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IL 13 MAGGIO DI CINQUANTACINQUE ANNI FA DE GAULLE TORNAVA AL GOVERNO. IL 5 OTTOBRE NASCEVA LA NUOVA REPUBBLICA. NOI LA STIAMO ANCORA ASPETTANDO. di Antonio de Martini

E c’è chi dice che gli italiani sono incostanti. Per oltre mezzo secolo la Democrazia Cristiana è riuscita ad impedire l’ammodernamento dello stato che già nel 1960 si era capito essere necessario. Tutto è cominciato da lì, ma sta per finire.

La vicenda ha inizio Oltralpe. Finita la guerra mondiale, i partiti della vecchia Repubblica che avevano portato la Francia alla sconfitta, ” liquidano” De Gaulle che aveva interpretato la volontà di resistenza della Nazione dopo aver previsto la sconfitta del 1940 – anche nei dettagli – con il suo bel libro ” Il filo della Spada” ( tradotto in Italia con trenta anni di ritardo ed ” Il Borghese”. 1964) e previsto nel suo appello alla Resistenza, termine del quale è l ‘inventore, anche la rivincita.

Tornati alle vecchie abitudini e alle liti tra cattolici ( MRP) e socialisti ( SFIO) i partiti sono paralizzati dal timore di una reazione dei francesi di fronte ai problemi della decolonizzazione nella penisola Indocinese e nel Maghreb.
Governanti individualmente anche capaci come Guy Mollet e Georges Bidault, si alternano, contrastano e paralizzano, mentre il paese decade e l’estrema destra cresce nutrita dalla frustrazione della sconfitta militare di Dien Bien Phu e dalla logorante guerra d’Algeria.

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IL NUOVO PRINCIPE ” GRAMSCIANO” È L’ORDINE GIUDIZIARIO: GODE COME IL PRINCIPE MEDIOEVALE DI IMMUNITÀ E IMPUNITÀ SULLE PROPRIE AZIONI E DI POTERI ASSOLUTI SULLA LIBERTÀ DEGLI INDIVIDUI. di Antonio de Martini

Vedo un ennesimo segnale del nostro provincialismo nella miopia a riconoscere il carattere globale di alcuni fenomeni sociopolitici, come ad esempio il rafforzamento del ” partito dei giudici” in sempre piu numerosi paesi, mentre noi evitiamo ogni analisi e preferiamo ritenerlo una sorta di baruffa locale verso un singolo e i suoi amici.

Ritengo invece che il fenomeno stia assumendo la forma e i contenuti di un quasi ritorno al biblico ” governo del giudici” privilegiato da Jahvé, rispetto al sistema ” monarchico” di prevalenza del potere esecutivo, tollerato dal Dio biblico, obtorto collo, a causa della insistenza del popolo di Israele per essere governato da un re-guerriero ” come gli altri popoli” invece che dai giudici.

In questo stesso istante, in Egitto, Pakistan, India, Stati Uniti, Italia, Spagna, Francia, sappiamo esistere – senza pretese esaustive di conteggio – conflitti tra l’ordine magistrale ed il potere esecutivo, per determinare una prevalenza della magistratura rispetto ai governanti eletti, presentata come lotta per l’autonomia ma che in realtà è una guerra di indipendenza che fa seguito all’ottenimento della completa immunità de facto , precede l’assunzione del controllo politico e si è già sostanziata nella ” correzione” di importanti equilibri istituzionali.

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FEMMINICIDIO OVVERO IL SUICIDIO DELL’INTELLIGENZA. IOSEFA IDEM REMA NEL SENSO SBAGLIATO. ALFANO NON SEGUA LA CORRENTE. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Non bastava una tedesca a spiegarci quel che dobbiamo fare in economia e così ce ne hanno affibiato un’altra.
il neo ministro Josefa Idem vuole creare una Task Force per fare un intervento legislativo sul ” Femminicidio”.
Bisogna essere mortalmente stupidi per accettare l’idea di fare una nuova legge sull’omicidio distinguendo tra l’uccisione di un uomo e quello di una donna, considerando quindi non uguali gli esseri umani e più sanzionabile l’omicidio di una femmina.

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DA ” REPUBBLICA” DEL 29 APRILE.L’ ARTICOLO DI FEDERICO RAMPINI SPIEGA COME E’ SUCCESSO CHE DUE PROFESSORI ABBIANO FATTO LICENZIARE TRE MILIONI DI PERSONE IN ITALIA E IN FRANCIA E SEI IN SPAGNA (OLTRE A MEZZA GRECIA). MA NON SPIEGA CHI PAGHERA’ I DANNI.

http://corrieredellacollera.com Per celebrare il millesimo post di questo blog, pubblico , da un giornale che so poco letto dai lettori del blog, un articolo di Federico Rampini sul famoso errore dei due “scenziati” che ha provocato un disastro economico in dodici milioni di famiglie del continente europeo. L’OCDE , pagato solo per fare conti, non se n’è accorto, come non se ne sono accorti l’ISTAT e il FMI, La Banca Centrale Europea, BANKITALIA, la BUNDESBANK e compagnia cantante.

Chiediamo troppo se ai dodici milioni di disoccupati ( che hanno pagato per la svista E l’imbroglio) diciamo che a loro dovrebbero aggiungersi i capi economisti di questi istituti? Il Presidente dell’Istat e il direttore generale della Banca d’Italia sono già stati cacciati e relegati al governo in mezzo agli altri somari, ma non credo che ci accontenteremo.ndr

È apparso come star nel popolare talkshow di satira politica The Colbert Report. Se l’è meritata davvero questa fama Thomas Herndon, che prepara la sua tesi di Ph.D. alla University of Massachussetts di Amherst.

Il premio Nobel dell’economia Paul Krugman gli dà atto di avere «confutato lo studio accademico più autorevole degli ultimi anni». Scoprendovi degli errori banali, imbarazzanti per gli autori.

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FAVE E PECORINO

Ogni tanto mi ritrovo a dover mangiare un classico piatto povero romano consistente in una “abboffata” di fave ( crude) con il formaggio pecorino.
Non mi piace particolarmente, specie se il formaggio è stagionato, ma è come la vaccinazione obbligatoria, ogni tanto tocca passarci.
La conseguenza la conosco: dopo la bevuta, ho difficoltà a dormire e ad onta di lunghe sorsate d’acqua vengo perseguitato da un persistente senso di bocca impastata che mi fa pensare di aver esaurito la saliva in bocca una volta per tutte.
Ho provato la stessa sensazione ieri sera quando ho saputo che nel nuovo governo il ministro della Difesa sembra sia ancora una volta, Gian Paolo Di Paola.
Comincia male.

PROBLEMA. ABBANDONARE L’EUROPA O RICONQUISTARLA? di Antonio de Martini

Il primo maggio è la festa dei lavoratori e il 5 la festa dell’Europa.

Anafesto ( nome orribile) chiede cosa dovremmo fare nella presente situazione politica di crisi generale. Gli ho risposto tra i commenti, ma trascrivo il tutto su una pagina del blog, in quanto credo che sia il cuore del problema italiano e quindi di interesse generale. Anche chi vuole votare o partecipare alle elezioni, vi trova la risposta: la nostra meta è l’Europa, ma non quella della Merkel ne quella trans.

Ecco la domanda di Anafesto che mi ha scatenato la risposta che seguirà:

” Che cosa dovremo fare?

Credo che almeno dai tempi del Macchiavelli si sappia che uno stato per essere tale deve fare 4 cose in croce:

1 – coniare moneta sovrana.

2 – gestire delle politiche interne per il bene della popolazione.

3 – avere delle politiche estere in sintonia con quelle interne.

4 – gestire un esercito per varie ed eventuali.

veniamo ai fatti:

1 – La moneta non è sovrana ma è presa a usura da privati (BCE).

2 – Un’entità non ben definita, chiamata Europa, decide le nostre politiche interne.

3 – Siamo una colonia e i colonizzatori decidono quali devono essere le politiche estere, vale anche il vecchio detto: se vuoi sottomettere un popolo, educane i figli (vediamo la pervasività dei film d’oltre oceano e pure delle metodologie di istruzione, con specializzazioni ossessive, senza il minimo retroterra culturale).

4 – L’esercito, pagato dal popolo italiano, è alle dipendenze di una inquietante entità chiamata NATO, comandata da oltre oceano e con un viscido portavoce europeo.

Sull’euro non ci è concesso di discutere, nemmeno su questa Europa (TINA), figuriamoci poi sulla NATO se, anche per l’Italia, esiste l’equivalente della “Die Deutsche Karte” citata più volte dal generale tedesco Gerd Komossa che sancisce che la Germania sarà colonia degli anglofoni fino al 2099.

Quali altre soluzioni ci sono concesse?

Ecco la mia risposta ( che forse allungherò). Continua a leggere »

IDEE PER UN’AZIONE DI GOVERNO DI UNITÀ E RIPRESA NAZIONALE

Per la prima volta dai tempi del CLN in Italia si è costituito un governo di Unità e Ripresa Nazionale imposto dalle circostanze e dal Presidente della Repubblica.
Siamo entrati alla quasi unanimità in un regime di egemonia politica del Presidente rispetto al Parlamento; più per ammissione di impotenza delle forze politiche che grazie al viatico dell’elettorato, come proponeva Randolfo Pacciardi già cinquanta anni fa assieme al fior fiore dei costituzionalisti italiani.

Le conseguenze di questa mancata legittimazione democratica non sono poche e includono, in caso di fallimento dell’esperimento, il rischio di un ulteriore declassamento del nostro paese nel contesto delle nazioni e forse un conflitto aperto.
Si tratta di una eventualità che va ricordata alle mosche cocchiere che gridano al ” tradimento dell’elettorato” che in questi lunghi anni hanno allegramente fottuto appropriandosi di tutti i denari pubblici che hanno potuto.

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L’ULTIMO TESTO DI GIANO ACCAME SUL PRESIDENZIALISMO DOVE SI SCOPRE CHE QUESTA TESI NON È DI DESTRA NÈ DI SINISTRA.

Ripubblico il post del 9 novembre 2010 in cui Giano Accame presenta per il Presidenzialismo con un excursus che mi pare stia per tornare utile a quanti vogliano seguire l’attualità che si preannunzia..
Gli chiesi un pezzo per ” Il Corriere della Collera” e lui mi diede questo suo articolo scritto in memoria degli sforzi fatti per una Repubblica che ha aspettato per tutta la vita.


L’attivarsi del dibattito sul presidenzialismo è di buon auspicio per il 2009, un anno che potrebbe finalmente portare positive riforme nella seconda parte meccanica della Costituzione. Vi sono infatti obiettivi tra i più avanzati e apprezzabili nella prima parte programmatica della Costituzione la cui applicazione è rimasta carente anche perché i meccanismi istituzionali approvati a suo tempo dai costituenti ci hanno dato dei poteri democratici troppo deboli.

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LE LODI AL TEMPO PASSATO SONO CONSOLATORIE, MA FANTASIOSE. di Antonio de Martini

Una nota per i lettori più giovani.
Quando si è scontenti del tempo presente – tutti i giovani lo sono – si tende a fantasticare su un passato reso mitico da professionisti con pubblicazioni e libri.
In realtà, i difetti dell’uomo sono sempre gli stessi.
Vi offro un unico esempio per non diventare barboso: avete tutti letto dello scandalo della ” sanità pugliese”. Ebbene, se andate sul ” Corriere della Sera” del 30 marzo 1995,

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PARTITA RIMANDATA PER MANCANZA DI GIOCATORI SOSTITUITI DALL’ARBITRO, MA QUALI SONO I POTERI DEL PRESIDENTE? QUALI I LIMITI? di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Silvio Berlusconi si mostra sorridente, come inconsapevole che la sua partita è soltanto rimandata al 2014 e il suo partito ed il suo staff hanno avuto un ruolo perché non hanno dato segni di vita.
Giorgio Napolitano, che conta di essere ricordato come l’ultimo presidente della prima Repubblica ed il primo di quella nuova, nella lotta tra Bersani e Berlusconi è l’unico che abbia dimostrato di saper fare politica.
Non si illude di riuscire a completare il settennato. Ragionevolmente riterrà di gestire la situazione per non piu di diciotto mesi.
Non va dimenticato – come hanno fatto i media – che ha avuto cinquanta franchi tiratori e che l’Italia non è più una democrazia sospesa, come col primo governo Monti: ormai è un regime.

La Democrazia consiste nella scelta tra due ( almeno) alternative.

La prassi politica suggerisce che si ha un regime, quando la situazione non ha alternativa e questa è una fattispecie da manuale.
L’anziano presidente ha mutuato dal diritto romano l’istituzione della dittatura a tempo in presenza di un grave pericolo ( all’epoca, un semestre, oggi tre). Il pericolo è l’inconsistenza della intera classe politica. Ma può il Presidente fare ciò che ha fatto?

La nostra Carta Costituzionale è ambigua:

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