Category Archives: Medio Oriente

UN RICORDO DI RE ABDALLAH IL SAUDITA. di Giorgio Bassignana

Giorgio Bassignana, piemontese, è uno dei tanti italiani vissuti nel Levante. Suo fratello Edoardo fece amicizia con colui che divenne re Hussein di GIordania aiutandolo – erano bambini – a costruire gli aquiloni e poi divenne ingegnere FIAT. Pubblichiamo volentieri questo ricordo di un re e di due compatrioti che si sono fatti onore.

.È morto Abdullah bin Abdulaziz bin Abdurrahman bin Feisal al Saud, re dell’Arabia inevitabilmente Saudita.
Ma chi fu Abdulaziz? Continua a leggere

DECEDUTO RE ABDALLAH BEN ABDELAZIZ AL SAUD. di Antonio de Martini

La catena TV con notiziari continui Al Ikhbarya Ha annunziato il decesso, questa notte alle 01.00 del monarca citando un comunicato di palazzo reale. Continua a leggere

GUERRE ESTERNE E TERRORISMO. DUE STORIE DIVERSE . ( parte terza, la seconda è del 14 e la prima del13 /1). di Luca Tribertico

Il cerchio si chiude. Vedi ” Guerre esterne e terrorismo: due storie diverse”: storia numero uno.

Le decisioni di François Hollande ricevevano nel mese scorso un 19% dei consensi dei francesi. Nell’ultimo sondaggio sono schizzate al 40%.

(sondaggio Ifop-Fiducial: http://www.ifop.com/?option=com_publication&type=poll&id=2909)

Questo l’effetto degli attentati di Parigi sul rafforzamento del consenso del poco amato presidente della Repubblica francese:

http://static.guim.co.uk/ni/1421681508064/Hollandes_approval_rating.svg

A titolo di confronto, il consenso di G.W. Bush dopo gli attentati dell’11/9/2001:

http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2015/1/19/1421682329689/Picture182.png

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IL RAPIMENTO E IL RISCATTO DELLE DUE VISTO DA WASHINGTON.

A commento della restituzione alle famiglie delle due “segnorinelle” pubblico il commento scritto nella Washington newsletter del giornalista Oscar Bartoli” che vive costì e al quale chiedo venia per questo ” prelievo”. Il testo è stato scritto in risposta a un lettore di Avellino. Continua a leggere

L’ITALIA E IL TERRORISMO MEDIORIENTALE. QUALI RISCHI CORRIAMO E PERCHE’. di Antonio de Martini

Tempestivo l’intervento della polizia belga che ha debellato una banda che stava per colpire. Un autentico peccato che ci siano sempre morti o fuggiaschi che impediscono di portare a fondo interrogatori suscettibili di individuare i mandanti.

Come è noto, i mandanti possono essere diversi da quelli cui intuitivamente va il pensiero della pubblica opinione e/o degli analisti-

A riprova, possiamo citare un fatto recente: l’ex senatore democratico USA, Bob Graham, ha organizzato una conferenza stampa assieme a due deputati in carica,  il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch e la co-presidente dell’associazione delle vittime dell’attacco alle due torri ( vittime e sopravvissuti) Terry Strada.

All’epoca dell’attacco alle due torri, Graham era presidente della commissione intelligence del Senato.e co-presidente della commissione di indagne conoscitiva della commissione stessa sul luttuoso evento. George Bush jr segretò 28 pagine della commissione d’inchiesta sull’11 settembre. All’epoca, Joe Biden, Hillary Clinton e John Kerry chiesero invano  di togliere il segreto per mettere in imbarazzo l’amministrazione repubblicana e adesso Graham, con un comitato bipartisan, chiede che le pagine vengano desegretate, forse perché la campagna elettorale si avvicina a grandi passi e si vuole imbarazzare Jeb Bush ( anche Graham è ex governatore della Florida).la cui famiglia è da anni in affari coi Ben Laden.

Il segreto posto dall’allora presidente verterebbe sul fatto ,  già raccontato da ” il corriere della collera”,( non sapevo fosse segreto)   che la moglie dell’ ambasciatore saudita ( principe Bandar bin Sultan ” Bush”)  avrebbe finanziato uno degli attentatori delle due torri, nel quadro delle attività di beneficenza che ogni musulmano è tenuto a fare annualmente. Apparentemente nulla di illegale, ma probabilmente si ritenne che non si dovesse coinvolgere la famiglia reale saudita. Bandar Bush fu spedito in Egitto in esilio per un periodo per poi approdare alla direzione dei servizi segreti.

Come si puo vedere da questo episodio, i mandanti di un attentato possono cambiare col variare delle situazioni politiche.

Veniamo a noi.. Può l’Italia essere obiettivo di un attacco di estremisti musulmani arabi?  Ritengo di no.

1) Fin dal tempo delle crociate, gli italiani ebbero fama di gente con cui potersi “arrangiare” I primi riscatti vennero alla luce ai tempi di Saladino ( in un momento di calma pubblicherò un testo sull’argomento), l’ultimo riscatto è di ieri. Non si colpisce la gallina dalle uova d’oro, nemmeno se ogni tanto un uovo giunge a destinazione già succhiato.

2) E’ un fatto incontrovertibile che il piano di pace della U..E. ancora formalmente non smentito, fu approvato al vertice U.E. di Venezia in cui Aldo Moro diede scacco a Margaret Tatcher che si trovò isolata. Il piano prevede il riconoscimento dello Stato Palestinese e la restituzione dei territori conquistati da Israele nella guerra del 1967. I palestinesi stipularono in cambio una tregua che escludeva ogni azione militare sul territorio italiano e hanno mantenuto la parola. ( leggasi ” viaggio segreto di Nemer Hammad  ambasciatore di Arafat in Italia”. autore Alberto La Volpe, edito da Editori Riuniti  2002).

3) Ci furono due eccezioni: un attacco alla Sinagoga di Roma  nel giorno del Sukkot che causò la morte del piccolo Stefano Tasché ( due anni) e il ferimento di 37 persone a cura della banda di Abu Nidal, una gang che in odio a Arafat delinqueva al servizio miglior offerente.                                    Il secondo attacco, sempre con lo stesso protagonista, fu fatto all’aeroporto di Fiumicino. I nostri furono avvisati dai servizi segreti algerini, sempre leali e ben informati. Per non allertare i terroristi, si decise di non sostituire le sentinelle con tiratori scelti. La conseguenza furono due morti di troppo. L’Italia tenne i nervi saldi e non ruppe gli accordi come auspicato da alcuni. La pace dura da oltre un trentennio, fu causa dello scontro tra Craxi e gli USA. Gli ufficiali del ” servizio” che se ne occuparono vennero insidiati più volte.

Se Moro fu vittima di una ritorsione, la pista da seguire è questa, non altre. Ci fu anche un tentativo di scacciare dal servizio  il colonnello  Stefano Giovannone  ( capocentro a  Beirut)  a cura del comandante dell’ufficio UCSI (poi trovato nell’elenco P2) che rilasciava i Nulla Osta di segretezza NATO, ma l’iniziativa non andò in porto a causa della ferma opposizione dell’ufficiale officiato alla bisogna ( ex capo centro Medio Oriente) che rifiutò sdegnosamente un accordo personalmente  molto vantaggioso.

L’altro ufficiale responsabile dell’accordo, il colonnello Armando Sportelli, fu eliminato dal grande gioco grazie a un provvidenziale avviso di garanzia emesso dal giudice Carlo Mastelloni ( fratello di un teatrante, emise un mandato di cattura contro Arafat e espresse il desiderio di incontrare  la cantante Mina, ma non si spinse fino al mandato di comparizione…) di Venezia che aprì una inchiesta per la scomparsa dei “giornalisti” Toni e De Palo in Libano. L’ufficiale si dimise per non portar pregiudizio al servizio. L’inchiesta durò sette anni e si concluse con un nulla di fatto. Negli anni successivi, si provvide a mutare il DNA del servizio segreto, annacquandolo con la dipendenza dal Ministero dell’interno e con l’immissione di civili raccomandati  ( spesso figli di giornalisti e magistrati) e guardie di Finanza ( gestione Pollari). L’operazione smilitarizzazione dei servizi ebbe il beneplacito degli USA e fu coordinata con l’on Minniti, braccio destro dell’atuale candidato  silente alla Presidenza, Massimo D’Alema. 

4) L’Arabia Saudita ottenne ,dal premier  Giulio Andreotti, la sospirata autorizzazione a costruire una Moschea a Roma in cui ha investito oltre sessanta milioni di dollari in località viciniore alla sede della Brigata Corazzata dei carabinieri di Roma ( Monte Antenne). E’ la più grande d’Europa. Un gioiello d’architettura ( Portoghesi) e di artigianato ceramico marocchino. Non fu chiesta la reciprocità con la Mecca, dato che in quella città non ci sono cristiani e la Santa Sede acconsentì e non fece richiesta di ottenere una costruzione che sarebbe rimasta vuota.

5) Gli arabi sono stati sempre trattati discretamente bene dagli italiani che hanno avuto molte più ragioni di scontro con gli albanesi o i romeni o i latino americani ( specie ecuadoregni).

6) Se proprio dovessero progettare un attentato, questo verrebbe portato a termine nel Nord Italia ( tra Padova e Brescia)  e non a sud di Firenze, dove gli arabi sentono di essere di casa.  Altri mandanti potrebbero ricorrere a Pakistani o di altre etnie con minoranze islamiche ( es Filippini di Mindanao). Ho incontrato un arabo a Brescia che, pur non lamentando alcun cattivo trattamento  in loco ( casomai notava fredda correttezza di rapporti interpersonali) ricordava i suoi anni a Frosinone come il periodo migliore della sua vita e non ha mai menzionato l’Egitto natio.  si è trasferito a nord per ragioni economiche e si sente solo come un calabrese a Gallarate.

Ovviamente ci sono elementi di rilevanza penale in molti comportamenti individuali, ma la maggior partedei carcerati stranieri sono tunisini accusati di vendere Hashish e casomai litigano per il controllo dei giardinetti.

7) L’esperienza con le Brigate rosse  (e quella più recente con l’area antagonista) ha inoltre contribuito non poco a rendere anche il grosso delle nostre forze dell’ordine più ricettive e  avvertite circa la capacità di sorveglianza di persone dall’aria sospetta, la verifica degli affitti e il censimento delle località abbandonate e dei varchi di frontiera.  anche in tema di penetrazione nelle comunità gli italiani sono favoriti dalla somatica e dalla esperienza.

L’ultima esperienza francese in materia di terrorismo fu la guerra contro l’OAS e la fecero con i corpi paralleli del tenebroso Foccart tenendo indenne la polizia che , come abbiamo visto, attraversa oggi  una crisi profonda. L’esperienza inglese si limita all’Irlanda e quella americana  si concentra sulla tecnologia. Sanno, fotografano e intercettano tutto, ma non è detto che siano in grado di capire la mentalità, le iperboli tipiche della lingua e provvedere in tempo.  E’ il problema di chi si affida unicamente a Big Data, invece che all’intelligenza culturale.

8) i soli rischi che corriamo consistono nei rapimenti, su cui i nostri servizi ( e quelli francesi) fanno volentieri la cresta. Specie da quando questi riscatti  rappresentano le uniche fonti di approvvigionamento sicure per gruppi di banditi e di ribelli politici che vedono progressivamente ridotte dalle ricerche USA le donazioni di denaro a fini benefici attuate dalle pie donne a nome dei mariti.

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LA FRANCIA UN TEMPO COMBATTEVA “PER IL RE DI PRUSSIA” . POI PER IL RE DI SARDEGNA. OGGI PER IL PRESIDENTE U.S,A. dI Luca Tribertico

Una terza storia. ( Segue da ” Guerre esterne e terrorismo: due storie diverse”)

Francia, 13 gennaio 2015. Il Senato della Repubblica approva all’unanimità dei votanti, dopo la votazione favorevole della Camera dei deputati, il prolungamento dell’intervento delle forze armate francesi in Iraq. (488 contro 1). Continua a leggere

IL 9 SETTEMBRE 2012 SEGNALAVO I JIHADISTI FRANCESI E INGLESI VISTI IN SIRIA. EVIDENTEMENTE SONO STATO IL SOLO. di Antonio de Martini

Ribbloggherò il testo appena avrò fatto riparare il computer.
Per ora ecco il testo copiato.
Il titolo diceva che “il fondatore di médecins sans frontieres dire a Che metà dei feriti aveva passaporti francesi o inglesi.” Continua a leggere

GUERRE ESTERNE E TERRORISMO: DUE STORIE DIVERSE. di Luca Tribertico

A proposito di terrorismo interno e guerra esterna: due storie diverse.

Prima storia.

- 5 maggio 2005. In seguito alle elezioni nazionali al partito laburista vengono assegnati in parlamento 66 seggi, contro i 160 delle elezioni precedenti. Diversi commentatori evidenziano come il crollo dei consensi sia in parte attribuibile alla politica interventista del leader Tony Blair, in calo costante in seguito alla decisione dell’invio di truppe inglesi in Iraq nel 2003. Continua a leggere

IL RE ABDALLAH BIN ABDELAZIZ D’ARABIA SAUDITA AGLI SGOCCIOLI. TUTTO IL VICINO ORIENTE SUL CHI VIVE. di Antonio de Martini

Abdallah ben Abd El Aziz , re saudita in carica, 91 anni suonati, quattro recenti operazioni chirurgiche alla schiena, ricoverato all’Ospedale Abd el Aziz della Guardia Nazionale saudita comandata da Mitab il suo primogenito – quindi impenetrabile alla stampa e agli stranieri – il re è stato ” intubato” per “aiutarlo a respirare” a seguito di una polmonite che a quell’età raramente perdona.
È probabile che non sia cosciente. Continua a leggere

IRAN : INAUGURATO IL MONUMENTO AI CADUTI EBREI NELLA GUERRA CON L’IRAK ( 1980-1988).

L’Iran, come è ignoto ai più , è sede della maggiore colonia ebraica del vicino e medio oriente con oltre 30.000 persone che soggiornano stabilmente nel paese da trenta secoli e che ha dato a Israele anche un ex presidente della Repubblica ( Moshe Katazav). Continua a leggere

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