LE TESI DEL CORRIERE DELLA COLLERA, RIPRESE DALL’AGENZIA RUSSIA TODAY E LE SORPRESE NON FINISCONO QUI… di Antonio de Martini

Due giorni fa, l’agenzia di stampa RUSSIA TODAY che equivale alla nostra ANSA e che ha anche una stazione TV, ha pubblicato un resoconto di una intervista/articolo di uno storico-giornalista nativo del Minnesota e residente in Germania, William F. Engdahl.
La sua biografia lo indica come laureato a Princeton con due lauree: ingegneria e giornalismo.
Le tesi sono molto in sintonia con le notizie che più’ modestamente abbiamo raccolto noi e vale la pena riportarle anche per una sorpresa finale che contiene insegnamenti interessanti.
Engdahl ritiene che le rivolte nel vicino oriente facciano parte di un piano presentato ad un G8 del 2003 dal presidente USA George Bush jr. E che fu chiamato ” The greater Middle East project” ( o anche initiative).
” tutto quel che accade e’ collegato col tentativo ( degli USA ndr) di restare non solo l’unica superpotenza , ma di espandere la propria influenza sul resto del pianeta”.
E ancora ” Nessuno a Washington e’ disposto ad ammettere come cento anni fa in Inghilterra nessuno era disposto ad ammettere che l’ impero britannico era in declino terminale”.
Egli fa inoltre i nomi di due organizzazioni che hanno collaborato ad addestrare i leaders della protesta araba in Serbia: CANVAS e OT POR. Con finanziamenti del dipartimento di stato.
CANVAS sta per “Center for applied non violent actions and strategies” e OT POR e’ una organizzazione attiva in Serbia che all’insegna della non violenza contribuì ad abbattere Slobodan Milosevich . Internet ci mostra che Il quotidiano italiano del centro sinistra “Europa” ha dedicato a questa organizzazione una pagina elogiativa indicando che e’ servito da esempio e addestramento ai giovani egiziani per cacciare Mubarak, che secondo Engdahl era un deciso avversario del piano Bush.
Se a queste due organizzazioni si aggiunge il POMED ( project for Middle East Democracy) che ho segnalato negli scorsi giorni, si capisce come abbiano avuto successo numerose manifestazioni dato il fiume di denari profuso tra popolazioni poco avvezze a stlli di vita occidentali.
Engdahl , che si dichiara su internet – questa e’ la sorpresa- seguace di un politico americano degli anni settanta ai limiti del folclore LYNDON LAROUCHE , candidato cronico alla presidenza degli Stati Uniti, indica come obiettivo degli USA il controllo delle risorse petrolifere e dei fondi sovrani di cui il mondo arabo pullula e l’accerchiamento politico-militare della Cina per condizionarne il futuro economico e strategico.
Interessante che queste dichiarazioni siano state lanciate in questi giorni da un importante media russo e messe in bocca a un americano che fa risalire questa strategia a Zibigew Brezinski ed a un suo libro del 1997 ” Il grande gioco degli scacchi”.
In un prossimo post tratteremo degli strumenti di questa politica pubblicati nel libro della ricercatrice canadese Naomi Klein ” la strategia dello choc” che non mi risulta sia stato tradotto in italiano.
Altro dettaglio utile da memorizzare e’ la sincronia che Engdahl vede tra la grande offensiva diplomatica cinese del 2006 , in cui furono invitati a Pechino 40 capi di stato africani e la Cina firmo’ una serie di protocolli di ricerca petrolifera e grandi infrastrutture in quei paesi e la costituzione del comando AFRICOM da parte degli USA.
Abbiamo incontrato questo comando agli inizi della campagna di Libia.
Ultima informazione, il segnalare che la costruzione di 17 basi aeree in Afganistan non riguarda tanto la guerriglia, quanto l’ accerchiamento strategico della Cina in vista di una pressione militare- che abbiamo notato e segnalato in questo sito nel Pacifico Lo scorso 29 ottobre- e , aggiunge, in vista di una possibile guerra che mirerebbe ANCHE ALLA RUSSIA.
Considerazione questa che – visto il media che la propaga- non può lasciare indifferenti.
Il giorno dopo questa intervista su Russia today, la NATO ha ufficialmente escluso un intervento militare in Siria in una dichiarazione che ho letto sulla REUTERS.

Constatiamo i buoni rapporti tra Russia e i seguaci di Larouche. Negli anni settanta ci chiedevamo a chi facessero capo questi ben finanziati attivisti che operavano in tutta Europa.
Constatiamo che i Russi iniziano a innervosirsi per questo frenetico avvicendarsi di azioni aggressive che , all’ombra della non violenza , scalzano regimi ben impiantati.
Constatiamo che l’ organo di stampa del PD ( già dei popolari) EUROPA e’ in ottimi rapporti con questi ambienti, al punto di darne descrizioni agiografiche,immagino gratuite.
Constatiamo la volontà’ americana di risolvere i propri problemi economici e monetari , spacciandoli per problemi di democrazia planetaria e riteniamo che l’ ITALIA DOVREBBE INIZIARE LO SGANCIAMENTO DA OGNI ALLEANZA E POSIZIONARSI IN AREA DI NEUTRALITA’ per non essere costretta a farlo durante una crisi che in troppi vedono ormai incombente, consolidando così la fama di traditori che ci accompagna, mentre siamo solo – sotto ogni regime – governati da ignoranti irresoluti e provinciali.

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Commenti

  • Stef  Il novembre 3, 2011 alle 5:58 pm

    Salve,
    stavolta ho due appunti da farle. Il primo e’ una sciocchezza:il titolo inglese del libro di Zibigew Brezinski e’ “the great chessboard”, e dovrebbe essere tradotto con ”la grande scacchiera”.
    Il secondo riguarda la sua affermazione che “l’ ITALIA DOVREBBE INIZIARE LO SGANCIAMENTO DA OGNI ALLEANZA E POSIZIONARSI IN AREA DI NEUTRALITA’ per non essere costretta a farlo durante una crisi che in troppi vedono ormai incombente, consolidando così la fama di traditori che ci accompagna, mentre siamo solo – sotto ogni regime – governati da ignoranti irresoluti e provinciali.”
    Premesso che concordo al 110%, ho dei grossi dubbi sulla fattibilita’ di tale progetto.
    Non mi piace Berlusconi, considero lui e le sue tv commerciali una delle pricipali cause di instupidimento del popolo italiano.
    Ma sono convinto che mai e poi mai lui avrebbe voluto che accedesse cio’ che e’ accaduto in libia.
    Semplicemente non ha avuto la forza di impedirlo. Sarkoma, sicuramente con l’appoggio usa, ha avuto la meglio ed hanno forzato l’italia a partecipare all’infamia dell’attacco alla libia.
    Cio’ premesso, cosa le fa pensare che l’italia abbia una reale autonomia per decidere di uscire dalla nato?

    Saluti e di nuovo grazie per il suo lavoro.

    • antoniochedice  Il novembre 3, 2011 alle 6:38 pm

      Ho tradotto frettolosamente il titolo e faccio ammenda. Concordo che Berlusconi non avrebbe voluto e magari si è anche opposto in un primo momento, ma si può anche scegliere di morire ( tutti dobbiamo un giorno) piuttosto che piegarsi. Poi nessuno gli chiedeva di morire, bastava negare le basi ai francesi e ai norvegesi che sono venuti in vacanza nel mediterrano a bombardare povera gente. Andreotti riuscì un paio di volte a mediare. Berlusconi avrebbe potuto fare almeno la mossa. Non si è piegato agli USA, ma a Napolitano che – in questa occasione ha travalicato i suoi poteri e doveri, probabilmente a causa del complesso del post comunista che colpì anche D’Alema nel caso Serbia- A chi e perché ricorrere per promuovere un’azione neutralista? Alla Chiesa cattolica – sono un mangiapreti ma non sono stupido – si tratta di una grande potenza spirituale che conta oltre un miliardo di seguaci, può promuovere un moto unitario verso gli ortodossi ( ossia i russi e i Greci ) e i protestanti ( il viaggio del Papa in Germania e l’omaggio a Lutero…). Per quanto gli anglosassoni cerchino di inchiodare la chiesa a responsabilità generali per le vicende pederastiche di numerosi singoli preti e per innumere omertà , la chiesa cattolica resta la più grande ONG degli Stati Uniti dove dispone di settecento scuole e alfabetizza gli strati più poveri. la popolazione USA, è crescentemente latino americana e cattolica. Infine, un segnale da non sottovalutare, è di questi giorni la notizia che il Vaticano ha spostato i propri fondi da Londra a Francoforte e da allora la Merkel si è un po’ smarcata dagli USA e divenuta possibilista verso la Grecia. Ad onta della provocazione di Papandreu flio americano da sempre ( come suo padre). La posizione dell’Italia in un conflitto – come tutti i paesi ponte – sarebbe pericolosissima , ma decisiva. Con la Neutralità italiana si otterrebbe la pace in tutto il mediterraneo. La Spagna è rimasta neutrale in entrambe le guerre mondiali e non ha partecipato alle operazioni afgane. La Francia di Sarkosi è più petainista che gaullista ( e anche i gaullisti avrebbero da ridire di questa America). La Germania, come noi d’altronde, ha la costituzione che proibisce di risolvere i contenziosi a colpi di cannone. Il Papa , battendosi per la neutralità si conquisterebbe un credito anche da parte dei cinesi che sono la vittima predestinata della prepotenza yankee ( che si concluda con una guerra o no). E poi sarebbe suo dovere di pontefice . Le industrie italiane si arricchirebbero in caso di guerra rifornendo i belligeranti. Sono un anticlericale e forse anche un miscredente, ma la pace val bene una messa e ci si può arricchire per una guerra, anche senza farla.

  • EMMEG  Il novembre 5, 2011 alle 10:07 pm

    nella fase calda degli sbarchi dalla tunisia, diversi immigrati esibivano magliette con la scritta OT POR. … messaggi diretti ai potenti?

    • antoniochedice  Il novembre 5, 2011 alle 10:41 pm

      Mi complimento per il suo spirito di osservazione ( io non ho visto) e per il suo gusto dell’orrido. Si vede che questa ONG faceva anche un po’ di merchandising per arrotondare…

  • never make  Il gennaio 20, 2013 alle 11:42 am

    Awesome! Its in fact amazing post, I have got much clear idea about from this paragraph.

  • abrahammoriah  Il gennaio 20, 2013 alle 12:32 pm

    20 gennaio 2013

    Un forte ed argomentato movimento d’opinione per il collocamento in campo neutrale dell’Italia, a parte le già svolte considerazioni di ordine geostrategico, mettendo in crisi le vecchie oligarchie politico-finanziarie che stanno depredando il Paese ed hanno già del tutto sterilizzata la democrazia, potrebbe veramente costituire l’inizio di un processo per la costituzione di un nuova repubblica che, se sul versante della forma di governo deve mirare all’istituzione di una forma di governo presidenzialista, sul piano ancora più importante della costituzione materiale deve poggiarsi su un totale rivoluzionamento delle alleanze politico-sociali. In questo senso, sarebbe veramente strategico il ruolo della Chiesa cattolica, il cui universalismo, oltre alle sue potenzialità come “esternalità” geostrategica positiva per il nostro paese, risponde alle corde profonde dell’antica cultura italiana.
    Massimo Morigi

  • b1e2t3t4a1  Il marzo 18, 2014 alle 8:42 pm

    L’ha ribloggato su CI DISPIACE….MA VINCEREMO NOI!.

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