ETIOPIA:IL GOVERNO CERCA DI FERMARE I MOTI E DIVIDERE GLI AVVERSARI. di Antonio de Martini

Il primo ministro etiopico Hailemariam Desalegn dopo aver tentato con le cattive – gli oppositori lamentano quasi mille morti durante le pacifiche manifestazioni –  ha proceduto martedì scorso a un rimpasto che secondo la equipe al potere in Addis Abeba, dovrebbe calmare gli spiriti e dividere gli Oromo ( l’etnia più numerosa del paese con il 36%) dagli Amhara ( l’etnia guerriera che ha dominato per secoli e che è caduta assieme alla monarchia) dopo che l’alleanza tra questi due gruppi ha mostrato la sua pericolosità con manifestazioni pacifiche di cui non si vedeva l’uguale da quando i tigrini sono arrivati al potere defenestrando il DERG di Hailemariam Menghistu.

Il movimento di contestazione è iniziato nella regione Oromo ( un tempo chiamati Galla) e si è esteso verso nord fino a coinvolgere gli Amhara .

Motivo reale: nel governo e nelle forze di sicurezza le due principali etnie sono sottorappresentate a favore dei tigrini che sostennero per intero il costo della guerriglia anticomunista contro il governo del DERG ( Soviet), che comunque resisteva con l’appoggio USA. Quando la situazione divenne insostenibile, Menghistu si ritirò in Zimbabwe  ( ex Rodesia) con una buonuscita di dieci milioni di dollari dell’epoca e una sontuosa villa ( e l’impunità), lasciando arrivare in città i guerriglieri tigrini , ovviamente appoggiati dal governo USA.

La ragione dell’appoggio USA ai militari del Derg fu che rappresentavano il popolo rispetto alla Monarchia e dell’appoggio ai guerriglieri tigrini è che erano federalisti.                   Dunque un passo avanti.

La ragione dell’appoggio al nuovo movimento di contestazione democratica è che in base ai principi federalisti, la maggioranza dovrebbe essere al vertice; meglio se vi giunge pacificamente.

Morale, la polizia – tutti tigrini – ha sparato e fatto mille morti da novembre 2015 ad oggi con forte concentrazione  negli ultimi due mesi.

Gli americani hanno incoraggiato il vincitore della maratona olimpica a manifestare e questi è stato seguito dalla medaglia d’argento paraolimpica e adesso vivono negli USA a piè di lista.  o quasi ( 400 dollari al mese che per un etiopico è una cifra ).

 

IL RIMPASTO

Dei trenta ministri che componevano il gabinetto etiopico, solo nove conservano i loro posti, rivelando così i nomi degli uomini forti che finora si erano accuratamente tenuti segreti: il vice presidente Demeke Makonnen , Siraj Fegessa ( DIFESA) e Gebretsion Gebremichael ( TELECOMUNICAZIONI)

I nuovi arrivati, invece, sono stati messi a diretto contatto con i diplomatici e la stampa internazionale: L’Oromo  Workneh  Gebeyehu ( che era ministro dei trasporti), passa agli esteri, mentre  Negeri Lencho , che insegna giornalismo all’università di Addis Abeba, diventa ministro della comunicazione in sostituzione dell’ormai impopolare Getatchew Reda ( anche lui Amhara).

In pratica, nessun posto agli Amhara, una promozione a un Oromo ( dai trasporti agli esteri), mentre uno dei sacrificati Tedros Adanom, ha lasciato gli esteri per brigare il posto di direttore generale dell’organizzazione mondiale della sanità. Se verrà trombato, sara per aver male impostato i suoi rapporti con i colleghi stranieri.

Un rimpasto così soddisferebbe gli italiani, ma non in Etiopia. Mille morti chiedono vendetta.

Altrettante famiglie  – e annessi, poiché le terre vengono coltivate collettivamente da gruppi familiari riuniti- meditano vendetta; gli Oromo sono consapevoli che se rompono con gli Amhara non rappresenteranno più il 60% della popolazione perdendo la loro legittimazione democratica a governare. In cambio i comunicati stampa saranno fatti benissimo il nuovo ministro esce da una università americana.

IL FUTURO IMMEDIATO

Il solo giornale indipendente d’Etiopia, lo STANDARD ha cessato la sua edizione stampata a causa della nuova legge sulla stampa: di un eventuale reato sono responsabili anche gli stampatori e degli edicolanti.  Nessuno vuole correre rischi. Sintomo evidente che non si fidano della legalità esistente e della indipendenza dei magistrati, tanto più che la sola pena in vigore sembra essere quella di morte. La versione web , in teoria funziona, ma nessuno può leggerla.

I collegamenti internet, infatti, sono stati bloccati per evitare che i manifestanti si dessero appuntamento per manifestare. I collegamenti con l’estero non hanno mai brillato per il funzionamento.

I somali , la zona sud dell’Ogaden è etiopica ma sostanzialmente somala, sono in stato di guerriglia da quaranta anni e si stanno riorganizzando in funzione anti USA  e la nuova ferrovia Gibuti- Addis Abeba – fatta dai cinesi -sembra essere un obbiettivo interessante  per gli shabab, dato che la zona di Dire Daua è contigua  sia all’ Ogaden che alla Repubblica di Gibuti dove gli USA hanno stanziato un comando a quattro stelle e un battaglione rinforzato di Marines.

Per il governo si apre un altro fronte, oltre a quello eritreo in fermento periodico dagli anni sessanta. Ad ogni incremento di tensione aumenta il numero dei giovani eritrei in eta di leva che prende la via dell’Europa. Prima la leva  era quinquennale, adesso è indefinita…..

L’aver accusato l’Egitto di fomentare disordini per via della diga sul Nilo Azzurro,( eseguita da Salini)  non si è rivelata sufficiente a creare una union sacrée.

I tigrini sono solo il 6% della popolazione di quello che fu l’impero, gli Oromo sono  considerati gli ebrei del corno d’Africa essendo tutti commercianti e l’etnia guerriera degli Amhara  che ha governato per secoli, sta seduta in disparte e aspetta il suo momento.

Il rimpasto è stato maldestro, tardivo e micro. Il tasto del nazionalismo non ha funzionato essendoci una trentina di etnie differenti, l’aver cooptato un Oromo ha significato però  agli occhi di tutti che il governo ha compreso il problema , ma non vuole pagare un prezzo troppo alto. Altro errore da matita rossa.

 

 

 

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