Archivi Categorie: antiterrorismo

SIRIA: LE OTTO OPZIONI MILITARI DI BARAK OBAMA SUL FRONTE EST. E LE DUE DI BACHAR EL ASSAD. di Antonio de Martini

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Mentre, come abbiamo visto nel post che precede, nell’Occidente ( Maghreb) arabo la situazione è sotto controllo tranne che nella Libia egemonizzata dagli angloamericani ( ai francesi hanno fatto scoppiare una bomba contro l’Ambasciata) , nel Levante ( Mashrek) arabo la situazione è resa piu complicata dalla presenza dello Stato di Israele e dall’assenza di una potenza dalle più che bimillenarie radici mediterranee – come l’Italia – capace di capire la cultura ed il pensiero levantino, rappresentando al meglio gli interessi dell’occidente.
Questa presenza e quest’assenza si sentono anche negli USA sottoposti come sono alle continue pressioni della lobby filo israeliana ( che richiede una interlocuzione continua) e quasi mai a pressioni riequilibratrici, dato che una lobby filo italiana degna del nome non esiste.
Fatte le recriminazioni di rito, passiamo all’esame della situazione militare ed al confronto delle opzioni disponibili per il Presidente americano.

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GUERRA DI SIRIA: È IL MOMENTO DELLA SCELTA TRA COMPROMESSO POLITICO E ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. PRESSIONI SU OBAMA E DISINFORMAZIONE SUL PUBBLICO. di Antonio de Martini

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Più di un amico mi ha espresso dubbi circa la mia analisi della attuale fase della crisi siriana.
” Dici che i militari siriani hanno vinto la partita sul terreno e la tregua è vicina, ma i recenti attacchi dinamitardi a Damasco e le dichiarazioni di Obama di ieri, fanno pensare il contrario.
Se gli Americani intervengono in forma diretta, per la Siria è la fine.”
So per esperienza che se tre persone ti fanno una obiezione, gli obiettori sono cento.

Come sempre quando c’è uno scontro militare tra una forza armata che dispone di aerei ed una che non li ha, la prima prevale anche se la seconda dispone di importanti sponsors che non mettono ” The boots on the ground”.

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LA GUERRA MEDITERRANEA INIZIATA DUE ANNI E MEZZO FA, ESPLODE ALLO SCOPERTO. NON C’È ODORE DI GAS, MA PUZZA DI IMBROGLIO. di Antonio de Martini

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Il 25 Aprile ho pubblicato un post dal titolo lungo e complicato ” I paesi francofoni iniziano a contrastare il reclutamento di volontari per la guerra di Siria. i paesi arabi anglofoni continuano. ecc. “

Il titolo interminabile e me ne scuso, serviva per iniziare a far capire una delle grandi differenze tra il mondo multipolare vissuto in Europa tra il 1945 e il 1992 ( resa dell’impero sovietico all’Inghilterra della Tatcher) e il mondo unipolare e globalizzato che si è affacciato col nuovo secolo.

Non mi stanco di ripetere che dal 2000 in poi, i sistemi di alleanze non hanno più senso.
Con la globalizzazione e la competizione economica, ogni paese diventa rivale di ogni altro.
Le alleanze durano fino a che conviene per togliere il mercato a un terzo paese e la guerra è essenzialmente guerra per la prevalenza economica.
I campi in cui ci si misura sono il cibo, l’acqua, le risorse minerali essenziali, l’energia, la demografia..

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ERRATA CORRIGE

Il giornale on line dal quale ho ripreso il testo sulla organizzazione e sul funzionamento della AISE è http://invisibledog.com e non invisibile. Il correttore automatico ha colpito ancora e io non mi rassegno a rileggere. Mi scuso e cercherò di rimediare.

Seconda parte , dove si parla della questione dei marò e del viaggio di Monti in Libia e di raccomandazioni del Quirinale, di Pio Pompa e Abu Omar e …

LE ALTRE RECENTI DEBACLES

Un’informativa richiesta all’Agenzia sulla situazione nelle Maldive. Risposta: tutto a posto. Due giorni dopo c’e’ stato il colpo di Stato.
L’area geografica in questione non rientra tra le priorita’ informative dell’Agenzia ne’ quindi viene monitorata piu’ di tanto. Si e’ tentato di fare millantato credito con particolare imperizia.

La questione dei due maro‘ a Cochin e degli ostaggi italiani nell’Orissa. Nel mezzo di questi eventi il capocentro a New Delhi va in pensione e non viene sostituito. Pensione raggiunta per limiti di eta’ quindi cronologicamente prevista.

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CHI HA UCCISO FRANCO LAMOLINARA IN NIGERIA ? CE LO RACCONTA UN INSIDER. ( primo di due post sull’intelligence – si fa per dire – italiano.)

http://corrieredellacollera.com ripreso da http://invisibiledog.com giornale on line
HO TROVATO UN ARTICOLO INTERESSANTE CHE AIUTA A CAPIRE PERCHÈ NON ABBIAMO CREDIBILITÀ IN POLITICA ESTERA. È SCRITTO DA PERSONA DEL MONDO DELL’INTELLIGENCE. LO PRESENTO IN DUE POST SUCCESSIVI. I NERETTI SONO MIEI.
FA CAPIRE CHE NON C’È ALCUNA COSPIRAZIONE CONTRO L’ITALIA. SEMPLICEMENTE, CI DISPREZZANO. E LO MERITIAMO.

PRIMO:
” La credibilita’ di un Servizio Informazioni che si dedica specificamente all’attivita’ di intelligence all’estero come l’A.I.S.E. (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) e’ in gran parte legata all’efficacia della propria capacita’ operativa,

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I PAESI ARABI FRANCOFONI INIZIANO A CONTRASTARE IL RECLUTAMENTO DI VOLONTARI PER LA GUERRA IN SIRIA. I PAESI ARABI ANGLOFONI CONTINUANO. È UN NUOVO CAPITOLO DELLO SCONTRO TRA CATTOLICI E PROTESTANTI. NEL LEVANTE URGE UNA INIZIATIVA ITALIANA, MAGARI ANCHE NON GOVERNATIVA. di Antonio de Martini

Gli algerini hanno capito, I marocchini pure, la Mauritania arranca ma cerca di arginare, insomma il Maghreb francofono si va organizzando affinche’ quello che e’ accaduto in Tunisia – Libia – Egitto, grazie a Qatar e Sauditi Wahabiti, non accada anche a casa loro e in Siria a dispetto degli accordi di Parigi tra Al-Thani e François Hollande.

Il mondo Anglofono (tranne Israele che e’ stato il primo ad accorgersi e adesso sul Golan prende i ribelli a cannonate) continua a sostenere (armi, soldi, logistica e appoggio politico) i ribelli siriani in cambio della promessa di qualche affaruccio post bellico.

Il quotidiano algerino Essharouk ( l’Oriente) Il 18 aprile ha dato la notizia che i servizi di sicurezza algerini hanno arrestato quattro persone appartenenti alla Islamic Salvation Army ( AIS, considerato il braccio armato del FIS Fronte islamico di Salvezza, il partito religioso ) nella provincia di Chlef con l’accusa di reclutare Jihadisti destinati al fronte siriano.

Singolare, ma mai fatto notare dai media,

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CONTINUA LA MARCIA DI AVVICINAMETO TRA I CATTOLICI E GLI ORTODOSSI CON GESTI SENZA PRECEDENTI. di Antonio de Martini

Dopo secoli di polemiche e scomuniche reciproche, i rapporti tra i cattolici ed il mondo ortodosso stanno vivendo una fioritura di primavera.
Dopo gli incontri e l’unità di intenti e di azione manifestati dai Cristiani di Siria, prima, e del Libano poi, ( col Patriarca Bechara Butros Rai che si recò a Damasco per l’intronazione del Patriarca ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente e poi incontrò a Mosca il Patriarca Kirill II e il presidente della Duma Sergej Naryshkin), dopo il gesto di cortesia liturgica senza precedenti della presenza del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli che ha partecipato alla cerimonia inaugurale del papato di Francesco e dopo l’adozione da parte del Papa della formula di insediamento ortodossa all’intronamento in San Giovanni in Laterano, ecco l’annunzio che il Patriarca Copto ( ortodosso) Tawadros di Alessandria verrà a Roma attorno al 10 maggio in visita al Papa e vi resterà alcuni giorni.

Quaranta anni fa, il suo predecessore Shenuda III incontrò Paolo VI dando il via alla stagione degli incontri.
adesso siamo alle intese liturgiche ed alla creazione di presupposti concreti di unione.
Nel corso della settimana a Roma ci sarà certamente una funzione mariana ed è possibile che vi siano ulteriori passi avanti reciproci.

La Madonna è venerata anche dagli islamici al punto che in Libano la festa mariana di maggio è stata fatta festa nazionale all’unanimità.

Il mese scorso, con un altro gesto denso di significati anche politici, il Patriarca Tawadros – eletto a novembre – ha partecipato alla inaugurazione del Patriarca cattolico
( copto) Ibrahim Sidrak di Alessandria.
Impensabile fino a un paio di anni fa.

Il riavvicinamento tra le due chiese – anche se necessitato dalle contingenti persecuzioni in Siria e in Egitto – assume una valenza storica di grande portata date le lotte feroci e le persecuzioni violentissime ( non ci si odia veramente che tra fratelli) che indussero i cristiani di oriente ad appoggiare gli invasori mussulmani contro Bisanzio pur di sfuggire alle torture organizzate dagli zeloti cattolici a caccia di eresie.

I cristiani in Egitto sono circa il 7% della popolazione,la stragrande maggioranza copti ( in Etiopia sono ancora la maggioranza). Negli ultimi mesi hanno avuto numerosi scontri mortali con gli islamisti al Cairo e nell’interno, fino alla pubblica denunzia di negligenza lanciata contro la polizia dell’ambiguo presidente Morsi dal Patriarca in persona.

A parte le convergenze dottrinarie, l’unità dei Cristiani d’Oriente ( nove milioni in tutto) si sta estendendo al mondo intero e consolidando, grazie alla crisi siriana che fornisce il banco di prova della solidarietà tra cristiani.

ARAB SPRING: LA TUNISIA SI RIBELLA ALLA SCEICCA DEL KATAR E ACCUSA PRESENZA DI MERCENARI PER DISTRUGGERE IL PAESE. ” ANCHE SE COPERTI D’ORO, SIETE ESTRANEI ALLA CIVILTA’ “. LA LIBIA SPAGE ARMI OVUNQUE E L’EGITTO E’ OTTIMISTA: HA COMPRATO LACRIMOGENI. di Antonio de Martini

T U N I S I A Il 9 aprile il Ministro dell’Interno ha reso nota la presenza di un gruppo di 11 terroristi nel governatorato di Kef, al confine con l’Algeria. Sul posto sono giunte le forze di sicurezza tunisine e algerine. L’8 aprile il Ministro della Giustizia Nadhir Ben Ammou ha incontrato a Tunisi l’ambasciatore degli Stati Uniti Jacob Walles e l’ambasciatore francese François Gouyette. Scopo dell’incontro è promuovere la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi e la Tunisia.

Intanto infuria la polemica politica tra la Sceicca Mozah ( moglie dell’emiro del Katar)

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AFRICA: I GENERALI USA SI DANNO ALLA BELLA VITA. È UN’ALTRA PROVA CHE LA LOTTA AL TERRORE È UN PRETESTO PER INSTALLARSI. E CHE IN ITALIA LE COSE NON VANNO. di antonio de Martini

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il neo segretario alla Difesa, Chuck Hagel, si trova alle prese con una prima
” grana” amministrativa delle tante che gli capiteranno durante il suo incarico.
Il Ministro ha ricevuto un ricorso di un maggiore generale comandante del Combined Joint Task Force-Horn of Africa – basato a Camp Lemonnier nella Republica di Gibuti – con la richiesta di annullamento della rimozione e della riduzione di stipendio inflitti dal suo diretto superiore il Generale a quattro stelle Carter Ham, Capo dell’US Africa Command a seguito di una ispezione.

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