben finanziati, in qualunque settore, non si fa’ nulla, specie nell’aviazione.
        Per cui seguire il trend di quegli anni e non precorrerlo, non sarebbe comunque un punto da rimarcare sul suo curriculum.

      • antoniochedice  On ottobre 10, 2017 at 9:38 pm

        Lei vuole avere ragione a tutti i costi. Sono amico della famiglia Andreotti e non ne ho mai parlato bene. Cretini come Badoglio, Etna, Zincone, erano protetti del re . All’epoca non si poteva evitare ( Etna era figlio naturale di VE II) .

        L’accorciamento del fronte mediante rettifica del fronte i russi e i tedeschi l’hanno usato nella seconda guerra mondiale, Cadorna nella prima.
        Noi abbiamo perso seicentomila uomini, i francesi un milione e settecento cinquantamila. L’esercito francese si ammutinò, quello italiano, no.
        L’Italia entrò in guerra e fece accordi strategici con gli alleati senza mai avvertire il capo dell’esercito. Erano d’accordo in tre.
        ( Re, Salandra e Sonnino, di nome Sidney).
        Prima o poi la storia verrà riscritta. Nel frattempo con i miei piu cordiali saluti.

  • SC  On ottobre 11, 2017 at 8:05 am

    1) No ci tengo e mi pare di averglielo dimostrato in piu’ occasioni. Mi sta dando ragione lei dicendo che ci furono (ed aggiungo io) ci sono cretini protetti e scelti con criteri discutibili. Lei dice che non si poteva evitare, io dico che un re o chiunque usi tali parametri anchesso e’ un cretino. Il fatto che lei mi dice di accordi strategici (quindi ad un livello piu’ profondo di accordi poltici) senza avvertire il capo dell’esercito avvalora la mia tesi.
    2) I russi gia all’epoca degli Zar padronegiavano tale tecnica ben prima della nascita di Cadorna.

    3) Spero che la storia sia riscritta anche io, perche’ vederla idealizzata e distorta mi crea un profondo malessere: spero che con la sua cultura sul campo possa contribuire in modo importante a tale scopo. La stimo troppo e’ spero che il suo talento non vada sprecato (ma siamo in Italia e qui come ha spiegato da lei ed al punto 1 c’e’ una tendenza alla cattiva allocazione di risorse anche nell’italia repubblicana)

    ps. mi dissero, tempo fa’, che era piu’ che amico della famiglia Andreotti

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2017 at 9:09 am

      Aridaje come dicono a Roma!
      La tecnica della ritirata per risparmiare truppe accorciando la lunghezza del fronte, presuppone l’esistenza di un fronte continuo, fenomeno rivelatosi solo Minella prima guerra mondiale, dato che le precedenti furono incentrate sul concetto di movimento.
      Questo concetto fu superato con le mitragliatrici che ” inchiodarono” a terra i fantaccini. Quindi non c’entra nulla il criterio zarista che lei tenta di insinuare nella discussione.
      A proposito di amicizie, sono stato amico e confidente di Tatarella al quale non ho risparmiato critiche e rampogne quando non mi dava retta.
      Un po come a lei.
      Lasci perdere le strategie, dia retta.

  • gian  On ottobre 13, 2017 at 11:24 pm

    Scambio di opinioni molto istruttivo, più di quanto immaginassi. Grazie.

  • antoniochedice  On ottobre 14, 2017 at 5:51 am

    Lieto che anche la chiacchiera con SC serva a qualcosa….

    • SC  On ottobre 20, 2017 at 6:08 am

      Se lei mi cancella post che mi ha richiesto qualche ora di studio… e’ difficile che la chiaccherata serva a qualcosa..

  • antoniochedice  On ottobre 20, 2017 at 3:58 pm

    Le ho cancellato il post per par condicio. Mi si era rotto l’IPad e non ero in grado di rispondere. Ci ripensi e scriva qualcosa di meno deludente 🙂

    • SC  On ottobre 20, 2017 at 5:37 pm

      Le piace vincere facile, anche in condizioni di difesa disperata.
      Il contenuto non era affatto deludente 🙂 in quanto a forma la deludero’ sempre non rileggendo cio’ che scrivo.

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