IL DIRETTORE DE “IL CORRIERE DELLA SERA” PER FARE UNO SCOOP SACRIFICA IL PROPRIO NOME : INVECE DI FERRUCCIO DA OGGI SI CHIAMERA’ MARAMALDO. di Antonio de Martini

Milano aspira da sempre a un ruolo di leadership e, come scelta strategica e morale , inneggia alla trasparenza.
In questa scalata al cielo ed al ruolo di capitale morale di questa Italia, la citta di Sant’ Ambrogio è sostenuta dal suo quotidiano tradizionale, che assieme al caffè del mattino viene religiosamente assorbito dai meneghini DOC e anche dagli oriundi.
Non c’è Santa Causa che non venga sostenuta con energia, entusiasmo e coerenza, anche se la tiratura non ne risente ancora.

In questa santa missione , il giornale è stimolato, sostenuto e animato da Paolo Mieli , Ayatollah e guida suprema di tanta, generalmente mirata , passione civile.
In questa missione, il giornale ed i suoi direttori non guardano in faccia a nessuno.
Infatti, il ” Corriere della Sera” di oggi, tra un pezzo su Yulia Timoscenko – ex Presidente del Consiglio della Ucraina – ed un articolo di Riccardo Perissich – il brillante lobbista di Tronchetti Provera che conviene tenere buono – su omosessualità e spionaggio ( risalente all’agosto 2010) ha persino iniziato a prendere le distanze da Nicolas Sarkozy – il Presidente della Repubblica francese in carica per una intera settimana – ed ha pubblicato in data odierna ( domenica 29 aprile) il resoconto di quanto pubblicato dal blog Mediapart e riportato dal Corriere della Collera il data 13 Marzo scorso.

Il finanziamento improprio di un candidato alle elezioni essendo un peccato capitale, non è sfuggito ai giornalisti della combattiva testata che, con soli 46 giorni di ritardo rispetto ai lettori del nostro blog, hanno informato i lettori che – alle elezioni di cinque anni fa – Nicolas Sarkozy avrebbe preso una cinquantina di milioni di euro nientemeno che dal colonnello Gheddafi per il tramite del capo della intelligence libica , Moussa Koussa, via il solito faccendiere franco libanese.

Il nome Ferruccio è ispirato dalla eroica fine del capo delle milizie della Repubblica di Firenze , Francesco Ferrucci che, già ferito, fu ucciso sul finire della battaglia di Gavinana ( 1530) dal capo delle milizie al servizio della Spagna ( Fabrizio Maramaldo) e morì pronunziando la famosa frase ” vile tu uccidi un uomo morto” .
Forse il papà di De Bortoli ricordava l’episodio, ma al momento del battesimo, si confuse coi nomi.

Colgo l’occasione per una rettifica: raccontando l’episodio del finanziamento , nella ” cecagna ” post prandiale, ho fatto confusione e pensando a 50 milioni di dollari e li ho tradotti in 42 milioni di euro. Me ne scuso, come direbbe Scalfari, “coi lettori e con l’interessato”. Non vorrei pensasse che l’ho sottovalutato. Non ora che non conta più.

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Commenti

  • gicecca  Il aprile 29, 2012 alle 7:41 pm

    Sant’Ambrogio era nato a Treviri e c’aveva una casa a Roma dalle parti del futuro ghetto.. Poi é finito a Milano. Historia magistra vitae (quarche vorta). GiC

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