Licenziato l’inventore del Microcredito Muhammed Yunes premio nobel per l’economia dei poveri. di Antonio de Martini

 Anche questa notizia la cercherete invano nella stampa italiana.  Ricordate la moda del microcredito? Non passava giorno senza che si facesse un convegno sul microcredito.

Era la scoperta dell’acqua calda: non sono i piccoli a non pagare i debiti, sono i grandi.  Una cameriera prende tremila euro a prestito e li restituisce, un finanziere ti dice che ha perso scommettendo sui derivati, incassa il bonus e se ne va in vacanza.

Quando il mondo scoprì Muhammed Yunes, poco mancò che venisse santificato assieme a madre Teresa di Calcutta, anche se mussulmano.

La Grameen Bank, la sua creatura, lo ha licenziato perché  non piace al primo ministro del Bangla Desh  Cheikh Hassina Wajed una  signora di mezza età discendente – ancora una dinastia repubblicana –  dal fondatore del Bangla Desh che come ricorderete  fu fondato dopo una guerra di una settimana contro il Pakistan di cui era la parte orientale che circondava l’India.

Le motivazioni sono quelle di sempre:  a settanta anni  Yunes ha superato l’età della pensione ( 60) e inoltre non si attiene scrupolosamente alle  disposizioni amministrative.  Il suo stipemdia mensile era  equivalente a cinquecento dollari USA e aveva un alloggio di servizio. Tricamere e cucina.  Non ha mai comprato una sola azione della Banca. I denari ottenuti  dal Nobel li ha devoluti a una fondazione che porta avanti le sue idee e così anche i proventi  delle conferenze.

Il segreto di Yunes è semplice : cerca di non far affogare nei debiti le persone che desiderano intraprendere.  Il “miracolo dell’interesse composto” come viene chiamato adesso , si chiama in realtà  usura. Il mondo sta dividendosi a mano a mano in usurai di successo e gente cui l’usura da la nausea.   Le Banche centrali devono tornare ad essere pubbliche  e gli avidi avvoltoi che speculano sulla circolazione monetaria essere emarginati.

Chi dice che le banche pubbliche sono una iattura per l’economia e che nei paesi liberi le banche sono private, non sa quel che dice:  la banca pubblica più efficiente   vive e prospera negli STATI UNITI D’AMERICA e piu’ precisamente nel North Dakota. Si chiama Banca del North Dakota . In quello stato c’è la più alta concentrazione di banche del paese , la  NORTH DAKOTA BANK  ha un alto numero di dipendenti, batte i concorrenti privati, e il Nord Dakota ha la più bassa percentuale di sofferenze bancarie e di disoccupati del paese. Andate a vedere su Internet se non ci credete.

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Commenti

  • Avatar di Gianni Ceccarelli Gianni Ceccarelli  Il aprile 18, 2011 alle 7:43 PM

    Quando si doveva mandare via uno (cosa che accadeva molto di frequente) dalla multinazionale (la Pfizer) in cui ho lavorato per 17 anni come Direttore Medico per l’Italia la motivazione era: “lei é troppo bravo per noi”. Mi pare che le cose non siano troppo mutate. GiC

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il aprile 18, 2011 alle 9:05 PM

      Si, adesso dicono che ha meritato il riposo e la procura generale dice che non si fanno eccezioni alla legge, anche se quasi tutto il governo ha pi’ di 65 anni cadacranio.

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  • Avatar di Francesco Finucci Francesco Finucci  Il aprile 18, 2011 alle 10:16 PM

    I migliori finiscono sempre assassinati. Una volta li si ammazzava con la colubrina, poi si è passati alle pistole, oggi è l’assassinio d’immagine, o al limite, come in questo caso, si arriva all’assassinio professionale. Si esclude la mela marcia, il contagioso, il lebbroso che appesta la nostra razionalissima società e tutte le sue belle regole, la sua bella corruzione, il suo bell’essere bellum omnium contra omnes

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  • Avatar di Armando Stavole Armando Stavole  Il aprile 19, 2011 alle 4:37 am

    Comunque, se c’e’ una definizione di tale comportamento anche in latino, vuol dire che non c’e’ nulla di nuovo sotto questo sole. Dagli antichi romani si potrebbero cogliere una gran messe di lezioni di vita attuale.

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il aprile 19, 2011 alle 4:59 am

      Comiciamo dal termine RES PUBBLICA e cerchiamo di farla pi’ ordinata, pi’ giusta e pi’ pulita.

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  • Avatar di andrea andrea  Il aprile 20, 2011 alle 11:07 PM

    Io non vedo una gran differenza tra pubblico, e privato, tutto dipende da come viene gestito, dalle regole!
    Per esempio banche davvero private in realtà non esistono, per il semplice motivo che le banche sull’orlo del fallimento vengono quasi sempre salvate dallo Stato, con denaro pubblico.
    Se nessuna banca fosse salvata dalla stato, ma ogni banca privata dovesse pagare il prezzo dei propri errori, il microcredito(che è meno rischioso), coverrebbe anche ai privati!

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il aprile 21, 2011 alle 5:52 am

      Certo dal punto di vista “tecnico” hai ragione. Dobbiamo pero’ considerare l’avidita’ umana che induce i banchieri a “privatizzare gli utili e a socializzare le perdite”, a prestare i denari al milionario che ti invita sul suo Yacht e non al contadino che vuole comprare un toro per le sue mucche. A investire in Alitalia perche’ te lo chiede l’amante e non nelle piccole attivita’ commerciali. Facci caso; tutte le piccole imprese che hanno creato nuovi lavori ( dai pony express alla “pizza al taglio”) sono nate e si sono sviluppate perche’ i capitali necessari erano praticamente nulli. Se la Banca d’Italia tornasse alle funzioni primigenie di prestare a zero interessi i soldi allo stato per i lavori pubblici, questi costerebbero la meta’, ci sarebbe pi’ lavoro e il debito pubblico sarebbe pi’ basso.

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      • Avatar di andrea andrea  Il aprile 21, 2011 alle 3:04 PM

        Ma sono gli stati che accettano di socializzare le perdite, basterebbe che lo Stato italiano smettesse questa pratica scorretta e “criminale”(se nella nostra legislazione è vietato rubare, la pratica di socializzare le perdite è peggio che rubare), e non ci sarebbe più nessuna differenza tra banche private, e banche pubbliche…

        Poi anche una banca pubblica, può essere gestita malissimo(tanto se ci sono perdite, le pagano i contribuenti)
        Quindi alla fine è solo una differenza formale, se si permette di scaricare le perdite sul pubblico erario, anche una società statale può fare disastri, e può essere ugualmente gestita per soddisfare l’avidità di pochi (politico, e pubblici amministratori)

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