IL 25 LUGLIO DI UMBERTO BOSSI. AMMAESTRAMENTI DA TRARRE. di Antonio de Martini

Il primo tempo supplementare della Prima Repubblica ( tranquilli, il secondo è alle porte) termina con le dimissioni di Bossi .
Continua, ” ininterrotta e asprissima” – ricordate il comunicato della vittoria ? – la campagna di sputtanamento degli avversari politici del ” nuovo corso” sostenuta dagli ex ministri dell’interno ( Scalfaro, Napolitano, Pisanu, Maroni) e di santificazione dei ” tecnici”. .

Queste operazioni hanno in comune il risultato di dare l’impressione di sfascio generalizzato e a chi non ” ruba”, nel senso più ampio del termine, da l’impressione di essere il solo fesso rimasto con le mani pulite e che sarebbe ora che si svegliasse come gli sussurra qualcuno .
Gli organizzatori di queste campagne si illudono che il ramo su cui stanno seduti non venga segato prima o poi anche a loro.
Non siamo solo alla vigilia delle elezioni amministrative, ma anche della dichiarazione dei redditi.
La prima lezione da imparare è che Bossi ha commesso un errore madornale ad affidare il ministero dell’interno ad un personaggio ambizioso che già nel 1995 aveva dato segno di impazienza politica.
Molti, entrando a contatto col cuore dello Stato, finiscono per compenetrarsi allontanandosi da organizzazioni di fazione.
La seconda lezione è che la cultura politica e quella giuridica in Italia è a zero.
Nessuno si è messo a ridere di fronte alle ipotesi di reato ( peculato) create dalla magistratura.
I fondi pubblici cessano di essere tali dal momento in cui la presidenza della Camera li eroga ” a titolo di rimborso spese elettorali ” a un gruppo parlamentare che a sua volta li gira al partito di riferimento che – come sappiamo – è una associazione privata che coi suoi fondi ci fa quel che le pare.
La terza lezione è che in politica ci si dovrebbe entrare al massimo uno per famiglia.
La quarta lezione è che le conoscenze geografiche e quelle costituzionali degli italiani sono approssimative e nessuno ha citato il fatto che due delle tre procure che indagano sul caso si trovano in territori in cui la Lega non opera e non esiste.
La Costituzione dice che nessuno può essere sottratto al suo giudice naturale: il giudice naturale di Bossi e della Lega fino a prova contraria è a Nord.
Detto questo e sorvolando sui facili parallelismi asimmetrici tra i fondi della margherita e questi della lega, l’ultima considerazione che conclude questa Bertoldeide è che Bossi, coinvolto in uno scandalo, si dimette da segretario e …..diventa presidente.
Craxi si rivolta nella tomba per non averci pensato. Rutelli dorme. Di Pietro prega. Berlusconi comincia a capire che è finita.

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Commenti

  • rinus  Il aprile 8, 2012 alle 6:36 pm

    Questo commento di DE Martini sui fatti della LEGA Nord. mi trova completamente d’accordo ,dopo avere letto negli ultimi giorni tante castronerie, Siamo famosi per infierire sulle persone gia morte,e non mi riferisco solo a Piazza Loreto…..VILE TU UCCIDI UN UOMO MORTO è rimasto un detto esemplare ed anche Leopardi non aveva fiducia sull’operare degli italiani.
    Che Maroni sia stato eletto per due volte ministro degli interni è stato per me un gran mistero anchè perchè , mi pareva che un giudice di Aosta tanto tempo fa avesse scoperchiato quacosa di poco chiaro,.Bisogna chiedere aiuto.a chi di competenza.

  • rinus  Il aprile 9, 2012 alle 8:14 pm

    A completamento di sopra mi sono ricordato del giudice:era David Monti-l’inchiesta aveva un nome in codice ,mi sembra money ….il giudice come altri, fu trasferito a Firenze

    • antoniochedice  Il aprile 9, 2012 alle 8:18 pm

      Icordi altro, non fare complimenti. Mi pare pero’ strano che il giudice trasferito abbia taciuto.

  • rinus  Il aprile 10, 2012 alle 8:35 am

    SU GOOGLEY VADA A VEDERE INCHIESTA PHONEY MONEY 1999.IL giudice Monti indagava su P2,Si fa il nome di pollari e del gen. mola e di strani personaggi. Il caso gli è stato tolto dal procuratore capo Bonaudo,famosa in seguito per Cogne. Buon lavoro ,non tutti abboccano alle favole od almeno riflettono quando l’onda avanza e porta un nome,e quello giusto o quello del traditore?

  • antoniochedice  Il settembre 21, 2014 alle 3:06 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Anche alla caduta di Bossi le conoscenze geografiche erano approssimative ( come quelle giuridiche).

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