Tag Archives: Pacciardi

ECCO LO STRUMENTO DEMOCRATICO PER EVITARE UNA ALTRA CRISI MONETARIA; ECONOMICA E FINANZIARIA E RIDURRE I TASSI DI INTERESSE PER TUTTI I PAESI DELLA U.E. . di Antonio de Martini

Il primo punto da chiarire è che la parola finanza, per quanto pronunziata con sussiego, si traduce con la parola DEBITO. Uno che dice di fare finanza , dobbiamo capirlo subito è una persona specializzata nel contrarre  – o far contrarre – debiti.

La differenza tra un debito  di un privato ed uno di uno Stato è presto detta: uno Stato non muore mai e quindi il dubbio circa la sua solvibilità , non è SE pagherà, ma in quanto tempo. Continua a leggere

La guerra di Libia e l’Italia: tra disinformazione e Alto Tradimento

 Berlusconi ha iniziato  la disinformazione  lanciando negli occhi della opposizione la pagliuzza  dell’ammissione della rinunzia al nucleare in funzione antireferendum , così che la trave della guerra alla Libia è passata quasi inavvertita  anche grazie alla irresponsabilità di Giorgio  Napolitano, Continua a leggere

“Randolfo Pacciardi, un protagonista del Novecento” Domani venerdì 22 aprile alle ore 18.30 su Sky

.

Domani venerdì 22 aprile alle ore 18.30 sul canale 555 della piattaforma dedicata all’informazione di Sky sarà trasmesso il Convegno “Randolfo Pacciardi, un protagonista del Novecento”, che si è svolto nella Sala della Lupa il 19 aprile scorso.

Cordiali saluti

Segreteria Ufficio Stampa

della Camera dei deputati

.

I primi scandali dell’ Italia unita. dal libro di DOMENICO BARTOLI ” Italia Burocratica” ed Garzanti 1965

Gli scandali non ce li siamo mai risparmiati.  Domenico Bartoli – grande e onesto  giornalista di area moderata e laica –  ne cita  otto nel suo libro avvenuti tra l’unità italiana ( 1861) e la prima guerra mondiale.  Tutti finiti davanti al magistrato e qualcuno con condanna di fior di deputati.

 Ho pensato di citarli per la grande ignoranza in materia  e perchè ritengo che il ricorrente coinvolgimento di politici, imprenditori e giornalisti sia il male che anche oggi ci affligge. AdM

 Ecco a Voi i Magnifici otto scandali degli albori d’Italia. Continua a leggere

SPADOLINI su Pacciardi pubblicato su La Stampa di lunedì 15 aprile ’91

IL COMBATTENTE DELUSO CHE SOGNAVA UN’ALTRA REPUBBLICA

Lo Storico Giovanni Spadolini

“Non era questa la Repubblica che noi abbiamo sognato, ai tempi della guerra di Spagna,la foto di Robert Capa simbolo della guerra di Spagna della cospirazione, della lotta contro il fascismo….” Continua a leggere

Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74 . Sesta ed ultima parte

Sistemato un pò il  fritto misto, passiamo ai vari “boatos” di Golpe su cui si basano  tuttora molte carriere e alcune fortune politiche e editoriali.

Il primo “golpe” fu creato dal segretario di Pacciardi, figlio dell’ammiraglio Girosi, che, invaghitosi di una signora, se ne andò in Costa Azzurra in luna di miele, col ricavato della vendita   di un motoscafo non suo.

Per riparare, pensò bene di andare a raccontare al SIFAR una serie di balle che de Lorenzo meticolosamente registrò  Aveva un apparato inserito in una 1100 /103 Fiat, bianca , a targa civile,  che l’autista innescava  quando il capo gli ordinava di scendere dall’auto per fingere di assicurare la privacy dell’incastrato di turno. Il segnale di accensione era una botta sulla spalla destra .

Il primo da destra è Tambroni, sinistra Dc, paranoico. Il secondo è Andreotti, scettico

Il “Girosino” ricevette una cifra apprezzabile per l’epoca e un’assunzione  in Tunisia ” per sottrarlo a vendette”, ma più verosimilmente per fare un favore al padre dello scapestrato.

La confessione, registrata su dischi a 33 giri ( si usava all’epoca) fu fatta sentire a chi di dovere. L’idea consisteva nel rapimento del presidente Gronchi se fosse andato a S Rossore nella tenuta presidenziale. Il presidente del Consiglio Fernando  Tambroni ( detto “il peggio Fernando”)  ordinò di mettere a riposo un  ufficiale dell’ufficio “R”( estero) decorato di medaglia d’oro al V.M.  considerato capace dell’impresa ( e possibile concorrente del duo Allavena Viggiani alla direzione del servizio).   Pochi giorni dopo,   Tambroni cadde e nessun altro bevve la panzana. Mancavano  imputati, mancavano piani di governo, mancavano testimoni credibili.

Quando la cosa si riseppe   Gronchi aveva dato segno di apprezzare l’idea di una riforma in senso presidenziale e Pacciardi, con arguzia toscana citò S. Agostino dicendo che era meglio convertire il peccatore  piuttosto che ucciderlo.

Continua a leggere

Arriva il golpe de Lorenzo nella versione di Paolo Mieli e Mimmo Franzinelli. Perché ?

Il generale de Lorenzo: più che un golpe fu un baratto

Dalla fine delle ferie  a questa parte, è tornato di moda il Golpe. Ha iniziato Tina Anselmi, disseppellita da un giornalista, che ha confidato di essere stata officiata a quel delicato incarico dall’on  Leopoldo Elia ( DC) che le diede la linea guida da seguire: “tutto è cominciato nel 1964 ecc” Ha proseguito Paolo Mieli nel “Corriere della Sera” del 21 settembre, tallonato da Lino Jannuzzi il 23 sulla pagina dell’ambasciatore Sergio Romano. Benissimo, facciamo luce.

Se non si inquadra la situazione dell’epoca e non la si relaziona al presente,  non si capisce PERCHE’ una fasulla ‘ipotesi di “Colpo di Stato” . In realtà un’operazione di ordine pubblico progettata abbia tanto influito sulla politica italiana. Ecco cosa è successo e come.

Continua a leggere

il corriere della collera n 10: Federalismo fiscale? Prima ridurre tutti i costi gonfiati dalle lobbies

A PROPOSITO DI FEDERALISMO FISCALE, NON POSSO LIQUIDARE IN DUE BATTUTE  UN TEMA SOLLEVATO DALL’AMICO VENANZI, OTTIMO ECONOMISTA . Mi permetterò dunque di tornare sull’argomento anche più volte e comincerò dalla costituzione dell’ordinamento regionale: una mangiatoia  più capiente di quella della sanità ( ed è tutto dire).  Un deputato isolato e guardato come un appestato presentò alla Camera dei Deputati, nell’ottobre del 1967, un ordine del giorno così concepito nel quale si trovano tutti i motivi di scontento del popolo di oggi :

” la Camera,  considerato che nell’ordine delle priorità per l’attuazione delle norme costituzionalideve essere data la priorità alla legge sul referendum senza la quale si priva il popolo del diritto essenziale di respingere le leggi che nella sua sovranità giuridica giudica inidonee a regolare convenientemente il proprio avvenire;

Condirerato che nelle attuali condizioni dello Stato italiano di confusione e disordine nei suoi poteri, la creazione di altri centri di potere porterebbe nuovo disordine e creerebbe ragioni di conflitto permanente;

Considerato che tutti gli stati ad ordinamento regionale si sono assicurati un potere democratico centrale forte e stabile che non esiste nel nostro paese;

Considerato che la situazione delle pubbliche finanze non consente nuovi aggravi non indispensabili di poteri eversivi e necessariamente dispersivi;

DELIBERA di non passare agli articoli.

Inutile dire che la proposta di non creare subito le regioni fu bocciata e una autentica cavalcata di “democratici su lanciò sulle casse dello stato già provato da  sette anni di “connubio clerico socialista. ”  In un pubblico discorso dell’epoca che metterò on line, Pacciardi disse queste parole profetiche: ” e i figli, e i figli dei nostri figli pagheranno per i debiti di questo governo”

Continua a leggere

IL CORRIERE DELLA COLLERA N 5: Come abbiamo fatto a ridurci così ?

Dopo la fase più dura della ricostruzione (1945 – 1954)

( Il periodo, per intenderci di Einaudi, Sforza, De Gasperi, Pacciardi, Pella, Scelba, Merzagora,  Carli,Menichella, La Malfa…) iniziò l’arrembaggio degli ambiziosi. Da Fanfani a Pannella.

Fanfani,l’ennesimo brevilineo che punteggia le patrie sventure, per risalire la corrente ( quando presentò il suo primo governo durato 15 gg, nessuno si iscrisse a parlare a favore né contro), cambiò lo statuto del partito, eliminando la clausola di NON candidabilità alle elezioni dei segretari provinciali che erano impiegati stipendiati. Questi, comprensibilmente, gli si affezionarono e , progressivamente, si impossessarono dei seggi. Il nano si impossessò del partito e gli gnomi dell’Italia.

Un esempio per tutti: Il senatore di ROMA CENTRO era un medico famoso e stimato da tutti: Il senatore Bonadies. L’impiegato di partito che venne eletto in sua vece, il senatore SIGNORELLO.

Che c’entra Pannella ? direte voi. C’entra eccome. Cominciò a cercare di farsi conoscere offrendo ai figli di NN uno status “paritario” con gli altri cittadini. Cosa giustissima.

Continua a leggere

IL CORRIERE DELLA COLLERA N 4: Affrontiamo il tema EXPO di Milano

Stiamo per archiviare anche questa estate di vacanza. Facciamo gli auguri ai
numerosi amici che compiono gli anni in questi giorni.

Affrontiamo il tema EXPO di Milano. Fondata sulla multiculturalità
l'apertura agli altri, L'EXPO è stata affidata a una città che nelle sue
rappresentazioni ( sindaco Moratti e ministro Maroni) mostrano chiusura
all'estraneo e provincialismo aggressivo. E' di un consigliere leghista la
proposta di riservare "agli italiani" dei posti a sedere nei trasporti
urbani milanesi. Finiti gli ebrei, si passa ai Rom.
 Continua a leggere 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 573 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: