Category Archives: Politica Estera

AUTORITÀ PALESTINESE: UN NUOVO ASSE CON LA TURCHIA? di Antonio de Martini

Mahmoud Abbas, alias Abu Mazen, il giorno 26 settembre alle Nazioni Unite ha fatto un discorso lungo e ” duro.”
Ha iniziato dicendo che nel suo intervento dalla tribuna dell’ONU del 2012 aveva preannunziato ” una nuova nabka” contro i palestinesi e che questo evento si è adesso verificato nella indifferenza generale.
Un attacco nemmeno troppo velato alle Nazioni Unite, agli USA e a Israele.

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Protetto: TURCHIA-USA IN ROTTA DI COLLISIONE. OGNUNO DEI DUE ACCUSA L’ALTRO DI AVER COMBINATO GUAI NEL LEVANTE. HANNO ENTRAMBI RAGIONE, MA GLI USA ATTACCANO CON LE AGENZIE DI RATING E LA “DEMOCRAZIA MAGGIORITARIA”. ERDOGHAN RISPONDE PER LE RIME. di Antonio de Martini

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TURCHIA-STATI UNITI. DOPO IL FIASCO INIZIA LA RESA DEI CONTI NELLA LEGA ANTI SIRIA. CON RIVELAZIONI INTERESSANTI E CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI. di Antonio de Martini

Quando una coalizione fallisce i suoi obiettivi, iniziano le recriminazioni tra alleati.
Quando queste recriminazioni avvengono in pubblico e a ridosso di momenti elettorali delicati, si rischia di diventare ex alleati o addirittura avversari.

I rapporti tra USA e Turchia non stanno reggendo alla prova del fallimento dell’operazione ” cacciate Assad” ed è un fatto gravido di conseguenze trattandosi dei paesi cui appartengono rispettivamente il primo e il secondo esercito della NATO.

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IRAN: IL DESTINO DI ROUHANI APPESO ALLA RIUSCITA DEL NEGOZIATO NUCLEARE. di Antonio de Martini

Il Gruppo ” Ansar I Hezbollah” (I guerrieri del partito di Dio), dopo un periodo di sordina seguito alla sconfitta del candidato di Ahmadinejad del giugno 2013, stanno riprendendo piede, segno evidente che i risultati politici del presidente Hassan Rouhani tardano a venire e il fronte dei conservatori ha ripreso speranze e si riorganizza per dare battaglia.

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SIRIA-IRAK : IL CONGRESSO NEGA ” CARTA BIANCA” AL PRESIDENTE. FINITI I TEMPI DEGLI ASSEGNI IN BIANCO. di Antonio de Martini

Ieri, giovedì, il Congresso USA ha votato le condizioni per assecondare la ” Nuova Strategia” di Barak Obama verso Siria e Irak.
Si accontentano di poco: ogni 90 giorni, dovrà riferire al Congresso, con una relazione che faccia il punto dei progressi ottenuti; il numero dei combattenti addestrati; l’elenco analitico dei gruppi siriani selezionati per gli aiuti; l’utilizzo delle armi e degli equipaggiamenti forniti.

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I CRISTIANI D’ORIENTE A WASHINGTON A CONFRONTO CON BARAK OBAMA RIFIUTANO DI CHIEDERE IL DISARMO DI HEZBOLLAH. di Antonio de Martini

Il Presidente Barak Obama ha ricevuto i sei  leaders religiosi cristiani del Levante ( vds accenno nel post precedente sul Libano). Assente la rappresentanza protestante e presente in spirito il Papa Francesco che ha lanciato un altro appello contro la guerra.

Sapendo di essere sullo stesso terreno minato della scorsa primavera, il presidente si è mosso con cautela cambiando il proprio linguaggio abituale : ha usato il termine ” governo siriano” invece che “regime”, ed ha riconosciuto che i cristiani d’Oriente in questi anni ” sappiamo che sono stati difesi dal governo Assad” in Siria”.

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LA VASTA COALIZIONE ANTITERRORE FA UN’ALTRA VITTIMA: IL LIBANO di Antonio de Martini

Nell’ansia di reclutare terroristi, ci sono figuri senza scrupoli che reclutano bambini.

John Kerry, ha reclutato il Libano nella coalizione antiterrorismo internazionale, al solo fine di far vedere che qualcuno aderisce alla coalizione mirante a “indebolire e distruggere” Abu Bakr al Baghdadi, che sta a 700 km da li. L’accusa di mancanza di scrupoli si basa su una serie di fatti: Continua a leggere

CRISI IRAK-SIRIA. L’Inghilterra annunzia il suo impegno: NIENTE SOLDATI IN IRAK, MA TRE BASI MILITARI NEGLI EMIRATI, “EAST OF SUEZ”.. di Antonio de Martini

Il Telegraf inglese, tra una amenità sul referendum scozzese e la gravidanza principesca, annunzia come “piano dello Stato Maggiore, non del governo” che oltre all’aeroporto di Al Minhad ( vicino Dubai) che viene usato come scalo verso l’Afganistan e ritorno, in previsione dello sganciamento dal quel paese, di stabilire tre basi rispettivamente in Oman, Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti.

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SIRIA-IRAK: LA VASTA COALIZIONE CHE NON C’È SPACCA I GOVERNI EUROPEI, LA NATO E LA LEGA ARABA. di Antonio de Martini

Lunedì prossimo il congresso degli Stati Uniti si riunirà per votare il finanziamento delle operazioni militari nello scacchiere mediorientale e valutare i passi intrapresi dal Presidente che chiede l’unanimità nazionale per questa nuova impresa militare ” open ended”.
Di certo, della ” vasta coalizione” annunziata dal presidente Obama, fanno parte, per ora, John Kerry che cerca di metterla in piedi e il generale John Allen che dovrebbe comandarla.

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ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI BARAK OBAMA CHE PUÒ RIASSUMERSI NEL DETTO NAPOLETANO ” L’ACQUA È POCA E ‘A PAPERA NUN GALLEGGIA”

Il discorso del presidente americano, tanto atteso, presenta Yemen e Somalia come due successi strategici, il ritiro dall’Irak causato da Al Maliki come una vittoria della sua politica di pace e l’assassinio mirato del capo degli Shabab e del vice di Al Baghdadi come pietre miliari della sua politica estera.

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