VIAGGIO A RAKKAH LA CAPITALE DEL “CALIFFO” ISLAMISTA RACCONTATO DA UN TESTIMONE ATTENDIBILE. di Antonio de Martini

Nel gennaio 1972 il Presidente della società Bonifica spa ( gruppo IRI Italstat) mi affidò l’incarico professionale di andare a vedere cosa stesse succedendo in Siria nella zona dell’Eufrate dove la società stava realizzando un progetto pilota di bonifica e irrigazione di un lotto. In caso di successo ne sarebbero stati realizzati altri undici.
Tralascio il racconto della missione che esula dal tema. Ho scritto per spiegare come mai sono finito a RAKKAH , l’odierna capitale dello stato islamico e nei suoi dintorni e trarne un ammaestramento.

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IL PROBLEMA IDRICO NEL LEVANTE ( già pubblicato il 23 marzo 2011 e ribloggato nel 2012) OGGI ATTUALISSIMO di Antonio de Martini

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio anche un grande paese in trenta giorni. Con la Bomba A ( alimentare) una nazione crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’Unicef (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano.

Secondo un rapporto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ( PNUD) , il 90% degli abitanti del Medio Oriente nel 2025 vivranno in aree di penuria idrica grave.

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LE CONSEGUENZE DEL BLUFF ISLAMISTA : L’OPINIONE MONDIALE TORNA A SCHIERARSI CON GLI USA. di Antonio de Martini

Gordon Pascià è un nome che dice poco ormai a pochi, eppure Charlton Heston lo impersonificò magnificamente in un film inglese ( “Khartoum“) di insolita lunghezza ( 136 minuti) con Lawrence Olivier nelle vesti del Mahdi, ossia il cattivo di turno, in uno dei film maggiormente apologetici dell’imperialismo inglese, assieme a ” Le Quattro piume” – stesso tema sudanese- , ” Zulù” e ” La carica dei 600″ ( con Errol Flynn).
Proprio perché ormai pochi lo ricordano, qualcuno deve aver pensato di poter organizzare un remake in Irak, decapitazione compresa.

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23 Agosto 1940: Nato maschio. di Antonio de Martini

Sono nato a mezzanotte. Poco prima dell’alba il radiogramma raggiunse mio padre che stava per attaccare un campo ribelle in Etiopia, nel Amhara.
I suoi ascari schierati nella notte fremevano di impazienza in attesa di lotta e bottino.

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DOPO 307 ANNI LA SCOZIA VUOLE L’INDIPENDENZA CON UN REFERENDUM CHE SI TERRÀ IL 18 SETTEMBRE. SCELTA EMOTIVA CON CUI L’INGHILTERRA RISCHIA IL TUTTO PER TUTTO. di Antonio de Martini

Altro che Giarabub ! La fine dell’Inghilterra è iniziata non appena giunta al suo apogeo , con la guerra Anglo-Boera.
Alfred Millner, governatore del Sud Africa ed imperialista convinto e che ritroveremo protagonista della prima guerra mondiale, promosse lo scontro per consentire all’impero inglese di impossessarsi delle immense ricchezze minerarie da poco trovate in territorio Boero.

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IL ” CASUS BELLI” È L’OMAGGIO CHE L’IMPERIALISMO RENDE AL DIRITTO INTERNAZIONALE di Antonio de Martini

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Era d’Estate. Lo studente Gavrilo Princip, volendo fare qualcosa di grande e di utile per il suo paese, decise di uccidere l’Arciduca Francesco Ferdinando e , visto che c’era, la moglie.
I riflessi burocratici della nomenclatura austriaca , le elucubrazioni diplomatiche e il segreto desiderio di impossessarsi dei beni altrui, crearono la miscela che provocò quindici milioni di morti .
Pochi rispetto all’epidemia di spagnola che nel dopoguerra ne uccise diciotto o rispetto al secondo conflitto che arrivò a trenta, ma sempre una bella cifra.

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QUI WASHINGTON. UFFICIO PALLE. DESEGRETATI I DOCUMENTI SULLA GUERRA ALL’IRAK DAL NATIONAL SECURITY ARCHIVE.

antoniochedice:

MARZO 2013. quanti hanno consultato?

Originally posted on IL CORRIERE DELLA COLLERA:

Ecco di cosa è capace una grande ed efficiente democrazia.
Nel decimo anniversario della invasione dell’Irak, il National Security Archive pubblica, declassificati, i documenti che provano le bugie di Bush il piccolo, Donald Rumsfeld eccetera.
Quando accusiamo l’America, ricordiamoci che viviamo in un paese in cui è ancora segreto anche… non si può dire.
Buona lettura a chi sa l’inglese.

http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB418/

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IRAK : CHI SONO GLI YAZIDI, GLI ” ADORATORI DEL DIAVOLO.” GEOPOLITICA DEGLI SVENTURATI . di Antonio de Martini

Due equivoci storico-teologici stanno alla base della attuale – e di quelle passate – persecuzioni degli Yazidi da parte delle autorità che si sono succedute sul territorio del nord Irak.

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LA RAPINA IN STILE 007 DI PARIGI INFLUIRÀ SULLE ELEZIONI PRESIDENZIALI LIBANESI E SULLA SUCCESSIONE AL TRONO SAUDITA? LA PERSONALITÀ DEL RAPINATO LEGITTIMA OGNI IPOTESI. di Antonio de Martini

Intanto sono in grado di rivelare le generalità del “principe saudita” rapinato ier l’altro a Parigi ( nel XVIII arrondissement) da un commando.
Dal nome altisonante appare chiaro che i duecentocinquantamila dollari denunziati come frutto della rapina potrebbero essere dieci volte di più e i documenti ” politicamente sensibili” riguardano con buona probabilità le elezioni presidenziali libanesi e la stessa, sempre imminente, successione al trono saudita.
L’assenza di scorta francese aumenta la complicazione del caso.

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LE INGERENZE DELLE AGENZIE DI RATING NELLE POLITICHE ECONOMICHE DEI GOVERNI. di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

ItaliaOggi del 19/8/2014
Moody’s non è proprio oro colato
di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi** *Sottosegretario all’Economia del governo Prodi **Economista

Come al solito le agenzie di rating americane sono ritenute degne di fede dai media italiani. L’ultimo caso è quello della Moody’s che, sulla base non si sa di quale competenza superiore, corregge al ribasso la valutazione dell’Ocse, l’organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico che raccoglie 34 Paesi, tra cui tutti quelli della cosiddetta economia avanzata. Mentre l’Ocse prospetta una piccola crescita dello 0,5% del Pil italiano nel 2014, Moody’s la azzera, anzi la porta in zona negativa. Continua a leggere

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