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CRISI ECONOMICA EUROPEA: RISOLVERLA UN META’ TEMPO E SOLDI DI QUANTO SPERA LA BANCA CENTRALE EUROPEA E AIUTANDO TUTTI I COMUNI D’EUROPA. di Antonio de martini

Come è noto la Banca centrale Europea ha stanziato più o  meno 900 miliardi di euro in 18 mesi – minacciando di prorogare se necessario – per distribuire a pioggia tutto il denaro necessario a far riprendere l’inflazione e portarla al 2%.

L’operazione si chiama QE ( Quantitative Easing), mentre altri cercano di fissare il criterio del Qualitative Easing, ossia di distribuire questa manna con un pochino di intelligenza, tenendo conto dei pessimi risultati conseguiti finora.

Tra quanti pensano a un aiuto più qualitativo, Giovanni Palladino, già responsabile finanza di Confindustria e figlio di un grande economista che aiutò l’ITalia a uscire dalle secche delle sanzioni economiche che seguirono le Sanzioni della Società delle Nazioni a carico del nostro paese per via dell’impresa etiopica.

Il Palladino, in un articolo recentemente pubblicato in inglese, fa notare che sia il Giappone  ( che è al terzo esperimento di QE senza risultati apprezzabili ) sia gli USA, col QE hanno risolto il problema delle Banche, ma non quello dell’occupazione e nemmeno quello della ripresa economica. L’economia giapponese ristagna e quella americana ha visto una ripresa dell’occupazione in soli cinque stati e la cosa non ha a che vedere con la ripresa economica.

In un articolo sul SOLE24ORE di oggi, mi dicono che Rainer Masera ( diresse l’IMI verso le capaci fauci dell’Istituto S Paolo) propone di dare questi fondi alle piccole e medie imprese piuttosto che alle banche.

Anche questa proposta non consentirebbe di sviluppare l’economia, ma andrebbe riconosciuto che avrebbe una apparenza di maggior equità.

Infatti, visto l’indebitamento delle PMI nei confronti del sistema bancario, i fondi sarebbero probabilmente utilizzati per alleggerirsi delle esposizioni bancarie   e non per dare aumenti ai dipendenti o investirli in ricerca e sviluppo e si tornerebbe punto e accapo.

Il solo modo di far riprendere i consumi – dando quindi  fiato alle industrie e al commercio – è di distribuire questi fondi ai consumatori e farlo in modo tale che questi non tesaurizzino questa liquidità aggiuntiva in previsione di tempi grami.

E’ necessario quindi che si organizzi una erogazione di fondi  con una base  di bene sociale identificabile, una continuità tale da consentire di immaginare un futuro più sereno e con finalità politica tale da escludere pretesti politici e polemiche su immigrati, zingari e perdigiorno vari.

Come? distribuendo i 900 miliardi di euro direttamente ai consumatori, con una continuità tale da indurre a immaginare un ritorno al benessere.

A chi ?a nuclei familiari ben identificati che – dati eurostat 2013 – sono 145.789.400 cifra che si ottiene sommando la Lituania ai 18 stati preesistenti della zona euro.

Quanto? sei rate da cinquecento euro a ciascuna famiglia senza distinzioni di paese, reddito, religione e partito politico, erogate ad ogni nucleo familiare, consentirebbero a interi paesi di respirare. Penso a Bulgaria o Portogallo, ma sarebbero la salvezza per ampie zone della Spagna e dell’Italia, per non parlare della Grecia o della Romania.

Chi si incaricherebbe della distribuzione? le anagrafi dei comuni di residenza. Questa manovra avvicinerebbe la gente alle istituzioni, assicurerebbe la pluralità degli erogatori e permetterebbe una verifica attenta equivalente a un censimento.

Quanto costerebbe? precisamente 437.367.200.000 ( quattrocentotrentasette miliardi e dispari) : coi quattrocento miliardi e dispari residui si finanzierebbero i comuni per l’operazione di distribuzione, l’assunzione di impiegati temporanei e la sistemazione di alcune pendenze minori ricomprensibili  a lume di buon senso nelle spese ( circa tremila comuni minori non hanno sportello bancario e quindi avrebbero costi maggiori, dovendosi  presumibilmente appoggiare in esclusiva agli uffici postali).

Ciascun nucleo familiare faccia conto di ricevere 500 euro al mese per sei mesi ( oltre al reddito usuale)  e immagini quali e quante pendenze potrebbe sistemare e quali spese potrà decidere: le scarpe del figlio o quelle ortopediche di un genitore, una vacanza a Sharm el Cheikh, una settimana bianca, un lavoro del dentista, un vestito decente, gli arretrati dell’affitto, l’acquisto di un tavolino nuovo o la riparazione di uno scaldabagni….Tutto denaro che finirebbe all’economia reale in metà del tempo previsto dalla BCE e senza costi di intermediazione.

Aumentando le vendite, per un periodo sufficientemente prolungato, negozi e supermercati riassortirebbero le scorte, questa operazione metterebbe in funzione la logistica e le industrie potrebbero riprendere fiato e magari allegerirsi in parte  delle esposizioni  bancarie grazie agli incassi. Il gettito IVA riprenderebbe vigore ( 80 miliardi circa) .

Anche i disoccupati potrebbero recuperare un po del loro potere di acquisto e riprendere motivazione umana.

Come vedete, non ci sono ostacoli organizzativi, il costo è minore e la rapidità di esecuzione doppia.  Il vero ostacolo è che siamo nelle mani di burocrati stanchi e incapaci di immaginare il futuro.                                                                       Speriamo che Al Bagdadi si ricordi di loro.

COME PUO’ IL GOVERNO TROVARE QUATTORDICI MILIARDI DI EURO IN DUE GIORNI SENZA IMPORRE TASSE di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

L’ENPAM è un ente mutualistico dei ” medici fascisti” come recita il suo atto costitutivo.

Questo ente, che non ha equivalenti nel mondo civile, gode del privilegio concesso negli anni trenta, di “iscrivere” ogni medico all’ordine, incassando una quota annua ad ogni primo di gennaio. I medici sono circa seicentomila. Uno dei più alti numeri di medici per abitante dell’orbe terracqueo. Continua a leggere

USCIRE DALL’EUROPA? CASOMAI DALLA N.A.T.O. SUPERATO E COSTOSO GIOCATTOLO DI MORTE ( replica del 13 aprile2011 per i nuovi lettori)

Uscire dall’Europa? Casomai dalla NATO. UE e Patto Atlantico sono scelte di civiltà, la NATO no ed è superata e costosa. di Antonio de Martini

Fin da piccolo sono stato abituato a non minacciare mai. La minaccia è una confessione di incapacità a immaginare cosa succederà e quindi ci si prefigura una reazione e , per scongiurarla, i deboli proferiscono minacce inattuabili.

La minaccia in genere è direttamente proporzionale alla paura che si ha dello scenario temuto.

Evidentemente , sia il presidente del consiglio Berlusconi che il ministro dell’interno Maroni, , temono molto l’arrivo dei nord africani ( in Frrancia vi sono oltre 200.000 tunisini, 600.000 algerini e più di un milione di marocchini) e non sapendo come negoziare e non fidandosi di Frattini ( gli dareste torto?), hanno lanciato la loro bomba atomica: uscire dall’Europa. Segno di un complesso di inferiorità. Non si esce dalla propria casa. Si chiama l’idraulico o i muratori. Continua a leggere

SCANDALI DELLE REGIONI: LA DEMOCRAZIA DELL’ALTERNANZA È IN REALTÀ IL TURNO AL TRUOGOLO. di Antonio de Martini

Lo scandalo non consiste – come i media cercano di farci abituare a pensare – in come i consiglieri regionali abbiano speso i loro denari, ma nel perché li abbiano avuti.

Se si andasse ad indagare sui motivi reali, anche i media – e anche la CEI che ora prende le distanze – dovrebbero essere chiamati a rispondere della loro fetta di bottino avidamente ingurgitata per decenni.

A chi rimproverava a Mussolini una eccessiva prodigalità nei confronti di Gabriele D’Annunzio, il Duce spiegò che il Vate ” è come un dente cariato: o lo si estirpa o lo si copre d’oro”.

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COME OTTENERE NUOVI CAPITALI SENZA VENDERE IL PATRIMONIO: BASTA CHE UNA AGENZIA LO OFFRA IN GARANZIA: PAROLA DI PAOLO SAVONA.

Riprendo da ” La finanza sul web” diretta dal Giornalista Giorgio Vitangeli ( l’unico che nel 2007 ha scritto nel suo libro ” Dove va la Finanza italiana ” che l’intero sistema finanziario italiano era ” Finanza Casinò” e non sarebbe durato a lungo) un intervento del prof Paolo Savona  sulle cause della crisi in ITalia.

Savona, ex Bankitalia, ex ministro, Cattedratico, Attualmente presidente del fondo di garanzia interbancario,  non piace al “sistema Italia”  perché Continua a leggere

E’ IN ARRIVO UNA MACROPROVINCIA FUORI DEL COMUNE di Mario Maldini

Lo sbiadito Governo Tecnico del Sen. Monti sta riuscendo dove  generazioni di tribuni e retori, spesso repubblicani, fallirono per  decenni, vale a dire l’Istituzione di un organismo politico-amministrativo che raggruppasse  i romagnoli delle Province di Ravenna, Forlì- Cesena e Rimini. Continua a leggere

LA FRANCIA CHIEDE ALL’ITALIA DI CHIEDERE UN PRESTITO CHE CHIEDE ALLA SPAGNA DI CHIEDERE. I PRESTITI IN EURO SONO COME LA “SORA CAMILLA: TUTTI LI VOGLIONO, NESSUNO LI PIGLIA”. di Antonio de Martini

Avrete notato nei giorni scorsi un intrigante minuetto: il premier spagnolo Rajoy che dichiara che la Spagna NON ha intenzione di chiedere prestiti alla BCE o al Fondo Monetario Internazionale.
Monti va a Madrid e incita la Spagna a chiedere un prestito alle istituzioni europee.
Il presidente Hollande a sua volta stimola l’Italia ad avanzare le sue richieste alla BCE. Il premier Monti che dichiara a chiunque voglia ascoltarlo, che l’Italia farà da sola.

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L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini

Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia)  hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme Continua a leggere

VENDERE IL PATRIMONIO DELL’ITALIA? A CHI E PERCHÉ ? di Antonio de Martini

La dichiarazione di Mario Monti, durante la conferenza stampa con Schauble, in cui ha accennato alla volontà di mettere in vendita asset comunali e regionali, ha suscitato reazioni emotive tra i compatrioti intellettualmente più gracili e più inclini al populismo.

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I PAESI CHE FINORA HANNO CHIESTO PRESTITI SONO PICCOLI. LA SPAGNA E’ IL PRIMO PAESE DI MEDIA GRANDEZZA. di Antonio de Martini.

Portogallo  Ha una popolazione di 10,8 milioni di abitanti, un PNL di 171 miliardi di euro e il 108%  di rapporto tra debito e PIL Ha preso a prestito  78 miliardi.

Irlanda . Ha una popolazione di 4,7 milioni di abitanti Un PNL di 156 miliardi di euro un rapporto debito PIL del 108% Ha preso un prestito di 67,5 miliardi ( nov 2010)

Grecia. Ha  10,8 milioni di abitanti Un PNL di 215 miliardi e un rapporto debito Pil del 165% Ha scaricato 105 miliardi da privati , 110 Mld a maggio 2010 e 130 a maggio 2012

Spagna . Ha 47 milioni di abitanti un PNL di 1,1 trilione  un rapporto debito PIL  al   68% La U.E. ha messo a disposizione 100 miliardi, ma la Spagna dice che ne vuole solo 46.

Questi sono i paesi PIGS ( e l’Italia non c’entra).

Cipro, altro paese piccolo , è in dirittura d’arrivo e vorrebbe 1,1 miliardo di euro  per la Banca Popolare di Cipro esposta con la Grecia ( è quindi una sorta  ausilio alla madrepatria).

Bene ha fatto  Mario Monti, nella conferenza stampa abbinata a Schauble a dichiarare “l’Italia NON è un paese fragile.” parlava agli speculatori dei “mercati”: l’Italia è quasi in tutto  – tranne la superfice territoriale – il doppio della Spagna, può ( può?) contare sulla solidarietà dei partner Spagnolo , Francese ( gli dobbiamo 300 miliardi) e tedesco, oltre a partner minori; un patrimonio immobiliare immenso ( il Quirinale costa quattro volte Buckingham Palace, perché è grande quattro volte Bukingham Palace, diciamolo finalmente!) e dispone della quarta riserva aurea del mondo.  Siamo un osso duro da rodere e speriamo che questa volta tutti si sia compatti e solidali.

Questo Monti non ha fantasia, ha un entourage degno di ” Scherzi a Parte”, ma comincia a piacermi. Questa battaglia del solstizio potrebbe vincerla.( se non viene pugnalato alle spalle).

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