Tag Archives: NATO

DOPO LA SIRIA E L’UCRAINA LA ” GUERRA SENZA LIMITI” FARÁ ALTRI PROSELITI ? INTANTO SI TIRANO LE SOMME DI TRE ANNI DI STRAGI AL CONTAGOCCE. di Antonio de Martini

Quando si stabilisce una tregua d’armi fissandola tra X giorni, è ovvio che saranno giorni di combattimenti intensi volti a farsi cogliere dal cessate il fuoco su posizioni favorevoli. Succede così da sempre.
Il giorno di San Valentino 2015 finirà probabilmente negli annali accanto alla notte di San Bartolomeo ( agosto 1572).
Probabile anche che i media diranno che è stata salvata la pace in extremis. I pessimisti faranno il parallelo con Monaco (1938),
temo che invece il parallelo vada fatto con Dieppe(1942). Continua a leggere

GRECIA : TSIPRAS INVITATO A SCEGLIERE TRA LA SOLIDARIETÀ CON LA RUSSIA E LA COMPRENSIONE EUROPEA SUL DEBITO NAZIONALE. di Antonio de Martini

Il primo impatto tra il nuovo governo greco e la Unione Europea non si è verificato sulla questione del debito, bensì sulla vicenda Ucraina e più precisamente sulle sanzioni da applicare, ampliandole, alla Russia.
Da una parte Francia, Inghilterra e Germania allineate alla tesi americana e Dall’,altra il nuovo ministro greco Nikos kotzias che ha così condensato il mandato : “sono qui per negoziare, portare la pace in Ucraina e evitare una rottura con la Russia.” Continua a leggere

CRISI TRA RUSSIA E USA: PUTIN OFFRE LA RESA DI SOUTHSTREAM. BASTERÀ? di Antonio de Martini

Il Burkina Faso è il quarto paese che viene normalizzato, dei cinque che avevano approvato il progetto di passaggio alle transazioni dal dollaro usa all’ oro proposto da Gheddafi.
Il quinto è il sud Africa che sta avvicinandosi alle elezioni a grandi passi.
La strategia americana di creazione del ” secolo americano” continua con il confronto con la Russia iniziato con il porre la questione ucraina, continuato con l’attacco al ribasso di petrolio e oro e con la svalutazione del rublo che ha raggiunto il 40%.

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SIRIA-IRAK: LA VASTA COALIZIONE CHE NON C’È SPACCA I GOVERNI EUROPEI, LA NATO E LA LEGA ARABA. di Antonio de Martini

Lunedì prossimo il congresso degli Stati Uniti si riunirà per votare il finanziamento delle operazioni militari nello scacchiere mediorientale e valutare i passi intrapresi dal Presidente che chiede l’unanimità nazionale per questa nuova impresa militare ” open ended”.
Di certo, della ” vasta coalizione” annunziata dal presidente Obama, fanno parte, per ora, John Kerry che cerca di metterla in piedi e il generale John Allen che dovrebbe comandarla.

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SE SCOPPIA UN CONFLITTO, COSA FARÀ L’ITALIA? NESSUN POLITICO SI SBOTTONA, MA IL DIBATTITO INIZIA UGUALMENTE SUL WEB E NELLE TV LIBERE. di Antonio de Martini

L’aumento della tensione internazionale, il processo in corso di ricomposizione dei vecchi blocchi, il moltiplicarsi dei focolai di guerra asimmetrica, la depenalizzazione di fatto dei bombardamenti su agglomerati urbani, hanno ” innervosito” la pubblica opinione mondiale. Numerose autorità morali, incluso il Pontefice Romano, si stanno ribellando a questa macabra prospettiva.

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CRISI SIRO-IRACHENA: OBAMA TORNA IN CAMPO E CAMBIA LA STRATEGIA DI PARTECIPAZIONE ALLE OPERAZIONI MILITARI. L’ITALIA HA UNA NUOVA OPPORTUNITÀ . di Antonio de Martini

A partire dalla guerra di Libia del 2011, Il governo USA inaugurò una strategia di partecipazione alle operazioni belliche inconsueta.

Si assegnò una parte di secondo piano nelle operazioni militari ( solo appoggio logistico e di comunicazione, ricognizione, qualche intervento aereo) che ho probabilmente commesso l’errore di valutare solo dal punto di vista del risparmio economico, mentre poteva essere analizzata anche dal punto di vista politico. Una fonte ben informata e provata mi ha indotto a riflettere.

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UNA TRANQUILLA ESTATE O LA CALMA PRIMA DELLA BUFERA? di Antonio de Martini

Turchia, Siria e Ucraina formano il perfetto  intruglio con un pochino di cumino egiziano e morti iracheni “quanto basta” per tenere all’erta borse e analisti, ma nessuno ci scodella il piatto.

Dietro questa immangiabile polpetta preparata dal cuoco John Kerry per conto dello chef Obama, si intravvede l’impossibilità di far scivolare la Russia  dalla padella nella brace. Putin evita accuratamente di apparire aggressivo, ma cede terreno solo per recuperarlo in altra zona della padella.

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BARAK OBAMA. IPSE DIXIT: DEL PAPA ” LE SUE PAROLE CONTANO”. DELLE BASI ” NESSUNO DOVREBBE NUTRIRE DUBBI SUL NOSTRO IMPEGNO”. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani.                                                                                                                                                               Rilasciando le sue dichiarazioni al  Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa –  a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due  dichiarazioni che meritano di essere ricordate.   La prima è sul Papa.

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LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

Gli abbonati, causa la mia inettitudine informatica, ricevono questo post per la seconda volta. mi scuso.

http://corrieredellacollera.com

Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO NUOVO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

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Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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