Category Archives: terrorismo

LA RASSEGNA STAMPA DI NOTIZIE DAL MONDO ( settimana dall’8al14 febbraio 2015) di Gianni Ceccarelli

NOTIZIE DAL MONDO ( ovvero, quando c’è la salute….)
8-14 febbraio

In Cina, il 62% dei soggetti con una malattia polmonare da inalazione di polveri viene da una miniera di carbone e la mortalità ad essi connessa è di gran lunga superiore a quella dovuta ad incidenti in miniera. Oltre 720 mila lavoratori con pneumoconiosi sono censiti dalla Fondazione Cinese per la prevenzione e il trattamento della malattia (malattia del polmone nero) e di essi 440 mila sono minatori. Continua a leggere

ITALIA E RISCHIO TER RORISMO. MINIMO CHECCHÉ NE DICANO I RICERCATORI DI FONDI.

Web mind la nuova agenzia di stampa web che distribuisce contenuti di politica estera alle televisioni italiane regionali mi ha chiesto una dichiarazione circa i rischi di terrorismo cui l’Italia è esposta.
Il video è stato predisposto prima che il Presidente Mattarella citasse il piccolo Stefano Tasché, che avevo già citato nel mio post di pari argomento e che ora è improvvisamente popolare.
Ecco il testo:

https://m.youtube.com/watch?v=J5mUFzQrO1o

Buona visione.

ANTITERRORISMO: UNO SGUARDO COMPARATIVO CON LE MISURE FRANCESI. di Antonio de Martini

Il “pacchetto antiterrorismo” francese è stato reso noto ieri ed è esemplare di una improvvisazione non sterile, corretto nel metodo di presentazione all’elettorato e mostra di aver appreso alcune lezioni, specie sul controllo dei detenuti e dei sospetti. Continua a leggere

GUERRE ESTERNE E TERRORISMO. DUE STORIE DIVERSE . ( parte terza, la seconda è del 14 e la prima del13 /1). di Luca Tribertico

Il cerchio si chiude. Vedi ” Guerre esterne e terrorismo: due storie diverse”: storia numero uno.

Le decisioni di François Hollande ricevevano nel mese scorso un 19% dei consensi dei francesi. Nell’ultimo sondaggio sono schizzate al 40%.

(sondaggio Ifop-Fiducial: http://www.ifop.com/?option=com_publication&type=poll&id=2909)

Questo l’effetto degli attentati di Parigi sul rafforzamento del consenso del poco amato presidente della Repubblica francese:

http://static.guim.co.uk/ni/1421681508064/Hollandes_approval_rating.svg

A titolo di confronto, il consenso di G.W. Bush dopo gli attentati dell’11/9/2001:

http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2015/1/19/1421682329689/Picture182.png

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IL RAPIMENTO E IL RISCATTO DELLE DUE VISTO DA WASHINGTON.

A commento della restituzione alle famiglie delle due “segnorinelle” pubblico il commento scritto nella Washington newsletter del giornalista Oscar Bartoli” che vive costì e al quale chiedo venia per questo ” prelievo”. Il testo è stato scritto in risposta a un lettore di Avellino. Continua a leggere

L’ITALIA E IL TERRORISMO MEDIORIENTALE. QUALI RISCHI CORRIAMO E PERCHE’. di Antonio de Martini

Tempestivo l’intervento della polizia belga che ha debellato una banda che stava per colpire. Un autentico peccato che ci siano sempre morti o fuggiaschi che impediscono di portare a fondo interrogatori suscettibili di individuare i mandanti.

Come è noto, i mandanti possono essere diversi da quelli cui intuitivamente va il pensiero della pubblica opinione e/o degli analisti-

A riprova, possiamo citare un fatto recente: l’ex senatore democratico USA, Bob Graham, ha organizzato una conferenza stampa assieme a due deputati in carica,  il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch e la co-presidente dell’associazione delle vittime dell’attacco alle due torri ( vittime e sopravvissuti) Terry Strada.

All’epoca dell’attacco alle due torri, Graham era presidente della commissione intelligence del Senato.e co-presidente della commissione di indagne conoscitiva della commissione stessa sul luttuoso evento. George Bush jr segretò 28 pagine della commissione d’inchiesta sull’11 settembre. All’epoca, Joe Biden, Hillary Clinton e John Kerry chiesero invano  di togliere il segreto per mettere in imbarazzo l’amministrazione repubblicana e adesso Graham, con un comitato bipartisan, chiede che le pagine vengano desegretate, forse perché la campagna elettorale si avvicina a grandi passi e si vuole imbarazzare Jeb Bush ( anche Graham è ex governatore della Florida).la cui famiglia è da anni in affari coi Ben Laden.

Il segreto posto dall’allora presidente verterebbe sul fatto ,  già raccontato da ” il corriere della collera”,( non sapevo fosse segreto)   che la moglie dell’ ambasciatore saudita ( principe Bandar bin Sultan ” Bush”)  avrebbe finanziato uno degli attentatori delle due torri, nel quadro delle attività di beneficenza che ogni musulmano è tenuto a fare annualmente. Apparentemente nulla di illegale, ma probabilmente si ritenne che non si dovesse coinvolgere la famiglia reale saudita. Bandar Bush fu spedito in Egitto in esilio per un periodo per poi approdare alla direzione dei servizi segreti.

Come si puo vedere da questo episodio, i mandanti di un attentato possono cambiare col variare delle situazioni politiche.

Veniamo a noi.. Può l’Italia essere obiettivo di un attacco di estremisti musulmani arabi?  Ritengo di no.

1) Fin dal tempo delle crociate, gli italiani ebbero fama di gente con cui potersi “arrangiare” I primi riscatti vennero alla luce ai tempi di Saladino ( in un momento di calma pubblicherò un testo sull’argomento), l’ultimo riscatto è di ieri. Non si colpisce la gallina dalle uova d’oro, nemmeno se ogni tanto un uovo giunge a destinazione già succhiato.

2) E’ un fatto incontrovertibile che il piano di pace della U..E. ancora formalmente non smentito, fu approvato al vertice U.E. di Venezia in cui Aldo Moro diede scacco a Margaret Tatcher che si trovò isolata. Il piano prevede il riconoscimento dello Stato Palestinese e la restituzione dei territori conquistati da Israele nella guerra del 1967. I palestinesi stipularono in cambio una tregua che escludeva ogni azione militare sul territorio italiano e hanno mantenuto la parola. ( leggasi ” viaggio segreto di Nemer Hammad  ambasciatore di Arafat in Italia”. autore Alberto La Volpe, edito da Editori Riuniti  2002).

3) Ci furono due eccezioni: un attacco alla Sinagoga di Roma  nel giorno del Sukkot che causò la morte del piccolo Stefano Tasché ( due anni) e il ferimento di 37 persone a cura della banda di Abu Nidal, una gang che in odio a Arafat delinqueva al servizio miglior offerente.                                    Il secondo attacco, sempre con lo stesso protagonista, fu fatto all’aeroporto di Fiumicino. I nostri furono avvisati dai servizi segreti algerini, sempre leali e ben informati. Per non allertare i terroristi, si decise di non sostituire le sentinelle con tiratori scelti. La conseguenza furono due morti di troppo. L’Italia tenne i nervi saldi e non ruppe gli accordi come auspicato da alcuni. La pace dura da oltre un trentennio, fu causa dello scontro tra Craxi e gli USA. Gli ufficiali del ” servizio” che se ne occuparono vennero insidiati più volte.

Se Moro fu vittima di una ritorsione, la pista da seguire è questa, non altre. Ci fu anche un tentativo di scacciare dal servizio  il colonnello  Stefano Giovannone  ( capocentro a  Beirut)  a cura del comandante dell’ufficio UCSI (poi trovato nell’elenco P2) che rilasciava i Nulla Osta di segretezza NATO, ma l’iniziativa non andò in porto a causa della ferma opposizione dell’ufficiale officiato alla bisogna ( ex capo centro Medio Oriente) che rifiutò sdegnosamente un accordo personalmente  molto vantaggioso.

L’altro ufficiale responsabile dell’accordo, il colonnello Armando Sportelli, fu eliminato dal grande gioco grazie a un provvidenziale avviso di garanzia emesso dal giudice Carlo Mastelloni ( fratello di un teatrante, emise un mandato di cattura contro Arafat e espresse il desiderio di incontrare  la cantante Mina, ma non si spinse fino al mandato di comparizione…) di Venezia che aprì una inchiesta per la scomparsa dei “giornalisti” Toni e De Palo in Libano. L’ufficiale si dimise per non portar pregiudizio al servizio. L’inchiesta durò sette anni e si concluse con un nulla di fatto. Negli anni successivi, si provvide a mutare il DNA del servizio segreto, annacquandolo con la dipendenza dal Ministero dell’interno e con l’immissione di civili raccomandati  ( spesso figli di giornalisti e magistrati) e guardie di Finanza ( gestione Pollari). L’operazione smilitarizzazione dei servizi ebbe il beneplacito degli USA e fu coordinata con l’on Minniti, braccio destro dell’atuale candidato  silente alla Presidenza, Massimo D’Alema. 

4) L’Arabia Saudita ottenne ,dal premier  Giulio Andreotti, la sospirata autorizzazione a costruire una Moschea a Roma in cui ha investito oltre sessanta milioni di dollari in località viciniore alla sede della Brigata Corazzata dei carabinieri di Roma ( Monte Antenne). E’ la più grande d’Europa. Un gioiello d’architettura ( Portoghesi) e di artigianato ceramico marocchino. Non fu chiesta la reciprocità con la Mecca, dato che in quella città non ci sono cristiani e la Santa Sede acconsentì e non fece richiesta di ottenere una costruzione che sarebbe rimasta vuota.

5) Gli arabi sono stati sempre trattati discretamente bene dagli italiani che hanno avuto molte più ragioni di scontro con gli albanesi o i romeni o i latino americani ( specie ecuadoregni).

6) Se proprio dovessero progettare un attentato, questo verrebbe portato a termine nel Nord Italia ( tra Padova e Brescia)  e non a sud di Firenze, dove gli arabi sentono di essere di casa.  Altri mandanti potrebbero ricorrere a Pakistani o di altre etnie con minoranze islamiche ( es Filippini di Mindanao). Ho incontrato un arabo a Brescia che, pur non lamentando alcun cattivo trattamento  in loco ( casomai notava fredda correttezza di rapporti interpersonali) ricordava i suoi anni a Frosinone come il periodo migliore della sua vita e non ha mai menzionato l’Egitto natio.  si è trasferito a nord per ragioni economiche e si sente solo come un calabrese a Gallarate.

Ovviamente ci sono elementi di rilevanza penale in molti comportamenti individuali, ma la maggior partedei carcerati stranieri sono tunisini accusati di vendere Hashish e casomai litigano per il controllo dei giardinetti.

7) L’esperienza con le Brigate rosse  (e quella più recente con l’area antagonista) ha inoltre contribuito non poco a rendere anche il grosso delle nostre forze dell’ordine più ricettive e  avvertite circa la capacità di sorveglianza di persone dall’aria sospetta, la verifica degli affitti e il censimento delle località abbandonate e dei varchi di frontiera.  anche in tema di penetrazione nelle comunità gli italiani sono favoriti dalla somatica e dalla esperienza.

L’ultima esperienza francese in materia di terrorismo fu la guerra contro l’OAS e la fecero con i corpi paralleli del tenebroso Foccart tenendo indenne la polizia che , come abbiamo visto, attraversa oggi  una crisi profonda. L’esperienza inglese si limita all’Irlanda e quella americana  si concentra sulla tecnologia. Sanno, fotografano e intercettano tutto, ma non è detto che siano in grado di capire la mentalità, le iperboli tipiche della lingua e provvedere in tempo.  E’ il problema di chi si affida unicamente a Big Data, invece che all’intelligenza culturale.

8) i soli rischi che corriamo consistono nei rapimenti, su cui i nostri servizi ( e quelli francesi) fanno volentieri la cresta. Specie da quando questi riscatti  rappresentano le uniche fonti di approvvigionamento sicure per gruppi di banditi e di ribelli politici che vedono progressivamente ridotte dalle ricerche USA le donazioni di denaro a fini benefici attuate dalle pie donne a nome dei mariti.

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ALCUNI ELEMENTI DELLA INCHIESTA SULL’ATTENTATO DI PARIGI CHE NESSUNO VUOLE VEDERE. È LA STESSA PISTA INGLESE E FRANCESE CHE TENTÓ IL COLPO DI SUEZ ( 1956) E FECE IL GOLPE IN LIBIA ( 2011) . di Luca Tribertico

Roland Dumas, già ministro degli affari esteri francese, ebbe a rivelare in un’intervista che verso la fine del 2010 a Londra gli venne presentato da alcuni personaggi inglesi un vecchio generale siriano, da sostituire a Bashar al-Assad.
Le operazioni sarebbero dovute iniziare con una rivolta di matrice popolare, sostenuta da inglesi e da altri soggetti del medioriente.

Intanto, il 2 novembre dello stesso anno, Francia e Regno unito sottoscrissero la Dichiarazione di Lancaster House, per una cooperazione militare franco britannica intensa e di lunga durata.

Pochi mesi dopo (il 15 marzo 2011), infiammò la primavera araba siriana. Ma gradualmente, tra il 2011 e il 2012, agli oppositori locali si affiancarono e si sostituirono, prendendo in mano il comando della rivolta, gruppi armati provenienti da Inghilterra e Francia. Continua a leggere

L’EUROPA CON L’ATTENTATO HA PERSO UNA BATTAGLIA. COI FUNERALI MEDIATIZZATI HA PERSO LA GUERRA. di Antonio de Martini

Http://corrieredellacollera.com

Ieri, sabato, si sono riuniti assieme al ministro USA della giustizia, Eric Holder, i ministri dell’interno di Italia, Spagna, Francia, Germania, con la partecipazione di non meglio identificati esperti canadesi e americani.
All’ordine dei lavori figurava il potenziamento di Europol, la eventuale revisione degli accordi di Schengen e una serie di altre “misure di sicurezza” non comunicate ai media.
Cosa c’entrasse il ministro USA della giustizia con le misure di sicurezza interne alla UE non è chiaro solo agli ingenui. Continua a leggere

CONSIDERAZIONI PERSONALI SU UN RECENTE ATTENTATO E RAFFRONTO CON UNO PIÙ LONTANO NEL TEMPO di Antonio de Martini

Il primo effetto è otto gli occhi di tutti: piazze piene dappertutto ma nessuno più che imprechi contro il proprio governo. Adesso hanno un nemico esterno da odiare, l’Islam. Continua a leggere

12 MORTI A PARIGI TRA CUI IL GRANDE VIGNETTISTA WOLINSKI . ATTENTATO TERRORISTICO A CHARLIE HEBDO.

Il giornale satirico si era illustrato per delle vignette umoristiche su Maometto che non hanno fatto ridere nessuno, ma dato notorietà oltre confine alla rivista.
È troppo presto per qualsiasi ipotesi di moventi a commento del delitto.

Quello della vendetta per le vignette è il movente più scontato e banale, ma il momento internazionale scelto lascia immaginare almeno altri tre o quattro mandanti, tutti legati a scenari del Vicino Oriente. La scelta delle armi, quando sarà nota, consentirà di ammettere o meno l’ipotesi dei “lupi solitari”.

La Francia era tutta intenta a lamentarsi per essere passata dal quinto al sesto posto nella graduatoria economica mondiale e a commentare le dimissioni del segretario generale della CGT e di colpo ha conosciuto una tragedia che eclissa tutte le lamentele.

Alcuni ammaestramenti sono però possibili già ora.

a) le “rigorose misure” antiterrorismo si sono dimostrate inefficaci anche in questo caso. Il terrorista colpisce nel punto più sguarnito e di maggior impatto mediatico e la difesa con le sentinelle ha carattere inefficace, demenziale e burocratico.

b) la cultura della sicurezza a tutti i costi – in particolare a costo delle libertà individuali- produce solo effetti negativi ma non garantisce benefici di sorta.
Un sistema vecchio stile , ad esempio mettere un poliziotto in borghese all’edicola o al bar vicino, avrebbe quanto meno consentito una reazione o un inseguimento dei terroristi in fuga dopo il colpo. Il sistema è stato criminalizzato da magistrati – anche italiani – che hanno incriminato chi ha sparato a criminali in fuga.

c) la Francia che ha adottato un profilo alto nelle iniziative militari aggressive in Libia , in Siria e nel Mali si trova oggi di fronte a una situazione non imprevedibile a un obiettivo annunziato e dopo che il sistema di controllo alle frontiere si è dimostrato permeabile in uscita ( 2000 jihadisti andati in Siria) che in entrata ( 2 jihadisti annunziarono il loro rientro e la polizia di frontiera incredibilmente non riuscì a fermarli in aeroporto).

d) Hollande vede finalmente l’opportunità di vestire i panni del rappresentante della Nazione e far dimenticare la sua inadeguata capacità di governo, inettitudine economica e disattenzione sociale.
La politica ” imperiale” che ha voluto seguire come scorciatoia verso la popolarità ( come Sarkozy) ha portato i suoi frutti.
Cicerone diceva che non sapere cosa è accaduto prima di noi, è rimanere bambini.

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