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LO YEMEN E’ IL CATALOGO DEGLI ORRORI ARABI E DEGLI ERRORI OCCIDENTALI. di Antonio de Martini

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Yemen, l’antica Arabia Felix, è diventato lo  specchio di tutti i contrasti del mondo arabo e oltre. Yemen rappresenta anche il tallone di Achille dell’Arabia Saudita per la lunga  frontiera in comune presidiata da una popolazione combattiva ( Houtis) che rappresenta un ramo sciita. Yemen come il sostituto della Siria agli occhi della strategia iraniana per il suo affaccio su Bab el Mandeb che è la porta naturale del mar rosso e quindi del traffico petrolifero verso l’Europa.  

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ARRIVA LO SCHEMA “PADRE” PER SALVARE L’EURO E SFIDUCIARE LE BANCHE CHE DA NOVEMBRE VERRANNO MESSE SOTTO TUTELA ? di Antonio de Martini

antoniochedice:

Ecco il post pubblicato ad ottobre. scorso.

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Ecco,attraverso il traduttore Google, la proposta PADRE, acronimo inglese di
“Metodo politicamente accettabile per la ristrutturazione del debito dell’Eurozona.”

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RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE AL 1 GIUGNO 2015  a cura di GIANNI CECCARELLI

NOTIZIE DAL MONDO, 25-30 MAGGIO 2015

Si parla spesso di “mala sanità” in Italia. Un recentissimo articolo sulla rivista dei medici statunitensi, il JAMA, pone l’attenzione su un caso da meditare. Vi si narra di una signora che era andata nel pronto soccorso di emergenza di un ospedale a New York per un forte dolore al basso ventre. Sottoposta ad una TAC, Continua a leggere

Il link non si è trasferito dalla bozza al finale. Misteri del web. Almeno per me. Eccolo qui.

GEOPOLITICA MEDITERRANEA:DALLA PROSSIMA SETTIMANA  IL “CORRIERE DELLA COLLERA” TERRÀ UNA RUBRICA TELEVISIVA SETTIMANALE SU CENTOCINQUE  EMITTENTI  LOCALI ITALIANE. 

antoniochedice:

clikkando sul link sottostante vedi l’elenco delle TV che trasmettono la rubrica CLUBMAD di attualità mediterranee e trova l’orario e il canale in cui trovi la trasmissione nella tua città.
NE VEDRETE DELLE BELLE ! ! !

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La gente comune  comincia ad interessarsi ai temi geopolitici non precotti e I giovani amici di WEBMIND, rete di intelligenze coi quali ho cominciato a mettere in onda dei video on line, hanno realizzato quel che molti preconizzano ma nessuno aveva ancora messo in pratica: il matrimonio tra il computer e la Televisione.

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ASSASSINI: UN TERMINE ARABO RIPRESO NELLE LINGUE DI TUTTO IL MONDO E PRASSI RIPRESA DA OGNI POTERE POLITICO DELLA STORIA. di Antonio de Martini

antoniochedice:

GLI ASSASSINI HANNO BISOGNO DI INCORAGGIAMENTO PER LE LORO IMPRESE. IERI ( vedi post) USAVANO L’HASCISC, OGGI LA NUOVA DROGA E’ IL CAPTAGON PRODOTTO IN LIBANO E USATO SIA DAL DAESC CHE DA AL NUSRA. E’ UNA DROGA A BASE DI ANFETAMINE NATA NEL 1963 E MESSA FUORI LEGGE DALL’OMS NEL 1986. ERA NATA CONTRO LA NARCOLESSIA E PER AIUTARE LA CONCENTRAZIONE. ANNULLA FATICA E PAURA. LA POLIZIA LIBANESE NEL SOLO 2013 NE HA SEQUESTRATI 13 MILIONI DI PILLOLE.

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Ahmed al Tayeb, il rettore dell’Università Al Ahzar del Cairo, in un recente convegno, ha offerto una frase che spiega la situazione politico-religiosa attuale: ” per far cessare il terrorismo gli islamici devono cessare di accusarsi reciprocamente di eresia“. Ha ragione, ma è difficile da spiegare.

In un libro avrei potuto procedere sistematicamente dagli inizi e ora non mi troverei in difficoltà nello spiegare la nascita ( dovrei dire rinascita) di questo mix tra terrorismo e teosofia che abbiamo sotto gli occhi.

Per capire il fenomeno dell’ISIS-ISIL- EI- Daesch, la sua fulminea apparizione, la sua inconsistenza, il pericolo politico che rappresenta,

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RASSEGNA DELLA STAMPA INTERNAZIONALE AL 23 MAGGIO2015 a cura di Gianni Ceccarelli

NOTIZIE DAL MONO 18-23 Maggio

Il Burundi è un Paese africano con dieci milioni di abitanti sito a est del lago Tanganika, tra il Rwuanda a nord, la Tanzania a est e la Repubblica democratica del Congo a ovest; molti ricorderanno la zona per il famoso massacro degli Hutu e la lotta tra questa etnia e i Tutsi, avvenuti negli anni ’90. Ora, un senso di forte paura regna nella capitale Bujumbura e in tutta la regione in vista delle elezioni in cui il Presidente intende ricandidarsi per la terza volta. Continua a leggere

SIRIA. LA STORIA DELL’ISIS CHE ASSEDIA PALMYRA È UNA BALLA. di Antonio de Martini

la notizia che le forze dell’ISIS siano arrivate a un chilometro da PALMYRA è propaganda. Ecco perché. Continua a leggere

IL LIBRO BIANCO DELLA DIFESA COMMENTATO DAL GENERALE ZIGNANI 

 Alberto Zignani, figlio di un ufficiale morto in Albania durante il conflitto mondiale e decorato di medaglia d’oro al Valor Militare, è stato capo della pianificazione finanziaria del ministero della Difesa, Segretario Generale e Direttore Nazionale Armamenti è da ultimo comandante generale della Guardia di Finanza.  Gli abbiamo chiesto di leggere per noi il Libro bianco.

“Ho letto con attenzione e interesse il Libro Bianco edito in questi giorni dal Ministero della Difesa.

Nella mia lunga carriera ho visto nascere diversi Libri Bianchi della nostra Difesa. Le caratteristiche che li hanno accomunati sono state sempre le stesse:

anziché limitarsi a delineare un numero estremamente limitato di provvedimenti urgenti e perseguibili nel prevedibile limitato periodo di permanenza del Governo e del Ministro in carica, elencavano tutti gli interventi che sarebbero stati necessari e che erano a tutti noti e insoluti da anni. Da noi venivano definiti il “Libro dei Sogni”!;

naturalmente il Governo e il Ministro in carica avevano appena il tempo di avviare qualche provvedimento;

il nuovo Governo (che, a quei tempi, era anche costituito dagli stessi partiti del precedente) e il nuovo Ministro consideravano quel Libro Bianco opera di “qualcun altro” e, pertanto, lo ignoravano.

Morale: i vari Libri Bianchi che si sono succeduti in Italia dal dopoguerra a ieri non sono stati altro che l’autocelebrazione del Ministro del momento. Con nessun effetto pratico sull’organizzazione della Difesa. I mutamenti che sono avvenuti nel tempo sono stati sempre determinati da Ministri (vedi Andreatta) che, anziché fare Libri Bianchi, hanno fatto approvare delle leggi (vedi la Legge 25/97) o dato disposizioni precise ed esecutive (vedi la riduzione delle Direzioni Generali da 24 a 12 operata, senza clamori, in due anni).

Anche questo Libro Bianco dice tante cose giuste, che da tempo tutti dicono. In primis, la necessità di procedere a una vera integrazione interforze, eliminando o, almeno, riducendo al massimo le ridondanze esistenti in tanti settori e il ringiovanimento del personale militare.  Speriamo, quindi, che non faccia la fine di quelli che l’hanno preceduto!

E’ naturale che, volendo essere puntiglioso, potrei obiettare su molti punti. Ma mi sembra che non sia il caso, considerato che, come ho detto, complessivamente il ragionamento si sviluppa su di una linea corretta.

Un punto solo mi ha lasciato molto perplesso ed è relativo alla “Revisione delle strutture direttive e di comando”. In questo settore si prevede che:

1. dal Ministro dipendano direttamente il Capo di Stato Maggiore della Difesa (un po’ enfaticamente definito “Comandante in Capo”) e il Segretario Generale della Difesa;

2. dal Capo di SMD dipendono:

il Vice Capo SMD (nuova carica), responsabile dell’”Impiego delle Forze”;

il Sottocapo SMD, responsabile della direzione dello Stato Maggiore della Difesa;

i tre Capi di SM di Forza Armata, responsabili della generazione e preparazione delle rispettive forze;

il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, per le funzioni militari dell’Arma;

il Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica, da cui dipendono tutte le Direzioni Generali Tecniche e il Comando Logistico della Difesa (alle cui dipendenze vengono posti anche gli Organismi e gli Enti Territoriali con compiti che vanno dal supporto logistico-territoriale, alla diffusione delle informazioni sulla Difesa, l’arruolamento del personale e la facilitazione della ricollocazione del personale nel mondo lavorativo).

Le mie perplessità in merito sono le seguenti:

1. Si è deciso di scindere le cariche di Segretario Generale e  Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) e ci può stare, dal momento che così è in tutti i principali Paesi europei e negli USA. Ma perché trasformare il DNA in un Alto Comando logistico?

2. In tutti i principali Paesi occidentali il DNA è alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa e si occupa esclusivamente di tutti i problemi ai quali, del resto, il Libro Bianco dedica addirittura un intero Capitolo (il 9°). Secondo me, il DNA non è il Capo della logistica della Difesa. Egli è il trait d’union fra la Difesa e l’Industria della Difesa. E’ colui che promuove e segue direttamente tutte le cooperazioni internazionali. E’ colui che gira il mondo promuovendo, presso gli Stati Maggiori  dei Paesi amici, i prodotti della nostra Industria della Difesa. E’, come dice l’attuale legge dei Vertici, il responsabile della politica degli armamenti. E per far questo ha la necessità di relazionarsi direttamente con il Ministro della Difesa, pur avendo una dipendenza tecnico-operativa dal Capo di SMD. Nel senso che non può avviare programmi di investimento senza il consenso del Capo di SMD. Così, del resto, prevedeva la legge dei Vertici promossa da Andreatta e, per esperienza diretta, posso dire che la cosa funzionava bene. 

Invece, ora, il DNA è diventato il Capo della logistica delle Forze Armate. Ma i compiti previsti dal Cap. 9 del Libro Bianco meritano, a mio avviso, una dedizione totale! E chi sarà a farlo? Il DNA, così oberato di altri compiti? Certo, cercherà di farlo, ma, anche volendo, non potrà farlo bene. Perché non ne avrà il tempo e non avrà il sostegno derivante dal rapporto diretto con l’Autorità politica della Difesa.

3. Quando, da Maggiore, fui mandato a fare un corso di management, ricordo che una delle raccomandazioni che ci vennero più volte ripetute fu la seguente: ricordatevi che il numero massimo di leve che si può gestire in modo ottimale è di sei. Il numero otto rappresenta il massimo raggiungibile, accettando però un livello di gestione buono, ma non ottimo. Oltre le otto leve non si deve mai andare. Ebbene, il Capo di SMD si trova a gestire ben sette leve di cui due nettamente diverse dalle altre: quella dell’Arma dei CC e quella del DNA. Altro motivo, questo, per porre il DNA alle dirette dipendenze del Ministro, lasciando alle dipendenze del Capo SMD il Comando logistico interforze, che è molto più attinente ai problemi delle tre Forze Armate.

4. In sintesi, a parer mio, il Ministro della Difesa dovrebbe esercitare la sua azione direttiva agendo su tre leve:

quella operativa, gestita dal Capo SMD;

quella tecnico-industriale, nazionale e internazionale, gestita dal DNA;

quella dell’Area amministrativa della Difesa, gestita dal Segretario Generale.

            Mi sembrerebbe, questa, una suddivisione dei compiti più equilibrata e armonica.

Mi fermo qui. Non mi sembra il caso di insistere oltre. Non resta, ora, che attendere di esaminare i documenti esecutivi. Perché di tutti i provvedimenti che vengono elencati, ben poco si fa intendere sul come verranno attuati. E, da quel come, dipendono tante cose …

LO STRANO CASO DEL SIGNOR de MARTINI di Antonio de Martini

Il post che ho scritto stamattina quando l’ho “licenziato”  mettendolo “on line” era composto di 1920 parole circa.

Alberto Ritteri, un lettore che conoscete per averlo io ospitato sul blog ( è un ex manager Telecom che ho conosciuto personalmente ed abbiamo lavorato assieme) , ha interloquito, come altri,mostrando di aver letto il mio pezzo per intero e lamentando qualche disturbo web nell’inserimento del commento che ha ripetuto due volte, la seconda in forma abbreviata.

Quando ho cercato di rispondere ad una sua frase disfattista, il computer si è rifiutato di prendere la risposta.

Ho inutilmente cambiato computer.

A quel punto l’occhio mi è caduto sul conteggio delle parole che ricordavo perfettamente  essere 1920 circa.               Erano diventate 710 !  Risulta mancante tutta la parte riguardante i commenti su come è cambiato il mondo e si sono rovesciate le parti: l’America è diventata persecutrice anche dei propri cittadini, mentre la Russia aspira a collocarsi come paladina del diritto delle genti e in Italia abbiamo assistito alla trasformazione dei partiti liberali e borghesi in private proprietà di singoli scemotti autoritari e spesso ladri,  mentre l’ex PCI si è trasformato in un partito che anima il dibattito politico interno ed esterno ed ha un premier che sa toccare i tasti giusti della borghesia nazionale.

Notavo il paradosso.

Concludevo segnalando che per recuperare la sovranità che ci rende succubi dell’F.B.I. ( federal bureau of investigation) dobbiamo innanzitutto mirare a creare un insieme di paesi neutrali partendo dalla Svizzera, Austria e Italia per costituire un baluardo di neutralità che impedisca a chiunque di portare la guerra nell’Europa meridionale. Aggiungevo che questa coalizione avrebbe certamente attratto almeno la Slovenia e la Repubblica Ceca nella propria orbita.

Questa tesi mi è stata contestata da Ritteri, quindi qualcuno l’ha ricevuta e letta…..

Ora non c’è più.

Intendiamoci, sono un somaro in termini di tecnologia e potrebbe essere colpa mia, ma mi chiedo come mai mi succedono di questi inconvenienti ogni volta che  tratto l’argomento“Italia neutrale assieme ai paesi vicini” e mai quando posto un pezzo di costume. Scomparsi anche i TAG e le categorie con le quali si attirano i lettori dai motori di ricerca.

Se qualcuno dei lettori riesce a capire quale sia l’arcano sortilegio che colpisce il mio PC e me lo scrive, gli farò assaggiare la torta di pere al cioccolato che mia moglie ha fatto per consolarmi. Gradito il testo completo del post qualora qualcuno lo avesse.

Anafesto è dispensato visto che le sue spiegazioni hanno più improperi che congiunzioni.

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