LE TECNICHE ANTIGUERRIGLIA, I MEDIA, L’ETICA NELL’ ERA GLOBALE. di Antonio de Martini

antoniochedice:

A SETTEMBRE 2012 PROPONEVO ALEPPO CITTÀ APERTA. LA PROPOSTA E SEMPRE VALIDA

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Ho già scritto che la città di Aleppo dovrebbe essere dichiarata dall’ONU “città aperta” e i combattenti evacuati o se necessario, costretti all’evacuazione.
La proposta potrebbe essere lanciata tra una settimana durante la visita del Papa in Libano e appoggiata dai numerosi patriarchi delle varie confessioni cristiane e cattoliche assieme ad autorità religiose .
In assenza di una iniziativa morale di ripudio della violenza nelle città abitate da parte di chi ne avrebbe la potestà, ritengo che le distruzioni potrebbero essere limitate con l’uso di tecniche e tattiche più sofisticate da parte dell’esercito regolare.
La tattica dei ribelli DEVE provocare i maggiori danni possibili per dimostrare una importanza politica superiore alla consistenza effettiva mentre la riduzione dei danni umani e materiali, sarebbe nell’interesse dei governativi.

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Il duello USA Cina : combatteranno fino all’ultimo africano e fino all’ultimo Euro ( nostro). di Antonio de Martini

antoniochedice:

DALL’APRILE 2011 BATTO SULLO STESSO TASTO. FATELO ANCHE VOI

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Il generale Piero Laporta ha pubblicato su Italia Oggi on line un articolo illuminante che indica alcuni elementi che sono sfuggiti alla maggior parte degli osservatori. Se a questi ne aggiungiamo altri presentati da questo blog ( vedere il post sulla Cina come obbiettivo dell’offensiva Africana ) abbiamo il quadro della situazione strategica complessiva .

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SIRYANA:LA TURCHIA FA SALTARE UNA RETE DI SPIONAGGIO. L’ARABIA SAUDITA RIFIUTA IL SEGGIO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA.LA FRANCIA E’ SOLIDALE COI SAUDITI. OBAMA SI CONSOLA CON LETTA. di Antonio de Martini

antoniochedice:

CADUTA LA CARTA CINESE A OBAMA RESTA L’ACCORDO CON L’IRAN.

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http://static.olj.me/images/news/large/838039_94112365366.jpeg

Nella foto, il re saudita Abdallah a Riad a colloquio con Abdallah Gül, il presidente turco giovedì scorso.

L’apertura del vaso di Pandora siriano sta provocando le prime conseguenze.

I  grandi scontenti per la sordina posta alla guerra di Siria sono – come scrivevo nel post del 3 ottobre scorso -L’Inghilterra,  La Francia la Turchia e l’Arabia Saudita e non fanno nulla per nascondere il loro scontento.

La Turchia ha dato il via alle rappresaglie

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USA E RUSSIA: I DUE CORTEGGIATORI DELLA CINA SI PREPARANO AL DUELLO DECISIVO MENTRE I CINESI FANNO GLI INDIANI. .di Antonio de Martini

Mentre l’Ucraina si incammina tristemente verso il default, pur avendo un 40% di rapporto debito PIL (lo scorso aprile), il FMI ( Fondo Monetario Internazionale) è orientato a non chiedere la ristrutturazione del paese con cui ha massacrato la Grecia alla quale negò a lungo i 17 miliardi che ha invece rapidamente concesso agli Ucraini.

Senza ristrutturazione, la restituzione del debito è impossibile e si impone il default.
Con il fallimento del regime di Kiev inseguito dai creditori – tra cui la Russia- l’immagine dell’America ( che non ha prestato quasi nulla di suo) nei paesi slavi scivolerebbe allo stesso livello cui si trova oggi nel Vicino e Medio Oriente: zero.

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MEDIO ORIENTE DOPO LA CRISI. COSA SUCCEDERÀ ? ORA È POSSIBILE UNA PACE CON ISRAELE SENZA REAZIONI DI PIAZZA E ATTENTATI A CHI FIRMA. di Antonio de Martini

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http://corrieredellacollera.com

Esaminando freddamente la situazione politica nell’area MENA ( Middle East & North Africa), constato due novità che proprio oggi la Stratfor – una agenzia ufficiosa americana – ha diffuso:

a) l’esistenza, finora tenuta segreta, di un secondo negoziato Israelo-Palestinese che procederebbe parallelamente a quello di Washington, in quel di Jerico ( nel territorio di Fatah) dove il controllo della stampa è piu agevole.
b) la “imminente riapertura” di un ufficio commerciale di rappresentanza israeliano a Doha, capitale del Katar.

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UN CERTO MAZZINI AVEVA PREVISTO TUTTO E INDICATO LE SOLUZIONI.

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Pubblico un articolo, reperito nell’archivio on line de La Stampa, di un premier dimenticato: Ferruccio Parri. Parla del fatto – lui che non era repubblicano – che si accorse, tardi, che Mazzini aveva ragione e era previsto tutto. Offro un accenno all’Europa che qualche ladruncolo potrebbe usare per imbiancare la propria candidatura. Se Parigi vale una messa, quarantamila euro al mese possono valere una citazione.

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LA DEMONIZZAZIONE DELL’ISLAM E LA DIASPORA DEI CRISTIANI D’ORIENTE . PER IMPADRONIRSI DELL’ASIA, GLI UNI DEVONO PIEGARSI, GLI ALTRI ANDARSENE PER NON PROVOCARE MOTI DI SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA UNIVERSALE RIMASTA IL SOLO AVVERSARIO GLOBALE. di Antonio de Martini

Http://corrieredellacollera.com il tambureggiare della propaganda bellicista ci impedisce di fermarci a ragionare su quel che percepiamo proprio come il rewind veloce di un video ci impedisce di vedere chiaramente il susseguirsi delle immagini di un film.
Le ansie che nascono dalle nostre preoccupazioni immediate circa le eventualità di una guerra, ci impediscono spesso di cogliere il significato degli eventi che scorrono sotto i nostri occhi.
Fermandosi a pensare ed incrociando i fatti con la geopolitica, prendono forma alcune ipotesi.

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La N.A.T.O. non era un’alleanza solo difensiva? E l’articolo 11 della Costituzione? Violarlo è ALTO TRADIMENTO O NO?

antoniochedice:

LA NATO. VISTA DA VICINO. ( post da integrare col precedente).

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Per difenderci dalla Unione Sovietica,  i vincitori della seconda guerra mondiale escogitarono una alleanza difensiva  denominata PATTO DELL’ATLANTICO DEL NORD che nel 1949 vide la luce. La sua componente militare  si stabilì a Parigi, fino a che il presidente francese Charles De Gaulle non uscì dall’alleanza militare, restando nel solo PATTO ATLANTICO.  Il messaggio fu chiaro:  Una Francia dignitosa era pronta  alla solidarietà contro eventuali aggressori , ma non alla  subordinazione. De Gaulle, come Carlo  Cattaneo, voleva morire ” a cul vergin”.

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Uscire dall’Europa? Casomai dalla NATO. UE e Patto Atlantico sono scelte di civiltà, la NATO no ed è superata e costosa. di Antonio de Martini

antoniochedice:

13 APRILE 2011. Cambiano i nomi, ma non le situazioni

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  Fin da piccolo sono stato abituato a non minacciare mai. La minaccia è una confessione di incapacità a immaginare cosa succederà e quindi ci si prefigura una reazione e , per scongiurarla,  i deboli proferiscono minacce  inattuabili.

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ECCO IL TESTO DELLA INIZIATIVA DI PACE ARABA DEL 2002 CITATO NEL POST PRECEDENTE.

http://www.al-bab.com/arab/docs/league/peace02.htm

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