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Ambienti vicini all’intervento franco-britannico fanno sapere che la decisione di intervenire anticipatamente rispetto al calendario fissato dai lavori delle Nazioni Unite, è dovuto a informazioni, definite molto attendibili, provenienti dall’intelligence USA che attribuivano intenti federativi e di coordinamento militare alle tre delle organizzazioni ” islamiste” presenti nel territorio dell’Africa sub sahariana: AQIM ( Al Kaida del Magreb Arabo) , gli Shabab dell’Africa Orientale ed il Boko Haram dell’area nigeriana .
Pare che questo “embrione federale” sia sorto dopo un incontro avvenuto nel maggio 2012 ed abbia come intento la creazione di un “califfato” estendentesi dalla frontiera del sud Sudan fino alla Mauritania.
Ritengo questa ” informazione” una mera giustificazione dell’intervento militare o frutto di un ennesimo “incauto acquisto” di humint da parte americana, come avvenuto in Irak , Afganistan ed in Siria.
Le ragioni dei miei dubbi:
A) Il patto federativo è tipico della cultura anglosassone, mentre la cultura mussulmana ha sempre espresso istanze unitarie, globali o locali, spesso identificandole in un leader, per ora non apparso.
B) Non ci sarebbe nessun motivo di escludere la Mauritania da un simile progetto, dato che fu il primo paese sospettato di intese con Osama Ben Laden all’indomani dell’attacco alle due torri.
C) Boko Haram, nata e sorta non si sa bene come, dice di perseguire finalità di “pulizia etnico-religiosa” nella popolazione , esigenza questa NON perseguita dalle altre due organizzazioni dove la presenza cristiana o israelita è irrilevante. Manca dunque il collante.
D) Mi pare invece di assistere ad una riedizione ( se non una prosecuzione) della triplice intesa anti Libia, dove gli americani offrono la piattaforma comunicazionale e l’Intelligence, gli inglesi il supporto logistico e i francesi la carne da cannone, ovvero la Legione Straniera.
D’altronde, anche le armi di cui i ribelli sono dotati – in quantità e qualità superiore al previsto – sono di provenienza libica, così come la tattica di usare camionette armate di mitragliatrici pesanti la cui autonomia è resa indefinita da una serie di mini depositi di carburante e munizioni nascosti preventivamente nel deserto.
Questa tattica è la risposta sensata alla schiacciante superiorità aerea e di ricognizione degli occidentali , presuppone il sostegno della , scarsa, popolazione locale e quindi esclude a priori la tesi base della informazione USA che i Jihadisti intendano fare ” pulizia etnico-religiosa” .
Il Sahara non ne ha bisogno.
E) le uniche certezze che scaturiscono finora dagli eventi, sono che il Mali è il quinto paese mussulmano oggetto di un attacco militare occidentale dalle motivazioni arzigogolate ( Irak, Afganistan, Libia, Siria, Mali) che si sostanzia in una morìa di islamici; che stiamo assistendo da una settimana a questa parte, ad una vera e propria occupazione militare preventiva del continente africano; che quando ci sono in ballo anche ricchezze minerarie, gli italiani non vengono invitati a difendere la democrazia.