LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO AMERICANO OVVERO,” L’ALLEANZA MOTRICE” CONTRO ” IL MOVIMENTO ARABO DI RISVEGLIO” di Antonio de Martini

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IL PRIMO VASO DI PANDORA.

Per dare un senso a quel che vediamo accadere attorno al nostro mondo mediterraneo, credo valga la pena mettere ordine mentale, ricordando che tutto iniziò in Irak, quando gli USA vittoriosi optarono , in base al principio democratico, in favore di un governo maggioritario sciita, contro la dirigenza sunnita che governava il paese da sempre ad onta dell’essere minoranza.
Dopo nove anni di frustrazioni continue, gli USA furono cortesemente ” messi alla porta” rendendosi poi conto di aver allargato sostanzialmente la sfera di influenza dell’Iran sciita.

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OBAMA PUNISCE ISRAELE. ” SHARON HA ORDINATO E VOLUTO LA STRAGE DI SABRA E CHATILA, INGANNANDO GLI U.S.A.” SE NETANYAU NON LASCIA, OBAMA POTREBBE RINCARARE LA DOSE CON UN’ALTRA ACCUSA TERRIBILE: L’USO DEI GAS. di Antonio de Martini

antoniochedice:

Settembre 2012. La vendetta della scorsa volta. Ariel Sharon mandante della strage di Sabra e Chatila. in Libano.

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Come era facile prevedersi, dopo la storia del filmetto messo in onda da” qualche amico di Netanyahu”, giunge puntuale la prima risposta, misurata, di Obama ed esce sull’organo più favorevole a Israele, il NEW YORK TIMES.

Il solito provvidenziale “ricercatore ” della Columbia University e la solita procedura di declassificazione del documenti segreti del Dipartimento di Stato USA ci dicono quel che si sapeva, da fonte Palestinese ma senza prove:

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La “rivolta” d’Egitto, di Libia, di Siria, di Tunisia, ci da tre insegnamenti. condensabili in una direttiva politica comune: Il Mediterraneo ai Mediterranei. di Antonio de Martini

antoniochedice:

A PRIMAVERA 2011 SI SAPEVA, VOLENDO SAPERE, GIÀ TUTTO

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 Mercoledì 23 marzo la Borsa valori del Cairo è stata riaperta. Nel corso della prima ora ha perso il 10% e l’hanno chiusa.                                 Giovedì 24 marzo, hanno riaperto la Borsa, ma ha perso nuovamente il 10 % e l’hanno richiusa. Venerdi e sabato è festa.                                    Siamo tutti curiosi di vedere cosa succederà domenica.

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TRA USA E RUSSIA SI STA VERIFICANDO UNA INVERSIONE DEI RUOLI AVUTI NELLA PRIMA GUERRA FREDDA. UNA RIPETIZIONE A ROVESCIO SAREBBE GROTTESCA. di Antonio de Martini e Massimo Morigi

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Col proposito di fornire il quadro economico che aveva fatto da sfondo allo  scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915 Lenin iniziò a scrivere “L’imperialismo fase suprema del capitalismo”.

Al capitolo VII, “L’imperialismo, particolare stadio del capitalismo”, si presta sia al commento della crisi Ucraina dopo che il referendum ha ricongiunto la Crimea con la Russia sia a riflessioni teoriche, di natura politica e geostrategica,  che investono in pieno il ruolo che deve svolgere il repubblicanesimo geopolitico nell’attuale fase.

Dal capitolo VII dell’ “Imperialismo fase suprema del capitalismo”:

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GOLPE IN EGITTO: OBAMA VERSO L’IMPEACHMENT E GLI ARABI HANNO UN NUOVO NASSER. di Antonio de Martini

antoniochedice:

scritto a ferragosto m2013. lo hanno letto in pochi, ma aiuta a capire molto di quel che sta succedendo in Egitto e dintorni. Sinai incluso.

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Finora l’amministrazione Obama ci aveva abituato ad un frenetico attivismo politico e di comunicazione nel Levante e nel Mondo Arabo che mostrava un forte idealismo nei princìpi e un disinvolto pragmatismo nell’azione.

Obama, i princìpi li ha traditi tutti a favore di una strategia di azione rivelatasi completamente fallimentare, al punto che Il Generale Abdel Fatah Al Sissi – ignorando le velate minacce – si è concesso il lusso di respingere tutte le chiamate di Chuck Hagel ( segretario alla Difesa) John Kerry ( segretario al Dipartimento di stato) e, in un crescendo rossiniano, di Barak Obama.

Facciamo adesso fatica ad abituarci alla sordina che la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno posto ai loro briefing e che tradiscono umiliazione, imbarazzo e nervosismo
per la situazione da impeachement in cui il Presidente americano si è cacciato da solo, mi tornano a mente le parole del comunicato…

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ISRAELE: DETERIORATI I RAPPORTI CON GLI STATI UNITI CHE DECLASSIFICANO I SEGRETI NUCLEARI E ” BRUCIANO” l’AGENTE DEL MOSSAD CHE APPOGGIA L’ISIS SUL WEB.  di Antonio de Martini

il link sottostante rivela i segreti nucleari di Israele e rivela che hanno anche la bomba all’Idrogeno. La declassificazione è recente e la notizia arcinota, ma adesso ci sono le prove e Israele potrebbe essere tenuta per responsabile di una corsa al riarmo nucleare in tutto il Medio Oriente.

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/193175#.VRRdzuEurmg

Gia questa novità potrebbe essere sufficiente a valutare al piovoso il clima politico tra Stati Uniti e Israele, ma andando a ripescare un vecchio articolo di ” Libero” – in genere evito la stampa italiana partigiana e disinformante – si scopre che la signora RITA KATZ è stata esposta al pubblico .

La signora ha avuto un trattamento di riguardo da parte del giornale al punto che il giornalista ha evitato di firmare il pezzo con nome e cognome

Circa il trattamento ricevuto dalla signora Katz ( nell’articolo apprendiamo che è lei che diffonde i comunicati ISIS che altrimenti nessuno leggerebbe. E’ lei che ha minacciato l’Italia e fatto dire a questi inesistenti figuri che vogliono marciare su Roma).fornirò solo un paio di dettagli.
Il giornalista anonimo che la pubblicizza in maniera semi encomiastica con dubbio finale, scrive che è come il cacciatore di nazisti Simon Wiesental.
Nulla di più falso: avete mai letto un brano del ” Mein Kampf di Hitler sul testi di Wiesental?  No.  La signora Katz pubblica unicamente testi  – presumibilmente forniti dal Mossad ( è lo stesso giornalista ad ammetterlo a mezza bocca)  – dei Jihadisti dell’ISIS. Mai un comunicato  di Al Nusra, tanto per fare un nome o del povero Morsi, l’ex presidente egiziano. Non ha mai denunziato un jihadista, ne deprecato una dichiarazione.
La seconda panzana la racconta la signora in prima persona come captatio benevolentiae verso il lettore che non si sia commosso fino alle lacrime all’idea della identificazione con Wiesental: poverina , è nata in Irak – ebrea naturalmente – e il suo papà è stato impiccato nel 1968 dal truce Saddam Hussein, nome questo, conosciuto anche dai più giovani.
Peccato che Saddam Hussein sia salito al potere dieci anni dopo ( basta vedere wikipedia) dove si scopre che attorno a quella data Saddam il terribile si occupava di nazionalizzazione della industria petrolifera irachena , compito che ha terminato nel 1972 ( sempre wikipedia).
Questa biografia ammette che la signora è una sionista fervente e che ha ” fatto il servizio militare nell’IDF( Israeli Defense Force), si perché dopo l’impiccagione del papà la signora è riparata in una città – non dice israeliana – assieme alla famiglia e li è vissuta forse con la pensione che gli mandavano gli iracheni.
Disinformazione pura e semplice come tutto il testo di questo giornale ineffabile che attacca coragiosamente personaggi italiani inoffensivi che disturbano l’editore, ma si prostra di fronte a questa persona che crea disinformazione antitaliana a tutta birra.
Leggetevi il link perché come disinformazione professionale è un pezzo di bravura con un filino di disprezzo nei confronti del lettore di Libero  di cui ritiene quasi nulle le capacità critiche, le conoscenze geografiche e quelle storiche.
Alla prossima lite tra i due capi  ne sapremo altre ( come avvenne un paio di anni fa con la pubblicazione dei verbali della riunione USA-Israele in cui si decise la strage di Sabra e Chatila e che – unico –  ho pubblicato)  e ci sarà ancora qualche anonimo che darà un colpo alla botte di Obama e al cerchio di Netanyahu.

 

DUE NUOVI LEADER MEDITERRANEI: MATTEO RENZI E ABDEL FATTAH SISSI. PERFORMANCES A CONFRONTO. di Antonio de Martini

Nell’ambito mediterraneo L’Italia e l’Egitto hanno numerosi tratti in comune, compresa la recente leadership di due giovani catapultati alla guida dei rispettivi paesi dopo una gestione stanca e rassegnata di geronti ormai distratti dal pensiero della morte imminente.

Dopo essersi affidate Continua a leggere

CONTINUAZIONE DEL POST CHE PRECEDE

La politica militare del mondo intero sta subendo una improvvisa accelerazione: il capo del PKK, ( partito kurdo dei lavoratori, gia appoggiato dall’URSS) languente in una prigione turca da oltre un decennio, grazie ai buoni uffici dell’on D’Alema,  ha scritto una lettera di cui è stata data lettura di fronte a duecentomila militanti, in cui chiede ai suoi di sospendere le ostilità contro l’esercito turco. Continua a leggere

CAPI DI STATO IN CERCA DI AUTORE IN UN’EUROPA SENZA TIMONE CHE MARCIA VERSO LA GUERRA. A LUGLIO? di Antonio de Martini

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INTRODUZIONE

Hollande, Merkel, Rajoy si sono precipitati – assieme ad alcune centinaia di soccorritori – sul luogo di una sciagura aerea di cui l’unico fatto accertato è che non vi sono superstiti da assistere o confortare. Forse stanno prendendo troppo sul serio la loro funzione di becchini del continente. Continua a leggere

CRISI ECONOMICA EUROPEA: RISOLVERLA UN META’ TEMPO E SOLDI DI QUANTO SPERA LA BANCA CENTRALE EUROPEA E AIUTANDO TUTTI I COMUNI D’EUROPA. di Antonio de martini

Come è noto la Banca centrale Europea ha stanziato più o  meno 900 miliardi di euro in 18 mesi – minacciando di prorogare se necessario – per distribuire a pioggia tutto il denaro necessario a far riprendere l’inflazione e portarla al 2%.

L’operazione si chiama QE ( Quantitative Easing), mentre altri cercano di fissare il criterio del Qualitative Easing, ossia di distribuire questa manna con un pochino di intelligenza, tenendo conto dei pessimi risultati conseguiti finora.

Tra quanti pensano a un aiuto più qualitativo, Giovanni Palladino, già responsabile finanza di Confindustria e figlio di un grande economista che aiutò l’ITalia a uscire dalle secche delle sanzioni economiche che seguirono le Sanzioni della Società delle Nazioni a carico del nostro paese per via dell’impresa etiopica.

Il Palladino, in un articolo recentemente pubblicato in inglese, fa notare che sia il Giappone  ( che è al terzo esperimento di QE senza risultati apprezzabili ) sia gli USA, col QE hanno risolto il problema delle Banche, ma non quello dell’occupazione e nemmeno quello della ripresa economica. L’economia giapponese ristagna e quella americana ha visto una ripresa dell’occupazione in soli cinque stati e la cosa non ha a che vedere con la ripresa economica.

In un articolo sul SOLE24ORE di oggi, mi dicono che Rainer Masera ( diresse l’IMI verso le capaci fauci dell’Istituto S Paolo) propone di dare questi fondi alle piccole e medie imprese piuttosto che alle banche.

Anche questa proposta non consentirebbe di sviluppare l’economia, ma andrebbe riconosciuto che avrebbe una apparenza di maggior equità.

Infatti, visto l’indebitamento delle PMI nei confronti del sistema bancario, i fondi sarebbero probabilmente utilizzati per alleggerirsi delle esposizioni bancarie   e non per dare aumenti ai dipendenti o investirli in ricerca e sviluppo e si tornerebbe punto e accapo.

Il solo modo di far riprendere i consumi – dando quindi  fiato alle industrie e al commercio – è di distribuire questi fondi ai consumatori e farlo in modo tale che questi non tesaurizzino questa liquidità aggiuntiva in previsione di tempi grami.

E’ necessario quindi che si organizzi una erogazione di fondi  con una base  di bene sociale identificabile, una continuità tale da consentire di immaginare un futuro più sereno e con finalità politica tale da escludere pretesti politici e polemiche su immigrati, zingari e perdigiorno vari.

Come? distribuendo i 900 miliardi di euro direttamente ai consumatori, con una continuità tale da indurre a immaginare un ritorno al benessere.

A chi ?a nuclei familiari ben identificati che – dati eurostat 2013 – sono 145.789.400 cifra che si ottiene sommando la Lituania ai 18 stati preesistenti della zona euro.

Quanto? sei rate da cinquecento euro a ciascuna famiglia senza distinzioni di paese, reddito, religione e partito politico, erogate ad ogni nucleo familiare, consentirebbero a interi paesi di respirare. Penso a Bulgaria o Portogallo, ma sarebbero la salvezza per ampie zone della Spagna e dell’Italia, per non parlare della Grecia o della Romania.

Chi si incaricherebbe della distribuzione? le anagrafi dei comuni di residenza. Questa manovra avvicinerebbe la gente alle istituzioni, assicurerebbe la pluralità degli erogatori e permetterebbe una verifica attenta equivalente a un censimento.

Quanto costerebbe? precisamente 437.367.200.000 ( quattrocentotrentasette miliardi e dispari) : coi quattrocento miliardi e dispari residui si finanzierebbero i comuni per l’operazione di distribuzione, l’assunzione di impiegati temporanei e la sistemazione di alcune pendenze minori ricomprensibili  a lume di buon senso nelle spese ( circa tremila comuni minori non hanno sportello bancario e quindi avrebbero costi maggiori, dovendosi  presumibilmente appoggiare in esclusiva agli uffici postali).

Ciascun nucleo familiare faccia conto di ricevere 500 euro al mese per sei mesi ( oltre al reddito usuale)  e immagini quali e quante pendenze potrebbe sistemare e quali spese potrà decidere: le scarpe del figlio o quelle ortopediche di un genitore, una vacanza a Sharm el Cheikh, una settimana bianca, un lavoro del dentista, un vestito decente, gli arretrati dell’affitto, l’acquisto di un tavolino nuovo o la riparazione di uno scaldabagni….Tutto denaro che finirebbe all’economia reale in metà del tempo previsto dalla BCE e senza costi di intermediazione.

Aumentando le vendite, per un periodo sufficientemente prolungato, negozi e supermercati riassortirebbero le scorte, questa operazione metterebbe in funzione la logistica e le industrie potrebbero riprendere fiato e magari allegerirsi in parte  delle esposizioni  bancarie grazie agli incassi. Il gettito IVA riprenderebbe vigore ( 80 miliardi circa) .

Anche i disoccupati potrebbero recuperare un po del loro potere di acquisto e riprendere motivazione umana.

Come vedete, non ci sono ostacoli organizzativi, il costo è minore e la rapidità di esecuzione doppia.  Il vero ostacolo è che siamo nelle mani di burocrati stanchi e incapaci di immaginare il futuro.                                                                       Speriamo che Al Bagdadi si ricordi di loro.

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