AFRICA. LIBIA: DALLA GUERRA CIVILE AL TUTTI CONTRO TUTTI. CHI PERDE E’ L’ITALIA. di Antonio de Martini

 Sapete l’ultima barzelletta che circola in quel di Tripoli?

Che differenza c’è tra Gheddafi e la confusione ? Risposta: Gheddafi era colonnello, mentre la confusione è generale.

Sei mesi dopo la morte di Gheddafi, la Libia si trova sotto l’influenza di tre forze politico-militari in forte attrito tra loro:

 il CNT, il governo provvisorio e le milizie. La sostanziale debolezza del CNT si riscontra anche  dall’assenza di controlli e dallo stato di anarchia nelle aree di confine.

Per porvi rimedio, i libici sono venuti ad annunziare l’arrivo di rifugiati nuovi. Facile profezia. Con l’arrivo della bella stagione possono mettersi in mare anche vecchie carrette e con il flusso dei profugji dal Mali, dal Niger e dal Marocco – dove il fronte Polisario cerca di ingraziarsi la nuova amministrazione francese, possiamo prevedere un raddoppio dei flussi rispetto allo scorso anno, in cui i profughi venivano “solo” dalla Libia.

 L’afflusso di migranti africani, soprattutto ciadiani e sudanesi, evidenzia la grave permeabilità delle frontiere libiche.  Il punto di frontiera rappresentato dall’oasi di Kufra rimane  un crocevia del fenomeno proveniente dall’Africa Orientale.

Intanto la guerra tra fazioni non accenna a diminuire . Forze corazzate   hanno quindi preso posizione fra  Tarhuna e Bani Walid, per contrastare alcuni gruppi di lealisti ancora attivissimi, impedire la diffusione delle armi e contrastare l’immigrazione clandestina.  non accennano a ridursi, intanto, le tensioni politiche.

 Quattro persone sono rimaste ferite a seguito  dell’esplosione di una bomba nel Tribunale di Bengasi. Migliaia di cittadini hanno manifestato a Tripoli,  affinché sia conferito all’Esercito Nazionale il ruolo che gli spetta, sottraendo alle milizie la gestione  della sicurezza e dell’ordine pubblico. Nel fronteggiare la situazione di precaria sicurezza, i nuovi dirigenti  politici si mostrano tutt’altro che uniti.

Il Presidente del Consiglio Nazionale di Transizione è  tornato a smentire le notizie delle dimissioni del Premier  al-Kib, anche se da più parti si segnalano profonde divergenze fra il CNT e il governo al-Kib. Le autorità libiche hanno, inoltre, ricusato ufficialmente  la Corte Penale Internazionale come autorità competente a giudicare  Sayf al-Islam per crimini contro l’umanità. Sempre sul fronte interno, si segnala che il CNT ha accolto le dimissioni di  Abdelhakim Belhadj da Presidente del Consiglio Militare di Tripoli.

 Gli succederà il suo vice, Uthman Salih  . Belhadj intenderebbe dedicarsi alla vita politica e candidarsi alle prossime presidenziali.  Un portavoce del Ministero dell’Interno ha affermato che due guardie in servizio nella sede del governo libico situato nel cuore di Tripoli sono rimaste uccise nel corso di un attacco lanciato da alcuni ex rivoluzionari che chiedevano ricompense economiche per il loro operato durante la ribellione. Gli  assalitori hanno impiegato armi leggere e di medio calibro, compresi cannoni anti-aerei.

 Il governo  aveva sospeso il pagamento ai rivoluzionari dopo aver rilevato brogli nella consegna dei compensi.  Il portavoce del governo di transizione,    Nasir Al-Mani, durante una conferenza stampa tenutasi a  Tripoli, ha specificato che la sospensione del pagamento delle ricompense ai ribelli era stata temporanea,  a causa delle molteplici falsificazioni nelle liste dei richiedenti. Il Ministro delle Finanze, Hasan Zaqlan , ha deciso pertanto di formare una commissione incaricata di gestire l’erogazione dei premi.

Il Ministero dell’Interno, inoltre, ha riferito i dettagli del piano di ricostruzione dell’apparato di sicurezza, integrando nella sua gestione i ribelli, al fine di migliorare il livello della sicurezza nel Paese.

 iL  Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), che assiste Catherine Ashton  , Alto Rappresentante della UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, ha approvato un contratto da 10 milioni di euro per l’invio di personale di sicurezza in Libia sotto la supervisione  di una compagnia di sicurezza privata britannica, la G4S.

L’invio è stato effettuato senza l’approvazione delle autorità libiche.   Il contratto prevede la fornitura di sicurezza ai funzionari libici e agli edifici dell’UE a Tripoli e a  Bengasi, per un periodo totale di quattro anni, a partire dal prossimo primo luglio. Inoltre, la UE ha  autorizzato la G4S a trasportare armi in Libia, per essere utilizzate nell’attività di sicurezza sul campo. Come mai si prevede atmosfera pesante a quattro anni data, mentre in Afganistan – dove c’è la guerra – si prevede l’evacuazione tra sei mesi ?

Mentre l’intelligence britannico si finanzia la penetrazione coi fondi U E , che sono anche i nostri soldi, l’ AISE  ha destinato una trentina  di nostri giovani e inesperti agenti a supportare lo sforzo  dell’ENI che aspira a mantenere la posizione privilegiata che aveva col passato regime di intesa  Berlusconi-Gheddafi.

Faranno tutto il possibile, ma non sanno fare il necessario.

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Commenti

  • rinus  Il maggio 17, 2012 alle 9:01 pm

    L’Africa potrebbe dare lavoro per anni a milioni di persone e con il lavoro far crescere le infrastrutture per collegare il continente.Strade.ponti-fiumi navigabili-aereoporti.Si potrebbe nutrire la popolazione,farla migliorare culturalmente e toglierla dalle grinfie delle multinazionali che sfruttano le risorse ed inquinano l’ambiente.Ecco bisognerebbe farlo,ma si preferisce fare arrivare in Italia e nel resto d’Europa milioni di affamati ,che mutano in peggio la vita

  • Roberto  Il maggio 18, 2012 alle 9:29 am

    Insomma…si potrebbe colonizzare l’Africa, Ma non lo avevamo già fatto?

    • rinus  Il maggio 18, 2012 alle 9:52 am

      Mai parlato di colonizzare,anzi siamo noi italiani colonizzati dagli USA,basta vedere le basi aeree che hanno in Italia,ma anche in Germania, con depositi di bombe atomiche.Ti cosiglio di leggere Movisol,e,leggi che quello che vale per l’Africa vale anche per l’Europa..i LAVORI PUBBLICI SE UTILI DANNO IMPULSO ALL’ECONOMIA.

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