Archivi delle etichette: Muammar Gheddafi

PANORAMA GEOPOLITICO SULLE TRASFORMAZIONI IN ARRIVO E RELATIVE CAUSE. di Antonio de Martini

Tra Aprile e Maggio il mondo così come lo conosciamo si trasformerà:  dopo una inconsueta concentrazione di eventi elettorali,  dall’Afghanistan alla Tunisia, all’ Unione Europea, all’Ucraina, all’Egitto, all’India, al Libano,  all’Ungheria ( domenica), conosceremo i nomi dei nuovi interlocutori internazionali rappresentanti i punti più caldi del Globo, mentre alcune elezioni  amministrative hanno già definito nuovi ruoli:

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LA SITUAZIONE IN LIBIA: TUTTI CONTRO TUTTI ( video ) L’ITALIA POTREBBE AVERE UN RUOLO DECISIVO PER LA RINASCITA DI ENTRAMBI I PAESI.

Continua il giro del Mediterraneo di Giorgio Vitangeli assieme ad Antonio de Martini. Tocchiamo quella che un tempo era la quarta sponda dell’Italia in preda ai suoi demoni scissionistici. Benghazi contro Tripoli, missili sulle petroliere che si riforniscono dal concorrente e finto disinteresse di chi ha trasformato un paese in crescita in una zona franca in cui gli interessi dei libici e degli italiani non sono più tutelati da nessuno.

Se Matteo Renzi, dopo aver visitato la Tunisia, ponesse attenzione alla Libia attivando tutte le esperienze italiane, le soddisfazioni economiche e politiche potrebbero essere tali da influenzare positivamente anche i bilanci del 2014.

Segue domani un altro webspecial sul kazakistan,

LA FINE DEGLI EQUILIBRI DI YALTA E L’INIZIO DEL MONDO MULTIPOLARE (videointervista a Gianni De Michelis)

Il mondo bipolare è morto col crollo del muro nel 1989. L’Italia tarda a rendersene conto. Di qui, le vicende di Battisti in Brasile e dei marò in India ed una serie di altri eventi che dimostrano che l’Italia tarda a mettere a punto la sua risposta Europea o mediterranea.

Gianni De Michelis  a lungo ministro degli esteri italiano e negoziatore del trattato di Maastricht, parla con Arnaldo Vitangeli della guerra in Jugoslavia, quella in Siria e la crisi ucraina, mettendo in prospettiva gli avvenimenti e i loro riflessi mediterranei.

QUESTO SARA UN ANNO DECISIVO PER LA PRESENZA AMERICANA NEL MEDITERRANEO di Antonio de Martini

Le leggerezze e l’improvvisazione statunitense che hanno trasformato la primavera araba in un inverno di fame e di morte nel Levante ( chiamata MENA area= Middle East and North Africa) stanno iniziando a provocare anche  conseguenze di medio e lungo termine in campo geopolitico.

La conseguenza più appariscente è la ricerca egiziana di un nuovo equilibrio in campo internazionale con un riavvicinamento  alla Russia, ma esistono anche i problemi nascenti dalla distruzione dei sogni geopolitici della Turchia e le inevitabili conseguenze della separazione consensuale tra Arabia Saudita e USA, tutte gravide di conseguenze durature. Continua a leggere

IN EGITTO IL PREMIO È SUEZ, NEL LEVANTE IL NUOVO GIACIMENTO, IN MEDIO ORIENTE L’ACCESSO DIRETTO DELLA CINA AL PETROLIO IRANIANO, PERCHÈ LO SCOPO FINALE È SEMPRE LA CINA E IL CONTROLLO DI UN POSSIBILE “REGIME CHANGE” CHE FA PAURA. di Antonio de Martini

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Riassumo e commento una stagione intera nota come “Primavera araba” ( non è stata ne l’una ne l’altra), ma in realtà parlo della Cina.

l’analisi é ripartita in capitoletti per agevolare la lettura.

L’EGITTO E SUEZ

Per lo Yemen ( Salah), la Tunisia ( Ben Ali), la Libia ( Gheddafi) la Siria ( Assad) l’argomento instaurazione della Democrazia agli inizi era difendibile. Difendibilissimo.
Si trattava di regimi polizieschi duri e di durata.
Per il povero Mohammed Mursi, eletto democraticamente appena un anno fa, gli USA dovranno trovare un’altra motivazione, dato che quella di impopolarità tende a sgretolarsi dopo le reazioni di piazza – ad onta dello stillicidio di morti e di arresti – a favore del prigioniero che minacciano addirittura di provocarne il ritorno.

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IL BRACCIO ARMATO DI HEZBOLLAH INSERITO NELL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTE. LA CIA NON C’È BENCHÈ LO AMMETTA . di Antonio de Martini

Inghilterra, Francia e Olanda con un forcing finale hanno ottenuto di poter considerare ” organizzazione terroristica” non l’Hezbollah, ma il suo ” braccio armato”.
Un po’ come in Irlanda l’IRA e il Sinn Fein.

Con questa decisione farisaica l’Unione Europea dimostra ancora una volta di non essere in grado di prendere decisioni univoche che non siano frutto di compromessi. È di continuare ad ispirarsi a quel capolavoro di ambiguità che è la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite a seguito della quale un corpo di spedizione italo-spagnolo bivacca nel sud Libano da sette anni.

L’Hezbollah, partito di Dio, nasce da una iniziativa assistenziale a favore dei ragazzi di strada , i cosiddetti ” chicklets boys” poveri bambini che vivevano vendendo gomme americane in formato mono.

Non si tratta nemmeno una iniziativa mussulmana: nacque per un’intesa sul terreno tra l’Imam Moussa Sadr ( poi ucciso da Gheddafi per un finanziamento andato a male) e Gregoire Haddad arcivescovo greco cattolico ( figlio di genitori protestanti) originario di souk el gharb , un villaggetto vicino a Aley, sulla via di Damasco.

Il crescere del numero di questi diseredati a causa della guerra e l’intensificarsi dell’attività di patronato – insolita, almeno su vasta scala, in un paese del Levante – ha fatto crescere il fenomeno e, una volta finito il finanziamento di Gheddafi ( che pare sia costato la pelle al Moussa Sadr), assunse caratteristiche piu marcatamente politiche con l’arrivo dei finanziamenti iraniani e con l’invasione israeliana del Libano( 1982) ed il successivo rifiuto ad abbandonare una ennesima fascia di sicurezza di circa 20km alla frontiera libanese, che Israele affidò a un ” maggiore Haddad” comandante di un ” battaglione”.

La creazione di questa ennesima fascia di sicurezza inibita all’esercito regolare libanese e ” presidiata” dal battaglione Haddad rifornito da Israele, ha creato un movimento di resistenza mano a mano sempre più attivo che al momento del ritiro israeliano si vestì delle penne del pavone, cantando vittoria.
L’inconsistenza militare non ha mai impedito lo sfruttamento politico degli eventi.

La vera affermazione di Hezbollah si ebbe per la costanza con cui seppe utilizzare gli interessi politici iraniani e di altri per spillare denari ed utilizzarli per dispensari, assistenza agli anziani e istruzione ai piccoli.

Nei fatti, pochi e mal diretti missili artigianali contro le fattorie della Galilea che hanno sempre fatto danni materiali minimi e di prestigio notevoli. Una ottima scusa per chiedere aiuti alla diaspora e agli americani, entrambi stanchi di decenni di aiuti inefficaci.

Oggi, dopo un confronto militare diretto con gli israeliani nel 2006 ( più demerito del generale incapace che guidò gli israeliani che merito loro) e la cooptazione di una ristretta e combattiva élite intellettuale di origine comunista che naufragò da quelle parti alla caduta dell’URSS, il movimento Hezbollah ha assunto caratteristiche di partito politico e raccoglie quasi il 50% dei voti alle lezioni politiche libanesi.
Hezbollah, si è ormai accreditato in Libano e nel Levante come un movimento politico che ” dice quel che fa e fa quel che dice” . Non è da tutti.

Lascio la parola al generale Saverio Cascone in una relazione fatta ai granatieri di Sardegna in data non sospetta ( dic 2006):

“Il Partito di Dio salì agli onori della cronaca a seguito delle seguenti attività:
- attacco all’Ambasciata USA di Beirut nell’apr. ’83 (63 morti), quello alla
caserma USA dei Marines (241 morti) e a quella dei paracadutisti francesi (58
morti) sempre a Beirut;
- attentati contro l’Ambasciata d’Israele in Argentina nel 1992 (29 morti) e al
Centro Culturale Ebraico di Buenos Aires nel 1994 (85 morti).

In particolare, 18 anni di impegno militare di Hezbollah contro l’occupazione israeliana nel sud Libano hanno portato nel 2000 al ritiro delle forze israeliane dal Paese.

Per quanto si riferisce alla dirigenza del Partito di Dio, al primo Segretario Generale Sceicco Subhi al-Tufayli è succeduto Abbas al Mussawi, ucciso nel 1992 dagli israeliani; a questi è succeduto l’attuale Segretario Generale Hassan Nasrallah. Nel 2005 si registra la prima partecipazione di parlamentari Hezbollah al governo libanese.

In sintesi, Hezbollah, nato come corrente religiosa, si è trasformato dapprima in un movimento di resistenza alquanto disorganizzato e poi in un organico movimento combattente; si propone dagli anni ’90 come vero e proprio partito politico.”

Ora che è diventato un vero e proprio partito politico, dimenticando che la risoluzione 1680 dell’ONU chiedeva il disarmo di tutte le milizie ( anche cristiane e di Amal), adesso vogliono che venga disarmata solo la milizia che ha dimostrato efficacia.
Credo sia il modo più facile per far affluire anche cristiani nel Partito di Dio.

Dal 2011 in poi l’obbiettivo di comunicazione internazionale Israeliano non è più stato Hamas – abbondantemente infiltrato – ma Hezbollah, con accuse continue e nessuna prova concreta.
Non basta che un’azione antisraeliana riesca per addebitarla a Hezbollah, ci sono anche i siriani gli iraniani ed altri…

In realtà si tratta di una dichiarazione – quella europea – ambigua, strappata grazie al caldo e durante un fine settimana con la sola critica di MALTA, mandata avanti da chi non ha voluto apparire per non compromettere i buoni rapporti che non ha con Francia, Inghilterra e Olanda.

È una sorta di indennizzo per aver escluso dai programmi di aiuto della UE tutti i territori che Israele deve cedere dopo averli unilateralmente annessi e sfruttati per quasi mezzo secolo.

S-300 IN SIRIA: DISINFORMAZIONE CONTINUA. ECCO I FATTI E MENTRE TUTTI GUARDANO A EST….. di Antonio de Martini

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I fatti sono da intelligence ” tradizionale” proprio quella di cui Barak Obama lamenta la mancanza tra le file USA.
il quotidiano Vedomosti aveva notato e segnalato sul sito internet del fabbricante – l’officina Nijni Novgorod – che nel bilancio 2011 c’erano iscritti 105 milioni di dollari per il contratto firmato con la Siria per la consegna di un sistema antiaereo.
Il bilancio 2011 fu subito tolto dal sito internet dell’officina e non rimase che la parola del giornale piu un grosso dubbio: un sistema antiaereo S 300 costa 115 milioni di dollari, più un milione a missile. Diciamo un totale di 150 milioni.

Mancano all’appello almeno una trentina di milioni di dollari per sconto ottenuto, oppure si tratta di un acquisto di aggiornamenti del sistema dato che non si tratta del più moderno sulla piazza: il sistema è del 1978 e in 35 anni ha avuto numerosi aggiornamenti.
La Russia mantiene sull’argomento un indispensabile silenzio ricattatorio, limitandosi a dire che “fornirà ai siriani solo quanto previsto dai contratti in essere e nulla più.” Che ” colpire gli USA uccidendo piloti sarebbe inimmaginabile”. E non aggiunge altro.

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GUERRA DI SIRIA : OBAMA APPOGGIA IL PRESIDENTE SUD COREANO E RISPONDE PICCHE A CHI VUOLE COINVOLGERLO IN SIRIA

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PUBBLICO INTEGRALMENTE LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE OBAMA SULLA SIRIA CONCERNENTE L’USO DEL GAS AL FRONTE. DICE TRE COSE IMPORTANTI:
a) non prendo decisioni in base a convincimenti e percezioni.. ( sottinteso che non ci sono prove o se preferite, non ancora).
b) in base a percezioni non posso mettere in piedi una coalizione e quando ci abbiamo provato, non ha funzionato. ( riferimento a G.W. Bush jr).
c) con ben Laden e Gheddafi ho dimostrato che mantengo quel che prometto.
( la parola del Presidente non è lecito metterla in dubbio).

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SUD AFRICA: SORPRESA. INAUGURATO IL MONUMENTO AI CADUTI…RUSSI di Antonio de Martini

Il Patriarca ortodosso di Alessandria ( e dell’ East Africa) Damaskinos ( Papandreu) ha posto a Johannesburg la prima pietra della nuova chiesa dedicata al Santo principe Vladimir.

Secondo il comunicato del servizio relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, Il tempio sarà costruito in memoria dei volontari russi caduti durante la guerra anglo-boera del 1899-1902.

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L’ORDINE REGNA NEL SAHARA. MA ATTENTI, NON È UN NUOVO AFGANISTAN. È UN NUOVO VIETNAM. di Antonio de Martini

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Abu al Baraa, Tahar ben Chenab, Mokhtar belmokhtar, le varie agenzie indicano nomi e nazionalità differenti per il vertice del commando frettolosamente distrutto dall’esercito algerino, ansioso di chiudere la vicenda evitando ingerenze straniere nelle sue vicende interne: il premier inglese Cameron aveva ripetutamente intimato al governo algerino di informarlo preventivamente in caso di passaggio all’azione ma il Presidente algerino Abd el Aziz Bouteflika ammaestrato dall’esperienza libica, non ha abboccato e ha proceduto in solitaria.

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