IL GRAND TOUR DI MONTI. HA PERSO IL PRIMO ROUND , MA LA PARTITA DI RITORNO E’ A ROMA ED E’ QUELLA DECISIVA. di Antonio de Martini

Stamattina il Primo ministro Mario Monti ha riferito alla Camera dei deputati sul suo incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel del giorno 11. ( il primo incontro tra quelli programmati. vedi mio post ” Monti ha 21 giorni di tempo”on line l’8 gennaio).

A favore del premier c’è senz’altro il fatto – invocato dal Corriere della Collera – che l’Italia ha iniziato ad adottare una politica estera BILATERALE, come è normale che accada in un mondo globalizzato dove ciascuno lavora per se, in competizione con tutti. A sfavore, il fatto che il primo round non è andato come sperava.

Che qualcosa non sia andata per il giusto verso, lo si è intuito dal fatto che il professore, benché fresco di riposo notturno ( la discontinuità…), ha incespicato ripetutamente nel primo periodo di lettura del testo, risolvendosi infine a saltare la frase e passare al periodo successivo.

La sostanza della sua dichiarazione è che la Merkel ha apprezzato i passi avanti fatti sulla via del recupero, definendoli importanti. Importanti ma evidentemente non risolutivi. La Cancelliera è stata irremovibile: prima passerà il nuovo regolamento sulla gestione dei bilanci nella UE e poi vedremo.

Questa ennesima prova di rigidità teutonica, scopre Monti sul fianco e comincia a non sentirsi più così sicuro di se. Il 30 potrebbe non portare a casa il risultato sperato. E’ cambiato il tempo in cui la sua parola di Commissario UE valeva oro.

Lo ha spiegato in una frase, ” a scendere nella reputazione si fa in fretta, ma risalire è più difficile e richiede tempo”.

Mettetevi nei panni della Merkel: i tedeschi sono stati traditi dagli italiani in occasione di entrambe le guerre mondiali, hanno il maggior volume di violazioni del trattato di Maasctricht sul rapporto debito/PIL e il numero dei tedeschi che possiede una casa propria è la metà rispetto agli italiani ( 82% contro il 40 scarso).Meglio prima fissare dei paletti precisi.

Monti ha poi dato una serie di altre notizie preziose a un parlamento distratto ( Casini e Cesa hanno parlottato in continuazione tra loro e i due deputati inquadrati con loro erano continuamente al telefono. Ma la presidente Pivetti, non li aveva banditi, i telefonini?), dialogando in realtà con la Merkel.

La nuova linea del Piave su cui si attesterà l’Italia, sarà quella di “difendere puntigliosamente le regole esistenti, opponendosi a qualsiasi inasprimento delle sanzioni.”

Tradotto, l’understatement di Monti, in italiano corrente significa che l’Italia potrebbe giungere fino a porre il veto alle nuove regole, facendo affondare la piattaforma elettorale su cui la Merkel poggia le sue speranze residue di affermazione. L’impegno generico alla virtù lo aveva già ottenuto Teo Waigel , allora ministro delle finanze nel 1995.

Se si unisce questa dichiarazione alla intervista rilasciata al Die Welt, il 10 gennaio, in cui avvertiva che ” la mia politica è la politica dell’Europa e il suo fallimento sarebbe il fallimento dell’Europa” , ” in Italia prevarrebbe un governo populista ” ( leggi peronista), lo scontro con guanti felpati si delinea in tutta la sua ampiezza.

Vincerà chi troverà più alleati.

La prossima tappa è il 18 gennaio a Londra con David Cameron col quale potrà giocare una duplice carta: allearsi sostenendo Londra nel suo rifiuto ( e Londra non potrebbe non ricambiare), oppure giocare la carta pubblica della mediazioni, più rischiosa, ma di maggior rilievo politico.

La convinzione che giocherà entrambe le carte , mi viene dalla captatio benevolentiae che ha fatto , durante il discorso verso Franco Frattini e Massimo D’Alema, indicandoli come maestri di politica estera che “hanno molta più esperienza di me” . Può essere letta come nel testo, oppure ” avevate più esperienza di me e non lo avete fatto”, frase che gli è uscita – in un momento di irritazione – una sola volta quando ha perso la pazienza con una serie di grilli parlanti del PDL che proponevano l’altra settimana, riforme non che non avevano fatte mentre erano al governo.

I tempi sono studiati bene, perché il passo successivo è previsto con una partita “in casa” a Roma il 20 gennaio, quando vedrà la Cancelliera di ferro – arbitro Sarkosy – anche lui ansioso di mediare per poter portare alle elezioni almeno un successo.

Poiché le date non sono state scelte a caso, dobbiamo ricordare che il 20 gennaio è anche la data indicata per presentare le liberalizzazioni.

Certo che se quel giorno il ministro Corrado Passera annunziasse qualche liberalizzazione/privatizzazione di particolare rilievo e rapidità, la Merkel avrebbe grossi problemi a tirarsi indietro ancora una volta.

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Commenti

  • Roberto  Il gennaio 13, 2012 alle 11:47 am

    E’ un bel match. Ti fa innamorare nuovamente della politica. E se Monti lo vince onore al merito.

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