Tag Archives: irak

INTERVISTA COL CUSTODE DI TERRASANTA IL FRANCESCANO PIERBATTISTA PIZZABALLA REDUCE DA UN VIAGGIO IN SIRIA. ” NON E’ UNA GUERRA DI RELIGIONE”. di Daniele Rocchi.

Dal sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme Di Daniele Rocchi 5 maggio 2015

«Ho visitato Latakia, Aleppo e Damasco.

A Latakia la situazione più tranquilla dal punto di vista dei combattimenti. Qui la guerra si avverte soprattutto per la carenza dei beni di prima necessità. Nel centro di Damasco, rispetto a sei mesi fa, si vive leggermente meglio, Continua a leggere

COSA PENSANO GLI AMERICANI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI IN IRAK?  ” To do nothing is not an option” di Antonio de Martini

Il generale di Brigata Kurt Crytzer è il vice comandante del comando delle operazioni speciali presso il Central Command USA.

Martedì scorso ha tenuto una conferenza a Tampa , in Florida alla ” Special Operation Forces Industry Conference” un appuntamento annuale tra i leaders delle Special Operations e i rappresentanti delle industrie americane interessate a questo settore. Continua a leggere

CRIMINI “BUONI” CONTRO L’UMANITÀ : IL BLOCCO NAVALE E L’EMBARGO.

Abbiamo già scritto che l’arma della fame è molto più potente di un  conflitto condotto con armi nucleari.

Continua a leggere

UNA STRATEGIA ARABA PER BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

Lo scorso giovedì il presidente Barak Obama ha preso personalmente la parola per fissare due elementi importanti della politica estera americana:

a) non ci sarà guerra per l’Ucraina, gli USA non la faranno. Avremo un crescente inasprimento di sanzioni proporzionale alla invasività russa o russofona e su questo si è assicurato il concorso preventivo della Germania.

b) sul possibile atteggiamento verso la Siria, ” gli Stati Uniti non hanno ancora scelto una strategia” e questo è suonato agli osservatori come una sconfessione dei boatos messi in circolazione da numerosi papaveri del Pentagono in questo periodo.

Continua a leggere

BARTALA ( IRAK) , PAPA FRANCESCO E LA SIGNORA PINOTTI. di Antonio de Martini

Bartala  è un villaggio di 30.000 anime, interamente cristiano, a 20 Km da Mossul, in Irak.     In questo villaggio si sono rifugiati anche abitanti sfollati da Mossul con parenti in loco o famiglie costrette a fuggire a piedi per mancanza di auto o di carburante. Continua a leggere

LA CONFERENZA DI PACE SULLA SIRIA E’ ARRIVATA. ARRIVERA’ ANCHE LA PACE? NON PER ADESSO. SERVONO ALTRI MORTI E UN’ALTRA GINEVRA, LA TERZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

NO IRAN, NO PARTY.

Basta dare un’occhiata al fittissimo calendario degli impegni internazionali  fissati  in questo periodo, per capire che quasi nessuno si aspettava la convocazione della conferenza di Pace sulla Siria.

Continua a leggere

TRE SMAGLIATURE NELLA POLITICA AMERICANA IN MEZZA GIORNATA SPIEGANO IL TESTO PRECEDENTE SULLA IGNORANZA COME OSTACOLO ALLA COMPRENSIONE DELLE SITUAZIONI IN ORIENTE. di Antonio de Martini

PER DARE UNA IDEA DELLA COMPLESSITÀ DELLE PROBLEMATICHE CHE TOCCANO IL LEVANTE, ECCO LE NOVITÀ DI QUESTA MEZZA GIORNATA, CHE SI CONCLUDE CON TRE BUCHI NELL’ACQUA. TUTTI MADE IN USA. TUTTI DOVUTI ALL’APPROSSIMAZIONE ED ALL’ANSIA DA PERFORMANCE.

Continua a leggere

ORO: chi lo ha comprato . di Maurizio Barbero ( quello che mi riproduce sempre senza citare il blog)

Il World Gold Council ha reso note le statistiche relative ai principali acquisti di riserve d’oro nell’anno appena terminato: non mancano le sorprese, a partire dal primo posto conquistato dalla Turchia.
In tempi non sospetti, Virgilio definì esecrabile la brama di oro: in realtà, il biondo metallo continua ad esercitare un notevole fascino, come confermato Continua a leggere

REPRINT: Shimon Peres si dichiara contrario ad attaccare l’Iran senza la partecipazione USA ( questo post l’ho pubblicato il 19 agosto e lo ripubblico a riprova della nocività di Netanyahu anche per i suoi compatrioti). di Antonio de Martini

Scoppia una bomba atomica sulla testa del duo Netanyahu-Barak: il presidente della Repubblica di Israele e ultimo dei padri della Patria ancora vivente, ha reso alla TV israeliana alcune dichiarazioni che hanno distrutto il castello di bugie pazientemente messo assieme

Continua a leggere

INIZIA L’ATTACCO ALLA SIRIA. 600 “VOLONTARI” LIBICI TRASPORTATI VERSO LE FRONTIERE SIRIANE. MA SE LA SIRIA TRA I DUE FRONTI SCEGLIESSE IL TERZO?

Il primo a dare questo segnale e’ stato il blog di un ex diplomatico indiano che e’ stato in posto anche a Mosca.
Il ministro degli esteri turco Davitoglu, ha annunziato di essere pronto ad attaccare la Siria.
Il vice presidente Joe Biden sarebbe atteso a Ankara per il week end per dare le ultime assicurazioni ai Turchi circa l’appoggio americano e britannico. Seicento volontari libici sono stati portati verso le frontiere con Irak, Giordania, Turchia , per essere infiltrati.
Segno evidente che siriani ” resistenti” non ce ne sono o non ce ne sono più.
Il ministro degli esteri russo Lavrov, ha già’ annunziato che rifornirà’ la Siria di armi per la ua difesa ed ha qualificato l’iniziativa americana come “unfair”.
Una squadra navale russa e’ in rotta verso il porto siriano di Tartous. Appena entrerà’ il bombardamento di Tartous sarà’ fuori questione.
Ogni dottrina militare spiega che il fuoco dalla periferia verso il centro e’ letale e dal centro verso la periferia e’ dispersivo.
Re Abdallah di Giordania si e’ recato oggi in Israele, si spera per una estrema mediazione, ben consapevole che tra i vasi di ferro, lui e’ quello di coccio.
Il “build up” e’ talmente trasparente e l’arrivo del vice presidente USA invece che del nuovo capo degli SM riuniti, fa sperare che si tratti di un bluff di ” Brinkmanship ” ( arrivare all’orlo della guerra per ottenere il massimo”) oppure di un tentativo di far saltare i nervi allo SM siriano per indurlo ad un attacco preventivo per evitare di trovarsi a combattere su tre fronti e quindi giustificare gli Usa con una guerra “di difesa.”
I siriani sono – come dice un mio amico- come “quel portiere che para i rigori perché’ non capisce le finte.” non perderanno la calma e non attaccheranno DIRETTAMENTE per primi.
Le opzioni militari sono numerose e tutte letali, al punto che viene da pensare che il rischio di scontro possa diventare concreto e imminente anche per un errore minimo.
La Turchia sembra inconsapevole che la zona di frontiera con la Siria e’ abitata da turcomanni e da popolazione di lingua e cultura araba, così come gli abitanti del sangiaccato di Alessandretta ( Iskenderun) e che la Siria ha avuto tutto il tempo di predisporre opportune iniziative di sabotaggio e contrasto, contando sulla solidarietà’ delle popolazioni locali.
L’alleato iraniano può aver finanziato i curdi anti turchi , gli Hezbollah hanno già’ tirato nei giorni scorsi un missile, di tipo mai utilizzato prima, sulla Galilea.
Non hanno prodotto che danni materiali, evidentemente per limitarsi a segnalare la presenza della nuova arma, senza provocare rappresaglie.
Altro alleato e’ Hamas nella striscia di Gaza. L’ Egitto dei fratelli mussulmani non e’ scontato che non potenzi l’azione dei palestinesi della striscia almeno chiudendo gli occhi all’afflusso di armi ed esplosivi.
La Siria non fara’ l’errore di scegliere l’opzione militare diretta. Essa potra’ contare sull’appoggio politico attivo della Russia e della Cina e forse anche del Brasile, quindi non ci sara’ una risoluzione ONU a copertura.
Agli USA mancherà’, oltre al pretesto della difesa, l’alibi della lotta al terrorismo di Al Kaida, ( cosi come non c’era nemmeno in Libia e in Yemen).
Ci sara’ invece il terrorismo diffuso sul territorio nemico, ma mirato negli obiettivi, anche di persone, che potrebbe colpire perfino l’occidente americano.
In caso di attacco alla Siria ci saranno attentati all’interno dello Stato di Israele, re Abdallah potrebbe subire un attentato come quello che uccise il bisnonno Di cui porta il nome, mentre si recava a pregare in Moschea.
I servizi segreti siriani hanno gia’ ucciso a Parigi, anni fa, Salah Bitar – ex primo ministro siriano senza che il colpevole venisse individuato.
Il Libano potrebbe essere preso in ostaggio: se l’esercito siriano si rifugiasse in Libano, bombardarlo sarebbe impensabile e per l’esercito libanese, resistere, impossibile.
Le contraddizioni sarebbero numerose: i turchi litigherebbero con Hamas che fino a ieri erano stati i protetti contro Israele . Gli angloamericani ( e i francesi) che lanciarono Lawrence di’ Arabia ( un giorno ne parleremo) e dieci milioni di sterline oro per cacciare i turchi, adesso spenderanno cifre iperboliche per “restituire”i territori alla Turchia. I libici si sono trasformati in esportatori di democrazia. La Francia, ex potenza mandataria, verrebbe vissuta con odio e grazie ad altre spese senza copertura, metterebbe a rischio la sua tripla AAA per deficit del bilancio.
La Grecia, si schiererebbe contro i turchi, pur essendo membro della NATO.
Ma se la Siria, incurante della minaccia militare diretta , attaccasse Israele sguarnendo le frontiere, come si schiererebbe la lega araba? Come si sentirebbe la monarchia saudita?
Ormai gli americani si giocano la faccia: se la manovra politica fallisce ( sempre che manovra sia) gli USA perdono il residuo prestigio. Se la manovra evolve in un conflitto aperto, torneranno di moda gli assassini( leggere ne ” il milione”di Marco Polo la narrazione del ” vecchio della montagna”) che ubriachi di hascisc venivano lanciati contro obiettivi singoli . Di qui il nome di assassini , mangiatori di hascisc.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 690 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: