BARAK OBAMA. IPSE DIXIT: DEL PAPA ” LE SUE PAROLE CONTANO”. DELLE BASI ” NESSUNO DOVREBBE NUTRIRE DUBBI SUL NOSTRO IMPEGNO”. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani.                                                                                                                                                               Rilasciando le sue dichiarazioni al  Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa –  a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due  dichiarazioni che meritano di essere ricordate.   La prima è sul Papa.

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ARABIA SAUDITA. IL PRINCIPE MUQRIN BEN ABDELAZIZ AL SAUD DIVENTA PRINCIPE EREDITARIO DEL PRINCIPE EREDITARIO. di Antonio de Martini

antoniochedice:

Il Prtincipe Muqrin promosso da secondo principe ereditario a titolare. Non significa che sarà re, ma che gestirà la successione. Il re potrebbe essere Mohammed Ben Nayef, Saoud di seconda generazione. Consiglio a tutti i lettori di andare a leggere tutti i post del febbraio 2013. Sono tutti ancora attuali e ci dicono come finirà la Repubblica e la manfrina della sicurezza europea.

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Col re ottantanovenne reduce dalla quarta operazione chirurgica e un principe ereditario, Salman ben Abdelaziz, ottantasette primavere suonate ( e suonato anche lui dall’Alzehimer ormai evidente) , assume rilievo particolare la nomina, avvenuta oggi, a ” secondo vice primo ministro” del principe Muqrin ben Abdelaziz al Saud, sessantasette anni ( è il più giovane tra i figli superstiti di Ibn Saud ) .

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ECONOMIA: GLI INTERESSI A TASSO ZERO SALVANO LE BANCHE MA SONO UN PERICOLO MORTALE PER L’ECONOMIA REALE. PAROLA DI B.R.I. di Paolo Raimondi e Mario Lettieri

http://corrieredellacollera.com

Ricevo dall’amico Paolo Raimondi un articolo scritto per Italia Oggi, piccolo di formato ma pugnace di argomenti, che fornisce una serie di dati che tutti dovremmo conoscere per reagire alla situazione creatasi nel nostro ed in altri paesi. L’intervento di Raimondi e Lettieri mostra che va facendosi spazio la consapevolezza degli errori e la necessità di interventi rapidi e decisivi per  far tornare la finanza alla sua essenza di aiuto all’economia reale. Raimondi e gli economisti in genere chiedono un cambio di politica economica delle banche, noi vogliamo cambiarne radicalmente la natura privata e separare le banche di investimento da quelle commerciali per salvare i nostri risparmi.

“Negli ultimi anni le banche centrali si sono sostituite al mercato, ai governi e a tutti gli altri attori economici nel definire le strategie monetarie, finanziarie e anche economiche dei Paesi cosiddetti industrializzati. I loro bilanci sono cresciuti a dismisura tanto che

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UN CERTO MAZZINI AVEVA PREVISTO TUTTO E INDICATO LE SOLUZIONI.

Pubblico un articolo, reperito nell’archivio on line de La Stampa, di un premier dimenticato: Ferruccio Parri. Parla del fatto – lui che non era repubblicano – che si accorse, tardi, che Mazzini aveva ragione e era previsto tutto. Offro un accenno all’Europa che qualche ladruncolo potrebbe usare per imbiancare la propria candidatura. Se Parigi vale una messa, quarantamila euro al mese possono valere una citazione.

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DA VAN ROMPUY A OBAMA, OVVERO ITALIANI SUSCETTIBILI A UN CERTAIN SOURIRE di Antonio de Martini

Ho scomodato un titolo di Francoise Sagan per riprendere una storia di sorrisi e sorrisetti iniziata dal francese Sarkozy, proseguita con la tedesca Merkel e continuata dal Presidente Van Rompuy con il gran finale di Barak Obama che nessuno sembra aver notato oggi.

I primi sorrisi, insultanti e complici, furono fatti alle spalle di un Berlusconi-guascone  e sono ormai lontani nel tempo.          Ho anche visto il sorriso stanco di van Rompuy che già otto mesi fa annunziò il suo ritiro definitivo dalla politica .  Penso che si sia trattato di un rictus melanconico di fronte all’irruenza baldanzosa di Renzi. Deve essersi rivisto giovane e presuntuoso, non era un sorriso maligno, ma nostalgico di un uomo che ha poco tempo di fronte a se.

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OBAMA NON VIENE A ROMA, VIENE A CANOSSA. ECCO PERCHE’ di Antonio de Martini

Il Papa di Roma è l’osso più duro che sia capitato a Barak Obama da anni a questa parte.
Intanto perché, appena eletto, ha preso a invocare la pace, come tutti i predecessori, ma ha aggiunto i nomi e cognomi.
Ha chiesto ripetutamente e in mondovisione la pace nella ” amata Siria”..

Quando ha visto che non veniva ascoltato, come era accaduto a molti predecessori, ha ridicolizzato in mondovisione l’asserita impossibilità a trovare una soluzione politica.
Poi ha stretto un patto di unità d’azione con la chiesa ortodossa ed è passato a “vie di fatto” scatenando petizioni di vescovi, visite pastorali del patriarca maronita Rai ai cristiani d’Oriente ( in coordinazione con gli ortodossi) che hanno trovato in questi anni rifugio negli USA, per organizzare pressioni sugli eletti del Congresso e della Camera dei rappresentanti spiegando, chiedendo, pregando.

I contrari ad una azione militare – l’ennesima – tra gli americani balzò di oltre quindici punti percentuali pur nella assenza di appoggio dei mass media.

È stato allora che il premio Nobel per la pace, Barak Obama, ha capito che un miliardo e mezzo di persone non possono essere ignorate, specie se andassero ad aggiungersi al miliardo e mezzo di islamici con cui gli Stati Uniti non sono precisamente in buoni termini.

Da allora, è iniziata ( da Londra) una campagna che manterrà la sordina ancora a lungo, ma che non per questo sarà meno micidiale se si dispiegherà in tutta la sua potenza per distruggere o ridurre l’influenza dei cattolici nel mondo in generale e tra i nord americani in particolare.

Intanto, dopo la pausa obbligata del cambio di regnante, è ripresa la divulgazione esasperata dei casi – passati e presenti – di pedofilia nella Chiesa.
I lettori di questo blog hanno avuto modo di leggere la notizia che le Nazioni Unite, sede di Ginevra, affrontando il tema pedofilia, ignorando le misure già prese e maldestramente addentrandosi in questioni religiose di fede, hanno fatto autogol.

Le stesse fonti USA all’origine di questi slanci moralistici si sono ben guardate da citare il recentissimo caso di un pedofilo seriale Michael L. Merritt appartenente all’ U.S. Air Force della base di Ramstein in Germania del quale – dopo averlo a lungo coperto- hanno diffuso la fotografia su Star and Stripes. Un po’ poco. Specie se consideriamo che un generale di brigata dei paracadutisti colpevole di ” sexual harrassement” verso una sottoposta e inizialmente incriminato anche per violenza, se l’è cavata lo scorso venerdì con ventimila dollari di multa….

Il secondo fronte sul quale hanno attaccato il Vaticano è quello finanziario e ” l’osservanza delle regole etiche e di trasparenza bancaria”.

Si è trattato del secondo autogol,visto che tutte le maggiori banche americane e inglesi in queste settimane sono state colte con le mani nel sacco della falsificazione degli indici mondiali di transazioni sia sui mutui che sui cambi delle valute, con dimensioni tali da far apparire a livello di chierichetti che trincano il vino da messa, gli scivolini dello IOR. I suicidi dei banchieri anglosassoni coinvolti sono già a quota dieci.

Il nuovo Papa ha poi installato due commissioni di inchiesta su questi punti deboli della Chiesa e, al tentativo di non farlo andare in Israele col pretesto di uno sciopero degli addetti al protocollo dell’aeroporto, ha risposto da par suo, dicendo che non era un problema. Poteva farne a meno.

Per poter inasprire gradatamente i toni, l’amministrazione Obama ha bisogno di nuove scuse, argomenti e pretesti.
Deve ricominciare lo scontro su nuove basi mostrando di essere fair e la visita serve a questo. Ci sarà forse anche un tentativo di ottenere una condanna della Russia di Putin, ma si tratta di ordinaria amministrazione per i diplomatici della Santa Sede.

Già durante l’Amministrazione Bush, col pretesto delle loro spending review, gli USA tagliarono gli aiuti per l’Africa alle organizzazioni cattoliche degli Stati Uniti ( 170 milioni di dollari). Non ho poi avuto modo di monitorare l’argomento, ma non credo che la situazione sia migliorata.

Insomma, dopo aver scimmiottato ( absit iniuria) i comportamenti polizieschi e brutali tipici della Unione Sovietica, gli USA adesso riprendono – con circospezione – il quesito di Stalin ” quante divisioni ha il Papa”?
I successori di Stalin lo hanno saputo. Adesso tocca a Barak.

Major

Major

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RICOMINCIA LA SOLFA SU MORO A 36 ANNI DALLA MORTE. INTERVENTO DI PIEROPORTA CONSULENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE MITROCHIN.

Da quando una commissione su Aldo Moro è alle viste, impazzano notizie tanto suggestive quanto inattendibili, più di quelle sulla Crimea.
Non c’è da stupirsi, visto che Renato Schifani, tuttora stupito di non avere la popolarità di papa Francesco, quando fu balbettante presidente del Senato, rimise il segreto di Stato sul carteggio depositato in Parlamento.
Viene da chiedersi segreto di quale Stato?
Il segreto tutela certamente gli interessi dello Stato che ebbe parte nella morte dello statista pugliese; anzi più che uno Stato è legittimo pensare a un club i cui soci contribuirono in varia misura.
Stati Uniti e Gran Bretagna sono dentro sino al collo sino a prova contraria. Vediamo perché.

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TRA USA E RUSSIA SI STA VERIFICANDO UNA INVERSIONE DEI RUOLI AVUTI NELLA PRIMA GUERRA FREDDA. UNA RIPETIZIONE A ROVESCIO SAREBBE GROTTESCA. di Antonio de Martini e Massimo Morigi

Col proposito di fornire il quadro economico che aveva fatto da sfondo allo  scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915 Lenin iniziò a scrivere “L’imperialismo fase suprema del capitalismo”.

Al capitolo VII, “L’imperialismo, particolare stadio del capitalismo”, si presta sia al commento della crisi Ucraina dopo che il referendum ha ricongiunto la Crimea con la Russia sia a riflessioni teoriche, di natura politica e geostrategica,  che investono in pieno il ruolo che deve svolgere il repubblicanesimo geopolitico nell’attuale fase.

Dal capitolo VII dell’ “Imperialismo fase suprema del capitalismo”:

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REGISTRAZIONE TELEFONICA DELLA CONVERSAZIONE DI YULIA TIMOSHENKO IN CUI CHIEDE “LO STERMINIO DI TUTTI I RUSSI E DEL LORO CAPO”

Troverete qui la registrazione della conversazione intercettata tra YULIA Timoshenko e un deputato appartenente alla etnia russa che evidentemente le ha teso un tranello in cui è caduta con tutte le scarpe.

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