Archivi Categorie: Storia

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

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Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.  Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

INTERVISTA A DAVIDE GIACALONE SULLA BANCA D’ITALIA E LA SUA PRIVATIZZAZIONE. E’ ILLEGALE?

In questo video Davide Giacalone spiega con precisione di argomenti e illustrando gli antefatti il pasticcio della privatizzazione della Banca d’Italia, Le sorti della riserva aurea e cosa si è fatto contro il parere motivato della Banca Centrale Europea.

UNA RISPOSTA MEDITATA ALLA RELAZIONE DI LUIGI ZINGALES DA GIORGIO VITANGELI

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Pubblico con grande piacere e un pizzico di pigrizia il commento di Giorgio Vitangeli alla relazione che Luigi Zingales ha fatto, che Il Foglio ha pubblicato avant’ieri, alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Condivido personalmente ogni punto e spero che ciascuno dei lettori lo commenti e lo faccia circolare.
“Caro Tonino, grazie della citazione, ma non scherziamo:  Zingales è un noto economista, alfiere di un liberismo che da sempre avverso, e, che si diletta a volte di fare il giornalista; io sono semplicemente un giornalista economico, anche se quasi tutti ormai, dopo cinquant’anni che scrivo, mi chiamano “professore”, e mi presentano come economista. Ma io ci tengo sempre a chiarire. Son mica un Oscar Giannino….

Gli economisti, peralro, spesso  sono solo dei ragionieri in grande (attento Zingales…), con tutto il rispetto per i ragionieri, specie quelli di un tempo

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Ucraina: la crisi come conseguenza di strategie superate e due pregiudizi obsoleti: La Germania fa correre un rischio di guerra alla Unione Europea. di Antonio de Martini

Quando lo Stato Maggiore tedesco diede il via all’ “operazione Barbarossa” nel primo giorno d’estate del 1941, per  quasi trenta giorni avanzò distruggendo in media due divisioni di fanteria e una brigata corazzata al giorno, si aprì la via di Mosca e quella del Caucaso: aveva conquistato l’Ucraina.

Mosca dista 460 km dal confine ucraino,   Continua a leggere

LA BANCA D’ITALIA CONFESSA NEL SUO SITO CHE L’ORO È SOLO IN DEPOSITO, MA SCONFESSA NEI FATTI CHE NE POSSA DISPORRE. di Luca Tribertico

Una confessione della natura pubblica, non privata, delle riserve auree e una considerazione.

La stessa Banca d’Italia, in una pagina del suo sito http://www.bancaditalia.it (http://www.bancaditalia.it/sispaga/riserve/nazionali) riconosce che essa “gestisce” – non “è proprietaria” – le riserve “nazionali” – non “private” – in valuta e in oro.

Buona parte delle nostre riserve auree nazionali sono custodite dalla Federal Reserve (presumibilmente dalla Federal Reserve Bank of New York, quindi a Manhattan).
Secondo il diritto italiano – e secondo il diritto mercantile o Lex Mercatoria internazionale – il deposito di denaro o altre cose fungibili, come l’oro, comporta l’obbligazione del depositario di restituire non le stesse cose ma altrettante della stessa specie e qualità.

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ZINGALES ALLA CAMERA. AMMETTE TUTTO DICE QUALCOSA E AFFIDA AL SEMESTRE EUROPEO LA RINASCITA SOTTO FORMA DI CASSA INTEGRAZIONE CONTINENTALE di Antonio de Martini

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Pubblico – da IL FOGLIO – l’intervento con cui la Commissione Finanze della Camera pensa di farsi assolvere in una Norimberga prossima ventura.  
Hanno interrogato Luigi Zingales , noto economista e giornalista, per sapere cosa fare, anche se non mi risulta avesse previsto il cataclisma come invece ha fatto Giorgio Vitangeli.
L’intervento è comunque interessante per due versi: da una parte dice chiaramente, sussurrando si intende, che il dividendo dell’Euro è stato dilapidato sia dalla destra che dalla sinistra invece di usarlo per ridurre il deficit e che se l’avessero fatto adesso avremmo il deficit all’80%.  Fa il parallelo da me spesso fatto con l’unità italiana ( siamo la Calabria della situazione) .
Dice anche una cosa molto importante, ma “en passant” : una via percorribile è l’uscita dall’ Euro dall’alto  ( ossia uscita della Germania e soci) mentre dal basso ( ossia dell’Italia) sarebbe rovinosa.

Ora bisogna che qualcuno dica a costoro e non solo alla commissione Finanze, se necessario brutalmente, che il semestre europeo non può esser loro affidato. E dica a brutto muso ai partners europei che si è partner nella buona e la cattiva sorte o non lo si è per niente.

Zingales, nel testo, cita un aneddoto russo che ricorda come i contadini durante le epidemie uccidessero i medici. Lo tenga a mente al momento in cui tira fuori il ricettario.

RELAZIONE ZINGALES ( non rivista dall’autore)

“Vorrei cominciare la mia presentazione con fatti molti semplici, ma spesso dimenticati nel dibattito politico. Se voi guardate la prima slide (vedi grafico numero 1, qui a lato) che presento, questa è una illustrazione molto semplice di cosa è successo ai principali paesi europei – ci sono anche Stati Uniti e Giappone – nel periodo che va dall’ introduzione dell’euro a oggi.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA PASSA SU YOU TUBE . DOCUMENTI IN VIDEO ASSIEME ALLE ANALISI GEOPOLITICHE.

nell’intento di ammodernarmi cerco di imparare a inserire dei filmati nel blog. Chiedo a chi li ha già visti di pazientare un minimo. Buona visione a coloro che non li avessero visti.

FRANCIA E ITALIA: IERI GEMELLATE DA EROS, OGGI DAL PECORECCIO. di Antonio de Martini

Dopo le grasse risate e gli ammiccamenti della sinistra europea fatte su Berlusconi – che comunque non si è mai rifiutato di trattare con prodigalità le sue conquiste – la stampa francese ( e noi dietro) dopo il linciaggio di Dominique Strauss Khan e degli sfottò alla Tierweiler, se la prende con lo scialbo Presidente Hollande.

Se fosse l’uomo brillante che non é potrebbe dire – come Newton – che ha fatto quel che ha fatto perché era sulle spalle di giganti che lo hanno preceduto. e questi giganti sono il frutto di una costanza di rapporti italo francesi che affondano le radici nel medio evo, se non ai tempi di Cesare. Continua a leggere

PERCHE’ L’ORO DI BANKITALIA APPARTIENE AL POPOLO ITALIANO E NON ALLE “BANCHE PARTECIPANTI”. ( seconda parte) di Mario Esposito

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continua dal post di ieri col medesimo titolo.

 L’ORO E’ ANCHE UNA GARANZIA PER RECEDERE DALL’ EUROSISTEMA

L’oro rappresentava – e rappresenta oggi ancora , se è vero, come pare non possa smentirsi, che l’Italia potrebbe recedere dall’ Eurosistema ( diversamente, il conferimento della funzione monetaria  nel SEBC non sarebbe tale, trattandosi, pur a dispetto di ogni evidenza normativa di una cessione definitiva) -  un bene strumentale  all’esercizio di un ufficio sovrano, delegato alla Banca mediante la sua stessa istituzione e, poi,  ulteriormente regolato con le modifiche successivamente intervenute. Continua a leggere

ALLA RICERCA DELL’IDENTITÀ ITALIANA. di Massimo Morigi

Come in nessun’altra democrazia rappresentativa occidentale, l’Italia, con la sua involuzione verso il dominio delle oligarchie finanziarie, si presta alla più perfetta dimostrazione della “legge ferrea dell’oligarchia” di Robert Michels: se sul piano dell’enunciazione ideologica le élite al potere e i partiti politici dichiarano piena adesione alla democrazia, de facto, costantemente operano per una sempre maggiore restrizione degli spazi di libertà.

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