Archivi delle etichette: Ignazio La russa

NAVI E POLTRONE: LA STORIA DI DUE MARÒ IN BALIA DI UN GOVERNO SGANGHERATO. di Antonio de Martini

Ogni anno circa seicento navi battenti bandiera italiana, attraversano lo stretto di BAB EL MANDAB e successivamente ( o preventivamente a seconda del verso) l’istmo di Suez. In Inghilterra, dove l’attività economica è veramente libera, si è creata una organizzazione che fornisce i servizi di scorta armata ed ha anche tentacoli commerciali in Italia.

TRE NOSTRI MILITARI MORTI IN AFGANISTAN E DUE IN PERICOLO DI VITA, MENTRE IL GOVERNO FA L’INDIANO. di Antonio de Martini

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha una splendida occasione per dimostrare che non è al servizio delle banche – come ha dichiarato oggi – ma vuole e può servire gli interessi del paese. Sabato e domenica, , mentre avevo in avaria il solito IPad, sono accaduti due fatti che hanno coinvolto le nostre Forze Armate. [...]

GUERRA DI LIBIA 2011:LA DEMOCRAZIA SI SERVE ANCHE FACENDO LA GUARDIA A UN BIDONE DI BENZINA FRANCESE.

La ricandidatura ufficiale di Nicholas Sarkozy alla presidenza della Francia, nasce frettolosa, dopo che l’Eliseo aveva annunziato che una decisione in merito sarebbe stata presa e comunicata solo alla fine del mese. L’evidente crescita di consensi attorno a Francois Hollande deve averlo indotto ad una comunicazione affrettata risspetto ai tempi che aveva annunziato. In contemporanea [...]

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso [...]

Gli eroici piloti della NATO bombardano e uccidono tre nipotini di Gheddafi. Urge riportare la Lewinsky alla Casa Bianca.

Comincio a credere ad una grande cospirazione per renderci simpatico il colonnello Gheddafi, oppure di star facendo un brutto sogno. La TV, in questa mattinata romana   che non ha  ancora smaltito la sbornia del royal wedding e che si appresta a subire l’assalto  diretto della beatificazione di Woytila, giunge notizia che la NATO

GUERRA di LIBIA: replica a “IL MESSAGGERO” e ai cervelli Fusi di Antonio de Martini

il sig Carlo Fusi su “IL MESSAGGERO” di oggi, esprime una serie di conseguenze che accadrebbero se la Lega  provocasse una crisi di governo sul tema dei bombardamenti. Sono esattamente le stesse remore che avevo io quando l’Italia ha rovesciato le sue alleanze ancora fresche di inchiostro lo scorso mese.

La guerra di Libia e l’Italia: tra disinformazione e Alto Tradimento

 Berlusconi ha iniziato  la disinformazione  lanciando negli occhi della opposizione la pagliuzza  dell’ammissione della rinunzia al nucleare in funzione antireferendum , così che la trave della guerra alla Libia è passata quasi inavvertita  anche grazie alla irresponsabilità di Giorgio  Napolitano,

Uscire dall’Europa? Casomai dalla NATO. UE e Patto Atlantico sono scelte di civiltà, la NATO no ed è superata e costosa. di Antonio de Martini

  Fin da piccolo sono stato abituato a non minacciare mai. La minaccia è una confessione di incapacità a immaginare cosa succederà e quindi ci si prefigura una reazione e , per scongiurarla,  i deboli proferiscono minacce  inattuabili.

La guerra si sposta verso est e coinvolge Israele. In Italia serve un governo di unità nazionale per reggere alla crisi.

Qualche giorno fa è iniziata  in sordina la guerra contro il regime  alaouita siriano  con brevi dispacci di agenzia che annunziavano disordini nella città di Deraa, posto di confine tra Siria e Giordania . I disordini  e i morti non sono attribuibili agli occidentali.  La Siria ha risposto con la bomba di Gerusalemme. La bomba [...]

Una strategia per non perdere il petrolio dopo la guerra libica

 Come  abbiamo  potuto tutti  constatare, l’Italia non ha una strategia per uscire , non dico vittoriosa, ma almeno con pochi danni del momento di confronto militare nel mediterraneo. 

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