Lo spirito di rivolta degli sciiti è contagioso: L’Irak riprende l’unrest

Il primo bilancio è di diciannove morti e alcune decine di feriti nella manifestazione nazionale tenutasi  ieri in Irak. Due morti a Mosul , uno a Ramadi e gli altri a Baghdad. Gli advisor USA sono soddisfatti della tenuta della polizia che dopo oltre due anni di addestramento, non ha familiarizzato coi dimostranti. L?analisi riduttiva degli advisors  sembra non tenere conto  che le braci di Bahrain stanno espandendosi  e si limitano a  comunicare che” la polizia è riuscita a consentire la manifestazione  senza troppi danni “. Soddisfatto anche l’Imam Moktada al Sadr impegnato questa volta in veste di pompiere, dato che appoggia il governo e ha sconsigliato la dimostrazione che ha raccolto alcune decine di migliaia di partecipanti .

Invece questa ventina di morti merita qualche commento.

  • La richiesta non può essere la democrazia, perché questa l’hanno avuta da George Bush Jr. Chiedono, come tutti, più pane e meno corruzione.
  • Le manifestazioni antigovernative si sono tenute anche a Mosul, segno che ad onta del desiderio USA  di esportare anche  il federalismo, esite uno spirito nazionale irakeno che coinvolge anche l’area Kurda quanto meno in funzione anti  Nouri al Maliki.
  • La fonte della correttezza dell’esercito USA che non avrebbe partecipato agli scontri, limitandosi ad assistere,  è “una donna che non desidera essere nominata”. L’ignota btestimone dichiara che è intervenuta solo la polizia ed ha fatto interventi forti.
  • Gli altri commenti agli eventi sono stati fatti dal Maggiore Aaron nSnipe , dal maggior generale Jeffrey Buchanan e dal colonnello Doug Harding del CIG.  Tutti hanno espresso la loro soddisfazione per la libertà di parola e di dimostrazione dei cittadini irakeni. Peccato che non un irakeno ( poliziotto o dimostrante abbia potuto essere intervistato o abbia potuto emettere un comunicato. Il corso per mazzieri funziona, quello per portaparola, no.

A parte la legittima soddisfazione degli addestratori – 50.000  uomini rimasti in Irak ad addestrare 600.000 soldati del nuovo esercito irakeno e sciita, rimandiamo i lettori all’articolo di ieri in cui descrivevamo l’importanza politico-strategica di Bahrain. A parte il nome del sovrano , il resto dell’articolo si attaglia alla situazione irakena, con l’aggravante della complicazione Kurda. E’ la più ricca zona petrolifera, ha un’etnia  non araba, ma islamica ed è dominato da due Clan rivali : i Barzani ( filo sovietici negli anni 40) e  i Talabani.

Circa un anno fa è stato raggiunto faticosamente un accordo sulla spartizione della rendita petrolifera. La prima cosa che la regione Kurda ha fatto, ha disposto l’acquisto di due elicotteri ” ad uso agricolo”, bimotori.

Gli elicotteri bimotori sono unicamente  ad uso militare. Il 31 dicembre i cinquantamila istruttori USA  si ritireranno dall’Irak  e i seicentomila allievi mostreranno cosa hanno imparato.

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