PER ESEMPIO. LA STORIA DI UN SOLDATO ITALIANO CHE DIVENTA GENERALE PER MERITI DI GUERRA E IN CUI SI VEDE CHE LO “IUS SOLI” E’ UNA SCEMENZA

Mio padre è nato a Damasco, in Siria.  Da madre siriana. Questo non gli ha impedito di sentirsi italiano e di diventare il militare più decorato della seconda guerra mondiale. Il Circolo del Ministero degli Affari Esteri lo ha commemorato assieme ad altri quattro grandi italiani e orientalisti famosi nel mondo accademico ma ignoti ai più: Martin Mario Moreno (la migliore traduzione del Corano mai fatta) Enrico Cerulli ( presidente della Accademia dei Lincei), Ignazio Guidi, Amedeo Guillet ( Ambasciatore e soldato intrepido). Altrettanti esempi per i giovani diplomatici e militari. Alla conferenza hanno preso parte il generale Franco Angioni ( l ‘eroe del Libano) e il generale Mario Mori ( che catturò Totò Riina e che ha diretto la nostra intelligence nei primi anni del decennio)

Nel link sottostante troverete in estratto la parte della conferenza afferente alle avventure di mio padre ( una pallida idea della realtà) raccontata dall’Ambasciatore Domenico Vecchioni , specialista di libri sull’intelligence, l’ultimo “Dallo spionaggio all’intelligence”.

L’intera conferenza la pubblicherò a seguire.

https://www.youtube.com/watch?v=7LSifXVzVCI

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Commenti

  • pier giorgio leone  On novembre 13, 2015 at 12:21 am

    Vado sicuramente OT ma le chiedo un parere su una controversa vicenda della guerra libica,la distruzione del Raggruppamento Maletti su cui ho letto versioni diametralmente opposte,mi suggerirebbe qualche fonte al riguardo?

    • antoniochedice  On novembre 13, 2015 at 6:22 am

      Fu definita la “colonna fantasma” perché avrebbe dovuto sorprendere l’avversario con incursioni imprevedibili.
      Fu sorpresa da un pattuglione nemico e il suo comandante fu falciato da una raffica.
      Non si ricordano realizzazioni belliche particolari.
      Credo di sia trattato di una nostra invenzione propagandistica finita male.
      Meriterebbe di essere invece ricordato il capitano Pesenti che col suo reparto coprì tutta la nostra ritirata da Alamein fino alla Tunisia ritardando l’avanzata inglese con continui attacchi notturni all’arma bianca. Ebbe una medaglia d’argento e finì come colonnello al comando della scuola ufficiali di Lecce proprio nel periodo della ” strage di Kindu” di cui in questi giorni ricorre l’anniversario.

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