TOGLIAMOCI L’ELMETTO, LA GUERRA È FINITA: L’ITALIA POTREBBE PRENDERE ESEMPIO DALLA PROSPERITÀ SVIZZERA E DICHIARARSI NEUTRALE. di Antonio de Martini

Si avvicina il momento in cui – grazie alla crisi che chiede risposte concrete subito – gli italiani incominceranno a interrogarsi in maniera realistica circa la loro identità e il loro posto nel mondo.
Ritengo che il posto dell’Italia nel mondo non abbia più ragione d’essere in una qualsiasi alleanza militare o comunque di blocco.
La guerra fredda è finita nel 1991, il blocco ” nemico” è sciolto, anche se c’è chi sta faticosamente cercando di creare altri blocchi di cui ergersi a leader.
Desidero riassumere grossolanamente gli elementi base di questa scelta per innescare una meditazione su questo tema in coincidenza col periodo feriale che ci darà qualche giorno di tregua dalle fatiche di ogni giorno.

La base del ragionamento è fatta per analogia con la dichiarazione di ” Roma città aperta” fatta durante la seconda guerra mondiale. Esistono tesori di cultura che non possono essere sacrificati. Se lo ha capito la monarchia fascista, possono capirlo anche altri.
Ecco un aiutino

CONSIDERAZIONI CULTURALI: l’Italia ha sul proprio territorio almeno il 60% dei beni culturali esistenti al mondo e l’80% del patrimonio culturale dell’occidente.
Questi beni non possono essere preservati se il nostro territorio venisse coinvolto un una guerra. Opere di pittura, architettura, reperti archeologici, storici, biblioteche, musei, andrebbero persi per sempre.
L’esempio della Abbazia di Montecassino distrutta nel 1944 solo perché la sua immobile serenità dominante gli eventi bellici dava ai nervi ai generali che combattevano nella vallata, è illuminante. Non è possibile fare eccezioni : o si evita il combattimento nelle zone culturalmente importanti o si distruggono beni culturali non sostituibili. Si cancellerebbero molte tracce della storia umana.
L’Italia intera è da considerarsi zona culturalmente importante. Un Patrimonio dell’Umanità.

CONSIDERAZIONI RELIGIOSE: l’Italia ospita la sede centrale della – ancora per poco – maggiore religione mondiale in termini numerici. Si tratta della religione che ha ” inventato” la non violenza , anche se per secoli non l’ha praticata.
La religione cattolica ( = universale) attraversa quasi tutti i paesi del mondo, rappresenta oltre un miliardo di persone appartenenti certamente a tutti i paesi eventualmente coinvolti in una qualsiasi guerra e sarebbe l’unica istanza di mediazione possibile perché l’ONU situata negli Stati Uniti, sarebbe certamente posizionata in un paese belligerante, dato che dal XX secolo gli USA sono stati coinvolti direttamente in tutte le guerre occorse, tranne tre: quella Anglo Boera, quella civile spagnola e quella anglo argentina della Tatcher.
La scelta neutralista dell’Italia darebbe nuovo slancio al cattolicesimo e sostanza all’idea d’Europa .
Personalmente ho una mia religiosità individuale e l’Europa mi ha deluso, ma non disconosco la forza trainante di queste due idee-forza che possono coesistere e senza le quali l’Idea di unificare il continente è un nonsenso.

CONSIDERAZIONI GEOPOLITICHE : di fatto, l’Italia è ormai tornata ad essere una espressione geografica ( non solo l’Italia, tutta la UE) , le sue esigenze geopolitiche mediterranee sono state disattese .
Il suo tradizionale spazio di influenza, diviso tra Inghilterra e Turchia.
Non avendo interessi diretti da difendere, non si vede perché o per chi dovremmo batterici.

La nostra posizione geografica é strategica come ponte commerciale e di scambi con i paesi del mediterraneo e andrebbe sfruttata a fondo, vista la crisi e visto che almeno sei paesi rivieraschi saranno grandi produttori di petrolio entro tre anni.
A far maturare questa scelta neutralista contribuirebbero involontariamente anni di propaganda ” disfattista” finanziata dagli alleati negli anni 40 e dai vari movimenti della pace cessati improvvisamente ( lo avete notato?) con la fine dell’URSS.

Le popolazioni delle potenze alleate ed europee vivrebbero un eventuale annunzio del disimpegno italiano come una notizia scontata vista “la scarsa disposizione alla guerra” che ci viene attribuita. Il paese diventerebbe attrattivo per gli investimenti stranieri come lo sono Svizzera e Austria.
Sul piano difensivo, il nostro ” fronte nord” sarebbe in gran parte coperto dalla Svizzera e dall’Austria ( che è impegnata alla neutralità in virtù del trattato di pace seguito al secondo conflitto mondiale) .
Resterebbero ” vulnerabili” la frontiera ex Jugoslava e quella francese, entrambe incorporate nelle UE e quindi indirettamente “protette.”

Sul fronte del mare, non registriamo tentativi di invasione armata dal tempo della battaglia di Lepanto ( 1571), se si eccettuano gli sbarchi alleati del 43 fatti da potenze non mediterranee.

La nascita, nel cuore dell’Europa di un terzetto di paesi che dichiarino la propria neutralità e siano disposti a difenderla, aprirebbe all’Europa intera una prospettiva imitativa che darebbe a tutta la ” Eurozona” una vocazione e una visione suscettibili di dare una valenza ideale a quella che per ora è un’accozzaglia di bottegai spilorci.
Adenauer chiamava spregiativamente la Germania est ” Die zone” la zona.
La Merkel e i suoi soci fanno lo stesso con tutto il continente. Compra e taci.
Ripeto: se non cercassimo di costruire un nuovo modello di civiltà , la costruzione dell’Europa sarebbe limitata a un corpo senza vita.

LA NOSTRA VOCAZIONE: fin dal tempo della Repubblica Romana, gli italiani hanno mostrato una spiccata vocazione universalista. Prima , Cesare, con le armi. Poi , dopo l’impero, con la religione cattolica, ossia universale. Poi ancora con le Università, le leggi, il Rinascimento, le banche, i grandi navigatori, l’arte, la musica. Tutto è nato in Italia. Tutto quel che abbiamo inventato è stato mutuato dagli altri popoli perché aveva una impronta universale. Persino nel campo della malavita, abbiamo creato organizzazioni a livello mondiale ( ben quattro, contro una cinese…) .

È il momento di smantellare il modello di funzionamento imposto dalla tecnologia e dal complesso militar-industriale, se volete anche per ragioni morali, ma sopratutto perché non conviene.
Poteva andar bene duemila anni fa. Il dividendo della pace rende di più.

IL DISINTERESSE VERSO LA POLITICA È DISGUSTO E VOGLIA DI NEUTRALITÀ : come mai uno dei popoli più intelligenti del mondo, dopo aver insegnato a tutti i popoli come si fa politica, ora offre lo spettacolo del disinteresse fino all’autolesionismo?
È il rifiuto collettivo e non violento di partecipare a ulteriori mattanze. È il rifiuto di dare i propri figli in olocausto a Sabaoth il dio degli eserciti.
È il tentativo di comunicare il desiderio di neutralità nelle lotte tra popoli barbari il cui contributo alla civiltà è stato la bomba atomica e che ancora usano le armi per ogni disputa; è il rifiuto di accettare l’etica protestante del ” io sono ricco perché Iddio mi ama e tu sei povero perché devi scontare i tuoi peccati”.
Favorevoli alla politica delle alleanze sono solo i governanti che – nuovi Erode – hanno bisogno dell’appoggio straniero per reggersi contro la volontà dei loro popoli e non esitano a sacrificare gli innocenti.

UNA ITALIA NEUTRALE potrebbe attrarre capitali come la Svizzera; potrebbe attrarre le sedi delle grandi organizzazioni internazionali a partire dalla sede centrale dell’ONU – la maggioranza dei paesi vuole fuggire da New York – come sta facendo Vienna nella neutrale Austria.
Il focus della nostra economia diverrebbe la politica culturale : archeologia, studio delle lingue, ricerca medica, turismo e tempo libero invece di stanziare miliardi per Finmeccanica che finanzia la progettazione di aerei ( che si svolge all’estero) e riceve in cambio ( quando va bene) commesse di poco più che carpenteria metallica.
Risparmieremmo i fondi che spendiamo annualmente per la NATO e le spedizioni all’estero in nome e per conto terzi, aliquote di truppe potrebbero ricostruire il Genio Civile che un tempo gestiva i lavori pubblici, oggi sentina di corruzione sistematica.
La Svizzera ha un esercito di tutto rispetto che in cinquecento anni nessuno ha più sfidato.
L’Austria sta silenziosamente diventando un importante centro finanziario come ben sanno i politici che vi ” inguattano” i loro fondi neri.
Le Nazioni Unite scelgono sempre più spesso Vienna come sede dei loro organismi decentrati.
Noi abbiamo più sole, più spazio, più interlocutori mondiali a partire dal Vaticano , dalla FAO , L’IFAD, il Programma alimentare mondiale ( PAM).
Anche la Svizzera ha la sua parte di organismi internazionali.
Noi abbiamo la FAO e collegate, ma sono l’eredità della iniziativa di un privato ( ebreo-russo-americano) il signor Lubin , che riuscì a farsi patrocinare da Vittorio Emanuele III nel 1908 una iniziativa mondiale di raccolta di dati sulla produzione agricola mondiale e che funzionò, alimentata dalle potenze coinvolte, persino durante la prima guerra mondiale. Una oasi di neutralità.

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Commenti

  • abrahammoriah  Il dicembre 12, 2012 alle 9:52 am

    12 dicembre 2012

    Lo “stato di eccezione” in cui versa oggi l’Italia impone l’adozione di pensieri (e azioni) che non si affidino sulla vuota e superficiale ripetizione degli slogan che hanno infettato (e devastato) il Secolo breve ma che poggino su una realistica (e quindi, per questo, rivoluzionaria) valutazione dello stato delle cose. Che l’Italia sia penosamente ridicola nel suo cercare di essere un partner di pari grado a confronto di stati e di organizzazioni politico-militari che la surclassano e che la sua salvezza non possa che passare attraverso la riscoperta del “sacro egoismo nazionale” che sappia valorizzare le sue straordinarie peculiarità è il momento rivoluzionario fondamentale per uscire dal suo “stato di eccezione” segnato dall’attuale eliminazione della democrazia.

    Massimo Morigi

  • Roberto  Il dicembre 12, 2012 alle 10:21 am

    Due soli appunti: il periodo che ci attende è festivo e non feriale.La mafia giapponese è fortissima e spietata più delle altre. Buone feste a tutti e buone elezioni che ce le guasteranno

    • antoniochedice  Il dicembre 12, 2012 alle 10:35 am

      Giusto. Chiedo scusa per l’errore. Si esiste la mafia giapponese, ma il giappone ne ha una. Noi quattro. Noi siamo in tutto il mondo e loro no.

  • adamenzo  Il dicembre 12, 2012 alle 2:49 pm

    troppo bello per essere vero e…praticabile. intanto le notizie della giornata sono l’approvazione della riforma delle ff aa, con aggravio di spesa di ca. 1,5 mld di euro per l’acquisto di armi moderne e congedo di migliaia di unità. e il bersani che promette “l’agenda monti con qualcosa di più”. se non ci cadono le braccia a terra è perché ormai siamo pronti a tutto. buon natale.

  • antoniochedice  Il dicembre 12, 2012 alle 3:30 pm

    Caro Adamenzo,
    Tutto ciò che è pensabile, è praticabile. Basta voler lo ed agire di conseguenza. Il bilancio delle FF. AA non c’entra niente perché la Svizzera pratica il motto latino ” si vis pacem, para bellum”.
    Lascia anche che ti chieda se oltre che a Bersani, credi anche a Babbo Natale.

  • carlo cadorna  Il dicembre 13, 2012 alle 4:47 am

    Caro Antonio,
    io penso che Tu abbia ragione. Però, il presupposto perchè possiamo realizzarlo, è che ci togliamo dalla scomoda posizione di dipendenza economica in cui ci troviamo. La parte di debito pubblico piazzata all’estero consente ad alcuni paesi di tenere l’italia con le redini corte: se non fai quello che dico io, metto sul mercato i tuoi titoli di debito e ti faccio salire gli interessi a dei tassi che tu non sei in grado di pagare. Naturalmente, l’interesse di questi paesi è che l’Italia vada a picco, in modo da poterne comprare le ricchezze a quattro soldi. Mio Padre, ad una mia specifica domanda, mi ha proiettato questo scenario nel 1973! Quindi dobbiamo, prioritariamente, ricomprarci il debito estero. Si può fare in parte dando in garanzia i nostri beni mobili ed immobili allo scopo di ottenere dei tassi bassissimi, metodo già sperimentato dalla Finlandia.
    In parte stimolando il risparmio privato: tassi al tre per cento più la possibilità di detrarne una percentuale a decorrere dal 2015 ed onorificenza consegnata al Quirinale dal Presidente della Repubblica.

    • antoniochedice  Il dicembre 13, 2012 alle 7:01 am

      Questa è la “parte facile” suggerita da una solida cultura di governo. “La parte difficile” è convincere gli italiani a mandare al governo persone di carattere che non vedano negli incarichi di governo la possibilità di risolvere i propri problemi economici o sessuali.

  • carlo cadorna  Il dicembre 15, 2012 alle 1:04 pm

    A me non sembra “facile” perchè c’è da modificare una cultura, quella catto-comunista, che ha fatto dei danni immani. Ad esempio con il terrorismo fiscale: si rifletta sul disastro della nautica (io non possiedo barche!) . Un settore che dovrebbe essere trainante per la nostra economia attraverso il turismo e la cantieristica: invece si è distrutto tutto per incassare un gettito ridicolo. L’ambasciatore Romano, che è una persona che il cervello lo sa usare, giorni fa ha raccontato che cosa è successo in GB quando il premier Brown ha messo la patrimoniale. Noi dovremmo invece aggiungere nella Costituzione che è vietato indebitarsi con l’estero: si otterrebbe così una nuova solidarietà sociale perchè ogni nuova spesa dovrebbe essere coperta dal risparmio privato che, ricordo, assomma a quattro volte il debito. Il Giappone ha un debito superiore al nostro
    ma se ne sbatte perchè è tutto di origine interna…..

    • antoniochedice  Il dicembre 16, 2012 alle 1:16 am

      La dichiarazione di neutralità , al contrario, è funzionale alla cultura cattolica e gli stessi esponenti dell’ex PCI non possono opporsi decentemente senza fare i conti con la loro storia.
      Per anni – quelli della guerra fredda – hanno chiesto la neutralità e la loro base se ne ricorda ed è convinta che quella idea non fosse poi tanto malvagia….

  • carlo cadorna  Il dicembre 16, 2012 alle 5:33 pm

    Dovrebbe essere come hai detto…..

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