Category Archives: banks and finance

USA E RUSSIA: I DUE CORTEGGIATORI DELLA CINA SI PREPARANO AL DUELLO DECISIVO MENTRE I CINESI FANNO GLI INDIANI. .di Antonio de Martini

Mentre l’Ucraina si incammina tristemente verso il default, pur avendo un 40% di rapporto debito PIL (lo scorso aprile), il FMI ( Fondo Monetario Internazionale) è orientato a non chiedere la ristrutturazione del paese con cui ha massacrato la Grecia alla quale negò a lungo i 17 miliardi che ha invece rapidamente concesso agli Ucraini.

Senza ristrutturazione, la restituzione del debito è impossibile e si impone il default.
Con il fallimento del regime di Kiev inseguito dai creditori – tra cui la Russia- l’immagine dell’America ( che non ha prestato quasi nulla di suo) nei paesi slavi scivolerebbe allo stesso livello cui si trova oggi nel Vicino e Medio Oriente: zero.

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LA BANCA CENTRALE EUROPEA ISPEZIONA LE 130 BANCHE PIÙ GRANDI : IL 20% È BOCCIATO. PER ORA. di Antonio de Martini

Dopo almeno quattro anni di preavvisi e 1500 miliardi di finanziamenti a zero virgola interessi, la BCE ha effettuato i controlli preliminari sulla solidità delle principali banche della zona euro ( con trenta miliardi e comunque almeno tre banche a paese), prima di ” prenderle in carico” e controllarle poi direttamente a partire dal 4 novembre prossimo.

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TORNA LA CRISI E METTE ALLA PROVA TUTTI I RIMEDI ESCOGITATI DALLA DIRIGENZA EUROPEA. CHI PAGHERÀ SE NON FUNZIONANO? di Antonio de Martini

I potentati economico finanziari anglo-americani hanno nuovamente attaccato la fortezza Europa.
L’obbiettivo è colpire la BCE.
E con essa l’Euro, l’unica valuta in grado di piegare il dollaro.

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IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA NON ESISTE E L’ECONOMIA NON È UNA SCIENZA. STORIA DI UNA BRILLANTE DOPPIA IMPOSTURA. di Antonio de Martini

Il prossimo 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, i media di tutto il mondo consacreranno un’altra coppia di americani ( o similcultura) annunziando l’assegnazione del “premio Nobel” per qualche studio economico del tipo di quelli dei due premiati del 1997 Robert Merton e Myron Scholes che ottenuto il premio e creato un Hedge fund ( il Long Term Capital Management) basato sulle loro teorie, fallirono un anno dopo. Fu la prova generale di quel che poi è accaduto a livello mondiale – grazie anche allo sviluppo informatico –  con la crisi che stiamo tutt’ora subendo.

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ARRIVA LO SCHEMA “PADRE” PER SALVARE L’EURO E SFIDUCIARE LE BANCHE CHE DA NOVEMBRE VERRANNO MESSE SOTTO TUTELA ? di Antonio de Martini

Ecco,attraverso il traduttore Google, la proposta PADRE, acronimo inglese di
“Metodo politicamente accettabile per la ristrutturazione del debito dell’Eurozona.”

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UNIONE EUROPEA: LA STAMPA FRANCOFONA ATTACCA LA GERMANIA. ESCONO I NUMERI….di Antonio de Martini

In questi giorni sono usciti due libri tedeschi che hanno offerto alla stampa di lingua francese , anche oltremare, di fare il punto sulla reale situazione della Germania.
L’offensiva francese credo serva a nascondere il fatto di aver raggiunto un rapporto deficit/PIL del 95% ( due trilioni di euro di deficit). Quando lo avevamo noi, Sarkozy e la Merkel si scambiavano sorrisetti di intesa in TV.

A noi interessa perché cominciano a indicare ciascuno i punti deboli dell’altro. Non siamo noi a sfigurare e se Renzi nel secondo trimestre di presidenza europea si sveglia, possiamo ristabilire l’equilibrio.

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CREDIT SUISSE. I CLIENTI AFRICANI VENGONO INVITATI A METTERE I LORO SOLDI ALTROVE. SONO UN RISCHIO REPUTAZIONALE. di Antonio de Martini

Se una decisione discriminatoria di questa portata che coinvolge un continente e gente di colore fosse stata presa a carico di un altro gruppo etnico o religioso – ad esempio armeni, mormoni o altri – il mondo bancario avrebbe tremato a causa dei latrati di una serie di purosangue della democrazia e opinion leaders di tutto il mondo sarebbero corsi in TV a offrire interviste e pareri.

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LE BANCHE CENTRALI DEL MONDO OCCIDENTALE ALLA RIUNIONE DI JACKSON HOLE DANNO I NUMERI. di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

La riunione annuale dei banchieri centrali tenutasi a fine agosto a Jackson Hole, nello stato americano del Wyoming, sorprendentemente ha dibattuto intensamente i problemi della disoccupazione, dei salari e dell’occupazione.
Non è stato così negli incontri degli anni scorsi quando a Jackson Hole solitamente venivano annunciate le politiche monetarie più accomodanti per la finanza, come quelle dei Quantitative Easing e della liquidità facile.

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CRISI ITALIANA E RENZI: AVER SCIACQUATO I PANNI IN ARNO NON È SERVITO? di Antonio de Martini

La crisi economica internazionale a lungo negata ha iniziato a produrre i suoi effetti dall’ultimo trimestre del 2007.

Da quella data ad oggi, i numeri italiani sono questi:

a) Il PIL ( o in inglese GDP) è sceso del 9%
b) La produzione industriale è scesa del 24%
c) Il debito pubblico è salito del 30%

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I FONDI AVVOLTOIO CERCANO UN NUOVO DEFAULT ARGENTINO . dI Paolo Raimondi e Mario Lettieri

Non è un default. In Argentina si sta combattendo la fase decisiva dello scontro tra lo Stato sovrano e i fondi speculativi.

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