Tag Archives: Israele

IL PROBLEMA IDRICO NEL LEVANTE ( già pubblicato il 23 marzo 2011 e ribloggato nel 2012) OGGI ATTUALISSIMO di Antonio de Martini

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio anche un grande paese in trenta giorni. Con la Bomba A ( alimentare) una nazione crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’Unicef (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano.

Secondo un rapporto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ( PNUD) , il 90% degli abitanti del Medio Oriente nel 2025 vivranno in aree di penuria idrica grave.

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ISRAELE: GRANDE MANIFESTAZIONE A FAVORE DELLA RIPRESA DEI NEGOZIATI DI PACE CON MAHMOUD ABBAS E FATAH. di Antonio de Martini

Indetta dal partito MERETZ ( sinistra) assieme alla ONG ” PACE ADESSO” ( che si oppone agli insediamenti nei territori occupati illegittimamente promosse dal governo) cui ha aderito anche quel che resta del partito comunista israeliano Hadash ; la manifestazione ha quasi riempito la piazza Isaac Rabin ( il luogo in cui il premier fu ucciso da un estremista giudaico che gli addebitava gli accordi di pace appena sottoscritti).

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IRAK: UN NUOVO SCENARIO METAPOLITICO IN VISTA DOPO IL PRIMO MILIONE DI MORTI E NESSUN COLPEVOLE. INTERVISTA VIDEO A ANTONIO DE MARTINI.

Nel Levante è nato, almeno sui media e sui social ntework, un nuovo protagonista più mediatizzato e piu spudorato – e per fortuna nostra e disgrazia dei cristiani iracheni, più pericoloso di  di Matteo Renzi: AL BAGHDADI.

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ISRAELE IN DIFFICOLTA’ CON L’ OPINIONE INTERNAZIONALE RISCHIA DI FINIRE DAVANTI AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE di Antonio de Martini

Con 29 voti contro uno ( gli Stati Uniti) il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha aperto una inchiesta sugli avvenimenti di Gaza. Tra i diciassette astenuti, tutti i paesi europei presenti alla votazione. Continua a leggere

IN CASO DI GUERRA STARE FUORI. IN CASO DI PETROLIO, STARCI IN MEZZO

cari amici, ecco una mia intervista a “la Finanza sul web ” che cerca di spiegare perché dobbiamo interessarci al Levante mediterraneo ed ai suoi problemi e perché in caso di guerra sarebbe saggio evitare di partecipare ai giochi delle grandi potenze planetarie che – dopo aver combattuto fino all’ultimo iugoslavo prima  e siriano poi  –  cercano altri destinati al sacrificio.

SIRIA:ECCO IL PIANO DI ACCORDO DEI RIBELLI. ( da Lookout) SEMBRA UN PIANO DI GUERRA FATTO MALE. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Il famoso Mouaz Al Khatib, già impiegato di una società di software telecom in Texas specializzata nella clientela rurale, ha presentato la sua bozza di accordo di pace.

Dal testo, si deduce che

a) lo ha scritto da solo ( con ortografia anglosassone) data l’approssimazione e nessun riferimento alla realtà operativa dei ribelli sul territorio, al comportamento del corpo diplomatico nel mondo, alla creazione di una magistratura di garanzia e senza prevedere nemmeno un ordine “congiunto” di cessate il fuoco.

b) la frase “religiosa” di apertura non è un versetto del Corano, ma un “hadith” ( ovvero un detto tramandato da testimoni) e si riferisce non a un’anima ( rauch) come tradotto malamente, ma a una vita ( nafsan) e non credo che abbia altro senso che il ricordare che si tratta dell’hadith citato da Barak Obama nella famosa prima allocuzione al mondo arabo alla Università di El Ahzhar al Cairo prima di scatenare il carnaio.

In genere documenti importanti ( anche di non zelanti) iniziano con la “fatiha” ( il versetto di apertura del Corano).

c) il testo non parla nemmeno in via ipotetica di elezioni democratiche e nemmeno le promette in futuro segno di inettitudine politica dell’estensore e della volonta di soprassedere al dettaglio, oltre che della consapevolezza che in caso di confronto elettorale con Bashar el Assad,  Al Khatib e compari non raccoglierebbero che il voto dei parenti, e nemmeno tutti.

d) Non c’è alcun accenno all’Islam e alla Sharia come fonte di diritto, ritengo pertanto che – se il testo rimarrà intatto – non verrà accettato nemmeno dalle frange estremiste jihadiste e salafiste; dall’Arabia Saudita ed altri. Continua a leggere

ISRAELE: LA VOCE DELLA RAGIONE SI FA STRADA. C’È POSTO PER UN SOLO STATO CON DUE POPOLI.

Sul quotidiano israeliano Haaretz di oggi leggo un articolo – riportata anche da Foreign Policy del gruppo Washington Post – in cui Gideon Levy lancia l’idea che ho spesso propugnato sul questo blog: in Palestina non c’è posto per creare die stati. c’è posto per un solo Stato con due popoli che coesistano e collaborino su base paritaria: One man, One vote.
Levy fa l’esempio del Sud Africa, cogliendo l’occasione del 27 Aprile, diciannovesimo anniversario di quella Repubblica che dal giorno del riconoscimento del principio ” una persona, un voto” è stato un esempio di convivenza sia pure tra problemi e complicanze.
Pubblico le prime righe dell’articolo, tanto mi sembra irreale.

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TESTO INTEGRALE DELL’ACCORDO DI CESSATE IL FUOCO TRA HAMAS E ISRAELE

Text of Israel-Hamas ceasefire agreement
(AFP) Here is the text of the ceasefire agreement which is set to take effect at 1900 GMT:

“Israel shall stop all hostilities in the Gaza Strip land sea and air, including incursions and targeting of individuals.
“All Palestinian factions shall stop all hostilities from the Gaza Strip against Israel, including rocket attacks and all attacks along the border.
“Opening the crossings and facilitating the movement of people and transfer of goods and refraining from restricting residents’ free movements and targeting residents in border areas. Procedures of implementation shall be dealt with after 24 hours from the start of the ceasefire.
“Other matters as may be requested shall be addressed.”
“Implementation mechanism.
“Setting up the zero hour understanding to enter into effect.
“Egypt shall receive assurances from each party that the party commits to what was agreed upon.
“Each party shall commit itself not to perform any acts that would breach this understanding. In case of any observations, Egypt as a sponsor of this understanding, shall be informed to follow up.”

SIRIA: IL RISCHIO DI ALLARGAMENTO DELLA CRISI SPINGE GLI USA AD ACCETTARE IL PIANO DI KOFI ANNAN E FORSE PERSINO L’INTERVENTO RUSSO DI PEACEKEEPING. di Antonio de Martini

L’occidente aspetta l’elezione del nuovo Presidente per suonare la ritirata dalla Siria in cui si è impantanato credendo di poter riuscire a realizzare facilmente il ” regime change” .

Di fronte al pericolo di collasso economico della Giordania , la sconfitta netta degli amici degli USA in Libano, il pericolo di guerra civile in Turchia dove la guerriglia curda ha raddoppiato gli effettivi e accelerato lo slittamento dell’Irak nell’area di influenza iraniana, la NATO comincia ad essere a corto di infelici iniziative e ha finalmente capito che il costo della guerra non è più sopportabile. Continua a leggere

ripubblico, per i nuovi lettori, un altro post( 28 marzo 2011) necessario a capire la situazione del Levante e che ha innescato l'”unrest” in Siria provocando l’esodo di duecentomila contadini siriani . L’uso delle acque dell’area. Adesso la crisi investe anche l’Etiopia . di Antonio de Martini

La prossima guerra sarà per l’oro blu: l’acqua. Nel Medio Oriente e Nord Africa, è già un casus belli. Il paese più ricco è l’Albania… di Antonio de Martini

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio anche un grande paese in trenta giorni. Con la Bomba A ( alimentare) una nazione crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’Unicef (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano. Continua a leggere

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