Tag Archives: David Cameron

L’ORDINE REGNA NEL SAHARA. MA ATTENTI, NON È UN NUOVO AFGANISTAN. È UN NUOVO VIETNAM. di Antonio de Martini

Http://corrieredellacollera.com

Abu al Baraa, Tahar ben Chenab, Mokhtar belmokhtar, le varie agenzie indicano nomi e nazionalità differenti per il vertice del commando frettolosamente distrutto dall’esercito algerino, ansioso di chiudere la vicenda evitando ingerenze straniere nelle sue vicende interne: il premier inglese Cameron aveva ripetutamente intimato al governo algerino di informarlo preventivamente in caso di passaggio all’azione ma il Presidente algerino Abd el Aziz Bouteflika ammaestrato dall’esperienza libica, non ha abboccato e ha proceduto in solitaria.

Continua a leggere

AFRICA , MALI : LA FRANCIA INIZIA LA GUERRA PER IL CONTROLLO DELLE TERRE RARE. STA PER INIZIARE LO SCONTRO ANCHE PER LA SUCCESSIONE IN ARABIA SAUDITA ? di Antonio de Martini

le terre rare servono alla produzione dell’acciaio. Servono anche alla produzione dei computers ed altri aparecchi elettronici  usati principalmente per far funzionare la macchina da guerra dei paesi occidentali. Il Mali ha terre rare in abbondanza e un numero di guerriglieri non sufficiente ad impensierire.

L’anno scorso gli USA sbarcarono un reparto di  cento marines in funzione antiterrorista ( ne diedi cenno) . E’ della scorsa settimana l’annunzio che il governo Obama riconfermato ha deciso di dislocare distaccamenti di truppe in trentacinque paesi dell’Africa. Se a questi si aggiungono quelli in cui erano già acquartierati ( Gibuti, Etiopia, Uganda) abbiamo fatto l’en plein, perché  all’appello mancano solo Egitto e Sudan.

E’ sostanzialmmente per queste due  ragioni che la Francia ha deciso di intervenire ad onnta del parere negativo del governo americano ( la portavoce di Clinton , Susan Rice, ebbe a definire ” merda” il piano francese di intervento conntribuendo  così a giocarsi il posto di ssegretario di stato. Continua a leggere

NEL 2012 MONTI HA SALVATO L’EUROPA, NON L’ITALIA. E NON CONTATE NEMMENO SUGLI ALTRI . di Antonio de Martini

Nelle cose, le nonne dicono che bisogna sempre cercare il lato positivo.
Negli USA, Le statistiche rivelano che , grazie alla crisi, diminuisce il numero dei bambini obesi.
In Italia, sembra diminuito il numero dei gradassi metropolitani semprecché non si siano trasferiti a Cortina per il solito intermezzo festivo.
Nella situazione europea, di positivo c’è che la Cancelliera Merkel ha finito per scoprire le sue carte di fronte ai parlamentari.
In un recente discorso al Parlamento Europeo, ci ha dato i numeri alla base del suo ragionamento geostrategico: “l’Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, il 25% del PIL del mondo ed il 50% della spesa sociale complessiva.” Continua a leggere

NEL SOLITO SILENZIO DEI MEDIA, DOPO AVER CHIESTO A SINGOLI E GOVERNI GRANDI SACRIFICI, GLI IMPIEGATI U.E. SI RADDOPPIANO LA PENSIONE ! di Antonio de Martini

Caro, vecchio KGB! Sarà anche stato al servizio di una bieca dittatura, ma,ha certamente allevato gente in grado di leggere un bilancio pubblico.
Dobbiamo sicuramente a un ricercatore attento dell’agenzia ” Russia Today” del 16 ottobre – ripresa solo dal ” Guardian” – la notizia che, zitti zitti, i burocrati di Bruxelles, mentre premevano per far varare ai 27 paesi della U.E. una serie di feroci risparmi sui consumi, e di inasprimenti tributari che hanno prodotto una serie di suicidi ed un andamento recessivo dell’economia in Europa, zitti zitti, dicevo, si sono raddoppiati il trattamento pensionistico, con il più alto incremento della pur ricca storia di questa ricchissima istituzione. Continua a leggere

L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini

Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia)  hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme Continua a leggere

COSA E’ CAMBIATO E COSA PUO’ CAMBIARE. TORNA LA POLITICA E I CONSERVATORI SONO ORMAI FUORI GIOCO IN TUTTA EUROPA. . di Antonio de Martini

Nel Post che ho scritto il 25 Marzo Scorso ” Perché liberarsi di Sarkozy è essenziale per il futuro dell’Europa mediterranea” ipotizzavo fosse necessario liberarsi dell’alleato acritico della Merkel per ridare speranza all’Europa, specie quella mediterranea.
Il nuovo Presidente francese , un politico a tempo pieno , ha capito che la via dell’Europa e quella del mercato coincidono solo in tempi di vacche grasse. Nei momenti di difficoltà lo spirito europeo è fatto più di solidarietà cattolica che di meritocrazia e rigorismo protestante.

Continua a leggere

COME SALVARE L’EURO. UN ARTICOLO DEL DIRETTORE DEL TIMES ( JAMES HARDING) PUBBLICATO IN ITALIA DA REPUBBLICA. CAMBIO DI DIREZIONE?

Ecco un post scritto in un linguaggio semplice e perfetto, completo in ogni sua parte ed esageratamente obbiettivo. Lo ha scritto il direttore del TIMES e lo ha pubblicato , nella traduzione italiana di Fabio Galimberti, LA REPUBBLICA dell’11 febbraio.

Se non vuoi perdere una notizia importante in questi tempi di novità, clikka su “iscrivimi” sulla sinistra del testo in alto. Riceverai gratuitamente un avviso mail ogni volta che ci sarà un post nuovo. Ricorda che il “corriere della collera” inizia ad informarti da dove i media finiscono.

TUTTI noi, in Europa vogliamo credere che l’uscita dal tunnel sia vicina. La Grecia ha quasi raggiunto un accordo. Mario Draghi, senza dare nell’occhio, ha realizzato una fondamentale inversione a U nella politica della Banca centrale europea e ha risuscitato il settore bancario del vecchio continente. Mario Monti ha dimostrato che gli italiani sono gente seria, non solo Continua a leggere

IL GRAND TOUR DI MONTI. HA PERSO IL PRIMO ROUND , MA LA PARTITA DI RITORNO E’ A ROMA ED E’ QUELLA DECISIVA. di Antonio de Martini

Stamattina il Primo ministro Mario Monti ha riferito alla Camera dei deputati sul suo incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel del giorno 11. ( il primo incontro tra quelli programmati. vedi mio post ” Monti ha 21 giorni di tempo”on line l’8 gennaio).

A favore del premier c’è senz’altro il fatto – invocato dal Corriere della Collera – che l’Italia ha iniziato ad adottare una politica estera BILATERALE, come è normale che accada in un mondo globalizzato dove ciascuno lavora per se, in competizione con tutti. A sfavore, il fatto che il primo round non è andato come sperava.

Continua a leggere

MARIO MONTI HA VENTUNO GIORNI PER LEGITTIMARSI AGLI OCCHI DEGLI ITALIANI. POI COMUNQUE VADA , I POLITICI ODIERNI NE USCIRANNO DISTRUTTI. TUTTI. di Antonio de Martini

Il professor Monti ha rilasciato almeno due dichiarazioni non ambigue in tema di politica europea, che me lo hanno fatto considerare con maggior attenzione.
In sostanza sta cercando di accerchiare la Cancelliera Merkel, mettendo a profitto il preesistente rapporto con Sarkosi, di cui era consigliere. La imminente visita in Inghilterra al premier Cameron, va nel senso indicato.
Qualche dichiarazione resa in Italia, si e’ invece prestata a manipolazioni

Continua a leggere

IL PROGETTO FRANCO-TEDESCO DI ARMONIZZAZIONE FISCALE IN EUROPA NON RISOLVE IL PROBLEMA DELLA SPECULAZIONE SUI BOND. GARANTISCE SOLO LO STATU QUO TRA TRA PAESI RICCHI E POVERI.

In termini di urgenza, la priorità’ per l’Italia e’ costituita dalla proposta di affrontare entro il mese di marzo un nuovo accordo – proposto dal duo Franco-tedesco – sulla armonizzazione fiscale e tributaria tra i ventisei paesi ( l’Inghilterra si e’ chiamata fuori per meglio negoziare).
Credo che si debbano fare alcune considerazioni e metterle a disposizione di un governo impolitico , non politico e non tecnico.
L’armonizzazione fiscale cozza contro il principio federalista:mentre penso che il federalismo a livello della penisola italiana sia una autentica scemata, a livello continentale e’ una esigenza ineludibile.
L’armonizzazione fiscale mira a creare, evidentemente, una certa omogeneità che, se realizzata sul passo dei paesi più forti, darebbe almeno un decennio di fame a quelli più deboli; mentre se creata sul metro dei paesi più deboli darebbe – paradossalmente – un vantaggio competitivo ai paesi economicamente più forti che darebbero un apporto minimo alla costruzione economica comune, con la conseguenza di far scivolare il peso dell’Europa sui paesi minori.
Infine, la considerazione più semplice da capire e’ offerta dall’ esempio dell’Irlanda, che, proprio grazie ad una franchigia fiscale della U E , ha goduto di un tasso di crescita che l’ha tolta da uno stato di sottosviluppo in cui versava dal seicento.
L’Inghilterra e l’Ungheria si sono opposte immediatamente a questa trovata elettorale di Sarkosi e tre giorni dopo sono state seguite dalla Repubblica Ceca , il cui presidente ha subito annacquato la propria adesione chiarendo che sarebbe stato necessario un voto del Parlamento.
Romania, Bulgaria, Slovacchia ed altri paesi a tradizionale influenza britannica, vengono corteggiati in questi giorni e finiranno per schierarsi contro questa soluzione che non risolve un bel nulla.
Si rischia lo stallo, mentre una posizione contraria e chiara dell’Italia sarebbe risolutiva.

Una delle caratteristiche del buon governo consiste nella capacita’ di attrarre investimenti sul proprio territorio. Lo strumento principe per ottenere investimenti, consiste nel creare una fiscalità di favore per i capitali in cerca di impiego.
La Romania , grazie a questa possibilità ha portato sul suo territorio ben seimila imprese italiane prevalentemente dalla provincia di Treviso.
Il sistema dei ” porti franchi” sottratti alle imposizioni doganali, e’ vecchio quanto il navigare.
Orbene, privando i territori di questa opportunità, si condannerebbero interi paesi a rinunziare a questo strumento ed ad accettare in patria condizioni di lavoro e produzioni di tipo schiavistico per sopravvivere oppure ad emigrare nei paesi ricchi ( Germania e Francia) a condizioni ben note.
Che avere una sola moneta non significhi dover avere un solo sistema fiscale, e’ dimostrato dalla Svizzera dove ogni Cantone ha un diverso sistema impositivo in concorrenza con gli altri per attrarre investimenti.
Visto che ci siamo, come mai lo Stato della California – che ha un PIL delle dimensioni dell’Italia – dichiaro’ bancarotta senza che questo abbia avuto effetti sul dollaro USA, mentre nel caso dell’Euro si minaccia la fine del mondo?
Se gli italiani sono benestanti e risparmiatori e lo Stato costa oltre il 50% del PIL ed e’ inefficiente, perche’ non lasciarlo fallire? Datemi una sola ragione.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 520 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: