Category Archives: antiterrorismo

TERRORISMO NEL MEDITERRANEO: AMMAESTRAMENTI DA TRARRE. ( prima parte)   di Antonio de Martini

1) Aggiornare le tecniche di combattimento: Quando nel 1980 il generale KENAN EVREN fece il colpo di stato in Turchia, vidi i militari di pattuglia a due a due camminare a venti passi di distanza l’uno dall’altro per non essere falciati dalla stessa raffica di kalashnikov. Questo elementare provvedimento, dopo 35 anni,  da noi non viene ancora applicato a casa nostra. Continua a leggere

TUNISIA: NUOVO SANGUINOSO ATTENTATO ALLA STAGIONE TURISTICA. SI ACCELERA IL PROGETTO DELLA LEGA ARABA DI COALIZIONE MILITARE CONGIUNTA.

Un attacco nella zona di Port El Kantaoui, ( Tunisia centrale)  zona turistica di massa costruita , come numerosi altri insediamenti, non in zona abitata dai locali.

L’attacco in spiaggia da parte di un isolato – forse una diversione- ha fatto numerosi morti e feriti, mentre l’attacco principale condotto da un gruppo di fuoco e mirante ad insediarsi in un albergo vicino, è fallito.

Probabilmente l’attaccante singolo- forse preso da ansia –  ha preceduto l’attacco principale invece di seguirlo e questo ha messo in allarme la sicurezza dell’albergo che ha sventato il colpo di mano.

L’obbiettivo è lo stesso dell’attacco dello scorso  18 marzo al museo del Bardo: rovinare la stagione turistica che, assieme all’esportazione delle olive e derivati, costituisce la principale fonte di valuta pregiata del paese.

Introiti sicuri consentono l’erogazione di prestiti a condizioni migliori e consentono minori garanzie ( collaterals)  verso le banche.

Il luogo scelto , minori controlli che nella zona di Tunisi è abbastanza lontano dalla zona del passo   Dove c’è una forte presenza di truppe antiguerriglia, mostra l’esistenza di una intelligenza tattica oltre alla intelligenza strategica che ha scelto di colpire il settore merceologico potenzialmente  più florido nel momento in cui i turisti europei cercano un luogo per le vacanze estive.

Il premier francese Manuel Valls ha emesso un Twitter in cui parla di terrore cieco. Errore, i terroristi vi vedono benissimo. Sono gli occidentali che non sono in grado di prevedere alcuna mossa per mancanza di cultura militare  adeguata  alla guerra rivoluzionaria  ( che invece i terroristi mostrano di possedere).

Per favore, ci risparmino le manifestazioni  intermediterranee col cartello ” je suis Ali” e pensino di affidare le contromisure a ufficiali di Stato Maggiore capaci di declinare le note della guerra rivoluzionaria, diano la competenza per questi reati ai tribunali militari e promettano ufficialmente l’impunità alla truppa. Avvolgano i corpi dei caduti avversari da seppellire in pelli suine e si appostino nei dintorni.

IRAK: MUORE IN PRIGIONE TARIK AZIZ, LA VOCE INTERNAZIONALE DI SADDAM HUSSEIN di Antonio de Martini

Ricoverato in ospedale a Nassirya – tristemente nota agli italiani-  quando ormai impossibile salvarlo, si è spento TARIK AZIZ l’unico membro del governo di Saddam di confessione cristiana.

Nominato ministro degli esteri nel 1983 e vice primo ministro nel 1991 si era costituito un mese dopo la caduta del regime nel 2003.

Il mondo intero sapeva  benissimo che non aveva mai avuto alcun potere reale, ma fu  AZIZ fu ugualmente processato e condannato a morte. 

La famiglia fece numerosi tentativi per salvarlo facendo appello ai leaders occidentali ed ai giornalisti con cui era stato in buoni rapporti, ma invano: doveva morire perché era ” il volto umano del regime baathista”, la prova che i cristiani d’Oriente non erano schierati con gli occidentali e la memoria storica di tutte le trattative intercorse tra gli Stati Uniti e Saddam Hussein.

Il premier Nouri al Maliki lo fece curare ( cardiopatico con problemi polmonari e diabete) perché potesse essere giustiziato per ” reati concerne i la repressione religiosa” in Irak nel 1980 che oggi farebbero ridere i bambini.

Nel trattamento inflitto  dagli USA a Tarik Aziz vediamo tutte le ragioni per cui l’occidente viene frustrato nelle sue ambizioni irachene. 

Il rifiuto a discutere con chiunque sia stato ” dall’altra parte” tipico di un certo puritanesimo USA. ; l’incapacità a trattare col vecchio nemico per sconfiggere il nuovo; il rifiuto a riconoscere un ruolo ai cristiani d’Oriente che non rientrano negli schemi culturali occidentali e nel piano del New World Order.

È noto che la resistenza  irachena più cruenta si sia coagulata attorno al ” re di fiori ” Izzat Ibrahim al Duri ex numero due del regime, e al “re di cuori” Hani Al Latif al Tikriti ex responsabile dei servizi speciali.

L’uno gestiva  tutto il potere di Saddam e l’altro quello del figlio Kusay. Erano i  fedelissimi veri padroni del partito e dei servizi speciali.  Sono tutt’ora latitanti e attivi da undici anni.

TARIK AZIZ li aveva costeggiati per venti anni, ne conosceva  carattere e punti deboli per le frequentazioni avute nelle alte sfere del governo e avrebbe certamente saputo come trovare un contatto, avviare una trattativa e ottenere almeno l’isolamento politico  dell’ISIS-DAESCH in nome del nazionalismo iracheno.

Una occasione perduta per capire e per stabilizzare uno dei due paesi chiave della penisola araba e non c’è più un George W. Bush cui attribuire la colpa.

MISTERI DELLA FEDE  E DELLA COERENZA DEMOCRATICA INTERNAZIONALE.

se il Katar versa dei fondi  a privati per ottenere l’assegnazione al suo paese dei campionati mondiali di calcio, interviene l’FBI, ottiene in un baleno che la Svizzera perquisisca la sacra sede della Federazione Internazionale del Calcio,( FIFA), l’arresto di tre serie di dirigenti di questa associazione internazionale con sede in Svizzera per un versamento di 10 milioni di dollari fatto dal Sud Africa nel 2010 per ottenere di ospitare il Mundial. Continua a leggere

ECCO LA PRIMA PUNTATA DELLA RUBRICA TV 

L’agenzia di stampa di Hezbollah e la verità sull’ISIS (Club Med puntata 2)

 

 

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L’agenzia di stampa di Hezbollah e la verità sull’ISIS (…

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Anteprima per Yahoo

 

 

COSA PENSANO GLI AMERICANI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI IN IRAK?  ” To do nothing is not an option” di Antonio de Martini

Il generale di Brigata Kurt Crytzer è il vice comandante del comando delle operazioni speciali presso il Central Command USA.

Martedì scorso ha tenuto una conferenza a Tampa , in Florida alla ” Special Operation Forces Industry Conference” un appuntamento annuale tra i leaders delle Special Operations e i rappresentanti delle industrie americane interessate a questo settore. Continua a leggere

COME E COSA PENSANO I TERRORISTI QUANDO SCELGONO UN OBIETTIVO IN EUROPA?  di Antonio de Martini

In questi giorni ho avuto molto daffare col mio “blog privato”. Molti amici infatti  sollevano problemi o quesiti cui rispondo individualmente, specie se i temi trattati rischiano di infiammare gli animi dei numerosi NN (narcisi nazistelli) che cercano di parlare degli ebrei anche quando parlo di collezionare farfalle.

Un quesito realmente pericoloso invece è il tema  periodicamente riaffiorante  che riguarda la possibilità che qualche terrorista si infiltri tra i migranti clandestini. Molti che in buonafede pongono questa domanda fanno in realtà il gioco di chi auspica distrarre l’attenzione dei terroristi dal proprio territorio e mandarli da noi. Continua a leggere

SIRIA: L’ESERCITO REGOLARE RESPINGE L’ISIS DA PALMYRA E DINTORNI. I SIRIANI E IL SITO ARCHEOLOGICO SONO AL SICURO di Antonio de Martini

Mamun Abdulkarim conservatore del museo e delle rovine all’aperto di Palmyra – oggi la città nuova si chiama Tadmor – e il governatore della provincia Talal Barazi hanno rassicurato il mondo, messo in subbuglio dal solito cialtrone del sedicente “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ”  e che viveda sempre comodamente a Londra,  con due dichiarazioni convergenti che riferiscono di “pericolo superato” e di ” attacco respinto”.

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CHI HA SPARATO A PAPA WOJTYLA ? COSA VUOL FARE A PAPA FRANCESCO. di Antonio de Martini

Una recente ricerca del ” fact tank” Pew research Center indica come formidabile la popolarità di Papa Francesco nel mondo. Questa è geopolitica.

Il Pew Research Center si presenta come un ” non partisan, fact finding” e specifica che “it does not take policy positions”.

Le interviste sono state fatte a 50.994 persone maggiorenni ( oltre i 18 anni) di 43 paesi ed è stata condotta dal 1 novembre 2013 al 5 giugno 2014. Senza badare al tempo o ai fondi necessari.

A livello mondiale risultano favorevoli all’attuale Pontefice il 60% degli abitanti, contrari il 11% ( tra cui Raoul Castro che medita di cambiare campo) e ” non sa o non si pronunzia o rifiuta di rispondere” il 28%.  Continua a leggere

ECCO IL LIBRO BIANCO DELLA DIFESA  ITALIANA. APERTO AI COMMENTI.


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