ERITREA: MANCAVA UN GOLPE PROPRIO LÌ. di Antonio de Martini

La radio internazionale francese ha informato in una breve notizia che le trasmissioni TV erano state interrotte. Un ricercatore dell’istituto del Commonwealth informa di aver captato un messaggio radio che parlava di circa cento soldati in assetto da guerra , con due carri armati che hanno investito la sede del Ministero delle informazioni rinchiudendo a forza tutti i dirigenti in una stanza .

Isaias Afeworki , il capo carismatico che ha portato l’Eritrea all’indipendenza, ha ottimi rapporti con l’Italia ( dove viene ogni tanto in toscana in vacanza) , ha istruttori israeliani che hanno reso temibile il suo esercito ( il più numeroso dell’Africa, in rapporto all’estensione territoriale) rifornendolo di armi ed addestrandolo.
Come paese a religione islamica ha buoni rapporti anche con l’Arabia saudita.
Alla frontiera con l’Etiopia nell’area di Coatit Badme ( edr) esistono problemi di frontiera ora presidiati da una ventina di militari dell’aeronautica italiana per conto delle Nazioni Unite.

Afeworki, che molti hanno indicato come imparentato con il defunto presidente Etiopico Meles Zennaoui, morto di recente in Belgio mentre sembrava stesse per ristabilirsi da una malattia misteriosa , è a sua volta chiacchierato per la sua salute, pur senza sapere di quale morbo si tratti.
Un pericolo – improbabile – potrebbe provenire dall’Etiopia contro la quale ha guerreggiato per oltre un quarto di secolo, ma francamente non la credo capace di organizzare un golpe.

Dalle prime dichiarazioni rilasciate a caldo, i militari dicono di ” voler implementare la Costituzione” e non sembrano aggressivi verso il regime.
Più che di un colpo di Stato ( un potere dello stato contro l’altro che ricorre alle FFAA) o un golpe ( le forze armate come arbitre auto nominate nel conflitto tra poteri dello stato) , mi pare si tratti di un ” quartelazo” ( un reparto non ingente che agisce senza alcuna intesa preventiva di coordinamento) come quello organizzato in Spagnadal tenente colonnello Antonio Molina Tejero che occupò per un pomeriggio la Camera dei in quel di Madrid.
Unica conseguenza politica, il generale Alfonso Armada – precettore del poi re Juan Carlos – fu assegnato agli arresti nel suo Castello a tempo indeterminato, col permesso di ricevere ospiti in ogni momento.
Credo che dopo un primo momento di incertezza, saranno tutti consegnati in Caserma e si terrà conto delle rivendicazioni.
È l’ultimo paese rimasto in relativa tranquillità assieme al sud Africa. Speriamo che duri.

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