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500 ANNI DOPO GALILEO CI SENTIAMO ANCORA AL CENTRO DEL MONDO E CREDIAMO CHE LA CRISI L HA PROVOCATA BERLUSCONI E LA RISOLVERÀ MONTI. INTANTO CI SPOLPANO. DUE VOLTE. di Antonio de Martini

Due grossi errori di noi italiani: siamo provinciali e – paradossalmente – siamo ancora Tolemaici. Crediamo che nel mondo si occupino di noi. Quando gli affari andavano bene – anni 70 – gli investimenti USA in Italia rappresentavano il 2% del totale dei loro investimenti nel mondo. Il secondo errore – l’altra faccia della medaglia – e’ che crediamo che quel che accade in Italia abbia ripercussioni nel mondo. Spiamo la borsa di Tokyo per vedere che effetto ha fatto la nomina di Monti.
Ci chiediamo che effetto abbia fatto a Pechino o a Berlino e facciamo finta che tutto sia cambiato.
Sara’ il caso di vedere anche se il gattopardo ha colpito , mentre gli USA ci spolpano politicamente e la Francia economicamente.
La prima cosa che salta agli occhi e’ che Monti sta ripercorrendo – con altra cultura e conoscenza della lingua italiana – la stessa strategia errata di ” e’ arrivato il Messia” che Berlusconi lascio’ diffondere a suo tempo.
Entrambi hanno creato una tale atmosfera di aspettativa, da rendere inevitabile un altrettanto grande e crescente “effetto delusione” man mano che ci sarà’ lo scontro con la realtà’ .
La differenza sostanziale e’ che Monti , con la sua aria schiva – che un arguto amico ha definito da pesce lesso da trangugiare quando si e’ malati – e’ riuscito ad evitare l’antagonismo dei più’ e, abituato a tener conto delle personalità’ complesse dei cattedratici, ha saputo citare tutti e dare importanza a ciascuno.
L’accoglienza e’ stata imponente come la maggioranza raccolta alla Camera: quasi dieci a favore per ogni oppositore.
Anche questo e’ un punto in comune col Berlusconi che ritenne di avere ” la camera introvabile” con cento deputati di differenza con l’opposizione.
Nessuno dei due potrà’ addurre l’alibi del non consenso.
Il terzo punto in comune e’ il ” Ghe pensi mi” . Enzo Biagi scriveva che se avesse avuto le tette, Berlusconi avrebbe fatte anche l’annunziatrice nelle sue TV.
Monti ha riunito nella sua persona entrambe le funzioni di Berlusconi ( presidenza) e di Tremonti ( economia).
Entrambi hanno un atteggiamento personale patologico: l’uno troppo estroverso e l’altro troppo schivo.
Entrambi si sono circondati di persone ben conosciute, spacciandole per specialisti. Entrambi contano sui viaggi all’estero per crearsi una immagine alta in Patria.
Entrambi attenti piu’ all’immagine che alla sostanza. Oggi Monti e’ andato all’aeroporto per salutare il Papa in partenzaj per l’Africa, ricevendone in cambio il terzo apprezzamento ufficiale in tre giorni. Dal portavoce padre Lombardi, dopo la dichiarazione a favore del Vaticano ier l’altro e della CEI ieri.
Manca solo che il Cardinale arcivescovo di Milano annunzi che ha trovato “l’uomo della provvidenza” titolo dato prima d’ora a Mussolini e a Berlusconi.
Le differenze tra i due sono minime. Hanno entrambi studiato dai preti- uno dai salesiani, l’altro dai gesuiti. Uno si e’ trapiantato il toupet e l’altro ha una capigliatura folta.
Entrambi considerano il programma di governo un optional sul quale soffermarsi il meno possibile e entrambi parlano di aiutare i piu’ deboli, l’uno togliendo l’ICI e l’ altro aumentando le pensioni minime, ma ripristinando l’ICI.
Insomma una riforma a costo zero perché’, come mi ha spiegato il vecchio cameriere in pensione ( minima) del BAR EUCLIDE , pare che gli aumenteranno la pensione minima , il cui importo incrementale comunque dovrà’ versare come ICI, perché in una vita di lavoro, spesso precario, una casa l’ha comprata.
Gran lavorio di burocrazia per non ottenere granché’. Nessuno dei due ha scalfito ( o scalfirà’ ) i grandi interessi.
L’unica seria differenza tra i due e’ che Berlusconi ha incrementato i posti di lavoro – circa diecimila – nelle aziende sue e Monti ha tolto di mezzo una cinquantina di posti disponibili, accaparrandoseli lui .
Sono tanto simili che Berlusconi direbbe che sono quasi gemelli: Romolo e Remolo.
Vediamo il concreto.
Siamo tutti informati che Pechino ha il 30% del debito USA e tiene gli americani ” per le palle”, ma pochi hanno fatto mente locale al fatto che la Francia possiede il 35% del nostro debito e sta ottenendo col ricatto spazi immensi di dominio per i propri imprenditori.
Diamo un ‘ occhiata ?
ENERGIA

EDF ( Electricite’ de France )’ sta trattando una partecipazione con EDISON che e’ il secondo gruppo elettrico italiano. EDF gia’ controlla La Fenice spa che opera in Italia, Spagna, Polonia, Russia.
GDF SUEZ: ha una partecipazione in ACEA e controlla la TIRRENO POWER.

LUSSO: a settembre LVHM ha acquistato il 98% di BULGARI dopo aver rilevato i marchi PUCCI e FENDI.
PPR: ha comprato i marchi GUCCI, BOTTEGA VENETA , SERGIO ROSSI.
EURAZEO: ha comprato il 45% di MONTCLER che nel 2003 era stata comprata da un italiano.

BANCHE

BNP PARIBAS ha acquistato la BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.
CREDIT AGRICOLE ha il controllo di CARIPARMA ( oltre mille sportelli) s FRIULADRIA ed e’ socio di BANCA INTESA S PAOLO.
VINCENT BOLLORE’ , compagno di merende di Sarkosi, attraverso la FINANCIERE DU PERGUET S.A. ha acquistato una forte partecipazione in GENERALI e in PREMAFIN .
DEXIA ha acquistato il 70% di CREDIOP.
GROUPAMA ha acquistato la NUOVA TIRRENA e una consistente partecipazione in MEDIOBANCA.
AXA ha il 50% del comparto assicurativo di MONTEPASCHI ( sei miliardi di raccolta).

ALIMENTARI

PARMALAT e’ l’acquisizione piu’ recente che va ad aggiungersi a DANONE E GALBANI.

TRASPORTI

La realizzazione della TAV TORINO LIONE ( che a noi non serve a nulla ) fa parte del pacchetto e ALITALIA e’ il prossimo boccone. Renault che e’ ancora pubblica finira’ per assalire Le industries che abbiamo privatizato e Che non difendiamo, in nome del Libero mercato.

Ditemi adesso se Monti con le sue frasette tra l’ovvio e il banale e Berlusconi con le sue senili rodomontate non fanno la figura dei polli Di Renzo nei ” Promessi sposi” , mentre I contraffattori cinesi e napoletani – a mio avviso – sono l’ultimo bastione del patriottismo Italiano e della attivita’ produttiva reale, contro l’avanzata degli strozzini d’oltralpe.
la conseguenza della internazionalizzazione del debito pubblico voluta da Ciampi e Draghi e’ che paghiamo due volte I Paesi sottoscrittori: quando paghiamo fior di interessi e quando cediamo alle pressioni di richieste di penetrazione commerciale.

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso gli alleati come un partner affidabile che tiene fede ai patti anche se non gli conviene

.E’ stata la sua campagna di Crimea a premessa di una operazione cavouriana o per dirla piu’ modernamente, alla Deng Xiao Ping.

Ha esautorato gradualmente , con grande misura nella comunicazione, Berlusconi e soci, lasciato La Russa a giocare ai cow boy in Afganistan – la Crimea di Berlusconi e di Bush jr – delegittimato la lega con la celebrazione dell’Unita italiana, aggregato attorno a se le forze sociali ed imposto, senza forzare i toni o imporre nulla con la forza, il suo progetto.

Avremo quindi un esecutivo tecnico con un presidente ( della Repubblica) politico che gestisce con vera maestria la situazione.

E così’, abbiamo ottenuto anche il primo governo bipartisan della storia della Repubblica. Le consultazioni più’ rapide della storia della Repubblica e una conduzione della crisi e relativa soluzione, fatte con un tempismo da ” blitzkrieg”.

La magistratura politicizzata ne esce ridimensionata nel suo ruolo di condizionamento delle istituzioni, non essendo riuscita a scalzare il premier e il governo, pur avendo spesso rotto le regole di equilibrio con l’esecutivo. Questo ridimensiona anche di Pietro.

Il Presidente della Repubblica ha realizzato il suo ” veni, vidi, vici” su governo e opposizione con un piglio da monarca e una energia da
quarantenne benché’ privo della rappresentatività’ necessaria e politicamente irresponsabile in virtù della Costituzione che lo vuole tale.

L’aiuto principale ad assumere questo ruolo carismatico, glielo ha dato Silvio Berlusconi con la sua volatilità, la sua corte dei miracoli, la sua mancanza di
idee, la sua goliardia un po’ bausciona, la sua ansia di piacere, la sua incostanza, la sua cultura dell’apparire, la sua incapacità’ di amministrare , i suoi ministri-attendenti.

Per contrasto, Napolitano e’ apparso un uomo col senso dello Stato, indipendente, equilibrato, abile anche nel comunicare, poliglotta, scevro da interessi di bottega in virtù’ dell’eta’ e del palese buon senso del progetto.

La sua abitudine a fare politica come minoranza della minoranza, gli ha certamente giovato ed avrà’ fatto mordere i gomiti a tutti gli aspiranti alla leadership del P D che hanno dovuto fare buon viso alla sua iniziativa almeno tanto quanto il cavaliere. La base si starà’ chiedendo come mai il partito non abbia saputo usarlo.

COSA FARE?

Incassata la patente di Uomo di Stato ex ex premier rispettato ,datagli da una opposizione timorosa di una resistenza alla Gheddafi, Berlusconi si accontenti della tregua de facto con la magistratura e se, adesso vuole aiutare l’Italia, come dice, deve, ritirandosi, portando via con se i vari cacicchi infidi o incapaci , distinguere e’ inutile,
come La Russa, Frattini, Scajola, Pisanu, Gasparri, Matteoli, Calderoli , Galan, , Tajani, Quagliariello, per evitare che inquinino il movimento moderato cui deve dare il tempo
( quello della durata del governo Monti) e la possibilità’ di riorganizzarsi con metodo democratico.

Berlusconi pensi anche a dare un esempio di unione a destra , magari officiando personalità’ come Fini, Segni, Callegaris , Marzano , Martino, ed altri personaggi accantonati in questo solitario esercizio di potere.

Analogo invito andrebbe fatto all’opposizione PD-PP : svecchino, smettano i discorsi di incitazione all’odio e i toni rancorosi alla Manconi o Diliberto. Cerchino gente come Ignazio Marino, Morando, o anziani accantonati tipo Macaluso o Prodi e smettano di vedere nell’aiuto economico di D’Alema, l’unica ancora di salvezza.

La destra deve dimostrare che si e’ veramente riconciliata con la democrazia – coi congressi – e la sinistra deve dimostrare che il suo apprezzamento per la Nazione e’ autentico.

Possono entrambi farlo, riconoscendo assieme quale sia l’interesse nazionale e impegnandosi a far leva su questi , impegnandosi ad evitare di alimentare la polemica politica su questi temi e stigmatizzando congiuntamente chi viola questa regola.

Ottenuto l’allontanamento di Berlusconi – in un contesto inaspettato – Bersani si dichiari pago e eviti di partecipare alla contesa per la segreteria. Lasci la leadership a Prodi o a una donna capace di rappresentare una alternativa efficace agli occhi dell’elettorato. Questa mossa renderebbe obsolete le candidature da baraccone tipo Renzi o Vendola e darebbe a chi volesse metterla alla prova , la possibilità’ di puntare a sinistra. Il governo nuovo – se ci sara’ – non prometta mari e monti ( …) e si concentri a rendere possibile
la fine dell’aggressione finanziaria , l’adattamento della Costituzione alla nuova situazione e per finire, una nuova legge elettorale che regoli le candidature non solo dei militari – altro elemento vecchio di anni – ma di ogni altra categoria che possa usare lo Stato come sgabello.

Persa la battaglia per l’ingresso in Europa in prima classe. Ora nel prossimo decennio ci sarà la guerra di sopravvivenza coi greci per lo strapuntino

Mi sono incuriosito – come tutti presumo – a seguire gli sforzi dei giornali nello stilare la classifica degli eventi “sfigati” nel decennio finito ieri l’altro.

Qualche temerario si è avventurato nelle previsioni, Nessuno però  nell’analisi della situazione in cui ci troviamo o nella identificazione dei mezzi e degli obbiettivi del decennio iniziato con la morte di una nostra sentinella in un avamposto sconosciuto e uno schiaffo politico dal capo uscente di un paese sud americano che esporta principalmente “femminielli”.

Alle elezioni greche ha vinto il partito del non voto con oltre il 50%. Ora toccherà a noi?nella foto Papandreu finto vincitore democratico. Suo padre e suo nonno furono primi ministri.

Proviamoci noi. Continua a leggere

RIBALTONI di G Ceccarelli

 Ceccarelli è un vecchio amico di Venanzi e apre un dibattito dissentendo  dall’analisi di Venanzi. Aspettiamo altri interventi

Provo a ribaltare le tue ipotesi. Fini é a favore di amministrazioni locali meno o poco serie; di malavitosi; dei baroni universitari nella loro peggiore incarnazione; dei magistrati che vogliono perpetuare i loro privilegi; di quei gestori di enti pubblici che vogliono Continua a leggere

FINI & BERLUSCONI di Francesco Venanzi

c'eravamo tanto amati

Francesco Venanzi è  uno studioso di economia e – quindi – di politica. Siamo lieti che inizi a collaborare al

“Corriere della collera” invece che a chiosare gli scritti pricipali.

E’ indubitabile che Berlusconi, con i suoi comportamenti  privati, abbia stupidamente creato un senso di insofferenza nella opinione pubblica e nei suoi partner politici e offerto il fianco a facili critiche.  Ma non credo che questa sia la vera causa Continua a leggere

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