Archivi delle etichette: guerra di Libia

PUTANT QUOD CUPIUNT O SEMPLICEMENTE BISCHERI ? di Antonio de Martini

Libia: la città di Beni Walid è data per conquistata – prima dai ribelli e poi dai nuovi governativi – per la terza volta. Ieri sono ripresi i combattimenti in zona, subito dopo una incursione di una banda proveniente da Misurata.
Restando in Libia, Khamis Gheddadi, il militare di famiglia, lo hanno dato per morto ben quattro volte. In una altra occasione , un portavoce più sobrio, comunicò che aveva perso una gamba in combattimento, senza specificare se la destra o la sinistra. Politically correct. Continua a leggere »

L’ ASSASINIO STEVENS E IL DILEMMA USA: MEDITARE O BOMBARDARE ? di Antonio de Martini

L’assassinio dell’Ambasciatore americano casualmente in visita a Bengazi, ci permette di fare una riflessione più ampia, tralasciando gli elogi funebri in corso per l’infelice diplomatico che possono solo contribuire alla ripetizione dell’evento eccitando gli animi degli attentatori, per l’effetto di comunicazione raggiunto.

Un gruppetto di politologi a Washington , all’indomani dell’attacco alle due torri del World Trade Center, disse che

Continua a leggere »

GLI STATI UNITI STANNO APPARECCHIANDOSI DA SOLI UN ALTRO 11 SETTEMBRE. STANNO COMBATTENDO IN AFGANISTAN LE STESSE PERSONE CON CUI SONO ALLEATE IN SIRIA. di Antonio de Martini

Se  guardiamo ai fatti, notiamo che  il governo OBAMA  ha stravolto le posizioni tradizionali dell’America e  che ne aveva fatto il leader del mondo libero.

Non dovrebbe lamentarsi se alcuni alleati di sempre  come  Spagna, Germania, Francia, Vaticano  e , nel mio piccolo anch’io,  stiamo passando da un atteggiamento passivo ad uno sempre più scettico, quando non di aperta critica. Continua a leggere »

AFRICA. LIBIA: DALLA GUERRA CIVILE AL TUTTI CONTRO TUTTI. CHI PERDE E’ L’ITALIA. di Antonio de Martini

 Sapete l’ultima barzelletta che circola in quel di Tripoli?

Che differenza c’è tra Gheddafi e la confusione ? Risposta: Gheddafi era colonnello, mentre la confusione è generale.

Sei mesi dopo la morte di Gheddafi, la Libia si trova sotto l’influenza di tre forze politico-militari in forte attrito tra loro: Continua a leggere »

PERCHÉ LIBERARSI DI SARKOZY È ESSENZIALE PER IL FUTURO DELL’EUROPA MEDITERRANEA. di Antonio de Martini

Cinquantasei anni fa,in Campidoglio, venivano firmati i “trattati di Roma” che davano vita al Mercato Comune Europeo, in virtù del quale, i cittadini e i capitali dei sei paesi fondatori avrebbero potuto circolare e prosperare liberamente in tutti i paesi firmatari dell’accordo.
Oggi, se voglio andare in aereo a Milano, devo sottostare a una serie di perquisizioni che vanno dal ridicolo all’umiliante e si parla di rafforzare l’inquisizione con attrezzature a raggi X che – per decreto- non sono più nocive.
Lo scopo fondativo del MEC era di incrementare il benessere europeo nella pace e nella cooperazione.
Siamo caduti nella più profonda recessione dell’era moderna, grazie a un ” direttorio” di paesi che stanno imponendo regole di pura marca luterana a quella parte di Europa che ha dato la civiltà a loro e al mondo.
Altra finalità conclamata, era difendere i valori della nostra civiltà cristiana e siamo in un sistema in cui il sacro vincolo del matrimonio si può sciogliere in dieci minuti, mentre l’unico rapporto diventato indissolubile è quello di lavoro.

Continua a leggere »

SARKOZY AVREBBE RICEVUTO 42 MILIONI DA GHEDDAFI PER LA SCORSA CAMPAGNA ELETTORALE, MA IL GIUDICE PERQUISISCE LA CASA DELLA PROPRIETARIA DE “L’OREAL” E SEQUESTRA IL COMPUTER. CHI HA COMPRATO IL PRESIDENTE? di Antonio de Martini

Sic transit gloria mundi, direbbe il cavalier Berlusconi . La vendetta di Gheddafi ( o di DSK?)si è consumata fredda, dico io.

Il quotidiano inglese Daily Telegraf pubblica la notizia che la campagna elettorale di Sarkozy della scorsa volta venne finanziata da Ghaddafi per il lieve importo di 42 milioni di euro, mentre la legge francese stabiliva un massimo contributo individuale di 7.500 euro.

Continua a leggere »

LA TURCHIA VUOLE PRENDERE IL POSTO DELL’ITALIA NEL LEVANTE . LO STA FACENDO CON POCO SFORZO E MOLTA INTELLIGENZA. MA MANCA DI INFRASTRUTTURE INDUSTRIALI E DI RICERCA.di Antonio de Martini

Il produttore ha annunziato di aver fatto un film storico ” perché sono fiero della storia del mio paese, come chiunque in questa terra”. Continua a leggere »

GUERRA DI LIBIA 2011:LA DEMOCRAZIA SI SERVE ANCHE FACENDO LA GUARDIA A UN BIDONE DI BENZINA FRANCESE.

La ricandidatura ufficiale di Nicholas Sarkozy alla presidenza della Francia, nasce frettolosa, dopo che l’Eliseo aveva annunziato che una decisione in merito sarebbe stata presa e comunicata solo alla fine del mese.

L’evidente crescita di consensi attorno a Francois Hollande deve averlo indotto ad una comunicazione affrettata risspetto ai tempi che aveva annunziato.

In contemporanea , vengono presentati dalla stampa i risultati della sua presidenza, nata con ambizioni napoleoniche.

Continua a leggere »

SBAGLIERO’, MA STIAMO RINNEGANDO TUTTO CIO’ IN CUI ABBIAMO CREDUTO IN QUESTO DOPOGUERRA. QUAL’ E’ LA VERA AMERICA ?di Antonio de Martini

Qualcuno tra i lettori meno giovani avrà notato analogie tra il trattamento subito dalla Libia e quello subito dall’Italia ai suoi tempi.
In entrambe le situazioni, c’era una dittatura lastricata di buone intenzioni, perse per strada, appoggiata da una frazione di popolazione ( in genere la sociologia dice che sono 5% a favore, 5% contro e il resto della popolazione si estranea).
In entrambi i casi c’era un capo con uniformi da operetta

Continua a leggere »

EGITTO E SIRIA. L’INTERVENTO INUTILE HA FAVORITO I FRATELLI MUSSULMANI COME ERA FACILE PREVEDERE. di Antonio de Martini

Quando sul finire dello scorso anno scrissi su questo blog che l’Egitto negli ultimi trenta secoli era stato dominato da una aristocrazia militare e così’ sarebbe rimasto, fui considerato come ” un reazionario che spera quel che desidera”.
Quando previdi che il vuoto politico sarebbe stato riempito dalla fratellanza mussulmana, ebbi sorrisetti. Ricordo anche una discussione con un giovane egiziano che gestisce una pizzeria all’infernetto ( Roma) che era stato sul posto e mi giurava che ” questa volta e’ quella buona”.
Dopo dieci mesi possiamo constatare che Mubarak, ottantenne malato , e’ stato sostituito da Tantawi, più’ giovane di pochi anni, se non mesi e nulla e’ cambiato.
In Libia, un dittatore militare sta lasciando il posto a un regime islamico che per prima cosa ha abolito le restrizioni poste contro la poliginia ( molte mogli) e a mano a mano che riavrà’ i denari congelati dagli alleati, mostrerà’ il suo vero volto.
In Siria, il regime di Assad, costituito in realtà da un cartello di minoranze religiose non sunnite, viene messo in pericolo dai fratelli mussulmani e si e’ salvato – per ora – da un attacco militare franco- britannico solo grazie al veto di Russia e Cina ammaestrate dalla disinvoltura con cui la Francia interpreto’ la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite.
In Giordania, continua il balletto pseudo democratico con cui re Abdallah cerca di regnare accontentano gli americani con una caricatura di democrazia parlamentare temperata dal potere assoluto del re.
Una petizione firmata dalla maggioranza assoluta dei parlamentari che chiedevano la sostituzione del primo ministro, e’ stata presa in attenta considerazione restando pero’ lettera morta.Sua maestà’ ci sta pensando.
La Tunisia e’ ancora effervescente e gli islamisti avanzano costantemente.
In Libano, la presenza congiunta di un Patriarca maronita energico e di un nunzio apostolico ( Mons Caccia, sangue friulano) in sintonia , stanno disegnando un nuovo ruolo per i cristiani nei paesi arabi.
Israele non sarà’ contento dei risultati, ma l’emorragia di cristiani verso le Americhe, cesserà’ e Israele sarà’ contento.
La Turchia, potrà’ passare dal ricatto dell’acqua e dall’ammassamento di truppe alle frontiere siriane, all’ attacco vero e proprio? Ne dubito fortemente. La Siria risponderà’ col sostegno ai curdi, come fa Israele, per ragioni differenti, dallo scontro navale per Gaza.
La pressione di due fronti curdi più’ la Siria, diventerebbe difficile da reggere anche per l’esercito turco.
Gli sforzi americani profusi in Medio Oriente dal prof Mc Inerney – patron del programma POMED – sono finiti come dovevano finire: senza risultati apprezzabili. E’ brutto dire che l’avevamo detto e scritto, ma l’avevamo detto e scritto.
Resta il problema israeliano in tutta la sua molteplice interezza: il riconoscimento della Palestina, l’indipendenza energetica che potrebbe avere dai giacimenti scoperti nel mediterraneo del Levante, se solo ci fosse una intesa e il timore della bomba nucleare iraniana.
Miliardi USA spesi senza risultati e con migliaia di morti al punto che il politicamente accortissimo generale Petraeus già comandante politico militare supremo in Irak e Afganistan ed ora a capo della CIA ha dichiarato a verbale alla commissione del Senato che “a causa della non soluzione del problema palestinese, la cooperazione coi partners del medio oriente non e’ tanto profonda e vasta come potrebbe essere.”
La soluzione che si profila nelle stesse menti disturbate – la parcellizzazione degli attuali stati dell’area – sarebbe un incentivo deciso all’avvio di un processo arabo federale o addirittura unitario che aggraverebbe la situazione di Israele oltre il punto di rottura anche dell’equilibrio economico a causa delle aumentate esigenze di difesa.
Il problema ora sta nelle mani di Israele e si può’ così riassumere: se dovesse scegliere un americano come presidente di Israele, sceglierebbe Obama. La sua lobby negli USA appoggia pero’ i candidati repubblicani desiderosi di guerra. Un conflitto interno all’ anima ebraica da risolvere prima che nascano altri drammi.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 220 follower

%d bloggers like this: