Archivi Categorie: Medio Oriente

UNA TRANQUILLA ESTATE O LA CALMA PRIMA DELLA BUFERA? di Antonio de Martini

Turchia, Siria e Ucraina formano il perfetto  intruglio con un pochino di cumino egiziano e morti iracheni “quanto basta” per tenere all’erta borse e analisti, ma nessuno ci scodella il piatto.

Dietro questa immangiabile polpetta preparata dal cuoco John Kerry per conto dello chef Obama, si intravvede l’impossibilità di far scivolare la Russia  dalla padella nella brace. Putin evita accuratamente di apparire aggressivo, ma cede terreno solo per recuperarlo in altra zona della padella.

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SIRIA: IL GAS USATO PER LE STRAGI ERA TURCO. LO SCOPO: L’INTERVENTO MILITARE USA. LA COMMISSIONE ONU STA ANCORA STUDIANDO. LA SCOPERTA FU INGLESE. LO RIVELANO ALLA VIGILIA DELLE CONCESSIONI PETROLIFERE. di Antonio de Martini

La rivelazione giunge a proposito poco prima dello sblocco delle gare di concessione per le prospezioni nel Levante mediterraneo.                                                                                                                             Seymour M. Hersh è un premio Pulitzer di giornalismo ( meritatissimo) che scrive da anni sul New Yorker di segretissimi segreti.  Le sue fonti nella intelligence community americana sono sempre affidabili e non si è mai prestato a versioni compiacenti.                                                                                                                                                                                     Se riesce a sapere una verità nascosta, la spiattella senza complimenti. Questa volta ha scritto sulla London Review of books ( http://www.lrb.co.uk ) ed ha spiattellato alcune verità scottanti sul conto di  Tajip Erdoghan, il cattivo di turno. Continua a leggere

PANORAMA GEOPOLITICO SULLE TRASFORMAZIONI IN ARRIVO E RELATIVE CAUSE. di Antonio de Martini

Tra Aprile e Maggio il mondo così come lo conosciamo si trasformerà:  dopo una inconsueta concentrazione di eventi elettorali,  dall’Afghanistan alla Tunisia, all’ Unione Europea, all’Ucraina, all’Egitto, all’India, al Libano,  all’Ungheria ( domenica), conosceremo i nomi dei nuovi interlocutori internazionali rappresentanti i punti più caldi del Globo, mentre alcune elezioni  amministrative hanno già definito nuovi ruoli:

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BARAK OBAMA. IPSE DIXIT: DEL PAPA ” LE SUE PAROLE CONTANO”. DELLE BASI ” NESSUNO DOVREBBE NUTRIRE DUBBI SUL NOSTRO IMPEGNO”. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Per chi sa leggere, è utile anche un comunicato ufficiale o una intervista per capire cosa bolle in pentola. Meglio l’intervista, perché non viene filtrata due volte, la seconda dai più maliziosi italiani.                                                                                                                                                               Rilasciando le sue dichiarazioni al  Corriere della Sera, il presidente Obama ha dato ragione – sulla visita al Papa –  a chi ha analizzato la situazione in termini di resa a Canossa . Ci sono due  dichiarazioni che meritano di essere ricordate.   La prima è sul Papa.

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OBAMA NON VIENE A ROMA, VIENE A CANOSSA. ECCO PERCHE’ di Antonio de Martini

Il Papa di Roma è l’osso più duro che sia capitato a Barak Obama da anni a questa parte.
Intanto perché, appena eletto, ha preso a invocare la pace, come tutti i predecessori, ma ha aggiunto i nomi e cognomi.
Ha chiesto ripetutamente e in mondovisione la pace nella ” amata Siria”..

Quando ha visto che non veniva ascoltato, come era accaduto a molti predecessori, ha ridicolizzato in mondovisione l’asserita impossibilità a trovare una soluzione politica.
Poi ha stretto un patto di unità d’azione con la chiesa ortodossa ed è passato a “vie di fatto” scatenando petizioni di vescovi, visite pastorali del patriarca maronita Rai ai cristiani d’Oriente ( in coordinazione con gli ortodossi) che hanno trovato in questi anni rifugio negli USA, per organizzare pressioni sugli eletti del Congresso e della Camera dei rappresentanti spiegando, chiedendo, pregando.

I contrari ad una azione militare – l’ennesima – tra gli americani balzò di oltre quindici punti percentuali pur nella assenza di appoggio dei mass media.

È stato allora che il premio Nobel per la pace, Barak Obama, ha capito che un miliardo e mezzo di persone non possono essere ignorate, specie se andassero ad aggiungersi al miliardo e mezzo di islamici con cui gli Stati Uniti non sono precisamente in buoni termini.

Da allora, è iniziata ( da Londra) una campagna che manterrà la sordina ancora a lungo, ma che non per questo sarà meno micidiale se si dispiegherà in tutta la sua potenza per distruggere o ridurre l’influenza dei cattolici nel mondo in generale e tra i nord americani in particolare.

Intanto, dopo la pausa obbligata del cambio di regnante, è ripresa la divulgazione esasperata dei casi – passati e presenti – di pedofilia nella Chiesa.
I lettori di questo blog hanno avuto modo di leggere la notizia che le Nazioni Unite, sede di Ginevra, affrontando il tema pedofilia, ignorando le misure già prese e maldestramente addentrandosi in questioni religiose di fede, hanno fatto autogol.

Le stesse fonti USA all’origine di questi slanci moralistici si sono ben guardate da citare il recentissimo caso di un pedofilo seriale Michael L. Merritt appartenente all’ U.S. Air Force della base di Ramstein in Germania del quale – dopo averlo a lungo coperto- hanno diffuso la fotografia su Star and Stripes. Un po’ poco. Specie se consideriamo che un generale di brigata dei paracadutisti colpevole di ” sexual harrassement” verso una sottoposta e inizialmente incriminato anche per violenza, se l’è cavata lo scorso venerdì con ventimila dollari di multa….

Il secondo fronte sul quale hanno attaccato il Vaticano è quello finanziario e ” l’osservanza delle regole etiche e di trasparenza bancaria”.

Si è trattato del secondo autogol,visto che tutte le maggiori banche americane e inglesi in queste settimane sono state colte con le mani nel sacco della falsificazione degli indici mondiali di transazioni sia sui mutui che sui cambi delle valute, con dimensioni tali da far apparire a livello di chierichetti che trincano il vino da messa, gli scivolini dello IOR. I suicidi dei banchieri anglosassoni coinvolti sono già a quota dieci.

Il nuovo Papa ha poi installato due commissioni di inchiesta su questi punti deboli della Chiesa e, al tentativo di non farlo andare in Israele col pretesto di uno sciopero degli addetti al protocollo dell’aeroporto, ha risposto da par suo, dicendo che non era un problema. Poteva farne a meno.

Per poter inasprire gradatamente i toni, l’amministrazione Obama ha bisogno di nuove scuse, argomenti e pretesti.
Deve ricominciare lo scontro su nuove basi mostrando di essere fair e la visita serve a questo. Ci sarà forse anche un tentativo di ottenere una condanna della Russia di Putin, ma si tratta di ordinaria amministrazione per i diplomatici della Santa Sede.

Già durante l’Amministrazione Bush, col pretesto delle loro spending review, gli USA tagliarono gli aiuti per l’Africa alle organizzazioni cattoliche degli Stati Uniti ( 170 milioni di dollari). Non ho poi avuto modo di monitorare l’argomento, ma non credo che la situazione sia migliorata.

Insomma, dopo aver scimmiottato ( absit iniuria) i comportamenti polizieschi e brutali tipici della Unione Sovietica, gli USA adesso riprendono – con circospezione – il quesito di Stalin ” quante divisioni ha il Papa”?
I successori di Stalin lo hanno saputo. Adesso tocca a Barak.

CRONACHE LEVANTINE TRA PACE E GUERRA CHE AI MEDIA NON INTERESSANO PIU’. di Antonio de Martini

La crisi ucraina ha posto in stallo tutti i negoziati in corso – e non sono pochi – in attesa di vedere chi la spunterà. Se gli USA dovessero cedere a Putin ci sarebbero conseguenze politiche a catena  e viceversa. La posta è così alta che il confronto Continua a leggere

COSA SIGNIFICA LA CRISI UCRAINA PER LA GEOPOLITICA ITALIANA. di Antonio de Martini e Massimo Morigi

Se non fosse per gli aspetti di transizione epocale dell’attuale situazione internazionale, mettendo in confronto la crisi siriana con quella ucraina, verrebbe proprio da concordare su quanto scriveva Marx nel 18 brumaio di Luigi Bonaparte che la storia si ripete sempre due volte: “la prima come tragedia, la seconda volta come farsa”.

Gli Stati uniti non contenti dei sanguinosi e disastrosi effetti (disastrosi per i loro interessi) delle da loro eterodirette rivoluzioni arabe, con la crisi ucraina stanno infatti cercando di applicare, con altro evidente insuccesso e – per fortuna -  almeno per ora  nessun altrettanto copioso spargimento di sangue, la stessa strategia del caos, la cui filosofia può essere riassunta nel seguente modo: Continua a leggere

CRISI UCRAINA IN CRESCENDO PER SUPPLIRE ALLA IMPOSSIBILITA’ MILITARE DI INTERVENTO N.A.T.O. E SODDISFARE A PAROLE LA FAZIONE BELLICISTA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

La Francia, dopo aver aderito completamente alla linea americana di sospensione dei lavori preparatori del G8 di giugno a Sochi ed annunziato che non intende partecipare,  si è contemporaneamente offerta per una mediazione.

Insomma anche in questa vicenda, sembra che il Presidente Francois Hollande cerchi di tenere il piede in due scarpe.

La sola mediazione suscettibile di qualche chance di riuscita è quella di Julia Timoschenko che essendo riuscita a completare il mandato con una buona dose di ambiguità,  gode della sfiducia di entrambi i contendenti reali ( USA e Russia). Continua a leggere

GLI USA CONTINUANO LA POLITICA DI “APEASEMENT” VERSO L’IRAN: LICENZIATO IL CAPO DEI SERVIZI SEGRETI SAUDITI CHE ORGANIZZAVA GLI ATTENTATI. intervista a Antonio de Martini

in questa intervista Antonio de Martini spiega la doppia valenza del licenziamento di Bandar Bin Sultan dalla direzione dei servizi segreti.

Sgradito agli USA per eccesso di zelo e ai cugini della casa reale per ragioni dinastiche legate alla imminente successione.in Arabia Saudita. Si schiarisce il cielo del Libano e del Levante. La guerra di Siria va verso la sordina. Per maggiori dettagli vedi http://corrieredellacollera.com   di tre giorni fa e altri articoli alla voce Bandar Ben Sultan.

LIBANO: DOPO 330 GIORNI DI CRISI NASCE UN GOVERNO DI “LARGHE VEDUTE” COME DA NOI. di Antonio de Martini

Per poco il Libano non ha strappato al Belgio il primo posto in classifica per la crisi ministeriale più lunga di questa epoca.

Un onesto secondo piazzamento è però pienamente meritato. Nasce così il governo presieduto da Tamam Salam, uomo mite e destinato a passare alla storia come quello che alla fine è riuscito a mettere seduti al tavolo del Consiglio avversari ostinati del calibro di Hariri figlio e di Hezbollah  che in questo momento continua a combattere a Yarmouk alla frontiera siriana conto i ribelli. Tutti hanno convenuto di rinviare le attribuzioni delle zone di ricerca idrocarburi  a momenti più sereni. Continua a leggere

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