Tag Archives: NATO

CRISI TRA RUSSIA E USA: PUTIN OFFRE LA RESA DI SOUTHSTREAM. BASTERÀ? di Antonio de Martini

Il Burkina Faso è il quarto paese che viene normalizzato, dei cinque che avevano approvato il progetto di passaggio alle transazioni dal dollaro usa all’ oro proposto da Gheddafi.
Il quinto è il sud Africa che sta avvicinandosi alle elezioni a grandi passi.
La strategia americana di creazione del ” secolo americano” continua con il confronto con la Russia iniziato con il porre la questione ucraina, continuato con l’attacco al ribasso di petrolio e oro e con la svalutazione del rublo che ha raggiunto il 40%.

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SIRIA-IRAK: LA VASTA COALIZIONE CHE NON C’È SPACCA I GOVERNI EUROPEI, LA NATO E LA LEGA ARABA. di Antonio de Martini

Lunedì prossimo il congresso degli Stati Uniti si riunirà per votare il finanziamento delle operazioni militari nello scacchiere mediorientale e valutare i passi intrapresi dal Presidente che chiede l’unanimità nazionale per questa nuova impresa militare ” open ended”.
Di certo, della ” vasta coalizione” annunziata dal presidente Obama, fanno parte, per ora, John Kerry che cerca di metterla in piedi e il generale John Allen che dovrebbe comandarla.

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SE SCOPPIA UN CONFLITTO, COSA FARÀ L’ITALIA? NESSUN POLITICO SI SBOTTONA, MA IL DIBATTITO INIZIA UGUALMENTE SUL WEB E NELLE TV LIBERE. di Antonio de Martini

L’aumento della tensione internazionale, il processo in corso di ricomposizione dei vecchi blocchi, il moltiplicarsi dei focolai di guerra asimmetrica, la depenalizzazione di fatto dei bombardamenti su agglomerati urbani, hanno ” innervosito” la pubblica opinione mondiale. Numerose autorità morali, incluso il Pontefice Romano, si stanno ribellando a questa macabra prospettiva.

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CRISI SIRO-IRACHENA: OBAMA TORNA IN CAMPO E CAMBIA LA STRATEGIA DI PARTECIPAZIONE ALLE OPERAZIONI MILITARI. L’ITALIA HA UNA NUOVA OPPORTUNITÀ . di Antonio de Martini

A partire dalla guerra di Libia del 2011, Il governo USA inaugurò una strategia di partecipazione alle operazioni belliche inconsueta.

Si assegnò una parte di secondo piano nelle operazioni militari ( solo appoggio logistico e di comunicazione, ricognizione, qualche intervento aereo) che ho probabilmente commesso l’errore di valutare solo dal punto di vista del risparmio economico, mentre poteva essere analizzata anche dal punto di vista politico. Una fonte ben informata e provata mi ha indotto a riflettere.

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UNA TRANQUILLA ESTATE O LA CALMA PRIMA DELLA BUFERA? di Antonio de Martini

Turchia, Siria e Ucraina formano il perfetto  intruglio con un pochino di cumino egiziano e morti iracheni “quanto basta” per tenere all’erta borse e analisti, ma nessuno ci scodella il piatto.

Dietro questa immangiabile polpetta preparata dal cuoco John Kerry per conto dello chef Obama, si intravvede l’impossibilità di far scivolare la Russia  dalla padella nella brace. Putin evita accuratamente di apparire aggressivo, ma cede terreno solo per recuperarlo in altra zona della padella.

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BARAK OBAMA. IPSE DIXIT: DEL PAPA ” LE SUE PAROLE CONTANO”. DELLE BASI ” NESSUNO DOVREBBE NUTRIRE DUBBI SUL NOSTRO IMPEGNO”. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani.                                                                                                                                                               Rilasciando le sue dichiarazioni al  Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa –  a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due  dichiarazioni che meritano di essere ricordate.   La prima è sul Papa.

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LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

Gli abbonati, causa la mia inettitudine informatica, ricevono questo post per la seconda volta. mi scuso.

http://corrieredellacollera.com

Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO NUOVO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA SICUREZZA DELL’OCCIDENTE. di Antonio de Martini

Alcuni episodi, tra loro slegati, avvenuti nel mondo in questi giorni danno l’esatta percezione che l’occidente nel suo complesso ha posto la sua sicurezza in mani e metodi sbagliati, costosi e snervanti per i cittadini e controproducenti per l’economia.

A mio avviso il sistema di sicurezza basato sul l’elettronica e su procedure standardizzate assorbe enormi ricchezze, concentrate nelle mani di pochi, non risolve nemmeno le più semplici problematiche poste dalla situazione ed è in mano a persone incapaci. Continua a leggere

LE ULTIME TRUPPE FRANCESI HANNO LASCIATO L’AFGANISTAN

Si tratta di due compagnie del 35 reggimento di Belfort che avevano l’incarico di coprire la ritirata del contingente principale.
È previsto che il reparto abbia una ” sosta di decompressione” di tre giorni a Cipro prima di rientrare definitivamente in Patria.
il ritiro delle truppe francesi inquadrate nel contingente ISAF , inizialmente previsto per il 2014, era stato anticipato da Sarkozy al 2013 per ragioni elettorali.
Hollande aveva rincarato la dose promettendo il ritiro entro il 2012 e con questo ultimo ritiro di truppe combattenti, mantiene anche questa promessa elettorale. Continua a leggere

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