Category Archives: costume politico

ANTITERRORISMO: UNO SGUARDO COMPARATIVO CON LE MISURE FRANCESI. di Antonio de Martini

Il “pacchetto antiterrorismo” francese è stato reso noto ieri ed è esemplare di una improvvisazione non sterile, corretto nel metodo di presentazione all’elettorato e mostra di aver appreso alcune lezioni, specie sul controllo dei detenuti e dei sospetti. Continua a leggere

IL RAPIMENTO E IL RISCATTO DELLE DUE VISTO DA WASHINGTON.

A commento della restituzione alle famiglie delle due “segnorinelle” pubblico il commento scritto nella Washington newsletter del giornalista Oscar Bartoli” che vive costì e al quale chiedo venia per questo ” prelievo”. Il testo è stato scritto in risposta a un lettore di Avellino. Continua a leggere

ESCE DI SCENA IL CROMWELL DELLA REPUBBLICA. STA PER TORNARE LA MONARCHIA DC. (Seconda parte)

Il mio candidato ideale è Mario Draghi. Ha competenza economica, è stato allievo e assistente di Federico Caffé che lo preferì al mio amico Gianni Ruta, direttore generale al tesoro, ha lavorato al FMI, è stato governatore della Banca d’Italia ( nominato dal centro destra) ed ora è presidente della BCE. Continua a leggere

ESCE DI SCENA IL CROMWELL DELLA REPUBBLICA . STA PER TORNARE LA MONARCHIA DC? di Antonio de Martini

” Giorgio il freddo” uno dei pochi napoletani che , come me, non gesticola parlando, ha rivestito un ruolo di ” Lord Protettore” del regime nella vana attesa che il Parlamento riuscisse a produrre qualcosa di simile a una legge elettorale ( l’attuale è stata dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte) e un governo stabile che legiferasse e sfangasse il semestre di presidenza della UE.
Il semestre è passato e questo è tutto quanto è Napolitano riuscito ad ottenere a prezzo di un grave sacrificio di salute e familiare. Continua a leggere

JE SUIS AHMED, NON CHARLIE. SPIACENTE. di Antonio de Martini

Gli aspetti paradossali della tragedia parigina non cessano di stuzzicarmi: l’occidente – per occidente intendo gli USA- hanno ammazzato oltre un milione di persone abitanti nei paesi arabi e immediati dintorni dal 2003 a oggi con la partecipazione attiva di quasi tutti i governi europei, eppure non appena un arabo sbarca da noi, ci industriamo a compiacere lui e a rispettare la sua cultura, la stessa che abbiamo cercato di distruggere a suon di bombe quando stavano tranquilli a casa loro. Continua a leggere

DUE NAUFRAGI IN ADRIATICO. AFFONDANO SOLO LE NAVI?

Due navi si sono scontrate al largo del porto di Ravenna. Un’altra si è incendiata a sud delle a Tremiti.
Nell’immaginario collettivo, un’ altra nave italiana finisce alla deriva, si nasconde il numero reale dei morti dietro la voce ” dispersi” per non offuscare il record di Schettino mentre perdura il processo e ci si consola col fatto che il capitano di oggi – di cui non è stata resa nota la nazionalità – questa volta è sceso per ultimo. Continua a leggere

SCANDALO A ROMA: LE IMPLICAZIONI SINDACALI DI CUI TACCIONO TUTTI. di Antonio de Martini

Con questi appalti fasulli siamo nel ” terzo settore” quello da cui Renzi si aspetta il rilancio economico e i valori sociali.
Quello che viene chiamato dei ” servizi alla persona”. Forse sarebbe meglio chiamarli meglio ” sevizietti”.

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MONTEPASCHI È SOLO UNA DELLE FONDAZIONI BANCARIE DA INDAGARE. BREVE STORIA DI UNA APPROPRIAZIONE INDEBITA. di Antonio de Martini

La storia delle avventure del Monte dei Paschi è degna di un Pirandello dei momenti migliori.

Molti si chiedono cosa siano mai queste “FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA” che ad ogni scandalo appaiono e scompaiono come fuochi fatui sul cimitero dell’economia italiana.

Giuliano Amato, dovendo privatizzare le banche ( durante la crisi del 1992/3), ebbe l’idea di creare una serie di fondazioni bancarie, conferendo loro la proprietà delle azioni delle banche.

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FREGATE E FREGATURE: LA MARINA STA PER SPENDERE 6 MILIARDI PER NUOVE NAVI. SONO INDISPENSABILI? UNA PROPOSTA ALL’AMMIRAGLIO DE GIORGI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Le misteriose pieghe del bilancio italiano non smettono di stupirmi.                                                     Avevo appena tirato un sospiro di sollievo per il risparmio di un paio di miliardi in via di realizzazione sugli aerei F35, quando scopro che la nostra Marina Militare si appresta a firmare un contratto di 5,8 miliardi si euro per dotarsi di cinque vascelli polivalenti, con un esborso netto di 4,8 miliardi e interessi sul prestito ventennale per 1,3 miliardi di euro. Continua a leggere

IMMIGRATI E IMMIGRAZIONE, CAPIRE IL PROBLEMA E ACCETTARE LE MIE SOLUZIONI ( al diavolo la modestia) di Antonio de Martini

 Questo post è stato pubblicato sul “Corrieredellacollera.com ” del 6 aprile 2011. Ribbloggato nel maggio 2013 e sarebbe bene rileggerlo anche oggi. Lo ripubblico ampliandolo. Se non volete immigrati, fate figli. Non dovrebbe essere difficile. La prossima settimana ripubblicherò le due proposte sui temi della immigrazione che possono fermare la strage dei clandestini in gommone. E rallentare l’emigrazione dall’Africa.

“Una serie di attacchi isterici hanno costellato  lo stillicidio degli arrivi di audaci navigatori improvvisati che solcano il Mediterraneo con navigli più fragili di quelli di Ulisse tremila anni fa.  Sono giustificati gli attacchi di isteria o gli sbarchi?  Rispondo prima  con un aneddoto e poi coi numeri.

 Qualche anno fa  a cena con un anziano colonnello britannico  nel senese, gli chiesi  come mai un patriota avesse optato di venire a vivere  in Italia i suoi ultimi anni, invece di rimanere in Inghilterra.

La risposta è stata illuminante e la riporto come la ricordo: “prima della prima guerra mondiale, l’omosessualità veniva sanzionata con la prigione, ricordiamo tutti Oscar Wilde. Dopo la guerra mondiale è mano a mano stata tollerata. Dopo la seconda guerra mondiale  è diventata alla moda. Sono venuto via prima che diventasse obbligatoria”.

Adesso sono pronto a rispondere  in maniera articolata, ma considero questa storiella un effetto  non secondario del fenomeno che ci minaccia di estinzione culturale.

 Rispondo subito che entrambe le azioni rispondono  alla logica della vita. Noi stiamo morendo e loro stanno per sostituirci  nel mondo Mediterraneo e la natura per affrettare la nostra disparizione, inserisce elementi aggiuntivi su cui moraleggiamo tra fautori e censori, senza arrivare al cuore della questione.

Una cultura per durare oltre il quarto di secolo ( una generazione) deve avere  – è provato dalla scienza demografica – un tasso di crescita che assicuri il ricambio, ossia  almeno il rimpiazzo dei morti.  Il tasso di fertilità femminile per assicurare il ricambio è di 2,11 figli a famiglia.

In tutta l’ Europa occidentale, il tasso di fertilità femminile è di 1,5 figli a famiglia. Una bella fetta  degli Europei attuali,  ha quindi optato per l’acquisto del nuovo televisore  e della lavatrice piuttosto che per l’allevamento del secondo figlio.  Storicamente è provato che tutte le  culture  di cui abbiamo notizia  e  che sono andate al di sotto del  1,9 figli a famiglia, non sono più riuscite a risalire la china. Non è mai successo.

Quale cultura sparirà per prima?  Il tasso di fertilità spagnolo è di 1,47; quello olandese , del 1,66; La Francia ( dopo la cura Debré e gli incentivi) 1,96;L’Inghilterra 1,91; l’Italia 1,39; la Germania 1,41 e il Giappone 1,2. ( tra 30 anni la sua popolazione diminuirà di sessanta milioni di unità !).

I tre paesi sconfitti nella guerra mondiale ( Giappone, Germania, Italia)  hanno  subito in questi ultimi 60 anni le pressioni di una serie di lobbies che invitavano a limitare le nascite, invitavano a migliorare il livello di vita , a risparmiare i ventri delle mamme che andavano sformandosi ecc. La cultura omosessuale è stata incoraggiata in nome della libertà di espressione e di scelta.

Gli Stati Uniti sono invece  a livello del ricambio con 2,0 di fertilità per famiglia .

Se prendiamo paesi in via di sviluppo, vediamo ad esempio la Tunisia che in questo periodo ci sta invadendo con migliaia di giovani,  vediamo che nell’ultimo ventennio  il loro tasso di natalità è passato da ( cito a memoria) circa 6 figli a famiglia a 2,6 . L’Egitto era  a circa otto figli.  Oggi i Filippini sono al livello di 3,2 figli a famiglia.

La lingua di Dante  Alighieri è dunque in via di sparizione, a meno che non ci premuriamo di trasmetterla agli immigrati. Il cardinale Biffi di Bologna  ci invitò, anni fa  a favorire  l’immigrazione dei filippini con la motivazione “che almeno sono cattolici”.

Personalmente preferirei conservare piuttosto la cultura mediterranea e tra queste quella italiana.  Le zone dove l’italiano è meglio conosciuto sono la sponda sud prospiciente la Sicilia, il corno d’Africa e la sponda dell’Adriatico in senso lato, includendo Romania e dodecaneso.  Ecco perché non mi straccio le vesti di fronte alle immigrazioni anche di massa.  L’arma della educazione è ancora nelle nostre mani, la disponibilità  ad apprendere esiste, molti già parlano il dialetto, il che significa che la buona volontà ad apprendere c’è, ma non quella di insegnare la lingua ( per non parlare della cultura).

Un cittadino del  mediterraneo sa già molto della nostra cultura. I filippini  sanno qualche giaculatoria e non so con quanta convinzione la recitano. Un esempio: durante l’anno santo la polizia mise le mani su un gruppetto di quattordici  filippine che esercitava la prostituzione  in abbigliamento ecclesiastico.

I controlli condussero a un rimpatrio alla chetichella: erano proprio suore.

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