L’ARPÌA BIRMANA: IL CLUB DEI PAESI CREDITORI ABBUONA IL DEBITO DEL MYANMAR DI OLTRE 13 MILIARDI DI DOLLARI. PERCHE LA GRECIA NO? di Antonio de Martini

Il Club di Parigi, costituito dai principali paesi creditori di debiti contratti da paesi , in genere appartenenti alla parte del mondo definita “in via di sviluppo”, ha annunziato di aver ristrutturato il debito della Birmania.

L’ accordo con i creditori internazionali per ridurre il debito estero ammonta a circa 6 miliardi di dollari. Un ulteriore mezzo miliardo abbondante è stato abbuonato dalla Norvegia. Il Giappone che non fa parte del “Club di Parigi” ha assecondato la manovra impegnandosi ad azzerare tre miliardi di dollari di debiti contratti dal regime Birmano.

Il restante debito, di poco superiore ai tre miliardi, è stato scaglionato su quindici anni in questa fase e non è escluso che nel corso del tempo vengano concesse nuove proroghe e facilitazioni.

I debiti erano stati contratti con la Banca Mondiale e con la Banca Asiatica di sviluppo. Ripulita la situazione, il paese è pronto a contrarre nuovi debiti con enti internazionali miranti ad accelerare lo sviluppo del paese che sta affrancandosi dal regime militare.

Sorge spontanea la domanda: perché il Myanmar si e la Grecia no?

La risposta a questa domanda che vi sarete fatti , sta nella posizione geostrategica del Myanmar che tutti conosciamo come Birmania: se guardiamo una cartina geografica, vediamo che il paese che vede sorgere l’astro politico di Aung San Su Kyi ( figlia del generale dittatore che ha gestito il paese durante la seconda guerra mondiale sotto la protezione del Giappone e questa è la ragione della sua longevità) finanziata dalle organizzazioni statunitensi e beneficata da una visita ufficiale, a lei dedicata, del segretario di Stato USA Hilary Clinton, è felice proprietario di una serie di perle appartenenti alla “strategia del filo di perle” cinese di cui abbiamo parlato più di una volta. ( vds cartina che mostra anche le basi cinesi) .

L'istmo di Kra è all'estremo sud del Myanmar dove la Cina vuole costruire il canale che la libera del controllo dello stretto di Singapore

L’istmo di Kra è all’estremo sud del Myanmar dove la Cina vuole costruire il canale che la libererebbe del controllo esercitato dallo stretto di Singapore.

Alle basi militari e commerciali cinesi già in uso, si aggiunge che il Myanmar possiede la parte utile dell’istmo di Kra che – come i lettori del ” Corriere della Collera ormai sanno – dovrebbe ospitare un canale navigabile artificiale destinato ad evitare lo stretto di Singapore alle navi cinesi. Il progetto, per il quale Pechino ha stanziato 40 miliardi di dollari fa parte del più vasto progetto cinese per assicurarsi la completa libertà di navigazione, assieme al progetto della ferrovia colombiana che consente di evitare il canale di Panama.

La mossa statunitense mostra come l’offensiva di containement dell’influenza cinese non si limiti all’Africa e stia assumendo un aspetto sempre più proattivo, specie in Asia, dove gli USA hanno rinnovato tutti i trattati di collaborazione militare della seconda guerra mondiale.

E’ probabile che questo investimento americano sul debito estero birmano, fatto coi fondi internazionali, non sia sufficiente ad ottenere il fermo del progetto cinese, ma può rappresentare una sorta di ” caparra” per riuscire a finanziare i lavori della futura grande impresa sfilando ai cinesi la paternità del progetto.

Nel frattempo, l’altro martiire della resistenza al regime dei generali – Win Tin – a capo di un altro movimento democratico e forte dei 19 anni di prigione scontati ( non era figlio del regime), sta prendendo le distanze dalla carismatica signora che per ora non è riuscita ad ottenere concessioni democratiche significative tali da giustificare il trattamento di favore offerto dall’occidente.

Se a queste primarie considerazioni geostrategiche asiatiche aggiungiamo il fatto che il governo di Atene ha venduto il porto del Pirao alla Cina, abbiamo il quadro completo delle motivazioni americane .

Nota: per completare l’informazione, vedere il post del23 aprile 2011 ” duello USA- Cina: combatteranno fino all’ultimo africano e all’ultimo euro ( nostro)”

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Commenti

  • Roberto  Il gennaio 29, 2013 alle 4:24 pm

    Per risolvere il problema chiedere di Monte dei Paschi PIazza Salimbeni Siena Italy. No perditempo

  • ettore  Il gennaio 29, 2013 alle 7:23 pm

    Bellissimo cercare di tenere viva l’informazione su questi argomenti ma l’ignoranza la fa da padrona…..

  • imbuteria  Il gennaio 29, 2013 alle 10:47 pm

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  • gicecca  Il gennaio 30, 2013 alle 7:24 am

    Sbaglio se dico che il “difetto” della Grecia é di essere in Europa e nell’Euroa e non in Asia ? GiC

    • antoniochedice  Il gennaio 30, 2013 alle 2:13 pm

      La mossa USA è azzeccata in Asia: cerca con la politica di impedire che la Cina si creai rotte proprie, commerciali e no. NOterete che la “nuova rotta” potrebbe proseguire sempre sotto la protezione aerea da terra.
      SE riescono a diventare loro i protagonisti dell’opera ( credo impossibile rinunziarevi) , allora vanificherebbero gli sforzi cinesi ponendo l’istmo sotto il loro controllo.
      In Europa e nel medio oriente ( il Levante) invece preferiscono usare maniere forti, quali sanzioni dirette e indirette contro chi fa accordi con la Cina.
      Negli anni sessanta erano duri in Asia e molli in Europa. Adesso è il contrario.

  • antoniochedice  Il gennaio 26, 2015 alle 10:32 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    La Grecia è la prima prova seria di coordinamento e unione che l’Europa che chiamata ad affrontare. Se Syriza riesce Nel suo intento senza compromessi, il sistema usurario riceverà un rude colpo e questa Europa con lui

    Fayez claims her daughters’ supposed incarceration, which has gone on for some 13 years, was both a mark of Abdullah’s vindictive streak and intolerance of his daughters’ modern, independent upbringing. She says the four have been locked away for more than a decade, subject to abuse and deprivation.

  • gicecca  Il gennaio 26, 2015 alle 11:28 am

    Il mio personalissimo parere si basa sul fatto che anni fa prestai diecimila euro col gentlemen’agreement (si fa per dire) che li avrei ricevuti indietro col tempo. Non ho ricevuto nulla e NON mi sta bene. Perché chi fa i debiti (Grecia o Myanmar non mi interessa) poi non li ridà ?? Magari poi lui sta meglio di me e NON MI STA BENE. Il Giubileo si faceva una volta ogni 50 anni !!! GiC

    • antoniochedice  Il gennaio 26, 2015 alle 11:48 am

      Molto ragionevole sul piano dell’etica individuale. Ma quando si contraggono debiti per acquistare otto sottomarini dai cantieri navali tedeschi e – tra ministro e capo di gabinetto si imbertano 24 milioni di tangente, intravvedo qualcosa di diverso da un gentleman’ s agreement.
      Intravvedo la complicità del governo tedesco per far lavorare i suoi cantieri, e delle banche tedesche che hanno fatto i versamenti.
      Arrestando e condannando il ministro ( e la moglie) e il suo tirapiedi a dure pene detentive, la Grecia ha fatto la sua parte.
      Ora la Germania faccia la sua.
      Se invece sostiene la responsabilità oggettiva del governo che è succeduto, allora dovrà prendere in considerazione la richiesta già fatta dai greci di restituzione di un prestito forzoso che i tedeschi imposero durante la guerra. Recenti stime vanno dai 50 a 80 milliardi. Ovviamente forfettizzato a pochi milioni nel 1967.

  • gicecca  Il gennaio 26, 2015 alle 12:01 pm

    Mi permetto di dire che questi fatti erano ben noti quando la Grecia richiese e gli Europei acconsentirono all’ingresso in Europa; chi ha pagato o è andato in galera o semplicemente si è dimesso per quell’imbroglio ? E poi, un conto é un prestito forzoso in tempo di guerra (o magari i marmi del Partenone con Lord Elvin due secoli fa) un conto è restituire soldini che sono serviti per non morire o almeno per non morire subito. In fondo chi ci ha guadagnato, col Pireo porto, è la Cina. GiC

    • antoniochedice  Il gennaio 26, 2015 alle 12:07 pm

      Per quell’imbroglio ha pagato il ministro della Difesa, la moglie che si intesto il conto in Svizzera e il capo gabinetto che fu cointeressato al furto. Per il resto hai ragione, specie sui fregi del Partenone.

  • abrahammoriah  Il gennaio 26, 2015 alle 1:25 pm

    26 gennaio 2015. La vittoria di Syriza alle elezioni greche è una buona notizia per l’Italia. Per due motivi. IL primo è la dimostrazione della possibilità che i criminali diktat dell’Europa possono – e debbono – essere contestati. IL secondo è che questa affermazione ha potenzialità disgregative rispetto alla grande truffa – veramente sinistra – del Partito Democratico, una dissoluzione per la quale sta già egregiamente lavorando Renzi (anche se l’operazione passa attraverso il peggiore governo del secondo dopoguerra, questo merito -almeno- gli va riconosciuto) ansioso di mandare al macero quello che resta della tradizione comunista e dei suoi stanchi epigoni per edificare il partito della nazione B.R. ( Berlusconi-Renzi). Eterogenesi dei fini e delle personalità… e lampante dimostrazione di quanto già affermato dall’economista austriaco Kurt W. Rotschild per il quale per capire l’economia piuttosto che studiare Adam Smith, è meglio darsi alla lettura del Vom Kriege di Carl von Klausewitz. Massimo Morigi

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