NON TRASCURARE GLI ASPETTI POSITIVI DELLA CRISI CHE CI HA COLPITO di Antonio de Martini

Giovanni Baget Bozzo, il sacerdote politologo ligure deceduto di recente, mandò un biglietto a Randolfo Pacciardi , nei primi anni 70, in cui diceva che c’era troppo benessere perché gli italiani recepissero le istanze riformiste che questi andava predicando.

Baget,  sosteneva che il troppo benessere impediva di vedere i problemi e rimamdava la rivoluzione istituzionale ” a tempi peggiori”.

Confesso che commentai il biglietto con asprezza, ma oggi sono tentato di chiedere perdono per gli epiteti che gli affibiai.

Vedo nascere  una maggiore attenzione per le problematiche politiche, che non si traduce  in un aumento della partecipazione elettorale, ma che ha coinvolto persone generalmente disattente a questi temi. Ora che vedono quanto la politica influisca sul loro benessere,  gli italiani diventano analisti sofisticati con  qualche accenno  persino rivoluzionario.

Sto anche verificando un altro fenomeno che ebbi modo di osservare anche durante la crisi petrolifera del 1974 quando furono decretate le “Domeniche a piedi” o  tre anni fa per la neve a Roma.

Nascono solidarietà improvvisate per strada, si diffonde un’atmosfera di quasi amicizia dovuta, credo,  allo scemare della competizione e al nascere di una solidarietà spontanea che si credeva perduta, oltre alla più concreta considerazione del “potrebbe succedere anche a me”.

La riduzione dei consumi , anche alimentari, ha consentito a circa 250.000 italiani di dimagrire significativamente sgonfiando la categoria degli obesi del nostro paese.

Iniziano a diminuire i prezzi di alcuni generi ed anche questo è un bene. I nonni vengono rivalutati nelle loro nuove funzioni di “Baby sitter” e intere regioni del nostro paese devono il loro incremento nel  turismo a coloro che decidono di risparmiare sui viaggi all’estero.

Finalmente si pone mano al discorso delle riforme  (“indilazionabili “dal 1960 o giù di li) e l’opinione pubblica inizia a indignarsi nel vedere sprecate risorse, nel vedere lo scandalo degli emolumenti dei parlamentari, le prebende , le indennità ecc.

Questa forma di interesse dei cittadini è talmente fastidiosa per i governanti che l’hanno chiamata “populismo”.

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Commenti

  • urc  Il gennaio 31, 2013 alle 5:43 pm

    Tonino, sei sulla strada della coversione. Poi diventerai un baciapile.

    • antoniochedice  Il gennaio 31, 2013 alle 7:12 pm

      Elettriche spero.

  • abrahammoriah  Il gennaio 31, 2013 alle 5:52 pm

    31 gennaio 2013

    Nel significato che ha assunto comunemente oggi, crisi ha un’accezione solo negativa. Se invece risaliamo all’etimologia ed anche al significato originario che aveva nel mondo classico, crisi significava anche scelta, decisione, fuoruscita da uno stato di malattia. L’ impeccabile e profondo ragionamento di cui sopra sulle potenzialità positive (e rivoluzionarie) dell’attuale crisi italiana si riallaccia in presa diretta alla migliore sapienza di questo mondo.

    Massimo Morigi

  • luca cardinali  Il febbraio 1, 2013 alle 6:38 am

    Me lo diceva un mio caro amico americano, affermava che da lui in tempi di crisi si gira coll’arma e vige la legge del piu forte. Lo stesso atteggiamento delle varie nazioni europee che, al giungere della stessa, pensano prima ai propri interessi. Siamo noi Italiani che siamo differenti, che ci sentiamo collaborativi, non percepiamo differerenze e questo suppongo venga dal fatto che l’integrazione di popoli data almeno dai tempi della Tomba dei Leopardi e la rinuncia alla violenza riporta a quelli del Cristianesimo, siamo in minoranza ma non nel torto

    P.S. grazie per la definizione di populismo ne faro’ uso smodato e provocatorio

    • antoniochedice  Il febbraio 1, 2013 alle 8:11 am

      Edmondo de Amicis era socialista e il suo libro ” Cuore” , commissionato da un governo che aveva appena spodestato il Papa-re mostra che tutti gli italiani hanno alcuni valori umani in comune. E che gli attuali padroni del mondo sono rimasti alla cultura della razzia ( che hanno in comune con gli arabi) e della promiscuita;’ fasi che i nostri padri iniziarono a superare con la creazione del concetto di lex, di res pubblica, di tribuno della plebe che assicurarono al mondo mediterraneo cinque secoli ininterrotti di pace.

  • antoniochedice  Il settembre 21, 2013 alle 4:45 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERA.

  • gicecca  Il settembre 21, 2013 alle 4:56 pm

    Girando intorno al mio isolato, in un quartiere certo non chic di Roma, trovo quattro parrucchieri, tre trattorie ristoranti, un negozio che lava i cani in alcuni box, due lavamacchine, un veterinario e un aggiusta unghie. Ce ne vuole ancora per parlare di crisi !!! GiC

    • antoniochedice  Il settembre 21, 2013 alle 5:54 pm

      Grosso isolato. Chiedi loro come vanno gli affari.

  • gicecca  Il settembre 21, 2013 alle 6:45 pm

    Non lo so, ma il lava cani ha preso il posto del quinto parrucchiere. GiC

    • antoniochedice  Il settembre 21, 2013 alle 7:40 pm

      Vita da cani dunque…

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